ITALIANO BELLO • Storie in italiano – Details, episodes & analysis

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Podcast ITALIANO BELLO • Storie in italiano

ITALIANO BELLO • Storie in italiano

Italiano Bello

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🐣 Il pulcino pasquale (A1)

samedi 16 mars 2024Duration 03:21

Un pulcino vive in una fattoria. Tutti i suoi fratelli e le sue sorelle sognano di diventare galli e galline, ma lui è diverso. Da quando la mamma gli ha raccontato la storia del coniglio pasquale, lui vuole diventare come lui. Vuole diventare il coniglio pasquale.

Ma per un pulcino è molto difficile diventare un coniglio. Allora chiede aiuto alla sua mamma. 

«Mamma, come posso diventare il coniglio pasquale?»

«Devi dipingere le uova!» risponde lei. E gli dà un po’ delle sue uova bianche. Il pulcino le dipinge con i colori dell’arcobaleno e le mette in un cestino.

Ma dipingere le uova non è abbastanza. Allora va dai suoi fratelli e dalle sue sorelle.

«Miei cari fratelli e sorelle, come posso diventare il coniglio pasquale?» chiede il pulcino.

«Ti servono due orecchie lunghe!» dice uno.

«E una coda piccola e morbida!» dice un altro.

Il pulcino prende un po’ di cotone, crea una coda piccola e  morbida, poi disegna su un foglio due orecchie lunghe e le attacca a una fascia.

Ma ancora non è abbastanza. Allora va dal suo amico gatto.

«Gatto, come posso diventare il coniglio pasquale?»

«Perché non lo chiedi direttamente a lui?» risponde il gatto. «Domani è Pasqua!»

All’alba, il pulcino prende il suo cestino con le uova, indossa la coda e le orecchie e si mette alla ricerca del coniglio pasquale. Ha un solo modo per trovarlo: seguire le uova colorate! 

Una è dietro a un albero. Un’altra è nascosta nell’erba alta. Alcune sono vicino al recinto.

All’improvviso, il pulcino sbatte la testa contro qualcosa.

«Buongiorno» dice una voce.

Il pulcino alza la testa. È proprio lui, il coniglio pasquale!

«Finalmente ti ho trovato!» esclama felice il pulcino. «Dimmi, ti prego, come posso diventare come te? Vorrei tanto diventare un coniglio pasquale!»

«Perché vuoi essere come me?»

«Per nascondere le uova e fare felici i bambini!»

Il coniglio vede il cestino con le uova colorate. Vede la coda di cotone e le orecchie di carta.

«Non devi essere un coniglio per farlo. Tu sei un pulcino, e sei perfetto così. Guarda che belle uova che hai realizzato! Vieni con me, le nascondiamo insieme.»

E da quel giorno, ogni Pasqua, il coniglio pasquale nasconde le uova insieme al suo nuovo amico, il pulcino pasquale.

🎅 La renna Scooter e il lavoro ideale (A2)

dimanche 3 décembre 2023Duration 08:01

Quando pensiamo alle renne di Babbo Natale, ci vengono in mente le nove renne più famose: Ballerina, Cometa, Cupido, Donato, Donnola, Freccia, Fulmine, Saltarello e Rudolph. In pochi però conoscono la storia della renna Scooter. 
Scooter non era la renna più veloce, ma era sempre costante, proprio come un piccolo scooter. Un giorno però la sua magia si era esaurita. Beh, aveva lavorato per Babbo Natale per tantissimi anni. Adesso era anziano e doveva andare in pensione.
Così ha dato la triste notizia ai suoi colleghi: «Miei cari amici, sono anziano e non ho più magia. Sono diventato una comune renna! Purtroppo, non posso più lavorare con voi. Ma adesso cosa farò? Mi annoierò se non lavoro!»

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Leggi la storia completa e scarica gli esercizi gratuiti in pdf, ecco i link:

🇮🇹🇩🇪 IT-DE: La renna Scooter e il lavoro ideale

🇮🇹🇬🇧 IT-EN: La renna Scooter e il lavoro ideale⁠

PINOCCHIO 🇮🇹 (A1/A2) cap. 1-3

Episode 1

jeudi 15 septembre 2022Duration 09:24

C’era una volta…
«Un re!» pensano sicuramente i piccoli lettori. No, c’era una volta un pezzo di legno. Ma non legno di grande qualità; un pezzo di legno semplice, come quelli che si mettono nel camino...

Dal libro "Pinocchio" per principianti (A1/A2) di Bello Books, con tanti esercizi. Leggi e ascolta la storia di Pinocchio! Qui trovi il libro: LIBRO DI PINOCCHIO

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🇩🇪 Lies die Geschichte von Pinocchio auf Italienisch! Das Buch ist für Anfänger geeignet und enthält viele Übungen. Verfügbar sowohl als Taschenbuch als auch als PDF: Zum Pinocchio-Buch

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🇬🇧 Read the story of Pinocchio in Italian! The book is suitable for beginners and contains many exercises. Available both in paperback and as a PDF: To the Pinocchio book

A2 • Il gatto Franz e l'elfo di Natale

lundi 14 décembre 2020Duration 11:05

Seconda domenica di Avvento, Polo Nord.

Quest’anno è tutto diverso. Mancano solo tre settimane a Natale e Babbo Natale ha improvvisamente deciso che porterà i regali non solo ai bambini, ma anche agli animali domestici.
Questo annuncio ha gettato nel caos il reparto logistico del laboratorio di Natale. Gli elfi non se ne intendono per niente di regali per animali domestici, per questo il capo degli elfi manda subito alcuni di loro in giro per il mondo per raccogliere idee regalo. E così Lothar, l’elfo responsabile dei regali per gatti, e i suoi colleghi si mettono in viaggio.

Intanto, in Baviera.

È una sera fredda e senza vento. Franz e Sissi sono rimasti sul divano accanto al camino tutto il giorno. Ma ora è sera ed escono. Franz miagola allegramente ed è molto agitato. Adora le passeggiate.
«Sissi, facciamo un giro per i giardini dei vicini e vediamo se c'è del cibo per gatti sulle terrazze.»
Ma Sissi alza gli occhi al cielo e sparisce nei campi che si trovano vicino alla loro casa.
Allora Franz fa il giro dei giardini da solo. Trova del cibo in due posti diversi ed è molto felice. Alla fine si siede soddisfatto ai margini del campo, guarda la luna e inizia a pulirsi.

All’improvviso sente un rumore. Che cos’è? Rizza le orecchie. Qualcuno si lamenta? Sì sì, sembra proprio così… e il rumore diventa sempre più forte! Franz osserva il campo con l’orzo invernale. Forse qualcuno ha bisogno di aiuto!
Poi vede le spighe muoversi e subito dopo appare Sissi. Ma che cos’ha in bocca?
Ma quello non è mica…? Oddio, Sissi ha catturato un elfo!
Sì sì, Franz ne è sicuro, li ha visti spesso nei film di Natale in TV.
«Sissi, che cosa fai? Lascia subito andare l’elfo!»
Sissi lo appoggia a terra, ma lo blocca con una zampa affinché non scappi.
L’elfo inizia subito a lamentarsi dicendo qualcosa di una missione importante per Babbo Natale con la sua vocina stridula, ma Sissi lo ignora.
«Sissi, non senti quello che sta dicendo l’elfo? Sembra importante, ti prego, lascialo!» dice Franz.
«Sei completamente uscito di senno?» esclama Sissi arrabbiato. «Sai quanto sono deliziosi gli elfi? Beh, anch’io non lo so, ma ha un profumo delizioso. Non me lo lascerò scappare, non ora che ne ho finalmente catturato uno!»

Nel frattempo l’elfo è svenuto e Franz è disperato. La missione per Babbo Natale è sicuramente importante! Pensa in fretta a una soluzione e alla fine gli viene un’idea.
«Sissi, senti, dammi mezz’ora e ti porto qualcosa che è ancora più delizioso dell’elfo.»
Sissi lo guarda con aria scettica. «Venti minuti» dice infine.
E con questo la discussione per Sissi è finita, si sdraia sull’elfo e si addormenta.

Franz deve sbrigarsi. Corre tra le spighe e cerca qualcosa. Qualche giorno prima, mentre scavava, aveva trovato un pezzo di metallo rotondo, che poi aveva lasciato lì da qualche parte. Franz cerca con attenzione e alla fine lo trova. È una moneta molto antica, sembra d’argento, sopra ci sono dei numeri, un uomo con un elmo e delle strane scritte. La afferra e poi corre verso il Confine Magico.
Il Confine Magico è una linea invisibile che segna la fine del suo territorio. Franz non è mai stato oltre il confine… Ogni abitante lì ha un cane, l’odore là gli fa paura e non ci andrebbe mai volontariamente.

Ma stasera è tutto diverso.

.....

Leggi la storia completa con traduzione e altre storie su italiano-bello.com

A2 • Il cane Rocky e la magia del Natale

samedi 12 décembre 2020Duration 06:48

È una mattina molto fredda di dicembre e Padroncina ed io facciamo una lunga e bellissima passeggiata nel bosco. Ci sono tanti odori interessanti: odore di altri cani, di cinghiali, di topi, di cervi... Ma poi sento un odore che non conosco e lo seguo. Sono un cane molto curioso!

Padroncina urla il mio nome. Di solito sono un cane ubbidiente, ma l‘odore è davvero interessante! Attraverso un cespuglio e poi mi fermo, perché trovo qualcosa... Sembra un cervo, ma non è esattamente un cervo. È una renna.

La renna trema e sembra molto stanca. 
«Ciao! Tutto bene? Hai bisogno di aiuto?», poi mi presento: «Mi chiamo Rocky, abito qui vicino.»
«Piacere, io sono Fiocco. Sì, sto abbastanza bene, grazie. Io… io volevo solo aiutare Babbo Natale…» 
«Che cosa? Conosci Babbo Natale?» gli chiedo emozionato. 
«Sì, certo! Vengo dal Polo Nord.» 
«Caspita! E perché sei qui? Che cosa è successo?»
«Volevo trainare la slitta come le grandi renne... Ma Babbo Natale ha detto che sono ancora troppo piccolo. Devo aspettare l‘anno prossimo, quando sarò grande e forte. Ma io mi sono nascosto sulla slitta. Stamattina Babbo Natale è partito per l’Italia per andare a trovare la Befana, la sua amica strega. Purtroppo c‘era molto vento, la slitta si muoveva a destra e a sinistra… e alla fine sono caduto in questo cespuglio.» 
«Ma no, mi dispiace! Ti sei fatto male?» 
«Sto bene, grazie. Solo la gamba mi fa un po’ male... Ho anche molto freddo… e molta fame.» 
«Vieni con me, ti porto a casa. Lì puoi mangiare qualcosa, scaldarti e riposarti. Poi troviamo un modo per farti tornare a casa.»

E così torno da Padroncina insieme a Fiocco. Lei è molto stupita, ma poi vede che Fiocco zoppica e andiamo a casa tutti insieme.
Una vera renna di Babbo Natale a casa nostra! penso emozionato.
Padroncina dà a Fiocco alcune carote e una bella coperta calda. Mentre Fiocco si riposa, penso a come farlo tornare a casa, al Polo Nord. I suoi genitori gli mancano sicuramente... 
«Non hai un modo per chiamare Babbo Natale?» gli chiedo. 
«Sì, certo, ma posso chiamarlo solo il 24 dicembre. Guarda: questa piccola campanella sul mio collare è una campanella speciale. Alla Vigilia di Natale diventa una campanella magica. Quel giorno posso chiamare Babbo Natale. La mia mamma la chiama la Magia del Natale. Ma fino al 24 che cosa faccio?» chiede lui triste. Oggi è il 20 dicembre.
«Non preoccuparti, puoi restare da noi fino alla Vigilia! Poi chiami Babbo Natale e lui ti riporta a casa.» 
«Davvero? Grazie, sei molto gentile!» 
La sua gamba è guarita, così facciamo tante passeggiate insieme, giochiamo, guardiamo la TV e alla fine siamo diventati veri amici.

Arriva la Vigilia di Natale e io sono molto emozionato di incontrare Babbo Natale. 
«Fiocco, adesso chiami Babbo Natale?» gli chiedo impaziente. 
«Sì, ci provo!» 
Fiocco pensa molto intensamente alla sua casa e chiama Babbo Natale con il pensiero. 
«Guarda, la campanella splende!» 
Fiocco ed io guardiamo affascinati la campanella. Ma dopo pochi secondi si spegne. Aspettiamo e aspettiamo... ma non succede niente. Allora Fiocco ed io facciamo un pisolino. All‘improvviso ci svegliamo perché sentiamo un rumore forte sul tetto. Capiamo subito: è arrivato Babbo Natale! Padroncina sta facendo la doccia e non ha sentito niente.

......

Leggi la storia completa e altre storie su italiano-bello.com.

A2 • La storia di Rudolph

samedi 12 décembre 2020Duration 06:38

In un paese lontano lontano nel freddo Nord, dove la neve è più bianca e le notti più lunghe, c’è un piccolo villaggio di renne. Alcune di queste aiutano Babbo Natale a distribuire i doni in tutte le case. Amano giocare con la neve, correre, saltare. Lassù, insieme ai suoi genitori, vive il piccolo Rudolph.Tutte le renne hanno un nasino marroncino e lucido, Rudolph è diverso: il suo naso è grande e rosso, brilla di giorno, è luminoso di notte! Ogni volta che Rudolph si sente in imbarazzo diventa ancora più rosso!
Rudolph è una renna molto buona e il suo sogno più grande è trainare la slitta di Babbo Natale, per rendere felici tutti i bambini, ma con il suo grosso naso rosso ha paura di non essere adatto.
Il povero Rudolph a volte cerca di nascondere il suo naso, coprendolo di fango, ma dopo poco il fango si sgretola, e viene scoperto. Le altre renne lo prendono sempre in giro: «Il naso di Rudolph è proprio uno spettacolo! Sembra una lampadina! Rosso come una rapa!»
Così Rudolph non gioca mai con loro, si nasconde, resta sempre da solo e spesso piange. È felice solo nella sua casetta, in compagnia di mamma e papà, che lo incoraggiano e lo aiutano. Grazie a loro Rudolph spera sempre che le cose vadano meglio.

La sera della Vigilia, nel villaggio di renne scende una grigia e pesante nebbia. Rudolph la osserva stupito, è così fitta che si riesce a vedere solo il suo naso luminoso! Nel Polo Nord, anche Babbo Natale sembra molto preoccupato per il brutto tempo. Non ci sono né stelle né luna a guidare la sua slitta nel buio.
Sarà difficile passare attraverso la nebbia, pensa Babbo Natale, dobbiamo volare piano e basso per non perderci.
Così chiama a sé le sue otto renne preferite: Fulmine, Ballerina, Donnola e Freccia, Cometa, Cupido, Saltarello e Donato!
«Guardate la nebbia, è molto fitta, dobbiamo stare attenti questa notte! Venite presto, o non faremo in tempo a consegnare i regali!»
Le renne subito si preparano davanti alla slitta, Babbo Natale carica gli ultimi regali e in pochi minuti la slitta si alza in volo. Babbo Natale e le renne cercano di seguire le poche luci che vedono, ma rischiano di perdersi ogni passo sempre di più.
Quella sera Rudolph è da solo nella sua cameretta e si prepara a ricevere il suo regalo di Natale, mettendo un calzino ai piedi del suo letto. Si mette sotto le coperte sperando di vedere un giorno il suo sogno avverarsi.
La slitta di Babbo Natale vaga persa nella nebbia, le otto renne ormai sono stanche di correre senza meta e il povero Babbo Natale non sa proprio dove andare. Ad un certo punto però, intravede qualcosa di luminoso, poco lontano. Decide di avvicinarsi e vede una casetta piccola piccola, dove da una finestrella esce una bella luce rossa. Chissà che cosa sarà!

Babbo Natale entra nella casetta per vedere da dove proviene quella bella luce rossa. Apre la porta della cameretta e trova Rudolph che ronfa sereno. Babbo Natale lo guarda stupito e subito ha una grande idea, la migliore idea mai avuta! Sveglia piano il piccolo Rudolph e gli chiede se, con il suo grande naso rosso, può aiutarlo a trovare la strada per consegnare in tempo i regali dei bambini.
«La notte ormai è quasi finita e bisogna sbrigarsi!» esclama preoccupato.

........

Leggi la storia completa, la traduzione inglese/tedesco e guarda i video della storia su italiano-bello.com.

@ Una storia di Coccole Sonore

A1 • Un (a)tipico Natale

dimanche 6 décembre 2020Duration 10:55

È la Vigilia di Natale. È sera, fa freddo e nevica. Ma in casa c‘è un‘atmosfera calda e allegra. Il camino è acceso e c‘è musica di Natale. In salotto c‘è un bellissimo albero di Natale e un grande presepio. Dalla cucina arriva un profumo delizioso.

La casa è piena di persone. C‘è tutta la famiglia: Padroncina, la sua mamma e il suo papà, suo fratello e la sua fidanzata, i nonni, gli zii e anche i cugini. Sono seduti a tavola e cenano. Ma non è una semplice cena: è il cenone della Vigilia di Natale. Questa è forse la cena più importante dell‘anno!

In realtà, questa non è proprio tutta la famiglia: è la famiglia materna. Domani ci incontriamo con la famiglia paterna per il tipico pranzo di Natale. E a Santo Stefano pranziamo con alcuni amici. Eh sì, a Natale si mangia sempre tanto!
«Facciamo un brindisi!» dice il papà e alza il bicchiere di spumante.
Tutti alzano il bicchiere e dicono: «Cin cin!», «Buon Natale!», «Auguri!»

Come da tradizione, il cenone è a base di pesce. Hanno scelto ricette tradizionali, ma anche semplici da preparare. Di antipasto c‘è il salmone, di primo spaghetti alle vongole e di secondo pesce al forno.
Cody ed io siamo sotto il tavolo e aspettiamo. Padroncina ogni tanto ci dà un pezzo di pesce o di pane... ma dopo un po‘ vado a giocare con la palla con i cugini più piccoli. È divertente!
«Mamma mia, sono piena!» dice Padroncina alla fine.
«Tutto buonissimo, brava Francy!» dice zio Claudio alla mamma di Padroncina.
«Davvero delizioso! Mi devi dare la ricetta del pesce al forno» dice zia Kerstin, la zia tedesca.
Alla fine arriva il dolce: panettone e pandoro, i dolci tradizionali di Natale.

La nonna si siede sul divano e accende la TV. Su Italia 1 c‘è il classico film della Vigilia di Natale che va in onda ogni anno, Una poltrona per due. Altri giocano a carte. Giocano a scopa, il gioco preferito del nonno. Anche se il nonno ogni volta si arrabbia... Ma non giocano a carte a lungo, perché il papà di Padroncina inizia a distribuire le schede con i numeri per giocare a tombola! È un gioco di fortuna simile al bingo e tutti, ma soprattutto i cugini più piccoli, sperano di fare tombola per vincere il regalo più grande e più bello. Ma quest‘anno è il fratello di Padroncina che per primo ha coperto tutti i suoi numeri!
«Tombola!» urla felice sventolando la scheda. Che fortuna!
«Oh no! Mi mancavano solo due numeri!» si lamenta Padroncina.

Verso mezzanotte tutti escono. Il 24 dicembre molte persone vanno in chiesa e partecipano alla Messa di mezzanotte. Dopo la Messa si incontrano tutti in piazza, bevono il vin brulé e si fanno gli auguri di buon Natale.
Cody ed io restiamo a casa e aspettiamo Padroncina. Ma ho giocato tanto e sono molto stanca. Chiudo gli occhi. zzZZZZ

Mi sveglio. È l‘una e mezza. Padroncina apre la porta ed entra insieme alla sua famiglia. Bentornata, Padroncina! Cody ed io ci alziamo e andiamo da lei. Lei ci saluta e poi si toglie il cappotto, la sciarpa, il cappello, i guanti e gli stivali - fa molto freddo fuori! Poi va in bagno e si lava i denti. Infine si mette il pigiama e va a letto.
«Buona notte Kira, buona notte Cody, sogni d‘oro!» Sogni d‘oro, Padroncina! penso e mi addormento serena.

«Ecciù!»

Mi sveglio di nuovo. Sono le tre. Adesso che succede? Voglio dormire! Ma c‘è qualcuno vicino all‘albero di Natale. Non ci posso credere, è Babbo Natale!
«Cody, svegliati! C‘è Babbo Natale!» abbaio entusiasta.

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A2 • Il gatto Franz e le calze di Natale

samedi 5 décembre 2020Duration 03:39

Una sera, mentre i suoi umani guardavano un film di Natale su Netflix, il gatto Franz dormiva felice sul divano. All‘improvviso ha sentito qualcosa di molto interessante:
«… poi vi porto i regali, i dolci, ho ho ho!»
Franz si è alzato di scatto: Regali? Dolci? Per me? Adoro i regali!
Ha ascoltato attentamente cosa si diceva nel film e ha scoperto una cosa sorprendente: c‘è un uomo paffuto (come Franz!) con degli strani vestiti rossi che ogni anno porta i regali ai bambini buoni.
Franz ha pensato: Forse anche ai gatti buoni? Ci provo! e ha ascoltato con molta attenzione le istruzioni per ricevere i regali. Gli è sembrato che non fosse troppo difficile: si deve appendere qualche calza al camino e l‘uomo paffuto ci mette dentro i regali.

Quindi Franz ha elaborato un piano. Ha aspettato che gli umani si fossero addormentati e poi è andato a caccia di calze. È andato tutto benissimo. Franz ha trovato quattro belle calze: due con dei gatti - perfette per lui e per il suo amico, il gatto Sissi (è un maschio con un nome da femmina, ma non è colpa sua…), una molto grande - perfetta per il papà che mangia sempre molto, e una con un motivo natalizio per la mamma.
Ma mentre le guardava, ha pensato: La mia calza mi sembra un po‘ piccola. È meglio appenderne un‘altra perché anch‘io mangio sempre molto. Allora è andato a prendere un‘altra calza natalizia. Franz era molto soddisfatto del suo lavoro. Ha appeso tutte le calze al camino e ha aspettato, ma non è arrivato nessuno. Dopotutto non era la notte di Natale, ma Franz non lo sapeva. Lui non ci capisce proprio niente di tempo e date! Per lui ogni giorno è un giorno festivo. Alla fine era così stanco che si è addormentato.

Il giorno seguente la mamma si è alzata e ha cercato le sue calze, ma come mai c‘erano solo calze spaiate nell‘armadio!? È andata in soggiorno per cercare le calze mancanti e ha visto ciò che Franz aveva fatto! Una calza per ciascun membro della sua famiglia - una in più per Franz, tutte appese al camino per Babbo Natale!
La mamma era davvero commossa. Siccome Franz dormiva ancora, lei ha riempito silenziosamente tutte le calze: croccantini per i gatti, cioccolato per il papà e patatine per lei perché non ama i dolci.
Che gioia quando Franz si è svegliato! Era molto felice e anche orgoglioso che il suo piano fosse riuscito e tutto il giorno non ha fatto altro che parlarne: mao mao mao mao!

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A2 • È quasi mezzanotte - prima parte

samedi 21 novembre 2020Duration 02:52

Prima parte

È quasi mezzanotte.
I vicoli sono già deserti. Qua e là si sentono voci dalle finestre aperte. L’aria è ancora calda e un po’ umida, anche durante la notte. L’estate è durata molto quest’anno. Tra poco l’autunno comincerà e il tempo cambierà.

Però queste cose non sono molto importanti per la giovane donna, che si sta preparando per uscire in segreto. Sistema la sua tunica e si mette le scarpe di cuoio. Spegne la piccola lucerna e apre pian piano la porta di legno grezzo per non fare troppo rumore. Si guarda attorno e, non vedendo nessuno, esce. Le strade sono buie, ma trova la via anche senza luce. Deve sbrigarsi perché non ha molto tempo. Il suo amante, il suo amore segreto, non può aspettare molto. Devono incontrarsi sempre in segreto perché nell’antica Roma è vietato per una donna uscire da sola. Le regole dell’alta società sono molto severe. Normalmente esce di casa con una schiava, ma stanotte vuole essere da sola.

Gira l‘angolo e vede già la casa in lontananza. Si avvicina e bussa alla porta.
Si sente una voce che bisbiglia: «Chi è?»
La donna risponde: «Sono io, amore...»
La porta si apre e due braccia forti la tirano dentro la stanza. Un abbraccio forte tra i due amanti e le frasi «Mi mancavi...», «Finalmente sei arrivata...»
Non hanno molto tempo perché devono tornare a casa prima che la loro assenza venga scoperta. Dopo un paio di abbracci e baci devono lasciare questo luogo segreto. Si baciano un’ultima volta, si scambiano giuramenti d’amore e lasciano il luogo separatamente.

Non sanno ancora quando si vedranno di nuovo. Ma sanno che il loro amore è forte.

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La maledizione delle zucche #5

vendredi 30 octobre 2020Duration 02:51

CAPITOLO 5

_________

Fiona non sapeva bene cosa fare, così iniziò a camminare. Camminò a lungo, cercando di non pensare troppo a quella strana notte. Quasi senza rendersene conto giunse alla piazza dov’era stata la sera prima con Emma. Forse sperava di trovare delle risposte o una spiegazione logica a quello che era successo. Ma il villaggio di Halloween non c’era più. C’era il solito obelisco al centro della piazza e alcune persone che camminavano assorte nei loro pensieri. Ma di bancarelle, zucche o fauni nemmeno l’ombra. Se ne sono andati in fretta, pensò Fiona delusa.

Infine, Fiona tornò a casa e andò da Emma. Stava facendo colazione e le offrì un caffè. Fiona rimase per un po’ in silenzio, poi però decise di parlare del suo strano sogno.

«Emma, ti ricordi la zucca di ieri…» incominciò Fiona.

«La zucca? Intendi il risotto alla zucca? Buonissimo» disse Emma masticando un biscotto.

«No, no, non il risotto, intendo la zucca, quella che ho preso al villaggio di Halloween.»

Emma la guardò come se non capisse di cosa stesse parlando. «Quale villaggio?»

«Ma quello in centro, dove siamo state ieri sera…»

Ma Emma continuava a non capire. «Ieri sera sono venuta a cena da te, e poi abbiamo visto un film» disse, guardando Fiona come se stesse impazzendo.

«Emma, se è uno scherzo, non è divertente. Ieri volevamo guardare un film, ma poi siamo uscite perché tu avevi visto quella locandina…» Fiona iniziava ad arrabbiarsi.

«Senti, non so di cosa tu stia parlando. Forse hai fatto solo un brutto sogno.»
Già. Un brutto sogno. Fiona finì il caffè e se ne andò. Ma allora, che cosa è successo davvero? Ho davvero sognato tutto?

Fiona non lo scoprì mai, ma da quel giorno, ogni volta che vedeva una zucca, sentiva quella risata maligna nella sua testa. Da quel giorno, ogni zucca che vedeva sembrava seguirla con lo sguardo. Da quel giorno, Fiona non mangiò più neanche una zucca.

___________

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