Un coniglio e una città, una città e un Paese, un Paese e un continente, un continente e un mondo, un mondo e una banana che sorvola il golfo e altri luoghi. Storie...
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John Fitzgerald Kennedy a Napoli, la sua ultima città europea
Wednesday, June 9, 2021 • Duration
Il 2 luglio 1963 il trentacinquesimo Presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy, visitò Napoli: il primo Presidente USA in assoluto a visitare il capoluogo partenopeo. Quella di Napoli fu l’ultima tappa di un suo breve tour europeo e Napoli, inoltre, sarà l’ultima città europea che egli vide prima di essere assassinato nel novembre dello stesso anno. Oltre ottocento vigili furono messi a disposizioni dal sindaco in aiuto ai carabinieri e agli agenti dell’FBI. A bordo di una Lincoln, JFK attraversò la città da Bagnoli fino a Capodichino imbattendosi in una folla gioiosa di uomini e donne ammassati a bordo strada per stringergli la mano o semplicemente per vederlo e applaudirlo. Da ogni finestra e dai balconi dei palazzi che si ergevano ai margini del percorso dell’auto presidenziale campeggiavano le bandiere italiane e americane. Piazza del Plebiscito era gremita di persone e dal mare la Marina Militare riempiva l’aria col suono delle sirene. Il New York Times definì quella di Napoli “una delle accoglienze più calorose mai ricevute”. Raggiunto l’Air Force One all’aeroporto di Capodichino, alle 19:32, Kennedy, anche se a sua insaputa, diede l’addio all’Europa da Napoli.
Procida è un gatto ma...
Wednesday, June 2, 2021 • Duration
L’astronauta giapponese, Soichi Noguchi, dalla Stazione Spaziale Internazionale che orbita sopra le nostre teste, ha scattato un’immagine di Procida dallo Spazio e l’ha postata su Tweet accompagnandola con la frase: “La mia isola a forma di gatto preferita, Procida, una delle bellissime isole Flegree vicino Napoli”. E vista dall’alto, Procida, effettivamente sembra un gatto, un bellissimo gatto che cammina nel blu! Tuttavia, anche se può sembrare paradossale, nei primi decenni del 1700, quando l’isola era sotto il regno di Carlo di Borbone, la presenza dei felini era rigorosamente vietata poiché rappresentavano una minaccia per i pochi fagiani presenti sull’isola, volatili che solo il re poteva cacciare. Insomma, Procida era una riserva di caccia del re e il re imponeva l’assenza di gatti sull’isola punendo altresì ogni procidano che li allevasse. Alexander Dumas nel suo libro “I Borboni di Napoli”, descrive le incredibili violenze inflitte a un isolano solamente perché deteneva un felino in casa. Oggi, ovunque, nell’isola non vi è angolo in cui non vi sia un gatto a dormire, tanto che Procida viene anche chiamata “L’isola dei gatti”… in realtà Procida è un gatto, e chissà che questa forma non l’abbia raggiunta per burlarsi del re Carlo.
Geometric Bang - In futuro
Tuesday, June 1, 2021 • Duration
La street art colorata e giocosa dell’illustratore e muralista italiano Geometric bang, trasforma la stazione della Circumvesuviana di Gianturco in un angolo gioioso dove vi è raffigurata la città di Napoli disegnata come in un pop-up, attraverso una bellissima sovrapposizione di elementi naturali e culturali, animati e inanimati. Tra i mille colori ci sono l’immancabile Vesuvio, il Duomo e le torri del Maschio Angioino; ma anche curiose scale-mobili urbane, automobili a lievitazione magnetica, piccoli aeroplani a propulsione, un treno soprelevato e palazzi di vetro. Insomma, forse la Napoli del futuro, e “In futuro” è proprio il titolo dell’opera. Un lavoro di riqualificazione veramente importante.
MP5 - La cura della conoscenza
Tuesday, June 1, 2021 • Duration
Sul muro d'ingresso dell’edificio ex Palazzetto Urban, si staglia il murale “La cura della conoscenza” della street artist napoletana MP5. E’ un’opera tutta al femminile questa del quartiere Montecalvario, non solo per la mano dell’artista, ma anche per il soggetto, Ipazia celebre studiosa greca e il luogo, la sede del Centro Antiviolenza e del Centro Documentazione Condizione Donna, dove tra biblioteca e archivio di genere è custodito un immenso patrimonio di conoscenza e cultura. La street artist di fama internazionale, già fumettista e scenografa, MP5 a proposito della sua opera ha detto: “Per ‘La cura della conoscenza’ (Care for knowledge) mi sono ispirata alla figura di Ipazia, una donna di scienza vissuta nel IV secolo e considerata una martire della libertà di pensiero poiché uccisa a causa delle sua conoscenza scientifica. Ho avuto la possibilitá di visitare gli archivi del centro e lo sportello antiviolenza, che sono una ricchezza per la comunità, una ricchezza che deve diventare un elemento attivo della comunità; cosí ho pensato di associare a questo luogo Ipazia, colei che si prende cura della conoscenza e paga con la sua vita ma al tempo stesso diventa ispirazione per tutte le donne. Come Ipazia infatti l’archivio conserva scritti e documenti femministi per la ricchezza della cittá di Napoli e lo sportello antiviolenza si prende cura delle donne vittime di violenze di genere”.
I Simpson a Pompei
Thursday, May 27, 2021 • Duration
Nella stagione 17, episodio 8, I Simpson, a bordo di una Ferrari rigorosamente rossa, arrivano alle pendici del Vesuvio per visitare gli Scavi di Pompei. Mentre la famiglia si aggira tra gli scavi, Lisa spiega che quando il Vesuvio eruttò gli abitanti della città furono sommersi così velocemente dalla lava che quest’ultima ha permesso agli archeologi di effettuare dei calchi delle loro ultime esatte posizione al momento della morte. Finita la frase il cartone animato ci mostra il calco dei Simpson pompeiani del 79 d.C. immortalati nei loro ultimi momenti di vita, vale a dire: Homer che beve e strangola Bart; Marge, Maggie e Lisa che gli urlano contro. Ma la cosa esilarante è il commento di Homer alla vista delle statue di gesso: “Selvaggi!!”. Pompei è famosissima, l’hanno visitata tutti, perfino I Simpson!
Tom & Jerry a Napoli
Thursday, May 27, 2021 • Duration
I famosissimi Tom & Jerry, nel 1954, sbarcano a Napoli. Infatti, nell’86esimo episodio della serie animata creata dal duo americano Hanna e Barbera, il capoluogo partenopeo fa da sfondo a i continui inseguimenti di Tom verso il furbo e irraggiungibile Jerry. Arrivati in città con una nave da crociera, i due incominciano sin da subito a rincorrersi nelle piazze e nei vicoli della città, finché non si imbattono in un topo napoletano che, dopo averli aiutati dai soprusi di un cane prepotente, li riconosce come il famoso duo e si propone come guida turistica della città. I luoghi di Napoli visibili nell’episodio sono: il golfo dall’alto di Posillipo (famosissima veduta che non poteva mancare), l’isola di Nisida vista dal Parco Virgiliano, vicoli e scale dei Quartieri Spagnoli o della Sanità, la Galleria Umberto I e la fontana del Gigante dove, appunto, ho geo-localizzato questo loquis. Questo di Napoli è l’unico omaggio all’Italia di tutta la famosa serie che ha come protagonisti il gatto e il topo più popolari al mondo.
Via Ben-Hur
Sunday, May 9, 2021 • Duration
Napoli è l’unica città in Italia che ha intitolato una strada a Ben-Hur, vale a dire il protagonista dell’omonimo romanzo storico di Lew Wallace (edito nel 1880) nonché dell’omonimo kolossal cinematografico vincitore di 11 premi Oscar del 1959. Non sono riuscito a scoprire come mai in città vi è una via Ben-Hur, tuttavia omaggiare uno dei romanzi più tradotti e letti al mondo e uno dei film più spettacolari della storia del cinema non sembra una brutta idea. Se qualcuno è in ascolto e magari ne sa di più, può scrivermi un messaggio.
Largo Nanni Loy
Sunday, March 21, 2021 • Duration
Il 30 settembre 2019, il Comune di Napoli, a seguito di una petizione popolare, dedica lo spazio antistante l’Accademia delle Belle Arti di Napoli al famoso regista cagliaritano Nanni Loy che proprio in questo luogo girò una scena crudissima del film “Le quattro giornate di Napoli” del 1962. La data dell’inaugurazione non è casuale, infatti, dal 27 al 30 settembre 1943 i napoletani riuscirono a liberare la città dall’occupazione delle forze della Wehrmacht, questo episodio storico è ricordato appunto come “Le quattro giornate di Napoli” che Loy volle portare al cinema con un film vincitore di moltissimi premi. “E’ un grande riconoscimento – afferma Gugielmo Loy, figlio di Nanni – sperando che i più giovani possano non dimenticare quello che è successo in questa città negli anni del Fascismo. Mio padre è nato a Cagliari, ma ha amato profondamente Napoli, come dimostrano i suoi tanti film giranti in città”.
Lucky Luciano
Friday, March 12, 2021 • Duration
Questo loquis non ha intenzione di esaltare uno dei più famosi criminali che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto, vuole raccontare semplicemente una breve storia che lega il gangster newyorkese, colui che ha ispirato “Il padrino” di Mario Puzo, alla città partenopea. Luciano, infatti, visse gli ultimi anni della sua rocambolesca vita a Napoli, dove morì nel 1962. Lucky Luciano, nel 1936, fu condannato negli Stati Uniti d’America a cinquant’anni di carcere, dopo dieci anni, nel febbraio del 1946, fu scarcerato e graziato per servigi resi alla marina militare statunitense durante il secondo conflitto mondiale, con l’obbligo tuttavia di lasciare il Paese. Il gangster americano, pertanto, nel 1947, si stabilì in Italia, dapprima a Capri e poi a Napoli dove comprò, in via Tasso, un bellissimo appartamento con vista sul Golfo dove visse per dieci anni. Il 26 gennaio 1962, Luciano diede appuntamento all’Aeroporto di Napoli-Capodichino ad un produttore cinematografico interessato a girare un film sulla sua vita, giunto sul posto fu colto da infarto e morì, a 64 anni.
Orticanoodles - Giancarlo Siani
Sunday, March 7, 2021 • Duration
A 31 anni dalla morte di Giancarlo Siani, giovane giornalista napoletano ucciso dalla Camorra all’età di 26 anni, il duo di street artist Orticanoodles realizzano, grazie a una campagna di crowdfunding dal titolo “Un murale per Giancarlo Siani”, INWARD Osservatorio sulla Creatività Urbana, gli amici di Giancarlo, il fratello Paolo e i condomini vi via Vincenzo Romaniello, strada in cui viveva Giancarlo e dove fu assassinato la sera del 23 settembre 1985, un murale lungo quasi cento metri. I colori predominanti dell’opera sono il verde, il colore della speranza e dell’auto di Giancarlo, una Citroën Mehari; e il grigio seppia, colore dell’inchiostro della sua Olivetta M80 che egli utilizzava per i suoi articoli d’inchiesta. Nell’opera vi sono sette citazioni che vanno da Alda Merini a Vasco Rossi, passando per Nelson Mandela e Albert Camus, che descrivono il pensiero, le azioni e la vita di Giancarlo, ragazzo e giornalista da non dimenticare.