Back

Explore every episode of the podcast TWENTYFOUR

Dive into the complete episode list for TWENTYFOUR. Each episode is cataloged with detailed descriptions, making it easy to find and explore specific topics. Keep track of all episodes from your favorite podcast and never miss a moment of insightful content.

Rows per page:

1–50 of 253

TitlePub. DateDuration
Ep. 227 - tutto ciò che c'è da sapere su ogni cosa accaduta in un agosto in cui cestisticamente è successo di tutto e gli altri passaggi di oggi07 Sep 202600:43:38

Il pugno di ferro calato da Adam Silver sui Los Angeles Clippers chiude dopo dodici mesi esatti l'inchiesta più rovente della storia recente della lega, con cinque prime scelte cancellate, la multa più salata mai comminata a una franchigia e la sospensione di Steve Ballmer, mentre il verdetto restituisce a Pablo Torre e al suo Pulitzer una legittimazione clamorosa.

Sull'altra sponda di Los Angeles i Lakers passano di mano per la seconda volta in quattordici mesi, con la cessione record a Bob Iger e Josh Kushner che consuma definitivamente la dinastia dei Buss in una battaglia legale tra fratelli, mentre a Springfield la Hall of Fame consacra nove immortali e la pallacanestro tutta saluta Don Nelson, l'uomo che aveva inventato con decenni di anticipo il gioco che oggi praticano tutti.

L'Italia femminile torna intanto su un palcoscenico mondiale dopo trentadue anni di assenza e a Berlino sfiora l'impresa contro il superteam a stelle e strisce, mentre a Roma l'estenuante telenovela della panchina si chiude lontanissimo da come era cominciata.

E sullo sfondo la corsa miliardaria alle franchigie di NBA Europe e la rivoluzione delle licenze in Eurolega ridisegnano l'intera geografia del basket continentale, tra le offerte oltre il miliardo per Londra e una SuperCup nata ad Abu Dhabi e già in dubbio.   La linea durissima tracciata da Silver riuscirà a scoraggiare per sempre chi pensa di poter aggirare il tetto salariale o la potenza di fuoco legale dell'uomo più ricco dello sport americano finirà per ridimensionare la condanna, come già accadde ai Timberwolves un quarto di secolo fa? Questa Italia, capace di tenere gli Stati Uniti a cinquantacinque punti, è la squadra che può riportarci stabilmente nella parte alta del basket mondiale? E il nuovo assetto europeo, con la NBA che bussa alla porta e l'Eurolega che si blinda, porterà al nostro continente il salto di qualità che tutti aspettano o soltanto una guerra combattuta a colpi di miliardi?   Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.   TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così.   Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

TWENTYFOUR STORIES Ep. 25 | LA PELLE | Kevin Garnett: tutto è possibile04 Sep 202600:19:37

Dovevano essere ventiquattro, come i secondi di un possesso e come il nome di questo podcast. Ne sono venticinque, perché l'ultima non poteva che essere la sua: da dodici anni la faccia nel logo di Trash Talking è quella di Kevin Garnett, e oggi finalmente vi racconto perché.

Il ragazzo di Mauldin che nel 1995 saltò il ponte che nessuno saltava da vent'anni, dal liceo dritto al Draft, aprendo la strada a Kobe, McGrady e LeBron; il contratto da 126 milioni che contribuì a far esplodere una serrata; la pelle del lupo, il petto percosso, il trash talk più temuto della sua generazione; l'MVP del 2004, l'Ubuntu di Boston e l'urlo coi coriandoli addosso: anything is possible.

E poi il segreto che in pochi conoscono: il ventuno non era il suo numero. Era quello di un idolo diventato compagno, e poi diventato una ferita che non si chiude, una notte di maggio del 2000, di ritorno dalla festa per i suoi ventiquattro anni.

Con un epilogo arrivato tre settimane fa, che chiude il cerchio meglio di qualunque sceneggiatura.

Ultima puntata dell'estate, con i ringraziamenti a chi l'ha resa possibile.

LA PELLE (5/5) - quanto costa rimanere se stessi.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 24 | LA PELLE | Maya Moore: ventitré03 Sep 202600:13:13

Tre atti per la storia più straordinaria dello sport contemporaneo. Atto primo: la macchina da vittorie, 150 partite vinte e 4 perse al college, una striscia record di 90, quattro titoli in sette stagioni a Minnesota, un MVP, due ori olimpici, prima cestista donna della storia firmata da Jordan Brand, che nel presentarla parlò - profeticamente - del segno che avrebbe lasciato fuori dal campo.

Atto secondo: la scelta, a ventinove anni, all'apice, Maya Moore appende la maglia per una sola causa: liberare Jonathan Irons, arrestato a sedici anni e condannato a cinquanta in un processo senza uno straccio di prova fisica.

Atto terzo: il cancello che si apre il 1° luglio 2020, lei in ginocchio, il matrimonio, un figlio, la maglia al soffitto e la Hall of Fame. E un numero che lega tutto, due volte: il ventitré.

LA PELLE (4/5) - quanto costa rimanere se stessi.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 23 | LA PELLE | Mahmoud Abdul-Rauf: tiri liberi02 Sep 202600:12:09

Due voci per un uomo solo: il corpo e la volontà. Quello di Chris Jackson, ragazzino di Gulfport, Mississippi, si muoveva da solo - il collo che scattava, i gesti ripetuti fino alla perfezione - e nessuno seppe dargli un nome fino ai diciassette anni: sindrome di Tourette.

Nel frattempo la scuola lo puniva e lo spostava nelle classi differenziali. La volontà ne fece il miglior rookie nella storia del basket collegiale americano e poi il tiratore di liberi più preciso della sua epoca, due volte il migliore dell'intera NBA.

Poi gli fece scegliere una pelle nuova: l'Islam, e un nome nuovo, Mahmoud Abdul-Rauf. Finché, nel marzo 1996, scelse un solo movimento, non alzarsi per l'inno, e quell'unico gesto libero gli costò tutto: la sospensione, le minacce di morte, l'esilio a ventinove anni, una casa bruciata nel Mississippi.

Vent'anni prima di Kaepernick, che nel 2022 ha pubblicato la sua autobiografia. 

LA PELLE (3/5) - quanto costa rimanere se stessi.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 22 | LA PELLE | Dennis Rodman: guardatemi01 Sep 202600:13:29

Una fanzine punk letta ad alta voce: dodici frammenti per l'uomo più guardato e meno visto della storia del basket. Dennis Rodman raccontato per strappi: il padre sparito nelle Filippine, il ragazzo di un metro e ottanta tagliato per quattro anni dalla squadra del liceo, gli orologi rubati all'aeroporto per farsi degli amici e la madre che gli prepara la valigia e lo caccia, i venti centimetri cresciuti in un anno, il ragazzino dell'Oklahoma che gli ridà una famiglia, la notte del fucile nel parcheggio in cui "morì l'impostore", i capelli semaforo, il vestito da sposa sulla Fifth Avenue, i tre titoli coi Bulls e la fuga a Las Vegas interrotta da Jordan in persona, le lacrime di Springfield.

Fino agli ultimi due frammenti, i più difficili: una figlia con l'oro olimpico al collo, il contratto più ricco del suo campionato e una frase che nessun colore può coprire. 

LA PELLE (2/5) - quanto costa rimanere se stessi.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 21 | LA PELLE | Allen Iverson: l'inchiostro non si cancella31 Aug 202600:13:59

Si apre l'ultimo capitolo, e si apre in un'aula di tribunale. Perché la storia di Allen Iverson comincia con un processo vero - a diciassette anni, una rissa in una sala da bowling della Virginia, e una legge nata dopo la guerra civile per proteggere i neri dai linciaggi, riesumata per condannare lui - e prosegue con un processo lungo una carriera: quello alle sue treccine, ai suoi tatuaggi, alla sua musica, alla sua pelle.

TWENTYFOUR Stories lo racconta come un'arringa difensiva: il crossover su Jordan, l'MVP più basso della storia, i quarantotto punti e lo scavalcamento di Tyronn Lue, la verità dietro la conferenza stampa più fraintesa di sempre, la copertina in cui la sua stessa lega gli cancellò i tatuaggi, il dress code del 2005 e il ribaltamento finale: l'imputato diventato il precedente di un'intera generazione.

Si apre LA PELLE.

LA PELLE (1/5) - quanto costa rimanere se stessi.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 20 | LA FAME | Pat Riley: the disease of more28 Aug 202600:13:10

Giugno 1987, alla parata per il quarto titolo dei Lakers l'allenatore coi capelli all'indietro prende il microfono e fa la cosa che nello sport non si fa mai:"vi garantisco che l'anno prossimo vinceremo di nuovo".

Manterrà quella promessa.

Ma la vera eredità di Pat Riley è un'altra: è stato lui a dare un nome alla forza che raccontiamo da una settimana, definendola una malattia, the disease of more, la malattia del di più per cui "il successo è spesso il primo passo verso il disastro".

Dal padre eterno giocatore delle minors, quattro partite in Major League e basta, alla finale NCAA persa contro la Storia, dalle tre vite prima della panchina allo Showtime, dai Knicks alla Miami dei nove anelli complessivi.

Fino al 22 febbraio 2026, quando i Lakers gli hanno svelato una statua accanto a quella di Kobe. E a quest'estate in cui, a 81 anni, si è preso Giannis Antetokounmpo.

Il capitolo sulla fame si chiude con il suo medico.

LA FAME (5/5) - o mangi, o vieni mangiato.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 19 | LA FAME | Dirk Nowitzki: l'uomo che rimase27 Aug 202600:12:43

Una palestra di Würzburg, 1993: un adolescente goffo di quasi due metri incrocia un ex capitano della nazionale tedesca che fa il fisico e paragona il basket al jazz.

Nasce il sodalizio più strano di questo sport: niente pesi o schemi ma tiri dopo una piroetta, scherma, palleggi a ritmo di sassofono, notti a dormire in palestra e un calcolo preciso: la parabola perfetta a 47 gradi, da cui nasce il fadeaway su una gamba che cambierà il gioco.

Questa è la storia di Dirk Nowitzki e di Holger Geschwindner: l'umiliazione del 2006, il trofeo di MVP ricevuto da eliminato, la vendetta del 2011 contro i Big Three di Miami - giocata con un dito lacerato e trentotto e mezzo di febbre -  ventuno stagioni in una sola maglia, record assoluto, e una statua con incisa la frase che li riassume entrambi: loyalty never fades away.

LA FAME (4/5) - o mangi, o vieni mangiato.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 18 | LA FAME | Manu Ginobili: i penultimi saranno i primi26 Aug 202600:10:33

Notte del Draft 1999: mentre a Washington scorrono i cinquantotto nomi, un ragazzo argentino di ventun anni dorme in un albergo in Brasile, ignaro di tutto. Gioca in serie A2 a Reggio Calabria, e in diretta tv il suo cognome devono sillabarlo.

Lo sceglie San Antonio con la penultima chiamata, la cinquantasettesima: svegliato dal suo allenatore, risponde "sei sicuro?". Questa è la storia di Manu Ginóbili: il Grande Slam con la Virtus Bologna, l'oro di Atene 2004 strappato agli Stati Uniti da MVP, l'eurostep regalato al mondo, e la rinuncia che nessuna superstar aveva mai fatto: più di 700 partite iniziate in panchina, per scelta, in cambio di quattro anelli.

La fame che divora perfino l'ego.

LA FAME (3/5) - o mangi, o vieni mangiato.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 17 | LA FAME | Sabrina Ionescu: 2/24/2025 Aug 202600:10:22

24 febbraio 2020: la mattina, Sabrina Ionescu - ventidue anni, unica studentessa a cui sia stato chiesto di parlare - sale sul palco dello Staples Center davanti a ventimila persone e a Michael Jordan, per l'addio al suo mentore Kobe Bryant e a Gianna, l'allieva con cui costruiva il futuro del basket femminile.

La sera, dopo un volo charter e il vomito nello spogliatoio, scende in campo contro Stanford e diventa la prima nella storia del college, tra uomini e donne, a raggiungere duemila punti, mille assist e mille rimbalzi.

Nel giorno che il destino e il calendario avevano segnato insieme: 2/24/20, il numero di Gigi, quello di Kobe, il suo.

La cronaca delle ventiquattro ore in cui la fame passò di mano.

LA FAME (2/5) - o mangi, o vieni mangiato.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 16 | LA FAME | Kobe Bryant: ossessione24 Aug 202600:22:26

Oggi è il 24 agosto: il Kobe Day, l'8 e il 24 messi in fila. E oggi TWENTYFOUR Stories rompe il format: niente narratore, una lettera, letta al suo destinatario, scritta in italiano perché Kobe Bryant l'italiano non lo capiva, lo custodiva nel cuore: l'aveva imparato da bambino tra Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia, e l'ha parlato perfino sul palco degli Oscar.

Una lettera che cammina all'indietro: dalle due statue di Los Angeles ai 60 punti dell'addio, dai liberi segnati su un tendine d'Achille spezzato alle palestre vuote delle 4 del mattino, fino al bambino di sei anni che scavalcava il balcone di casa per andare a tirare nel campetto dell'oratorio.

La storia della fame più famosa dello sport mondiale e del posto dov'è nata.

Si apre LA FAME.

LA FAME (1/5)- o mangi, o vieni mangiato.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 15 | LE FERITE | DeMar DeRozan: dalle crepe passa la luce21 Aug 202600:08:59

Notte tra il 16 e il 17 febbraio 2018, Los Angeles: mentre la città festeggia l'All-Star Weekend, DeMar DeRozan - quattro volte All-Star, idolo di Toronto, cresciuto a Compton imparando a spingere giù tutto quello che sente - è solo in una stanza d'albergo con la porta chiusa a chiave.

Alle tre di notte prende il telefono e scrive su Twitter sette parole.

Questa è la storia della ferita che non si vede in nessuna radiografia, dell'uomo che per primo la mise per iscritto davanti a tutti e di come quella crepa abbia cambiato per sempre il modo in cui il basket parla di salute mentale.

La settimana delle FERITE si chiude con quella invisibile.

LE FERITE (5/5) - quello che il dolore lascia, quando smetti di sanguinare.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 14 | LE FERITE | Pete Maravich: la pistola che sparò due volte20 Aug 202600:09:50

Nel 1974 un ragazzo di ventisei anni, il giocatore più spettacolare del mondo, pronuncia davanti a un giornalista una frase destinata a diventare leggenda: "Non voglio giocare dieci anni nella NBA e poi morire d'infarto a quarant'anni."

Pete Maravich giocherà esattamente dieci stagioni.

E il 5 gennaio 1988, a quarant'anni, crollerà su un parquet per un arresto cardiaco un minuto dopo aver detto "mi sento benissimo".

Questa è la storia di Pistol Pete: i 44,2 punti di media al college senza linea da tre, il padre-demiurgo, la caduta, la pace ritrovata e l'autopsia che rivelò la ferita più nascosta di tutte.

LE FERITE (4/5) - quello che il dolore lascia, quando smetti di sanguinare.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 13 | LE FERITE | Shaun Livingston: quando tutto si rompe19 Aug 202600:08:32

Febbraio 2007: in un ospedale di Los Angeles, i medici parlano di possibile amputazione a un playmaker di ventun anni, arrivato in NBA dal liceo con addosso il paragone con Magic Johnson.

Il suo ginocchio ha ceduto tutto insieme - crociato anteriore, posteriore, collaterale, menisco, rotula - in un infortunio che nessun giocatore aveva mai subìto, e da cui nessuno era mai tornato.

Questa è la storia di Shaun Livingston: la ricostruzione pezzo per pezzo, le notti con quattro cuscini sotto la gamba, le anticamere della lega di sviluppo e i tre titoli vinti con i Warriors dall'uomo il cui coraggio quel referto del 2007 non era riuscito a misurare.

LE FERITE (3/5) - quello che il dolore lascia, quando smetti di sanguinare.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 12 | LE FERITE | Brittney Griner: 293 giorni18 Aug 202600:09:05

Il 17 febbraio 2022, all'aeroporto Šeremét'evo di Mosca, un cane della sicurezza si ferma sulla valigia di Brittney Griner: dentro ci sono due cartucce dimenticate, meno di un grammo di olio di cannabis prescritto per i dolori cronici.

Sette giorni dopo la Russia invade l'Ucraina, e la giocatrice più dominante del mondo diventa una pedina geopolitica: nove anni di condanna, una colonia penale dove i capelli ghiacciano e si cuciono divise per l'esercito russo, e uno scambio finale con un trafficante d'armi soprannominato "il mercante di morte".

Questo è il diario dei suoi 293 giorni — e della ferita che, certe notti, la riporta ancora in quella cella, anche adesso che a casa l'aspettano sua moglie e il figlio nato nel 2024.

LE FERITE (2/5) - quello che il dolore lascia, quando smetti di sanguinare.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 11 | LE FERITE | Derrick Rose: se il tuo dolore è il mio17 Aug 202600:10:33

Il 28 aprile 2012 Derrick Rose è il più giovane MVP nella storia della NBA, ha ventitré anni ed è l'idolo assoluto della sua Chicago. Poi un salto d'arresto eseguito un milione di volte, un atterraggio, e ventimila persone che ammutoliscono: il crociato si spezza, e con lui il futuro.

Questa è la storia di cosa succede dopo - le operazioni in serie, il "what if" che diventa un'ombra, i cinquanta punti in lacrime del 2018 - fino alla sera di sei mesi fa in cui la sua maglia è salita al soffitto dello United Center, accanto a Jordan e Pippen, e un vecchio compagno ha pronunciato la frase che apre questo capitolo: quello che abbiamo passato è il nostro trofeo.

Con oggi, si aprono LE FERITE.

LE FERITE (1/5) - quello che il dolore lascia, quando smetti di sanguinare.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep .10 | IL CUORE | Gregg Popovich: la famiglia che ti scegli14 Aug 202600:10:04

Ha vinto più partite di chiunque nella storia della NBA, ma chiedete dei suoi trent'anni a San Antonio a chi ha giocato per lui: vi parlerà di cene.

Gregg Popovich - figlio di un serbo e di una croata in una città d'acciaierie dell'Indiana, cresciuto tra due case divise - ha trasformato la tavola in un fondamentale e una squadra in una famiglia, mentre proteggeva la propria dietro un muro di riservatezza assoluta.

Questa è la storia di quel muro, della donna che ci visse dietro per quattro decenni, del giorno d'aprile in cui il basket intero si fermò per lei e del motivo per cui il mondo lo chiama con una parola che in inglese significa papà.

La settimana del CUORE si chiude ribaltando il tavolo: la famiglia non è soltanto quella che ricevi, è anche quella che ti scegli.

IL CUORE (5/5) - per chi stai giocando davvero.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 9 | IL CUORE | Manute Bol: l'uomo che guardava sempre indietro13 Aug 202600:09:51

Da un villaggio di pastori del sud del Sudan, in un paese dilaniato da una guerra civile da due milioni di morti, arriva nella NBA l'uomo più alto mai misurato dalla lega: Manute Bol, due metri e trentuno, cresciuto badando al bestiame e senza una parola d'inglese.

L'America lo tratta da fenomeno da baraccone, lui la usa come una banca per il suo popolo: ogni assegno, ogni ingaggio, perfino un incontro di boxe televisivo, tutto verso casa, fino a restare povero.

Questa è la storia dell'uomo che diede via tutto, del suo ultimo viaggio tra le scuole che stava costruendo e di una borsa lasciata su un aereo che cambiò il finale della sua storia. E di un paese, il più giovane del mondo, nato poco più di un anno dopo la sua morte e oggi perfino alle Olimpiadi.

IL CUORE (4/5) - per chi stai giocando davvero.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 8 | IL CUORE | Elena Delle Donne: l'amore si dice con le mani12 Aug 202600:08:37

Una notte di giugno del 2008, la numero uno del basket americano riempie un borsone al buio e scappa nel cuore della notte dall'università più vincente del mondo, dopo appena due giorni.

L'America la processa per anni, ma la verità sta a trecento chilometri da lì: una sorella nata sorda e cieca, che comunica con lei attraverso una lingua di segni inventata in famiglia, mano sopra mano.

Questa è la storia di Elena Delle Donne: la fuga da UConn, l'anno a pallavolo, la Lyme, il titolo vinto con tre ernie del disco, e il discorso di un mese fa alla Hall of Fame, dedicato all'unica persona che non poteva sentirlo.

IL CUORE (3/5) - per chi stai giocando davvero.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 7 | IL CUORE | Jalen Brunson: i destini dei padri ricadono sui figli11 Aug 202600:08:28

Giugno 1999: nello spogliatoio del Madison Square Garden, durante una finale persa contro San Antonio in cinque partite, corre un bambino di nemmeno tre anni. È il figlio del dodicesimo uomo dei Knicks, un playmaker mai scelto al Draft con un contratto non garantito ogni anno.

Giugno 2026: quel bambino, Jalen Brunson, batte San Antonio in cinque partite, riporta il titolo a New York dopo cinquantatré anni e viene eletto MVP delle Finals, con suo padre Rick seduto in panchina da assistente.

La storia di un'eredità fatta di fatica, di otto città cucite su un paio di scarpe, e della rima più perfetta che il destino abbia mai scritto al Garden.

IL CUORE (2/5) - per chi stai giocando davvero.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 6 | IL CUORE | Chris Paul: 61 bpm10 Aug 202600:10:39

Il 14 novembre 2002 Chris Paul firma per Wake Forest davanti alle telecamere: il giorno più bello della sua famiglia.

Ventiquattro ore dopo, suo nonno Nathaniel - Papa Chili, il proprietario di quella che si ritiene la prima stazione di servizio di un uomo nero nel North Carolina - viene aggredito nel vialetto di casa per il portafoglio, e il suo cuore si ferma.

Cinque giorni più tardi, un diciassettenne scende in campo con un'idea che non ha detto a nessuno: un canestro per ogni anno di vita del nonno.

Questa è la storia dei sessantuno punti più commoventi nella storia dello sport americano, del tiro libero sbagliato apposta e di un cerchio che si è chiuso da poco, con un addio annunciato tornando a casa, in North Carolina.

Si apre IL CUORE, il nostro secondo capitolo.

IL CUORE (1/5) - per chi stai giocando davvero.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 5 | LA VOCE | A'ja Wilson: la bambina che aveva paura di leggere ad alta voce07 Aug 202600:08:53

C'è una bambina che conta i paragrafi in un'aula della South Carolina, pregando che la campanella suoni prima del suo turno di lettura. Si chiama A'ja Wilson: nasconderà la sua dislessia per anni a tutti, e diventerà la giocatrice più dominante del pianeta.

Quattro volte MVP, tre titoli, Atleta dell'Anno su TIME. Fino al giorno in cui, davanti alla statua di bronzo con il suo volto, leggerà ad alta voce la storia di sua nonna Hattie: nel punto esatto della città dove lei, un tempo, non poteva nemmeno camminare.

La settimana della voce si chiude in luce.

LA VOCE (5/5) - cosa fai con quello che non riesci a dire.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 4 | LA VOCE | OG Anunoby: nel nome del padre, nel talento della madre06 Aug 202600:11:07

OG Anunoby è l'uomo che il basket considera un mistero: interviste di una parola, nessuna spiegazione, mai.

Ma il suo silenzio ha una storia: una madre velocista di livello nazionale in Nigeria, morta quando lui non aveva ancora dieci mesi e un padre professore universitario che crebbe sette figli da solo, con una regola sola - non si parla, se non è necessario - e che morì un anno dopo averlo visto arrivare al Draft, con un titolo NBA guardato in borghese a ventun anni, dopo un'operazione d'urgenza.

Fino alla notte del Madison Square Garden, sette anni dopo: la rimonta più grande nella storia delle Finals chiusa dal suo tap-in a un secondo e due decimi dalla sirena. Il primo titolo di New York dal 1973, stavolta, vinto in campo.

Il silenzio, in questa storia, non è un carattere: è un'eredità, ricevuta due volte.

LA VOCE (4/5) - cosa fai con quello che non riesci a dire.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 3 | LA VOCE | Isaiah Thomas: do it for her05 Aug 202600:08:47

Il 15 aprile 2017, la vigilia dei playoff, Isaiah Thomas perde la sorella Chyna, ventidue anni, in un incidente stradale.

Quello che fa nei diciassette giorni successivi non ha precedenti: gioca il giorno dopo in lacrime con il nome di lei sulle scarpe, vola a cinquemila chilometri per leggere l'elogio funebre, perde un dente sul parquet, passa ore in sala operatoria e la sera del compleanno di Chyna segna 53 punti, il massimo della sua vita.

La storia del dolore giocato invece che raccontato, fino alla frase più devastante mai pronunciata a bordo campo.

LA VOCE (3/5) - cosa fai con quello che non riesci a dire.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 2 | LA VOCE | Phil Jackson: il maestro che non sapeva parlare con Dio04 Aug 202600:09:33

In una casa del Montana senza televisione, senza cinema e senza ballo, tutti parlavano con Dio. Tutti tranne Phil Jackson: il figlio dei due predicatori, l'unico della famiglia a cui quella voce non arrivò mai, per quanto la pregasse.

Da quella ferita invisibile nasce l'allenatore più vincente della storia del basket: l'uomo che fece meditare Michael Jordan e Kobe Bryant, che non chiamava i timeout per insegnare alle squadre a salvarsi da sole e che trasformò il silenzio in un metodo da undici titoli.

Il Montana, le lingue mai ricevute, lo zen, i Knicks ribelli e i Bulls immortali: la storia del maestro, dall'inizio.

LA VOCE (2/5) - cosa fai con quello che non riesci a dire.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

TWENTYFOUR STORIES Ep. 1 | LA VOCE | Tim Duncan: l'uomo che fece del silenzio un fondamentale03 Aug 202600:10:54

C'è un'isola dei Caraibi dove il basket non contava niente e l'acqua era tutto.

Tim Duncan, a tredici anni, era tra i migliori nuotatori d'America della sua età: poi un uragano gli portò via la piscina, e un tumore gli portò via la madre, la voce più forte di ogni suo bordo vasca, il giorno prima del suo quattordicesimo compleanno.

Da lì, una promessa mantenuta per una donna che non poteva più sentirla, quattro anni di college rifiutando due volte la prima scelta del Draft, e solo poi la carriera più silenziosamente vincente della storia: cinque titoli, due MVP, nemmeno una parola fuori posto.

La settimana della voce comincia dall'uomo che ne fece un fondamentale.

LA VOCE (1/5) - cosa fai con quello che non riesci a dire.

TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti.

buymeacoffee.com/twentyfour

Ep. 226 - l'indagine NBA su Leonard e i Clippers potrebbe non chiudersi prima del 2027 a dispetto di quanto assicurato da Silver e in linea con quanto sostiene Pablo Torre e gli altri passaggi di oggi31 Jul 202600:25:45

L'indagine della NBA sui Los Angeles Clippers rischia di prolungarsi fino al 2027, congelando la trade di Kawhi Leonard ai Toronto Raptors a causa dei tempi burocratici dell'arbitrato sui presunti compensi illeciti legati allo sponsor Aspiration e di un secondo filone di inchiesta su un'altra operazione illecita del giocatore. LeBron James annuncia intanto una docuserie in collaborazione con ESPN per raccontare la sua ventiquattresima stagione, una massiccia operazione mediatica per capitalizzare la firma con i Philadelphia 76ers e consolidare il proprio status nel dibattito sul miglior giocatore di sempre. A Ovest deflagra invece il muro contro muro per il rinnovo del Moda Center: il vertice tra i Portland Trail Blazers di Tom Dundon e l'amministrazione cittadina finisce in un nulla di fatto, rendendo lo spettro del trasferimento della franchigia fuori dall'Oregon un'opzione concreta.

Prima delle consuete tre domande, una parentesi speciale: la prima stagione di TWENTYFOUR si ferma oggi, forte di numeri in classifica straordinari raggiunti unicamente grazie al vostro supporto. Ma il basket non va in vacanza e da lunedì 3 agosto partirà TWENTYFOUR STORIES: cinque settimane di racconti esclusivi per esplorare il lato umano di questo gioco. 

Il clamoroso allungamento dell'indagine costringerà i Raptors ad annullare in via definitiva l'acquisizione di Leonard per non paralizzare il proprio roster? L'eventuale quinto anello conquistato a Philadelphia basterebbe a consegnare a LeBron l'etichetta indiscussa di più grande della storia azzerando il dibattito con Jordan? E il disastroso stallo sui fondi pubblici porterà davvero all'addio dei Blazers o la politica troverà un'intesa dell'ultimo minuto per salvare la permanenza della franchigia?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

TWENTYFOUR è il primo daily podcast italiano sul gioco più bello del mondo. Esce ogni mattina, dal lunedì al venerdì, per chi la pallacanestro la vive a ogni ora del giorno e da oggi, se ti va, puoi sostenerlo. Questo podcast è gratuito, e tale vuole rimanere: il caffè che mi offri serve a mantenerlo fruibile per chiunque, nel petto, abbia un cuore che non batte ma rimbalza.

buymeacoffee.com/twentyfour

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 225 - l'unica donna che siede su una panchina ai vertici del basket maschile italiano e gli altri passaggi di oggi30 Jul 202600:13:24

Lara Pozzato entra nello staff della Reale Mutua Torino come seconda assistente di coach Paolo Moretti in Serie A2, diventando ufficialmente l'unica donna a ricoprire un ruolo tecnico in una squadra maschile di Serie A1 o A2 in Italia. Un traguardo storico raggiunto dopo un percorso partito dal settore giovanile e passato per le panchine di Moncalieri e Pegli, coronamento della storia di una famiglia legata alla pallacanestro da tre generazioni. Oltreoceano, Luka Dončić si prende la leadership totale dei Los Angeles Lakers finanziando di tasca propria un minicamp di squadra in Slovenia per accogliere il nuovo spogliatoio. Dopo l'addio di LeBron James, la franchigia affida le chiavi del progetto alla coppia formata da Dončić e Austin Reaves, affiancandogli un roster profondamente rinnovato dagli arrivi di Walker Kessler, Collin Sexton, Quentin Grimes e Kevon Looney. I guai legali continuano invece a inseguire LaMelo Ball anche dopo la cessione ai Minnesota Timberwolves: la società immobiliare della famiglia dell'ex stella NFL Cam Newton ha citato in giudizio il playmaker per oltre 270 mila dollari tra canoni arretrati e sanzioni condominiali legati a un attico di Charlotte occupato dal suo manager Jermaine Jackson.

L'ingresso di Lara Pozzato nello staff di Torino aprirà finalmente le porte del basket maschile di alta fascia ad altre allenatrici o la sua presenza resterà una rara eccezione nel panorama italiano? La mossa di Dončić di radunare i Lakers a Lubiana basterà a creare la chimica giusta per confermarsi al vertice della Western Conference? E le continue grane giudiziarie di LaMelo Ball rischiano di condizionare il suo inserimento a Minnesota al fianco di Anthony Edwards?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

TWENTYFOUR è il primo daily podcast italiano sul gioco più bello del mondo. Esce ogni mattina, dal lunedì al venerdì, per chi la pallacanestro la vive a ogni ora del giorno e da oggi, se ti va, puoi sostenerlo. Questo podcast è gratuito, e tale vuole rimanere: il caffè che mi offri serve a mantenerlo fruibile per chiunque, nel petto, abbia un cuore che non batte ma rimbalza.

buymeacoffee.com/twentyfour Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 224 - a 38 anni Stephen Curry è stanco di essere dato per scontato e gli altri passaggi di oggi29 Jul 202600:13:25

L'immobilismo estivo dei Golden State Warriors incrina il rapporto con Stephen Curry, stanco di dover trascinare da solo a trentotto anni una squadra tra le più anziane della lega e del tutto priva di veri rinforzi. Dopo i falliti assalti a LeBron James e Anthony Davis, la dirigenza della Baia si limita a rifirmare Draymond Green per 27,7 milioni di dollari, lasciando a coach Steve Kerr una rosa corta e condizionata dai tempi di recupero dagli infortuni di Jimmy Butler e Moses Moody. Sul versante europeo, la neonata SPQR Roma piazza intanto il primo colpo d'autore per la sua stagione d'esordio in Serie A e in EuroCup, trovando l'intesa con l'ex allenatore dell'anno NBA Dwane Casey per affidargli la guida tecnica del nuovo corso capitolino firmato da Donnie Nelson e Luka Doncic.

La crescente frustrazione di Curry spingerà i Warriors a stravolgere il roster prima della deadline o la stella di Golden State sfrutterà la prossima free agency per valutare un clamoroso addio? Il solo rinnovo di Green basterà a mantenere competitiva una rosa così avanzata con l'età in attesa del rientro di Butler? E l'autorevolezza di un profilo NBA del calibro di Casey permetterà alla SPQR Roma di recuperare il ritardo sul mercato e costruire in tempo una squadra all'altezza della Serie A?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

TWENTYFOUR è il primo daily podcast italiano sul gioco più bello del mondo. Esce ogni mattina, dal lunedì al venerdì, per chi la pallacanestro la vive a ogni ora del giorno e da oggi, se ti va, puoi sostenerlo. Questo podcast è gratuito, e tale vuole rimanere: il caffè che mi offri serve a mantenerlo fruibile per chiunque, nel petto, abbia un cuore che non batte ma rimbalza.

buymeacoffee.com/twentyfour

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 223 - al gioco di Sam Presti perdono sempre tutti e gli altri passaggi di oggi28 Jul 202600:13:22

Il general manager degli Oklahoma City Thunder Sam Presti dà l'ennesima lezione di mercato cedendo Lu Dort, Aaron Wiggins e Isaiah Joe per abbattere i costi sotto la soglia del second apron, mettendo al contempo nei guai i Denver Nuggets sul contratto di Spencer Jones e svalutando la scelta al Draft dei San Antonio Spurs. L'annuncio della firma di LeBron James con i Philadelphia 76ers sblocca la stesura del calendario NBA e del palinsesto per il giorno di Natale, liberando il commissioner Adam Silver dopo quasi un mese di stallo televisivo. A Portland esplode invece lo scontro politico sul rinnovo del Moda Center, con il consiglio comunale guidato da Jamie Dunphy che accusa il proprietario dei Portland Trail Blazers Tom Dundon di forzare la mano per creare il pretesto e trasferire la franchigia.

Le manovre finanziarie di Presti basteranno a mantenere vincenti i Thunder o le cessioni dei gregari peseranno sulle ambizioni di titolo? La dipendenza mediatica da LeBron giustifica il blocco di un intero mese sulla programmazione del calendario globale? E la tensione sul Moda Center segnerà la fine dell'epopea dei Blazers in Oregon o si troverà un accordo in extremis?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

TWENTYFOUR è il primo daily podcast italiano sul gioco più bello del mondo. Esce ogni mattina, dal lunedì al venerdì, per chi la pallacanestro la vive a ogni ora del giorno e da oggi, se ti va, puoi sostenerlo. Questo podcast è gratuito, e tale vuole rimanere: il caffè che mi offri serve a mantenerlo fruibile per chiunque, nel petto, abbia un cuore che non batte ma rimbalza.

buymeacoffee.com/twentyfour

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 222 - date a Mike Gansey tutti i suoi fiori e gli altri passaggi di oggi27 Jul 202600:17:29

Mike Gansey firma un vero e proprio capolavoro manageriale portando LeBron James ai Philadelphia 76ers per il minimo salariale, completando una trasformazione estiva cominciata con gli arrivi di Jaylen Brown, Dean Wade e Ariel Hukporti. La decisione del Re lascia però quattro franchigie con il cerino in mano: i Cleveland Cavaliers incassano il terzo rifiuto storico e ripartono dai gregari europei, i Golden State Warriors vedono sbiadire la propria dinastia senza più ambizioni da titolo, i Minnesota Timberwolves accettano la sfida a viso aperto, mentre i Miami Heat confermano di puntare tutto sul pacchetto guidato da Giannis Antetokounmpo. Per LeBron James, l'approdo in Pennsylvania rappresenta ora la sfida più complessa della carriera, chiamato a misurare il proprio ultimo capitolo con la storia secolare dei 76ers e con l'eredità di leggende come Wilt Chamberlain, Julius Erving, Moses Malone e Allen Iverson.

Il lavoro straordinario di Gansey e l'arrivo di LeBron trasformeranno davvero i Sixers nella squadra da battere ad Est o la pressione di dover vincere subito creerà crepe nello spogliatoio? Il mancato arrivo di James segna il definitivo ridimensionamento per i Warriors o la lega assisterà a un inatteso sussulto di orgoglio a San Francisco? E il Re riuscirà a spezzare il digiuno di titoli che dura dal 1983 affiancandosi ai miti del passato di Philadelphia o l'ultimo capitolo della sua carriera rischia di non bastare?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

TWENTYFOUR è il primo daily podcast italiano sul gioco più bello del mondo. Esce ogni mattina, dal lunedì al venerdì, per chi la pallacanestro la vive a ogni ora del giorno e da oggi, se ti va, puoi sostenerlo. Questo podcast è gratuito, e tale vuole rimanere: il caffè che mi offri serve a mantenerlo fruibile per chiunque, nel petto, abbia un cuore che non batte ma rimbalza.

buymeacoffee.com/twentyfour   Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.
Ep. 221 - l'ultima Decision della sua carriera ha condotto LeBron James ai Philadelphia 76ers e gli altri passaggi di oggi25 Jul 202600:22:16

LeBron James ha preso la sua ultima decisione. Nel farlo sposta gli equilibri della lega con la firma ai Philadelphia 76ers per il minimo salariale da tre milioni e ottocentottantamila dollari, accettando un taglio d'ingaggio di ben quarantanove milioni di dollari - il più grande nella storia della NBA - pur di inseguire il quinto anello della carriera accanto a Joel Embiid, Tyrese Maxey e Jaylen Brown. Tra la straordinaria simmetria della figurina Topps apparsa online prima del comunicato e le radici profonde del legame con il General Manager Mike Gansey, il Re apre la sua ventiquattresima stagione tra i professionisti azzerando le pretese economiche per dimostrare al mondo che il suo unico obiettivo resta la vittoria. Il passaggio a Philadelphia evita le strade più comode di Cleveland, Miami o Golden State per infilarsi nella porta più stretta dell'Est, una scommessa tecnica ed emotiva spietata che carica sulle spalle del fuoriclasse quarantunenne un'aspettativa senza precedenti.

La clamorosa scelta di accettare il minimo salariale a Philadelphia consacrerà l'infinita fame agonistica di LeBron o rappresenterà il rischio più grande per la sua eredità sportiva in caso di mancata vittoria? L'incastro tattico tra James, Joel Embiid, Tyrese Maxey e Jaylen Brown basterà a spezzare il digiuno di titoli dei Sixers che dura dal 1983? E la rinuncia a quasi cinquanta milioni di dollari dimostra la via per aggirare i paletti salariali del second apron o resterà un'eccezione irripetibile mossa solo dal patrimonio di un atleta miliardario?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

TWENTYFOUR è il primo daily podcast italiano sul gioco più bello del mondo. Esce ogni mattina, dal lunedì al venerdì, per chi la pallacanestro la vive a ogni ora del giorno e da oggi, se ti va, puoi sostenerlo. Questo podcast è gratuito, e tale vuole rimanere: il caffè che mi offri serve a mantenerlo fruibile per chiunque, nel petto, abbia un cuore che non batte ma rimbalza.

buymeacoffee.com/twentyfour

 

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 220 - la determinazione di sua madre ha reso Yaxel Lendeborg il giocatore che conosciamo e gli altri passaggi di oggi24 Jul 202600:12:23

La vittoria dei Golden State Warriors in Summer League non è una semplice questione di numeri o di trofei: dietro le prestazioni e il premio di MVP conquistato da Yaxel Lendeborg c'è la storia viscerale di un riscatto umano, sorretta dalle lacrime in un minivan e dai turni estenuanti di sua madre Yissel, che oggi combatte un tumore al quarto stadio senza mai smettere di farsi sentire a bordo campo con il suo fischio inconfondibile. L'ossessione cinica per il risparmio spinge intanto il nuovo proprietario dei Portland Trail Blazers, Tom Dundon, a smantellare il reparto comunicazione e licenziare le voci storiche della franchigia, un'operazione che alimenta il forte sospetto di un piano per strappare la squadra alla città. Lo stallo contrattuale tra i Detroit Pistons e Jalen Duren si incaglia infine nei cavilli della restricted free agency, con il centro ventiduenne pronto a rischiare sulla qualifying offer da 9,6 milioni pur di riconquistare la propria totale libertà nel 2027.

La straordinaria tempra mentale forgiata dai sacrifici di sua madre permetterà a Lendeborg di ritagliarsi da subito un ruolo chiave nel sistema di Steve Kerr? La politica di tagli promossa da Dundon romperà definitivamente il legame viscerale tra i Blazers e Portland? E il rigido braccio di ferro economico spingerà Duren ad accettare il contratto annuale pur di liberarsi dai Pistons tra dodici mesi?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 219 - a Victor Wembanyama mancava solo la cover di NBA2K e gli altri passaggi di oggi23 Jul 202600:12:52

La consacrazione definitiva di Victor Wembanyama passa, anche, dalla scelta di NBA2K di farlo diventare il primo europeo a conquistare la copertina globale dell'edizione 2027 ma soprattutto dalla lucidissima gestione salariale operata a San Antonio, dove rinuncia a cinquanta milioni di dollari del contratto SuperMax pur di salvare la competitività della squadra dal baratro del second apron. L'impalcatura finanziaria imposta dal contratto collettivo scatena intanto l'offensiva sindacale della NBPA, con il nuovo direttore David Kelly pronto a dare battaglia ai vertici della lega denunciando un sistema che stritola le dirigenze e mortifica la mobilità del mercato. La mappa delle panchine americane registra infine il clamoroso colpo degli Houston Rockets, con l'acquisizione dello storico guru del tiro Chip Engelland pur di curare la deficitaria produzione balistica di Amen Thompson e Tari Eason e compiere il definitivo salto di qualità.

Lo strategico sconto concesso da Wembanyama si rivelerà la mossa decisiva per prolungare la dinastia del Texas o rappresenterà un pericoloso precedente agli occhi della lega? La durissima presa di posizione della NBPA riuscirà a scardinare il muro salariale del second apron costringendo Adam Silver a un'inedita e profonda revisione prima della scadenza contrattuale? E l'autorevolezza tecnica di Engelland basterà a trasformare le meccaniche difettose dei Rockets nell'arma segreta di coach Ime Udoka per scalare la durissima Western Conference?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 218 - la live pubblicata per errore dai Miami Heat per il ritorno di LeBron James ci ricorda che finché lui lo vorrà questa sarà mediaticamente ancora la sua lega e gli altri passaggi di oggi22 Jul 202600:15:12

Un clamoroso errore tecnico sul canale YouTube dei Miami Heat svela la bozza della conferenza stampa per l'eventuale presentazione di LeBron James, la prova di come anche a 41 anni questa sia ancora almeno mediaticamente la sua lega, mentre valuta con tutta calma la sua prossima destinazione. La Naismith Memorial Basketball Hall of Fame abbatte ogni precedente storico e dedica una mostra individuale a Stephen Curry, il primo atleta ancora sotto contratto a ricevere un simile tributo all'interno del museo di Springfield. I campioni in carica dei New York Knicks affrontano intanto la loro prima vera prova diplomatica dopo il titolo del 2026, spaccati tra la volontà della proprietà di salire alla Casa Bianca e la prudenza dello spogliatoio sulla data della cerimonia.

L'infinita attesa per la decisione di James paralizzerà il mercato estivo ancora a lungo o le franchigie interessate attiveranno presto i rispettivi piani B? Il tributo anticipato a Curry consacra in modo definitivo la sua rivoluzione tecnica o la prossima stagione dei Warriors regalerà altri record alla sua carriera? E la spaccatura interna sulla visita a Washington minerà la compattezza del gruppo di Brunson o la dirigenza dei Knicks troverà un compromesso con i giocatori?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 217 - i Portland Trail Blazers potrebbero non giocare più a Portland e gli altri passaggi di oggi21 Jul 202600:20:17

Lo scontro da seicento milioni di dollari per la ristrutturazione del Moda Center spinge il nuovo proprietario dei Trail Blazers Tom Dundon al muro contro muro con il comune di Portland, minacciando concretamente la permanenza della franchigia in Oregon. L'impatto del second apron costringe intanto gli Oklahoma City Thunder a cedere Lu Dort in una maxi operazione a tre squadre che spedisce Zaccharie Risacher ai Dallas Mavericks, mentre i Los Angeles Lakers aggiungono difesa sul perimetro firmando Matisse Thybulle. L'ex centro della NBA Greg Ostertag comincia infine il suo secondo atto pubblico diventando a titolo gratuito il nuovo sindaco di Mount Vernon in Texas, diviso tra la cura della sua fattoria, la gestione del pub di famiglia e il servizio alla comunità.

Lo stallo politico con l'amministrazione di Portland spingerà davvero la proprietà a trasferire i Blazers verso piazze come Austin o Nashville entro il 2031? La drastica ristrutturazione finanziaria di Oklahoma City garantirà la flessibilità necessaria per rimanere ai vertici della lega senza indebolire l'assetto difensivo? E la singolare parabola civica di Ostertag si confermerà un autentico modello di dedizione per la sua città o le imminenti sfide dello sviluppo locale ne metteranno a dura prova la gestione?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 216 - adesso dovremo chiamarlo coach Achille Polonara e gli altri passaggi di oggi20 Jul 202600:17:18

Achille Polonara ottiene il patentino da allenatore a settantasette giorni dal ritiro e parte dalla Serie A2 come vice di Gennaro Di Carlo sulla panchina dell'Avellino Basket. L'organo di controllo francese boccia il bilancio dell'ASVEL Villeurbanne e taglia del sessanta percento il budget a disposizione di Tony Parker a causa delle mancate garanzie degli investitori asiatici, un imprevisto finanziario che blocca una massiccia campagna acquisti estiva. Il Consiglio Federale della FIP iscrive ufficialmente le neonate franchigie romane SPQR e Maxima al prossimo campionato, ma i due progetti milionari restano ad oggi scatole vuote completamente prive di allenatori e contratti depositati.

Il debutto in Irpinia permetterà a Polonara di plasmare subito la sua nuova filosofia tecnica? Il drastico ridimensionamento dei fondi costringerà l'ASVEL a stracciare i pesanti accordi salariali appena firmati o Parker troverà un nuovo partner in extremis per salvare la stagione? E l'attuale immobilismo operativo comprometterà sul nascere le enormi ambizioni europee di Roma o le proprietà americane sbloccheranno lo stallo del mercato nelle prossime settimane?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 215 - cosa sono gli Early Bird Rights e cosa centrano con la nuova indagine della NBA sul contratto che i Bucks hanno stipulato con Gary Trent Jr. e gli altri passaggi di oggi17 Jul 202600:12:43

La NBA apre un'indagine ufficiale sul rinnovo quadriennale da 64 milioni di dollari tra i Milwaukee Bucks e Gary Trent Jr., i dubbi sono sull'ipotesi di aggiramento del salary cap tramite l'utilizzo illecito degli Early Bird Rights. Adam Silver decide intanto di archiviare senza alcuna sanzione il pugno rifilato da Bam Adebayo a Tyler Herro, lasciando la disciplina interna alle franchigie per non sovraccaricare gli uffici legali già impegnati abbastanza nei casi Leonard-Clippers e Trent Jr.-Bucks. L'ex All-Star Victor Oladipo scoppia infine in lacrime a Las Vegas al termine di un provino privato davanti a scout e dirigenti, un momento di pura dignità sportiva per un free agent disposto a tutto pur di conquistare l'ultimo posto rimasto in fondo a una panchina.

La scoperta di un potenziale accordo illecito costringerà la lega a punire i Bucks con la perdita di scelte al Draft come nel precedente di Joe Smith o Milwaukee salverà la regolarità della firma? Il silenzio politico della NBA sulla rissa estiva spazzerà via il caso mediatico o rischia di minare l'autorità dei vertici nei futuri alterchi tra giocatori? E il logorante calvario fisico superato da Oladipo gli garantirà un'ultima chiamata sul parquet o il cinismo del mercato rifiuterà il suo definitivo ritorno?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 214 - agli ESPYS 2026 è stato conferito a Jason Collins l'Arthur Ashe Courage Award lui che di coraggio ne ha sempre avuto più di tutti e gli altri passaggi di oggi16 Jul 202600:17:50

La commovente celebrazione del coraggio di Jason Collins squarcia l'atmosfera degli ESPYS 2026, con il commovente Arthur Ashe Award alla memoria ritirato dal gemello Jarron a pochissimi mesi dalla tragica scomparsa dell'ex centro dei Nets. La geopolitica della lega si materializza intanto nel Board of Governors di Las Vegas, dove Adam Silver non solo allarga l'indagine a carico dei Los Angeles Clippers bloccando la trade di Kawhi Leonard, ma lancia la volata finale per l'espansione territoriale di NBA Europe difendendo l'asfittico regime finanziario del second apron. L'estenuante stallo sul futuro di LeBron James si trasforma infine nell'ennesimo capitolo di un'ironica e mediatica caccia al tesoro estiva, alimentata dalla provocazione pronunciata dal finestrino dell'auto da coach Steve Kerr, pronto a giurare che l'ultimo ballo del Re sarà proprio con i Golden State Warriors.

Il potente tributo a Collins sul palco di New York contribuirà a scardinare una volta per tutte i tabù all'interno degli spogliatoi americani o la sua resterà una dolorosa e isolata eccezione sportiva? Il pugno di ferro mostrato da Silver a Las Vegas sanzionerà in modo esemplare i Clippers o la minaccia di una sanzione per Leonard costringerà le parti a un silenzioso accordo privato? E la sfacciata battuta di Kerr si rivelerà un banale siparietto estivo o l'inizio del matrimonio tecnico più clamoroso e inatteso dell'era moderna?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 213 - ci sono nuovi problemi per Kawhi Leonard e i Clippers che somigliano tanto a quelli già in essere per i quali le indagini NBA sono lontane dall’essere terminate e gli altri passaggi di oggi15 Jul 202600:17:17

L'allargamento dell'inchiesta della NBA sui conti dei Los Angeles Clippers spinge Kawhi Leonard e la franchigia in un limbo totale, con lo studio legale Wachtell, Lipton, Rosen & Katz che ora setaccia i bilanci a caccia di un presunto secondo sponsor segreto e spese personali pagate sottobanco dal team. La free agency regala intanto un autentico nonsense a Milwaukee, dove il rinnovo quadriennale da 64 milioni di dollari concesso dai Bucks a Gary Trent Jr., reduce dalla sua peggior stagione in carriera, insospettisce l'intera lega. L'addio del Re ai gialloviola non trascina invece con sé il destino di suo figlio, permettendo a Bronny James di blindare il proprio contratto garantito da 2,3 milioni con i Los Angeles Lakers per iniziare un percorso sportivo finalmente indipendente, lontano dall'ingombrante ombra del padre.

La scoperta di queste nuove, potenziali violazioni finanziarie costringerà la NBA ad annullare il contratto di Leonard o l'asse Toronto-Los Angeles troverà prima un accordo con la lega? L'incredibile impennata salariale di Trent Jr. spingerà gli uffici di New York a intervenire per punire i Bucks o la proprietà di Milwaukee riuscirà a giustificare l'operazione? E la definitiva emancipazione tecnica di Bronny basterà a garantirgli minuti preziosi nelle gerarchie di JJ Redick o la spietata concorrenza nel backcourt dei Lakers ne limiterà la crescita?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 212 - l'uomo che Adam Silver ha scelto per fare da ponte tra Stati Uniti ed Europa nello sviluppo del progetto NBA Europe e gli altri passaggi di oggi14 Jul 202600:17:05

L'espansione geopolitica della NBA sul mercato europeo accelera vistosamente verso l'orizzonte del 2027, un'avanzata che vede l'ingaggio di Artūras Karnišovas come strategico per strutturare una competizione da un miliardo di dollari a licenza. L'attesa per la prossima destinazione di LeBron James si avvia a una conclusione, una calcolata partita a scacchi mediatica in cui l'entourage del Re aspetta semplicemente lo spegnimento dei riflettori sui Mondiali di calcio per svelare la sua nuova corona direttamente sui propri canali. L'illusione di vendere una franchigia miliardaria mantenendo il controllo dell'area sportiva si infrange infine contro la dura realtà dei tribunali, dove l'ex proprietario dei Dallas Mavericks Mark Cuban trascina la nuova governance di Patrick Dumont per l'esclusione totale dai piani sulla futura arena da quattro miliardi di dollari.

L'imminente sbarco di NBA Europe riuscirà a risanare i bilanci del basket europeo senza distruggerne la passione e l'anima identitaria dei club storici? Il tempismo perfetto architettato da Rich Paul garantirà a James il massimo impatto mediatico per l'ultimo capitolo della sua leggendaria carriera? E la disperata battaglia legale intrapresa da Cuban salverà la sua eredità all'interno della franchigia o certificherà solo la sua totale sottomissione al nuovo corso di Masai Ujiri?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 211 - il problema della NBA con i burner account che ha portato alla rissa tra Bam Adebayo e Tyler Herro nasce anche dal nostro modo di vivere lo sport e gli altri passaggi di oggi13 Jul 202600:20:45

Sabato mattina, all'interno della palestra del Resorts World Casino di Las Vegas, Bam Adebayo ha colpito violentemente al volto con un pugno l'ex compagno di squadra Tyler Herro, trasformando in uno scontro fisico l'ennesimo scandalo legato all'utilizzo dei burner account nella NBA. Dietro la violenza di un gesto ingiustificabile si nasconde un sistema comunicativo ormai al collasso, capace di spingere gli atleti verso la frustrazione dei profili falsi pur di sfuggire alla censura della lega e alla costante, tossica polarizzazione del tifo digitale. Nel frattempo, a San Antonio vince la lealtà sportiva di Victor Wembanyama che sceglie di rinunciare a 51 milioni di dollari del contratto SuperMax pur di regalare la flessibilità salariale necessaria al futuro degli Spurs. I binari del mercato offrono infine un'ultima e radicale possibilità di redenzione a Ja Morant, ceduto dai Memphis Grizzlies ai Portland Trail Blazers per chiudere un'era di gravissimi problemi disciplinari e ricominciare da zero sotto la guida tattica di Micah Nori.

La rissa tra Adebayo e Herro spingerà finalmente la lega a interrogarsi sulle reali origini del problema comunicativo dei propri giocatori o si spegnerà nel solito, polveroso silenzio istituzionale? La scelta di Wembanyama sarà l'arma segreta per la dinastia dei texani o darà solo spazio alla reazione politica del sindacato dei giocatori? E l'affollato reparto guardie di Portland si trasformerà nel palcoscenico perfetto per la rinascita di Morant o i fantasmi del passato ne mineranno fin da subito l'ambientamento in Oregon?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 210 - la scelta della NBA di sospendere la trade di Kawhi Leonard tra Clippers e Raptors è una decisione che farà giurisprudenza e gli altri passaggi di oggi10 Jul 202600:16:16

La mossa forzata di Adam Silver si abbatte come un fulmine a mercato aperto sul destino di Kawhi Leonard, bloccando il suo ritorno ai Toronto Raptors finché l'indagine della lega sulle frodi dei Los Angeles Clippers non avrà emesso un verdetto definitivo capaci di fare giurisprudenza. La tavola è invece apparecchiata a Las Vegas per il debutto ufficiale della NBA Summer League 2026, bagnata dal successo dei Washington Wizards sui Jazz in una sfida inaugurale in cui la prima scelta assoluta AJ Dybantsa fa subito valere la propria debordante superiorità fisica nel duello generazionale con Darryn Peterson. I confini geografici del gioco si spostano infine sul dibattito geopolitico legato alla nascita di NBA Europe, uno scenario analizzato lucidamente dal veterano Mike James, irremovibile nel ricordare agli americani che l'identità e la cultura dei club europei non possono essere semplicemente cancellate dal denaro.

Il rigido congelamento imposto da Silver costringerà i Raptors ad abbandonare la pista Leonard o la franchigia canadese accetterà di scommettere il proprio futuro sul Board of Governors di Larry Tanenbaum? L'atletismo dominante mostrato al debutto da Dybantsa basterà a confermare le enormi aspettative dei Wizards per l'intera durata del torneo estivo? E l'imminente sbarco miliardario della NBA oltreoceano riuscirà a risanare i bilanci del basket europeo senza distruggerne la passione e l'anima identitaria?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 209 - tutto ciò che c'è da sapere sulla Summer League NBA 2026 e gli altri passaggi di oggi09 Jul 202600:23:21

Il deserto del Nevada diventa l'epicentro della pallacanestro americana con l'apertura della NBA Summer League 2026, il laboratorio estivo pronto a testare la potenzialmente rivoluzionaria regola del tiro libero singolo e a mettere subito di fronte le prime due scelte assolute AJ Dybantsa e Darryn Peterson. La free agency resta invece congelata dall'enigmatico silenzio di LeBron James, un'attesa che blocca i piani delle pretendenti ed è interrotta soltanto dalla maxi operazione a sei squadre architettata dai Washington Wizards per riprendere Khris Middleton. I nuovi rapporti di forza cristallizzano intanto il giovane strapotere di San Antonio Spurs e Oklahoma City Thunder al vertice assoluto della lega, definendo una griglia di partenza rigida in cui le rivali aspettano solo l'ultima decisione del Re per provare a ribaltare la mappa del titolo.

Quale prospetto riuscirà a convincere di più a Las Vegas? Il clamoroso inserimento sottotraccia di Golden State nella corsa ad Anthony Davis farà saltare il banco o Philadelphia sfrutterà la presenza di Jaylen Brown per convincere definitivamente LeBron? E l'apparente superiorità strategica del duo Spurs-Thunder condannerà i New York Knicks a una difesa del titolo impossibile, o la Eastern Conference troverà nei nuovi Raptors di Kawhi Leonard la vera mina vagante della stagione?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 208 - il più grande Raptor di sempre e gli altri passaggi di oggi08 Jul 202600:13:24

L'addio alla pallacanestro giocata di Kyle Lowry è il giusto tributo alla leggenda, con la firma su un contratto simbolico di un solo giorno pur di ritirarsi ufficialmente come il più grande giocatore nella storia dei Toronto Raptors. Nel frattempo la frenesia del mercato non concede tregua ai GM della lega, impegnati a orchestrare una massiccia trade a sei squadre per riportare Khris Middleton ai Washington Wizards mentre Donovan Mitchell giura fedeltà eterna ai Cleveland Cavaliers firmando un'estensione contrattuale da 273 milioni di dollari. L'epica cavalcata dei New York Knicks verso l'anello assume infine i contorni del mito dopo la notizia dell'operazione chirurgica al polso sinistro subita da Jalen Brunson, capace di dominare le Finals e vincere il premio di MVP nascondendo a tutti un dolore fisico costante.

Il ritiro definitivo del numero 7 in Canada sancirà la fine dell'era più vincente della franchigia o il ritorno di Kawhi Leonard manterrà intatta la cultura identitaria dei Raptors? L'enorme sacrificio economico dei Cavaliers per blindare Mitchell basterà a convincere LeBron James a tentare l'ultimo ballo della carriera in Ohio? E il superamento del dolore da assoluto leader consacrerà Brunson come il padrone indiscusso della lega, pronto a guidare New York verso un clamoroso repeat?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 207 - se nemmeno Brad Stevens e il nuovo proprietario dei Celtics Bill Chisholm sono d'accordo circa i motivi che hanno portato alla trade di Jaylen Brown e gli altri passaggi di oggi07 Jul 202600:16:20

Ieri notte, Brad Stevens e il proprietario dei Celtics Bill Chisholm, si sono seduti allo stesso tavolo per la conferenza stampa in programma ma hanno fornito due versioni totalmente opposte sulla cessione di Jaylen Brown, svelando un blackout comunicativo evidente all'interno della dirigenza dei C's. L'addio di LeBron James innesca intanto uno smantellamento totale del roster in casa Los Angeles Lakers, veloci a cancellare le rotazioni della scorsa stagione per circondare Luka Dončić e Austin Reaves con nuove incognite tecniche come Walker Kessler e Collin Sexton. I conti economici prevalgono infine sul talento in casa Sacramento Kings, pronti a liberarsi di DeMar DeRozan con un taglio da dieci milioni di dollari capace di spianare clamorosamente la strada per un romantico ritorno del veterano ai Toronto Raptors.

Il palese disaccordo pubblico tra Stevens e Chisholm rappresenta una banale incomprensione ai microfoni o smaschera le prime vere crepe della nuova proprietà di Boston? Il profondo restyling del supporting cast losangelino basterà a coprire l'ingombrante assenza di James o condannerà il roster di JJ Redick al fallimento nella Western Conference? E la mossa finanziaria di Sacramento segnerà il declino per il maestro del mid-range o si trasformerà nel prologo perfetto per un ultimo leggendario ballo in Canada?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 206 - il dolore su cui Mitchell Robinson ha giocato le NBA Finals non è stato solo fisico e gli altri passaggi di oggi06 Jul 202600:16:00

L'apparente invincibilità dei giocatori NBA si sgretola inevitabilmente di fronte alle tragedie familiari, e quello che fino a ieri era il misterioso infortunio al mignolo sopportato da Mitchell Robinson ne è la prova definitiva: un pugno sferrato al proprio furgone per la disperazione di fronte al fratello in fin di vita, un dolore invisibile nascosto sotto la divisa prima di vincere un titolo storico. L'attesa per la decisione estiva più importante della lega si scontra invece con la banale ricerca della felicità personale, un parametro che spinge l'agente Rich Paul a mostrare una lavagna in cui LeBron James esclude a priori New York per valutare il romanticismo dei Cleveland Cavaliers, il disperato appello dei Golden State Warriors o il perfetto mosaico tattico dei Philadelphia 76ers. I rigidi organigrammi del basket europeo si piegano infine senza opporre resistenza davanti all'ego dei fuoriclasse, una dinamica che permette a Tony Parker di utilizzare i nuovi fondi milionari dell'ASVEL per staccarsi un assegno da record e nominare se stesso capo allenatore senza mai abbandonare la poltrona di presidente.

La cruda rivelazione di questo inferno privato cambierà la percezione dell'impresa di Robinson o verrà rapidamente spazzata via? La necessità di un contesto sereno spingerà James verso l'ultimo ballo casalingo in Ohio o lo convincerà ad abbracciare le immense ambizioni da titolo in Pennsylvania? E l'assoluto accentramento di potere voluto da Parker rivoluzionerà i paradigmi della panchina europea o finirà per implodere sotto l'insostenibile pressione del doppio incarico?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 205 - il vero motivo dietro al ritorno di Kawhi Leonard ai Toronto Raptors non è quello che ci si potrebbe immaginare e gli altri passaggi di oggi03 Jul 202600:18:33

Il clamoroso ritorno di Kawhi Leonard ai Toronto Raptors potrebbe essere non solo una scelta tecnica, ma l'estrema mossa dei Los Angeles Clippers per risarcire la dirigenza canadese e disinnescare l'indagine federale sull'elusione del salary cap nel caso Aspiration. Lontano dalle aule di tribunale, intanto, la NBA sfrutta i parquet della Summer League per testare la regola del tiro libero singolo e i palloni con sensori interni nel disperato tentativo di tagliare i tempi morti televisivi. E mentre la lega sperimenta la tecnologia sul prodotto, a Minneapolis l'anima della città piange, gettando i tifosi in un autentico lutto sportivo per l'addio dell'eroe di culto Naz Reid, sacrificato dai Minnesota Timberwolves per arrivare a LaMelo Ball.

Lo scudo legale architettato sull'asse Los Angeles-Toronto basterà a salvare le scelte al Draft di Steve Ballmer dalle sanzioni di Adam Silver? La rivoluzione del tiro libero "one-shot" riuscirà a velocizzare le partite estive senza corrompere in modo definitivo l'integrità del gioco? E l'immenso talento offensivo di Ball giustifica la dolorosa distruzione del legame identitario che aveva appena restituito l'orgoglio ai tifosi dei Wolves?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 204 - l'assurda trade voluta dai Celtics che indebolisce i Celtics e rafforza la diretta rivale dei Celtics e gli altri passaggi di oggi02 Jul 202600:17:00

A volte la fretta di chiudere una ferita aperta nello spogliatoio sfocia in inspiegabili controsensi, come l'assurda trade con cui Boston sceglie deliberatamente di indebolire il proprio roster e rafforzare la sua diretta rivale. Jaylen Brown va ai Philadelphia 76ers e i Celtics ricevono il gigantesco contratto di Paul George. L'apertura della Free Agency viaggia invece sulle frequenze dell'urgenza, un impulso che porta i Los Angeles Lakers a investire 260 milioni di dollari e l'intero capitale di scelte future in appena sessanta minuti pur di blindare il pitturato con Walker Kessler attorno al talento di Luka Dončić. E mentre i front office svuotano le casse per inseguire l'anello, la rigida sacralità del Gioco non fa sconti nemmeno ai legami di sangue, con la leggenda Tim Hardaway Sr. irremovibile nel negare pubblicamente al figlio appena sbarcato ai Miami Heat il permesso di ereditare la sua intoccabile maglia numero 10.

Il clamoroso scambio di Brad Stevens restituirà a Boston la sua serenità interna o spalancherà in modo definitivo le porte della Eastern Conference a Joel Embiid e Nick Nurse? Il totale all-in economico dei gialloviola basterà a tappare le vistose lacune difensive del nuovo corso o si trasformerà nell'ennesima ipoteca letale sul prossimo decennio della franchigia? E mentre mezza lega fa la spesa, quale dirigenza riuscirà a spuntarla nella silenziosa e spietata corsa sotterranea per accaparrarsi l'ultima firma di LeBron James?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

Ep. 203 - la carriera di LeBron James non è ancora arrivata ai titoli di coda ma il suo finale non si girerà a Hollywood e gli altri passaggi di oggi01 Jul 202600:24:50

Alla fine l'orologio biologico di LeBron James e quello dei Lkaers hanno smesso di battere lo stesso ritmo, spingendo il Re a lasciare 57 milioni di dollari sul tavolo per chiudere definitivamente il capitolo della sua storia a Los Angeles e padroneggiare da solo l'ultimo atto della sua carriera. L'apertura ufficiale della free agency si scontra subito con il terrore delle sanzioni, costringendo i LA Clippers a smantellare il roster e rispedire Kawhi Leonard ai Toronto Raptors pur di farsi scudo con le scelte al Draft contro le indagini della lega. E mentre l'intransigenza dei Pistons su Jalen Duren tiene in ostaggio il mercato dei centri, la matematica del nuovo contratto collettivo obbliga Simone Fontecchio ad accettare il minimo salariale pur di garantirsi un posto ai Miami Heat.

Quale franchigia tra Cleveland, Golden State e le altre pretendenti possiede la reale flessibilità economica e la struttura tecnica per accogliere le ultime ambizioni di LeBron? Il disperato azzardo dei Raptors per Leonard basterà a risolvere i limiti a metà campo o si rivelerà un'ipoteca a vuoto sul futuro dei canadesi? E quanto a lungo lo stallo imposto da Detroit costringerà le altre squadre a tenere bloccati i propri capitali?

Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

© My Podcast Data · Independent project · Data from Apple & Spotify