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Explore every episode of the podcast L'Autostrada del Mediterraneo
Dive into the complete episode list for L'Autostrada del Mediterraneo. Each episode is cataloged with detailed descriptions, making it easy to find and explore specific topics. Keep track of all episodes from your favorite podcast and never miss a moment of insightful content.
| Title | Pub. Date | Duration | |
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| Santuario di San Gaetano Catanoso | 15 Sep 2022 | ||
Il Santuario del Volto Santo si trova a Reggio Calabria ed è legato alla figura di San Gaetano Catanoso. Il santuario fu eretto in suo onore e al suo interno sono custodite le reliquie del suo corpo.
Protettore della provincia reggina, San Gaetano Catanoso è stato il primo parroco che ha ricevuto la beatificazione da SS. Giovanni Paolo II, nel 1997, e dichiarato santo, nel 2005, da Papa Benedetto XVI.
La sua vita, ispirata dal Volto Santo di Gesù, è stata contornata dal desiderio di contrastare l’ignoranza religiosa, la povertà, e l’analfabetismo, i grandi mali che affliggevano le genti di quel tempo. Aprì scuole serali per insegnare ai giovani, compì opere di filantropia e collaborò con altri parroci per creare una solida rete di carità cristiana.
Fondò anche la Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo, un gruppo di religiose devote al Volto di Gesù che davano conforto ai bisognosi.
Il santuario è stato eretto nel 1940 per volere dello stesso parroco, quando era ancora in vita, ma i suoi lavori si sono conclusi solamente dopo la sua morte. Ancora oggi, oltre ad essere il luogo di preghiera delle Suore Veroniche del Volto Santo, è un luogo di preghiera per moltissimi sacerdoti, pellegrini e fedeli che trovano in esso un’oasi di silenzio e di pace. | |||
| Duomo di Reggio Calabria | 15 Sep 2022 | ||
Il duomo di Reggio Calabria è l’edificio sacro più grande della Calabria e si trova nel centro storico della città. La struttura originaria ha subito moltissimi rifacimenti, la chiesa fu, per ben due volte, saccheggiata e incendiata e, notevolmente danneggiata dal terremoto del 1908, fu ricostruita definitivamente, grazie al progetto di Padre Carmelo Angiolini, prendendo le sembianze attuali. In stile neo romanico, il duomo domina la piazza antistante con le sue imponenti statue raffiguranti San paolo e Santo Stefano da Nicea, entrambe opere dello scultore Francesco Jerace.
Al suo interno, di grande rilevanza, è la Cappella del Santissimo Sacramento, dichiarata nel XIX secolo monumento nazionale, ed è il più importante monumento d'arte barocca-seicentesca dell'arcidiocesi reggina.
Il duomo è particolarmente importante per la venerazione della Madonna della Consolazione, patrona della città, raffigurata nel quadro di Nicolò Andrea Capriolo del 1547, seduta sul trono con in braccio il Figlio e affiancata dai santi Antonio da Padova e Francesco d’Assisi.
Questa figura è venerata dai reggini e meta di pellegrinaggio di molti fedeli. La sua effigie è esposta nel Duomo, da settembre di ogni anno, fino all’ultima domenica di novembre, per poi essere riportata, con una solenne processione, alla Basilica dell’Eremo, sua sede naturale. | |||
| Basilica-Santuario si S.Maria Madre della consolazione Eremo di Reggio Calabria | 15 Sep 2022 | ||
Il santuario dell’Eremo è il luogo dove viene venerata S. Maria Madre della Consolazione, protettrice della città di Reggio Calabria. Si erge sul monte più alto della città e in essa viene custodita la grande vara della Madre della Consolazione, dove dimora quasi tutto l'anno, per poi essere accompagnata, con una processione, lungo un percorso di circa 5 chilometri, nel Duomo di Reggio Calabria.
La basilica è a lei dedicata ed è una delle più importanti mete di pellegrinaggio di tutta la Calabria. La processione vede la partecipazione di migliaia di pellegrini che giungono, ogni anno, nella città per assistere con gioia e speranza alla festa della loro protettrice. Il santuario, distrutto dopo il terremoto del 1908, ha un’ampia scalinata che porta all’interno della chiesa, a tre navate, e soprattutto ha uno dei panorami più belli e suggestivi della città di Reggio, da dove si può vedere il mare e la Sicilia.
Vi consiglio di visitarla a settembre, in occasione della processione, quando la città si trasforma in una vera e propria festa. | |||
| Santuario San Francesco di Paola Catona | 15 Sep 2022 | ||
C’ è una storia di fede secolare che palpita in Calabria, e soprattutto nella città di Catona, che ai tempi dei romani, era il punto più vicino alla Sicilia, nonché una delle stazioni principali d’imbarco verso questa terra. Lo stesso Dante Alighieri la menziona nel “Paradiso”.
La storia di questa cittadina e del santuario è legata alla devozione di San Francesco di Paola, patrono della Calabria.
Il santo è venerato per aver compiuto il miracolo dell’attraversamento dello Stretto di Messina, imbarcandosi proprio dalla spiaggia di Catona, usando solo il suo mantello e utilizzando il suo bastone come albero maestro.
La costruzione del santuario, con l’annesso convento dei Minimi, fu progettata nel 1629, grazie alla generosità della principessa Giovanna Ruffo di Scilla, ed è proprio qui che ebbe inizio la missione dei figli spirituali del Santo a beneficio della popolazione. Dopo la soppressione del 1809 degli ordini religiosi, i Minimi furono costretti ad abbandonare il convento.
Il Santuario è stato distrutto e poi ricostruito in seguito del terremoto del 28 dicembre 1908 e sopra il suo portale principale spicca, ancora oggi, un mosaico raffigurante il Santo, che viene ricordato in questa cittadina e in tutta la Calabria, il 2 aprile di ogni anno. | |||
| Santuario della Madonna del Carmine di Bagnara Calabra | 15 Sep 2022 | ||
Il santuario della Madonna del Carmine di Bagnara Calabra, risale alla fine del XVIII secolo e fu ricostruito in seguito al terremoto del 1783. Oggi rappresenta uno splendido esempio di architettura tardo- barocca.
Il santuario ha una posizione privilegiata nella parte alta della città, su di una collina, e vanta di un bellissimo panorama sul mare.
La chiesa è preceduta da un ampio piazzale, la facciata è molto sobria, con un'impostazione neoclassica ed è realizzata in pietra di Siracusa, sulla sinistra si trova la torre campanaria a pianta quadrata che sostituisce la precedente a pianta circolare, crollata a causa del terremoto del 1908.
L’interno della Chiesa si caratterizza per la ricchezza decorativa dei suoi stucchi, probabilmente realizzati da maestranze siciliane. Suggestiva è la statua che raffigura la Madonna del Carmine che è opera di un artista napoletano del 1856.
All’interno del Santuario, merita particolare attenzione l’icona raffigurante la Vergine Bruna, dai tratti bizantini ma risalente, con ogni probabilità, al XVI secolo. | |||
| Santuario della Madonna dei poveri di Seminara | 15 Sep 2022 | ||
Il santuario di Maria Santissima dei Poveri è il principale luogo di culto di Seminara, un comune della città di Reggio Calabria.
È molto conosciuto perché, al suo interno, conserva la statua della Madonna dei Poveri, conosciuta come Madonna Nera Greca di San Basilio Magno.
È la statua lignea più antica della Calabria, scolpita in legno di cedro e ricoperta d’oro e con i suoi 92 cm, è la seconda Madonna nera più alta del mondo, dopo quella di Verdelot, in Francia.
Seduta in trono, sorregge il bambino Gesù benedicente sulle ginocchia.
Sembra che sia giunta a Seminara grazie a due monaci in fuga, ma molte sono le leggende che aleggiano intorno al suo ritrovamento. Per alcuni sembra sia stata trovata, da due giovani pastorelli, tra i cespugli di rovi vicino ai quali erano soliti portare il loro gregge a pascolare. Ma quella più attendibile, sembrerebbe essere la leggenda secondo la quale, la statua sia stata ritrovata, tra un martedì e un mercoledì, nella chiesa di San Fantino a Taureana, e che, gli unici in grado di alzarla, siano stati dei poverelli che la portarono a Seminara in trionfo.
Da qui l’appellativo di Madonna dei poveri.
Il culto della Madonna attrae moltissimi fedeli, sia all’interno della regione, sia in tutta Italia.
L’interno della chiesa, a tre navate, ospita, altresì, notevoli statue marmoree, come la statua della Maddalena che è opera del maestro Rinaldo Bonanno, uno dei più grandi scultori siciliani del cinquecento, la statua della Madonna degli Uccellari e le statue in marmo dei Santi Pietro e Paolo che decorano l’altare.
Da non perdere, se vi trovate da queste parti il 15 agosto, è la processione dedicata alla Madonna dei poveri, che trasforma il paese in una festa bellissima! | |||
| Certosa di Serra San Bruno | 15 Sep 2022 | ||
La certosa di Serra San Bruno è un monastero certosino situato a Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia, un borgo immerso nel cuore delle Serre Calabresi, oggi Parco Regionale Naturale delle Serre.
Fu fondata nel lontano 1090 da Brunone di Colonia, fondatore dell'Ordine Certosino, e fu il primo convento certosino nato in Italia. In esso i frati seguono la regola monastica della clausura. Assolutamente vietato è l’accesso alle donne, non è possibile neppure visitare la biblioteca che è presente al suo interno con oltre 25000 volumi.
L’unico ponte con il “mondo reale” è il museo realizzato nel 1994.
È il cuore spirituale della Calabria, immersa in una natura dalla bellezza sconvolgente, tra giganteschi faggi, querce e castagni enormi, ed è un vero luogo di pace e spiritualità.
Suggestivo è il Laghetto dei Miracoli, dove è immersa la statua di San Bruno, a ricordo delle penitenze che il santo offriva a Dio e dove, ogni lunedì dopo la Pentecoste, migliaia di fedeli si immergono nelle sue acque, che pare guariscano dai malanni del corpo e dell’anima. Molte sono le leggende che aleggiano intorno al monastero, sembra che sia stato meta di pellegrinaggio di molti personaggi illustri, come il fisico Ettore Majorana, misteriosamente scomparso, e il pilota che sganciò la bomba su Hiroshima. Lo ha visitato anche il papa S.S. Giovanni Paolo II, e intorno alla sua visita c’è un aneddoto carino. Sembra che il Papa chiese un caffè alla fine dei pasti consumati con i frati certosini, richiesta che gettò questi ultimi nel panico, proprio perché il monastero ne era sprovvisto per regola monastica! La gente del posto fu felice di donare un caffè al santo Padre.
La Certosa di Serra San Bruno è uno dei luoghi di fede e contemplazione, da visitare, almeno una volta nella vita. | |||
| La chiesa di Maria SS. Assunta in Cielo di Terravecchia | 15 Sep 2022 | ||
La chiesa di Maria SS. Assunta in Cielo sembra sia la prima chiesa costruita a Serra San Bruno, un piccolo comune calabrese della provincia di Vibo Valentia.
La chiesa sorge nel quartiere di Torrevecchia e fu edificata dai certosini intorno al XII secolo, sia per il culto divino, sia per l’assistenza ai poveri del posto.
L’edificio era, in antichità, costruito in tavole di legno, sostituito poi, grazie ad un gruppo di fedeli che si unirono in una confraternita, in un complesso più imponente, che subì forti danneggiamenti dal terremoto del 1783. Fu ricostruito successivamente.
Oggi, l’edificio ecclesiastico ha una particolarissima facciata in blocchi di granito, provenienti dalla vecchia Certosa di Serra San Bruno, e, al suo interno, è caratterizzata da un'unica navata, con abside semicircolare, decorata con stucchi contornati di lamina d’ oro zecchino e quattro medaglioni in marmo incastonati nei muri, raffiguranti San Biagio, San Bruno, San Girolamo e Papa Giovanni XXIII.
Se visitate la chiesa il 15 agosto potrete assistere alla celebrazione solenne durante la quale, la statua della Vergine dell’Assunta di Torrevecchia, viene collocata su un trono e viene ornata dalla cosiddetta “Curuna bona”, la corona d’oro, da parte di un arcivescovo. | |||
| Santuario alla Madonna di Paravati | 15 Sep 2022 | ||
Paravati di Mileto è una piccola frazione di Mileto, in provincia di Vibo Valentia ed è famosa per la mistica, Natuzza Evolo, che ha trascorso la sua intera vita in questo luogo. Conosciuta per le sue apparizioni, e per dei presunti doni spirituali, per molto tempo la chiesa è stata scettica nei confronti di questa figura, e solo recentemente, si è avviato il processo di beatificazione.
Su sua ispirazione si istituì, a Paravati, una fondazione allo scopo di edificare un complesso che comprendesse un santuario mariano e un centro anziani, cosa quest’ultima, che è stata realizzata grazie alle offerte di migliaia di fedeli e pellegrini. | |||
| Il convento domenicano di Soriano Calabro | 15 Sep 2022 | ||
Siete nell’entroterra calabrese, a Soriano Calabro, in provincia di Vibo Valentia, in un borgo che fu un importante centro intellettuale e religioso del XVII secolo.
Le sue origini sembrano essere legate alla fondazione del convento domenicano, nel 1510, uno dei più importanti conventi dell’Ordine in Europa, che si estendeva su una superfice di oltre ventimila metri quadrati.
Distrutto dal terremoto del 1659 fu ricostruito in forma monumentale e fu uno dei santuari più frequentati dell’Italia meridionale, meta di pellegrinaggio da tutta Europa.
La sua fama era legata alla leggenda, secondo la quale, San Domenico apparve più volte a Padre Vincenzo da Catanzaro, chiedendogli di erigere una chiesa in suo onore a Soriano.
E sempre qui, sembra, che Maria Maddalena e Santa Caterina d’Alessandria apparvero a fra’ Lorenzo da Grotteria e gli consegnarono una tela raffigurante San Domenico, da affidare al superiore del Convento Domenicano di Soriano Calabro, per esporla alla venerazione dei fedeli.
Questi, giunti nel Santuario sorianese, usavano invocare l’aiuto di San Domenico ungendosi con l’olio della lampada che ardeva davanti al Quadro.
Il convento venne distrutto da un secondo terremoto, quello del 1783, con epicentro proprio in quest’area, ma venne ricostruito all’inizio dell’ottocento. Oggi, dell’antico convento rimangono numerosi reperti e la facciata dell’antica chiesa, dichiarata monumento nazionale.
Una curiosità: sembra che la ricetta dei mostaccioli, tipico dolce di Soriano Calabro, sia stata portata nel convento dei frati domenicani da un monaco della certosa di Serra San Bruno e che i frati l’abbiano trasmessa alla gente del luogo, donando a questi dolci dell’arte pasticciera aspetti magico religiosi e riti propiziatori affascinanti.
Provate a chiedere alla gente del posto! | |||
| Santa Maria dell'Isola. Tropea | 15 Sep 2022 | ||
Il Santuario di Santa Maria dell’Isola sorge su uno scoglio di arenaria che, fino a qualche secolo fa, era circondato dal mare. È il simbolo di Tropea e meta ambita della Calabria.
Si pensa che, probabilmente, lo scoglio dell’isola, tra il V e l’VIII secolo, fosse abitato da eremiti che si dedicavano ad una vita ascetica, ma non ci sono testimonianze storiche al riguardo. Oggi il santuario appartiene all’Abbazia di Montecassino.
Anche sulla chiesetta di Santa Maria dell'Isola esiste una leggenda che narra di come la vergine giunse nel paesello, e di come graziò di miracoli il suo popolo, in un punto preciso della grotta, lì dove si recano, ancora oggi, moltissimi devoti nella speranza della grazia, anche se della statua non vi è più nessuna traccia.
Questa chiesetta di origini medievali, immersa nella vegetazione mediterranea, nei secoli ha subito molte manomissioni, restauri e rifacimenti. La facciata della chiesa è stata ricostruita dopo il terremoto del 1905 e, al suo interno, ospita le statue della Sacra famiglia portate in processione in mare ogni 15 di agosto. Si può visitare anche un bellissimo museo di arte sacra che custodisce i segreti del Santuario. Per raggiungere la Chiesa, a tre navate, si percorre una ripidissima scalinata scavata nel tufo che offrirà, a voi visitatori, un bellissimo panorama. | |||
| Chiesetta di Piedigrotta di Pizzo Calabro | 15 Sep 2022 | ||
La chiesa della Madonna di Piedigrotta è la vera perla della Costa degli Dei e si trova a Pizzo Calabro, in località Madonnelle.
È interamente scavata nella roccia e si trova su una delle spiagge più belle di Pizzo, di fronte al mare. La sua visita è un’esperienza magica, soprattutto quando i raggi del sole penetrano nella grotta, trovano spazio tra le numerose sculture, di cui la chiesetta è ricca, e mettono in risalto i colori dei sali minerali che ricoprono le pareti. Secondo una leggenda la sua costruzione è legata al naufragio di un veliero napoletano intorno alla metà del 600, a bordo del quale si trovava il quadro della Madonna di Piedigrotta, a cui i marinai rivolsero le loro preghiere e fecero una promessa votiva in caso di salvezza. La promessa di costruire una cappella, a lei dedicata, fu così mantenuta. Una volta arrivati a riva i marinai scavarono nella roccia e lì posero la sacra immagine. Verso la fine dell’800, un artista locale, Angelo Barone e successivamente suo figlio, si dedicarono a questo luogo, ingrandendo la grotta e riempiendola di statue.
Le statue, al suo interno, create dalla stessa roccia sedimentaria della grotta, raccontano scene delle Sacre Scritture e sono la vera magia di questo piccolo gioiellino di chiesa, unica al mondo. | |||
| Basilica dell'Immacolata Concezione. Catanzaro | 15 Sep 2022 | ||
La basilica dell'Immacolata Concezione è il luogo di culto più antico della città di Catanzaro.
Edificata nel 1254, nel cuore della città, fu dedicata inizialmente alla Santissima Trinità, e soltanto dopo, alla Beata Vergine Immacolata.
Ha una struttura a croce latina a tre navate, e particolarmente interessante di questa basilica, è la cupola, di forma ottagonale all'esterno, mentre rimane cilindrica vista dall'interno.
Le cappelle della Basilica hanno goduto, in passato, di giuspatronato e tra le opere presenti in questo luogo, si ricordano le statue settecentesche di San Rocco, di origine napoletana, quella di Sant’Alfonso, di San Giuseppe, Addolorata e di San Michele, quest'ultime provenienti dalla soppressa chiesa di Santa Caterina. | |||
| Cattedrale dei Ss. Pietro e Paolo di Lamezia Terme | 15 Sep 2022 | ||
La storia dell’attuale cattedrale dedicata ai santissimi San Pietro e Paolo, che si trova a Lamezia Terme, ha una storia abbastanza articolata ed è legata a degli edifici sorti precedentemente.
Sconosciuta è l’ubicazione originaria del duomo di Nicastro eretto nel 1100 e voluto dalla principessa normanna Emburga, nipote di Roberto il Guiscardo. Probabilmente era posizionato ai piedi del castello normanno-svevo, sui resti di una precedente chiesa di stampo bizantina. Sta di fatto che l’edificio fu quasi interamente distrutto dal terremoto del 1638, per cui, tra il 1640 e il 1643, si avviò la costruzione ex novo dell’attuale cattedrale, posizionandola in un luogo distante da quella antica, pur conservando alcuni dei suoi resti.
La nuova cattedrale fu costruita grazie al Mons. Tommaso Perrone, e oggi il suo aspetto è il frutto di numerosi rifacimenti, avvenuti nel corso dei secoli.
La sua facciata ha perso gli elementi barocchi che la caratterizzava, ed è in stile neoclassico con quattro busti monumentali dedicati ai Papi Marcello II e Innocenzo IX e a San Pietro e Paolo.
Per chi visiterà la cattedrale è interessante sapere, che in occasione della solennità del 29 giugno, all’ interno di essa, è possibile vedere i due busti in argento e rame dei santi Pietro e Paolo, che conservati nel Museo Diocesano, solo in questo giorno tornano nella loro originale ubicazione. | |||
| Il Duomo di Cosenza | 15 Sep 2022 | ||
Il Duomo di Cosenza, anche noto come cattedrale di Santa Maria Assunta, si trova nel cuore del centro storico di questa cittadina ed è il suo principale luogo di culto.
La cattedrale sorge su una chiesa più antica, risalente alla metà dell’XI secolo, che crollò in seguito al terremoto del 1184 e la sua ricostruzione si concluse solo nel 1222, quando fu consacrata alla presenza dell’Imperatore Federico II di Svevia. Quest’ultimo, in questa occasione, secondo la tradizione, omaggiò la città con una Stauroteca o croce bizantina, un vero e proprio tesoro inestimabile, che conserva una reliquia di un frammento della Croce dove venne crocifisso Gesù e che oggi è conservata nel Museo Diocesano.
La cattedrale ha due cappelle di estrema importanza, una dedicata alla Madonna del Pilerio, la santa protettrice della città, la cui icona votiva raffigura la Vergine Maria mentre allatta Gesù e che, secondo la tradizione, fu colei che salvò la città dalla peste e la cappella del Ss. Sacramento, che presenta sull'altare una tela della Madonna delle Grazie.
Nel 2011 la Cattedrale è stata riconosciuta dall’Unesco come Testimone di Cultura di Pace. | |||
| Il complesso monastico delle cappuccinelle di Cosenza | 15 Sep 2022 | ||
Sul colle Pancrazio, a Cosenza, poco distante dal Castello Svevo, sorge la Chiesa di Santa Maria di Gerusalemme o delle Cappuccinelle.
La chiesa venne costruita nel 1581 e probabilmente fu eretta sulle rovine del monastero e della chiesa cistercense di Santa Maria della Motta e sui ruderi della Rocca Bretica.
La chiesa attuale è affiancata da un monastero che appartenne alle suore dell’ordine delle Cappuccinelle.
Ha una struttura a navata unica, circondata da affreschi ottocenteschi che riguardano i Misteri, e sull’altare spiccano riquadri raffiguranti la Via Crucis e la Deposizione della Croce. Vicino all’ingresso troviamo due dipinti raffiguranti San Francesco di Paola e Sant’Antonio da Padova. Particolarmente affascinante è il soffitto a cassettoni in legno lavorati. La facciata è molto semplice, ha un portale in tufo, una meravigliosa porta monumentale e un rosone a torciglione.
Chiesa e monastero furono gravemente danneggiati dal terremoto del 1854 e molte opere duramente compromesse. Dopo la soppressione del monastero, i locali passarono al comune di Cosenza che li adibì a ricovero per le orfanelle. Oggi è un orfanotrofio affidato alle suore della Divina Provvidenza. | |||
| Chiesa di San Francesco d'Assisi di Cosenza | 15 Sep 2022 | ||
A Cosenza, a circa 273 metri sul livello del mare, si trovano la chiesa e il monastero di San Francesco d’Assisi, fondati, nel 1271, dal beato Pietro Cathin da Faenza, discepolo di San Francesco. Il monastero ha subito gravissimi danni, sia in seguito ai terremoti del 1638 e del 1854, sia a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.
L’interno della chiesa è a croce latina, nella navata centrale, l’imponente altare maggiore ligneo, è sovrastato da una tela di Daniele Russo, raffigurante il Perdono di Assisi del 1618. Al suo interno vi è la Cappella dell’Immacolata, eretta per voto pubblico, un crocifisso ligneo del ‘300 e, il sarcofago in legno con il corpo del beato Giovanni da Castrovillari. Moltissime sono le opere da ammirare al suo interno e di particolare interesse è la Cappella di Santa Caterina d’Alessandria, la protettrice delle lattanti, che prima costituiva un corpo a sé stante e successivamente fu aggregata alla chiesa. Uscendo dalla Cappella troviamo l’altare dedicato a San Francesco d’Assisi con la statua del Santo e Cristo in Croce.
La straordinaria bellezza di questa chiesa, quando varcherete il suo ingresso, vi lascerà senza fiato! | |||
| Chiesa di San Domenico. Cosenza | 15 Sep 2022 | ||
La chiesa del complesso di San Domenico è un edificio religioso situato a Cosenza, in Calabria.
È posta sulla riva sinistra del fiume Busento, proprio nel punto in cui termina la città vecchia e comincia quella nuova. Fu costruita tra il 1441 e il 1468 dalla famiglia Sanseverino e la sua facciata conserva ancora elementi della costruzione originaria, il rosone in tufo e l’arco in stile gotico, che incorniciano il portale ligneo d’ingresso. Al suo ingresso troviamo due cappelle rinascimentali, quella di destra, la Cappella del Rosario, è caratterizzata sia dalla copertura lignea sia dall’altare della Madonna della Febbre, opera di Giovanni da Nola.
Le opere d’arte contenute al suo interno sono prevalentemente settecentesche come l’altare in marmo e le Sante dipinte da Granata.
Accanto alla chiesa c’è l’antico convento con il chiostro, che ospitò il filosofo Tommaso Campanella, che oggi è sede del Bocs Art Museum e di diversi eventi culturali. | |||
| Santuario e cammino di San Francesco di Paola | 15 Sep 2022 | ||
Sul versante del tirreno cosentino, nella cittadina di Paola, sorge il Santuario di San Francesco di Paola, di particolare richiamo a livello italiano ed internazionale.
Il Santuario è dedicato a San Francesco di Paola, patrono della Regione Calabria e Protettore dei Marinai, ed è posto a 132 metri s.l.m., su di un colle un tempo chiamato il “Caldetto”, situato nel quartiere di San Teodoro. È il cuore della devozione francescana, e al suo interno sono conservate una parte delle reliquie del Santo. Questo Santuario è costituito da diversi elementi che potete visitare. Di particolare interesse è la “grotta della Penitenza” dove il santo visse in solitudine, poi il primo embrione del santuario formato solo dall’oratorio e da alcune celle, la chiesa antica che fu costruita nella seconda metà del XV secolo, la zona dei miracoli e la chiesa nuova inaugurata nel 2000.
Legato a questo luogo incantevole e suggestivo, recentemente, è nato il “cammino di san Francesco di Paola”, un magnifico itinerario escursionistico e religioso, che parte dalla Chiesa della Riforma di San Marco Argentano e, percorrendo tutti i luoghi dove il santo era solito passeggiare e raccogliere erbe, di cui era un profondo esperto, arriva fino al Santuario di San Francesco a Paola. Il cammino, lungo 49 chilometri, è stato ideato e realizzato dall’Associazione “Escursionisti Appennino Paolano”.
Natura e spiritualità, un connubio perfetto per una visita magica. | |||
| La chiesa di Santa Maria delle Grazie di Rose | 14 Sep 2022 | ||
Nel centro di Rose, una piccola cittadina della provincia di Cosenza, sorge la chiesa della Madonna delle Grazie. La chiesa risale al XVIII secolo e fu ricostruita, tra il 1932 e il 1936, dalla famiglia di Emilio Bria, dopo essere stata danneggiata da un terribile terremoto.
Subì poi un rifacimento dall’architetto Francesco Scarnati.
La chiesa è molto piccola, non ha un vero campanile, ha una pianta semicircolare ed è caratterizzata da un’abside in legno, interamente scolpito a mano.
Infatti, una delle particolarità che caratterizzano questa piccola cittadina montana, che vi consiglio di visitare, è il lavoro artigianale. La lavorazione del legno è il punto di forza della creatività rosetana, come testimoniano le sue chiese, che dà ampio valore a mestieri antichi, ormai persi nel tempo. | |||
| Il duomo di Montalto Uffugo | 14 Sep 2022 | ||
Il Duomo, più noto come Chiesa di S. Maria della Serra, è il principale luogo di culto cattolico di Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza. Si tratta di uno dei monumenti sacri più celebri della Calabria.
Venne edificato intorno al XIII secolo, probabilmente sopra i ruderi del mausoleo del comandante romano Lucio Attilio Serrano, da cui deriverebbe il nome dell’intera area “Serra”; fonti più attendibili ci dicono che la scelta di costruire il complesso al di fuori delle mura del paese, sia dovuta ai frequenti terremoti che avevano distrutto la vecchia chiesa dell’Assunta, quindi fu per questo che si decise di ricostruirla sul Monte Serrone.
La leggenda, invece, racconta della sparizione della statua della Madonna col bambino, posta nella chiesa di Santa Maria Maggiore, sita dentro le mura del paese, statua che fu ritrovata seguendo l’incredibile luce che si irradiava dal colle della Serra. Fu per questo che i cittadini di Montalto decisero di erigere un nuovo tempio proprio in questa zona.
Ciò che è certo è che, a seguito del disastroso terremoto del febbraio 1854, la chiesa venne restaurata e i lavori di ristrutturazione diedero al nuovo edificio una conformazione a croce latina, di stile neoclassico.
Montalto Uffugo è anche nota per essere stata la città dove si trasferì il compositore Ruggero Leoncavallo e per essere stata set cinematografico del film “I Pagliacci” che vide protagonista una giovane Alida Valli. | |||
| Santuario di Sant'Angelo D'Acri | 14 Sep 2022 | ||
La basilica di Sant'Angelo d'Acri è un edificio religioso di Acri, in provincia di Cosenza. Sorge a 734 metri sul livello del mare, e conserva al suo interno, nella cappella centrale, il corpo ricomposto di Sant’Angelo di Acri, un frate le cui fatiche furono orientate verso la difesa della povera gente.
La basilica ricca di affreschi dove sono raffigurati i miracoli del santo, che passò alla storia come “Apostolo delle Calabrie”, venne edificata a partire dal 1893.
È una costruzione grandiosa, dallo stile composito, sovrastata da un cupolone, alto 32 metri, che l’architetto Tito Quercioli fece costruire seguendo il disegno di una chiesa di Dublino.
Annesso al Santuario si trova il Museo del Beato Angelo d’Acri, istituito con l’obiettivo di documentare e promuovere la conoscenza della figura del Santo.
È il più grandioso tempio che l’ordine francescano possiede in Calabria. | |||
| Santuario di Sant'Umile da Bisignano | 14 Sep 2022 | ||
Bisignano è una piccola città della provincia di Cosenza, posta a 350 metri sul livello del mare, sulle ultime propaggini collinari della Sila greca. È una città d'arte e di cultura, sede vescovile dall’VIII secolo, e soprattutto è la patria di frate Umile da Bisignano.
Frate Umile da Bisignano, al secolo Lucantonio Pirozzo, è stato un religioso italiano dell’ordine dei francescani, che è entrato nella storia della fede, per i numerosi miracoli che hanno costellato la sua vita. Nato in questa terra, dove fece una vita di stenti e di privazioni a servizio di Dio, le sue capacità mistiche raggiunsero le orecchie di papa Gregorio XV, che lo volle a Roma. Raggiunse una grande venerazione dopo la sua morte e, nel 1882, fu beatificato da Leone XIII.
Le sue reliquie sono conservate nel santuario di Sant’Umile, conosciuto come “Convento la Riforma”, fondato dal Beato Pietro Cathin, che era stato inviato a Bisignano da San Francesco d’Assisi a fondare l’Ordine dei Francescani.
All' interno del santuario, oltre alla cappella dedicata a Sant’Umile, che conserva anche una statua lignea del Santo, si trova una scultura marmorea raffigurante la Madonna delle Grazie, attribuita alla scuola di Antonello Gagini e un dipinto su tela raffigurante il martirio di San Daniele Fasanella a Ceuta. | |||
| Codex Purpureus e museo diocesiano | 14 Sep 2022 | ||
Il museo diocesano del Codex, che si trova a Rossano, fu il primo museo diocesano istituito in Calabria e tra i primi in tutta Italia.
L’opera più preziosa custodita al suo interno è il “Codex Purpureus Rossanensis”, che è stato riconosciuto, dall’Unesco di Parigi, Patrimonio Universale dell’Umanità, nella categoria “Memory of the World”.
È il manoscritto più antico esistente al mondo, ed è un evangeliario in lingua greca, risalente al V- VI secolo, che contiene l’intero Vangelo di Matteo e quasi tutto quello di Marco. Probabilmente il manoscritto originario conteneva tutti e quattro i vangeli.
É costituito da 188 fogli di finissima pergamena, accuratamente lavorata, tinta di colore purpureo e impreziosita dalle sue bellissime miniature, capolavoro dell’arte bizantina. Molte delle miniature conservate nel codice di Rossano raffigurano eventi della vita di Cristo.
Il Codex Purpureus Rossanensis riveste uno straordinario interesse dal punto di vista biblico e religioso, artistico, paleografico, storico, documentario.
Il museo della diocesi è caratterizzato da un innovativo percorso museale, che si avvale anche di moderne tecnologie, di supporti multimediali e applicazioni virtuali e, oltre al Codex, c’è una sezione che illustra la storia della diocesi e della città di Rossano. Tra le opere più significative, conservate in esso, vi è il busto in argento della santissima Achiropita, la Madonna tanto venerata nella città. | |||
| Museo archeologico provinciale di Salerno | 14 Sep 2022 | ||
Il Museo archeologico provinciale di Salerno sorge all’interno del complesso storico monastico di San Benedetto, riaperto al pubblico nel 2003.
Conserva reperti archeologici ritrovati nel territorio di Salerno e delle province limitrofe, dall’età preistorica e tardo antica fino all’età romana, che testimoniano le diverse culture che si susseguirono in questo territorio.
Nel giardino antistante il museo è collocato il lapidario con reperti di epoca romana, tra cui la statua di “Venere con il delfino”, mentre, all’interno del museo, un percorso espositivo, organizzato cronologicamente, vi porterà a scoprire uno dei reperti più importanti contenuto in esso: la testa bronzea di Apollo, del I secolo d.C., rinvenuta da un gruppo di pescatori, nelle acque del Golfo di Salerno.
La statua è divenuta il simbolo dei Musei della provincia di Salerno e ha fatto parte di molte mostre internazionali, come uno dei bronzi più rappresentativi dell'età d'oro della scultura greca.
Ad arricchire il percorso del museo vi sono installazioni multimediali, che ricostruiscono l'istituzione del sito archeologico di Fratte, le antiche rotte del Mediterraneo e riproducono l'atmosfera della scoperta della testa di Apollo.
Peraltro, Ungaretti ne scrisse un poetico componimento sul suo rinvenimento, su quella notte in cui “alzata in palmo d’una mano rugosa” fu portata alla luce dal fondo del mare e ci fu regalata con la sua eterna bellezza. | |||
| Garibaldi in Aspromonte | 14 Sep 2022 | ||
C’è un avvenimento storico importante che lega la Calabria a Garibaldi ed è la famosa “Giornata dell’Aspromonte” che avvenne nel 1862, quando l’esercito regio fermò il tentativo di Garibaldi, reduce del successo della spedizione dei Mille, di proseguire la sua marcia su Roma. Allo scopo di scacciare il Papa Pio IX, Garibaldi aveva radunato insieme migliaia di volontari che, al grido del famoso motto “o Roma o Morte”, sbarcò a Reggio Calabria dove, però, fu costretto a deviare il suo cammino verso l’Aspromonte. Sul più grande massiccio calabrese, nei pressi di Gambarie, nel territorio di Sant’Eufemia d’Aspromonte, nonostante il suo ordine di non aprire il fuoco, fu accerchiato da una grande rappresentanza dell’esercito regio, guidato dal generale Pallavicini, e fu ferito da due pallottole, all’anca sinistra ed al malleolo destro. Si appoggiò ad un pino, accese un sigaro.
Con questa scena si decretò la sua resa.
In ricordo dello scontro in Aspromonte è stato allestito un apposito Mausoleo. L’albero in cui si appoggiò Garibaldi, è coperto da un recinto. A pochi chilometri dal luogo dello scontro, vi è il punto in cui vennero seppellite le “giubbe Rosse”.
In suo onore a Reggio Calabria fu eretta una statua di marmo che, ancora oggi, con i suoi due metri di altezza, svetta sull’omonima piazza. | |||
| Rosario Villari. Un sogno di libertà | 14 Sep 2022 | ||
Lo storico Rosario Villari fu un uomo del Sud. Nacque a Bagnara Calabra, paese che lo vide partecipe dei movimenti dei contadini per la riforma agraria.
E’ stato uno dei più importanti storici italiani del Novecento e grazie ai suoi studi, che hanno avuto una rinomanza internazionale, può essere definito il più grande storico calabrese di sempre.
Il Sud, la questione del mezzogiorno e le tematiche dello sviluppo, sono stati i temi dei suoi saggi Il Sud nella storia d’Italia e il Mezzogiorno e contadini nell’età moderna”.
Della sua biografia, ricca di volumi che hanno lasciato una traccia indelebile nella storiografia mondiale, come La rivolta antispagnola a Napoli e “Un sogno di libertà. Napoli nel declino di un impero 1585-1648”, c’è da ricordare che fu tra i fondatori della rivista dell’Istituto Gramsci «Studi storici», fra le principali riviste storiche italiane.
Affermatosi sempre più sul piano internazionale, negli anni ottanta, divenne uno degli storici italiani più famosi al mondo. Fu visiting professor in alcuni dei principali centri di ricerca internazionali, ad Oxford e Princeton, e tenne lezioni alla Sorbona di Parigi, a Chicago, a Berkeley e in altre celebri Università.
Perseguì costantemente il tentativo di diffondere presso un ampio pubblico la cultura storica. Famoso è il suo Manuale di Storia per le scuole superiori, su cui si sono formate generazioni di italiani e di italiane.
Chi ha avuto la fortuna come me di studiare sui suoi manuali deve esserne orgoglioso.
Grazie Rosario Villari! | |||
| In nome di Leonida Repaci: la casa della cultura di Palmi | 14 Sep 2022 | ||
Nel 1982, a Palmi, una piccola cittadina di Reggio Calabria, è stata inaugurata la Casa della Cultura, uno scrigno d’arte e di conoscenza dedicata a Leonida Repaci.
Leonida Repaci, originario di questa cittadina, scrittore, giornalista intellettuale nonchè antifascista italiano, fu una delle personalità di spicco più importanti nella cultura e nella politica del Novecento.
Fondò il premio Viareggio, del quale fu presidente fino alla morte e, pensate un po', nel 1959, Federico Fellini lo scelse per fare la parte di sé stesso nel film “La dolce vita”.
Nella casa della cultura di Palmi c’è la pinacoteca "Leonida ed Albertina Repaci” che contiene oltre 200 opere d'arte donate dallo scrittore e da sua moglie alla città, ed è una delle più grandi testimonianze dell’arte moderna e contemporanea dell'Italia meridionale.
La struttura oltre a tenere in vita la sua memoria è sede di moltissime manifestazioni e attività culturali, e, al suo interno, si svolgono, periodicamente, dibattiti, concerti e mostre d’arte.
Nel giardino dell’amata villa Pietrosa, dove l’intellettuale si rifugiava quando visitava la sua città, e che oggi è sede di questo complesso, vi sono alcuni reperti provenienti dal sito archeologico dell’antica Taureana. Dalla guardiola della villa, il posto preferito dello scrittore, c’è un panorama spettacolare su tutta la costa viola. | |||
| Palazzo Baldari. Museo Metauros | 14 Sep 2022 | ||
Nel centro storico di Gioia Tauro, nel quartiere di Pan delle Fosse, all’ interno del settecentesco palazzo Baldari, che è uno dei simboli storici della città, nel 2013 è nato il museo Metauros.
Questo museo “giovane” è il vero e proprio gioiellino della città e testimonia la storia di Métauros, un centro fondato dagli abitanti di Zancle, l’odierna Messina.
Il museo sorge sulle antiche mura medievali della città che si possono ammirare camminando sopra un pavimento di vetro, che rende affascinante la sua visita.
Molti sono i reperti esposti che testimoniano diverse epoche da quella greca fino all’età rinascimentale. Molti sono i vasellami pregiati conservati al suo interno, ceramiche che testimoniano l’età medievale, e anche rinvenimenti funerari di età romana.
L’uscita del museo regala uno spettacolo mozzafiato sul golfo di Gioia Tauro. | |||
| Marco Tullio Cicerone a Vibo Valentia | 14 Sep 2022 | ||
Marco Tullio Cicerone, la figura più rilevante di tutta l’antichità romana, ebbe un’enorme predilezione per la città di Vibo Valentia, nella quale soggiornò diverse volte, come descritto, da lui stesso, nelle Verrine e nelle Lettere.
Così come riportato nelle Verrine, Cicerone, nel 71 a.C., accompagnato dal cugino Lucio Tullio, fece una sosta a Vibo, durante il suo viaggio verso la Sicilia e qui raccolse prove e testimonianze relative al processo contro il pretore Verre.
La sosta del 58 a. C. è documentata, invece, nella lettera che scrisse ad Attico durante il viaggio da Roma verso Vibo, destinazione che scelse per sfuggire alla Lex Clodia.
E sempre in una lettera ad Attico si legge che Cicerone fu a Vibo anche nel 44 a.C., quando all’indomani della morte di Cesare fu costretto ad abbandonare Roma, a causa del pericolo dovuto allo scontro con Antonio.
In questa occasione Cicerone scrisse che arrivato a “Vibona” gli “pareva di essere a casa”. | |||
| Museo del Risorgimento. Catanzaro | 14 Sep 2022 | ||
Il Museo del Risorgimento è allestito all’interno della Caserma Florestano Pepe di Catanzaro, negli ampi saloni del Distretto militare. E’ l’unico Museo della storia risorgimentale del Sud, che raccoglie e documenta le vicende di questo periodo storico e delle guerre d’Africa e di Spagna, attraverso documenti, carte cospirative, diari di guerra, fotografie, uniformi e diversi cimeli.
Di particolare rilievo è la stampa del generale Vito Nunziante che presiedette all’esecuzione militare del re di Napoli, Gioacchino Murat, che avvenne presso il Castello di Pizzo.
Una volta visitato il museo, potete recarvi nella villa di fronte, dedicata al Florestano Pepe, Patriota del Risorgimento e fratello maggiore di Guglielmo Pepe. | |||
| Il podere delle carrozze. Catanzaro | 14 Sep 2022 | ||
Il museo delle carrozze si trova a Siano, una piccola frazione di Catanzaro.
Al suo interno, sono esposti 25 esemplari pregiati di carrozze, risalenti a diversi periodi storici e che appartenevano al barone De Paola, che rese accessibile la sua collezione al pubblico, fino alla sua morte.
Visitando questo museo, immerso in un’immensa area verde, potrete immergervi nel fascino dell’epoca antica e nell’atmosfera romantica del film “Via col vento”. Qui è esposta l’American Buggy, la carrozza utilizzata da Rhett e Rossella O'Hara nel film.
Vi sono anche altri affascinanti esemplari come la Cabriolet della famiglia Volpicelli, unica nel suo genere per la sua capote mobile e la Landau dell’Ottocento.
All’ interno del podere oltre al museo si conservano numerosi attrezzi della civiltà contadina locale utilizzati fra il ‘600 e l’800. | |||
| Abbazia florense di Gioacchino da Fiore | 14 Sep 2022 | ||
L'Abbazia Florense si trova a San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza. È uno dei più grandi edifici religiosi della Calabria ed è legata alla figura di Gioacchino da Fiore un abate, teologo e studioso delle scritture sacre, molto venerato in queste terre.
Essa sorge in un luogo isolato dal tempo e fu eretta dopo la sua morte.
Infatti, al suo interno, nella cripta, si conserva l’urna con le spoglie di Gioacchino da Fiore, su cui è inciso un versetto dantesco.
Dante Alighieri, nella Divina Commedia, inserisce Gioacchino da Fiore nel paradiso, tra la schiera dei beati sapienti, corrispondenti agli odierni dottori della Chiesa.
L’abbazia è un tesoro di arte e cultura che rispecchia, attraverso un’architettura ricca di significati simbolici, la rivoluzione spirituale e culturale tanto desiderata e professata dall’abbate.
È in stile romanico, ha un'unica navata con le pareti spoglie che trasmettono semplicità e l’altare, in stile barocco, conserva una statua di legno di San Giovanni Battista.
Dal 1982, le sale dell’Abbazia ospitano il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti e il Museo Demologico dell’Economia, del Lavoro e della Storia Sociale Silana che, inaugurato nel 1984, è tra i musei etnografici più interessanti del Sud Italia.
“Non bisogna respingere il mondo come male e abbandonarlo ma occorre respingere il mondo come male per trasformarlo…” G. da Fiore | |||
| Attilio ed Emilio Bandiera. Patrioti risorgimentali | 14 Sep 2022 | ||
I fratelli Bandiera furono due patrioti del Risorgimento italiano. Ufficiali della Marina austriaca, aderirono da giovanissimi alle idee di Giuseppe Mazzini, e fondarono una società segreta, sotto il nome di “Esperia”, allo scopo di liberare il popolo italiano dagli oppressori stranieri e di unificare l’Italia in un'unica Repubblica.
Sbarcati sulla foce del fiume Neto, con una spedizione armata allo scopo di incitare il popolo a ribellarsi contro il regno di Federico II di Borbone, i fratelli Bandiera furono traditi, catturati e condannati a morte. La loro fucilazione avvenne, nel 1844, nel Vallone di Rovito, un piccolo comune alle porte di Cosenza, che, ancora oggi, conserva una scultura bronzea, a mezzo busto, a loro dedicata.
Sempre a Cosenza c’è il monumento, conosciuto dai cosentini come la “Tomba dei fratelli Bandiera” che è un'opera di Giuseppe Pacchioni, eretta dopo l’Unità d’ Italia.
A San Giovanni in Fiore, dove furono catturati insieme ai loro compagni, c’è, invece, il famoso Cippo dei caduti Di Stragola che ricorda l’avvenimento. | |||
| Museo dei Brettii e degli Enotri. Cosenza | 14 Sep 2022 | ||
Il Museo dei Brettii e degli Enotri, sorge nel complesso monumentale di Sant'Agostino e fu inaugurato il 17 ottobre 2009.
È il polo culturale di Cosenza che ospita, oltre ad un'esposizione archeologica permanente, anche mostre temporanee, concerti e incontri istituzionali.
IL Museo offre un percorso espositivo che va dall’età della pietra, fino al Risorgimento, passando per l’era classica e quella greca, e contiene numerosi reperti che valorizzano la storia di questo territorio.
Interessanti sono, al suo interno, le numerose tracce lasciate dagli uomini di Neanderthal in Calabria, ritrovate soprattutto nei giacimenti di Scalea, Cirella e Celimarro di Castrovillari e i reperti provenienti dalle necropoli enotrie di Torre del Mordillo, che sono il nucleo principale della mostra.
Qui potrete scoprire la storia dei cosiddetti "Brettii o Bruzi” di Calabri, un popolo di stirpe italica che fondò la città di Cosenza e una speciale considerazione va al Monetiere del Museo, circa trecento monete d’argento e di bronzo sono esposte in esso.
Al secondo piano del Museo è custodita la prima bandiera d’Italia e molti documenti che raccontano il cinquecento del sud Italia. Peraltro, questo piano è connesso con il Complesso di S. Agostino, carcere borbonico che ospitò, tra gli altri, i fratelli Attilio ed Emilio Bandiera, prima della loro esecuzione. | |||
| Palazzo Arnone. Galleria Nazionale di Cosenza | 14 Sep 2022 | ||
La Galleria Nazionale di Cosenza è ubicata nell'antico Palazzo Arnone, sorto nel ‘500, che si trova nel centro storico di Cosenza.
Essa offre una collezione di dipinti che ripercorre i momenti più significativi della storia dell’arte italiana, dal Cinquecento al Novecento, e custodisce le opere di molti pittori di origine calabrese come quelle di Cardisco, di Pietro Negroni, di Francesco Cozza, di Mattia Preti. Di particolare interesse è la sezione dedicata alle opere grafiche di Umberto Boccioni, e gli studi che rivelano la genesi dell’opera “La risata”, esposta nel “Museum of Modern Art” di New York.
La galleria ospita anche le tele del napoletano Luca Giordano, protagonista indiscusso del ‘600.
La Galleria Nazionale, recentemente riaperta al pubblico con un allestimento in linea con gli standard europei, ha ricevuto il riconoscimento istituzionale ufficiale con Decreto Regionale istitutivo del 30 maggio 2009. | |||
| Museo Maon. Esposizione permanente Ottocento e Novecento | 14 Sep 2022 | ||
MAON, Museo dell’Arte dell’Ottocento e Novecento si trova a Rende, un piccolo comune della provincia di Cosenza.
È una delle poche istituzioni culturali meridionali dedicate all’arte moderna e contemporanea, ed ha sede a Palazzo Vitali,nel centro storico della cittadina calabrese.
Il MAON raccoglie le opere di artisti nati in Calabria del XIX e XX secolo e una collezione permanente dell’artista calabrese Achille Capizzano a cui, nel 1954, venne dedicata una sala alla Biennale di Venezia.
Nel 2004, il MAON si è arricchito di un’importante donazione di arte contemporanea da parte del collezionista Luigi Ladaga che ha arricchito ulteriormente il museo. E, sempre nello stesso anno, ha acquisito l’opera “Children's Bell Tower” dello scultore statunitense Bruce Hasson, che è dedicata alla memoria del figlio Nicholas Green, ucciso in Calabria dalla mafia nel 1994. Molte sono le opere grafiche custodite al suo interno, da Picasso a Dalì e tanti altri.
È un museo permanente sicuramente da visitare. | |||
| Campo di internamento di Ferramonti di Tarsia | 14 Sep 2022 | ||
Il campo di concentramento di Ferramonti, nel comune di Tarsia, in provincia di Cosenza, è stato il più grande dei 15 campi di internamento costruiti, nel 1940, da Benito Mussolini. Il campo era costituito da circa 92 capannoni ed era situato nei pressi del fiume Crati, in una zona insalubre e malarica. Molti furono gli ebrei e i cittadini stranieri nemici che furono internati in questo angolo remoto e dimenticato della Calabria che, pur privati della libertà, poterono sfuggire al genocidio nazifascista. Infatti nessuno di loro subì atti di violenza ne fu deportato in Germania.
Gli internati ebbero assistenza dall’Ente di assistenza ai profughi, delle Comunità ebraiche e la solidarietà, non solo degli abitanti di Tarsia, ma anche dal personale militare italiano addetto alla sorveglianza del campo.
Fu il primo campo di concentramento per ebrei ad essere liberato dagli inglesi, nel 1943.
Dopo la liberazione rimase aperto come campo a conduzione ebraica e fu chiuso dopo la fine della guerra.
Dagli anni Sessanta in poi il Campo è stato smantellato e l’intera area è stata destinata alle attività agricole locali.
Nel 2004, fuori dal perimetro del campo, è stato inaugurato Il Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia, che conserva la documentazione sugli anni di attività del campo di Ferramonti con l’intento di conservare la memoria storica, affinché tali barbarie non possano ripetersi mai più. | |||
| Parco Nazionale dell'Aspromonte | 14 Sep 2022 | ||
Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, d’inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque”. 1930. Lo scrittore Corrado Alvaro scriveva “Gente in Aspromonte”, e descriveva poeticamente la sua terra, rivelando ai posteri, la sua autentica e selvaggia bellezza. Questo è il luogo in cui il tempo si fonde, in una dimensione metafisica, con l’abbraccio che le alte montagne rivolgono al mare, dove i silenzi sono interrotti dal fruscio dei torrenti d’ acqua e dello stormire delle foglie.
È Questa la magia che anima il Parco nazionale dell'Aspromonte di Reggio Calabria.
Prende il nome dal Massiccio dell’Aspromonte, il massiccio montuoso delle Alpi meridionali o Alpi calabresi. Il complesso ha una forma piramidale a ridosso del Mar Tirreno e del Mar Ionio, e il suo rilievo centrale è il Montalto. Le lunghe distese di boschi incontaminati, ricchi di pini larici, i cosiddetti pini neri della Calabria, degradano verso la costa, sono interrotti da ampie e profonde vallate e dai corsi d’acqua che caratterizzano il paesaggio aspromontano, le cosiddette fiumare. Questi corsi d’acqua a carattere torrentizio, quando piove, si gonfiano e, ad alte quote, dirompono in bellissime cascate.
Il Parco Nazionale dell’Aspromonte è stato istituito nel 1989 e, dal 2021, fa parte della rete mondiale dei geoparchi, curata dall'UNESCO.
Il parco è il paradiso della biodiversità, è un vero e proprio ecosistema al centro del mediterraneo dove convivono circa 1500 specie. Alla ricchezza floristica si affianca quella faunistica con moltissime specie di animali, tra cui l’aquila reale, il gufo reale, il biancone, il lupo, lo scoiattolo nero. È ricco di sentieri naturalistici ben organizzati, dove poter praticare trekking, ma anche escursioni in bike e a cavallo. Durante l’inverno, le cime innevate del Montaldo si tingono di bianco ed è possibile praticare lo sci. Gambarie d’Aspromonte, è uno dei centri turistici di montagna più importanti del meridione.
L’Aspromonte possiede un grande patrimonio di tradizioni, che conserva e tramanda da secoli. Dagli usi e costumi, all’enogastronomia, al dialetto greco che ancora oggi viene parlato all’interno dell’area grecanica, a cui fa capo il borgo di Bova, fino ad arrivare al forte legame che questa terra ha con la fede. A questo proposito, vi consiglio di visitare Polsi, un piccolo borgo, dove si celebra la festa della Madonna della montagna di Poli, la festa più importante della Calabria, e dove si recavano gli antichi abitanti delle colonie greche, per consultare “l’oracolo di Pule”, che ti apriva le porte dell’Olimpo. Un altro borgo da visitare è Gerace la “cittadella della fede” che ha la particolarità di essere il borgo delle 100 chiese.
Il Parco nazionale dell’Aspromonte racchiude mille tesori da esplorare! | |||
| Sila. I musei | 14 Sep 2022 | ||
Il nome "Sila" deriva dalla denominazione di epoca romana “Silva Brutia”, ossia foresta dei Bruzi, infatti questo territorio fu abitato dai Bruzi.
La Sila è un vasto altopiano dell’Appennino calabro, sede del Parco nazionale della Sila che ricopre la superficie del più vecchio “Parco nazionale della Calabria” e fu tra i primi 5 parchi nati in Italia.
Al suo interno, molti sono i musei da visitare tra essi da ricordare è, sicuramente, il nuovo “Museo dell'acqua e dell'energia di Trepidò”, nel Comune di Cotronei.
Inaugurato recentemente, questo museo è il primo passo per l'apertura di un ampio “Centro visite”, il terzo all'interno del grande Parco Nazionale della Sila, dopo quelli storici di Cupone, a Camigliatello Silano, e Antonio Garcea, a Villaggio Mancuso.
Al suo interno, attraverso l’ausilio di tecnologie multimediali, potrete trovare una vasta panoramica dei paesi che ricadono nel perimetro del Parco, con particolare attenzione ai prodotti gastronomici e vinicoli che li caratterizzano e alle loro risorse idriche. Una parte del museo è dedicata all'utilizzo delle energie rinnovabili.
Un altro museo da visitare è Il “Museo dell’artigianato silano e della difesa del suolo”, ubicato a Longobucco nel Convento ex Frati Francescani Minori, e il “Museo dell’Olio di oliva e della Civiltà contadina” che si trova a Zagarise, in provincia di Catanzaro. Quest’ultimo è particolarmente interessante non solo perché è un “Ecomuseo”, ma anche perché ha come scopo la diffusione e la conoscenza della cultura legata al territorio della Sila, in particolare della Sila Piccola. Il Museo è ambientato in un antico frantoio restaurato, nel quale sono ancora visibili gli impianti per la lavorazione delle olive.
E, infine, Il “Museo della Civiltà agrosilvopastorale, delle Arti e delle Tradizioni” che si trova ad Albi, anch’esso “ecomuseo”, è rivolto alla custodia delle arti e delle tradizioni del territorio. | |||
| Parco nazionale della Sila | 14 Sep 2022 | ||
Il parco nazionale della Sila è situato nel più grande altopiano d’Europa. La sua vasta area protetta, di oltre 150 mila ettari, è storicamente suddivisa in tre parti: la Sila Grande, la Sila Greca, la Sila piccola. Si estende nel territorio di tre province della Calabria: Cosenza, Catanzaro e Crotone.
Questo straordinario territorio, definito da sempre “Gran Bosco d'Italia”, si eleva nel cuore della Calabria con le sue foreste e i suoi fitti boschi che ne costituiscono l'80% della superficie. I suoi bacini d’ acqua più importanti si trovano ad alte quote e sono il lago Cecita, Arvo e Ampollino. Questi tre laghi sono tutti artificiali e per la loro ricchezza d’acqua sono utilizzati, da sempre, per la produzione di energia elettrica.
I rilievi più alti sono il monte Botte Donato, in Sila grande, ed il monte Gariglione in Sila piccola.
Il parco è ricco, anche, di riserve naturali biogenetiche. Fra queste spiccano “I Giganti della Sila”, un bosco ultracentenario con esemplari di pini larici e aceri montani e la Riserva Golia-Corvo, dove vivono circa 150 esemplari di cervi.
Il parco adotta come simbolo il lupo, che qui trova il suo habitat naturale, mentre la specie arborea più nota è il pino nero di Calabria.
Come attività produttive è attiva la pastorizia, l’agricoltura è prevalentemente legata alla produzione della patata della Sila IPG. La patata silana è caratterizzata da forti caratteristiche organolettiche, ha una buccia molto protettiva e resistente agli agenti batterici.
Il turismo in questo territorio è molto attivo. Tra le diverse attività sportive svolte, spicca sicuramente lo sci di fondo e di discesa. Le mete preferite degli appassionati della montagna cosentina sono Lorica, che è anche la sede del parco, e Camigliatello che possiede importanti impianti di risalita. Entrambe le stazioni sciistiche sono mete turistiche ambite e di notevole importanza. Molto praticato è il trekking e durante le camminate si possono raccogliere funghi molto pregiati, castagne e frutti di bosco.
Il Parco Nazionale della Sila rappresenta la Decima Riserva della Biosfera italiana nella Rete Mondiale dei siti di eccellenza Unesco. | |||
| Pollino: la valle del Mercure | 14 Sep 2022 | ||
La valle del Mercure fa parte del Parco del Pollino e occupa una parte della Basilicata meridionale e una parte settentrionale della Calabria. Comprende in tutto sette comuni, di cui quattro in Lucania in provincia di Potenza (Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Rotonda e Viggianello) e tre in Calabria (Laino Castello, Laino Borgo e Mormanno).
La Valle del Mercure è un ampio bacino fluviale, e come confermano gli studiosi, era interamente occupata da un lago Pliocenico che, a seguito delle evoluzioni geologiche della Terra, è interamente scomparso. Ne sono la prova i numerosi reperti paleontologici ritrovati, ippopotami (Hippotamus), il rinoceronte, la iena, l'orso, rettili oceanici, lucertole gigantesche, la tigre, ed è stato rinvenuto interamente un Mammut, ora conservato presso il Museo Naturalistico e Paleontologico di Rotonda.
In questa Valle, intorno all'anno 1000, nei comuni di Castelluccio Inferiore, Laino Borgo, Laino Castello, Mormanno e Viggianello, si insediarono delle comunità di monaci dediti alla vita monastica ed eremitica, che diedero vita ad una delle più importanti comunità religiose del tempo, denominata “Mercurion”, dalla quale derivano, per l'appunto, i nomi della valle e del fiume che l’attraversa.
La Valle, oltre ad essere la più importante stazione di ritrovamenti archeologici del Pollino, è attraversata dal fiume Mercure che nasce dal Monte Serra del Prete, nel comune di Viggianello e giunge nel territorio calabrese, dove muta il suo nome in fiume Lao. Sul fiume Lao è possibile praticare il rafting.
La valle è caratterizzata e ricordata anche per una delle opere più esclusive d’ingegneristica mondiale, la ferrovia elicoidale. Quest’ultima, è un raro esempio di archeologia industriale e fu utilizzata per collegare i due comuni di Castelluccio Superiore e Inferiore.
Il Mercure è la culla preziosa della civiltà mediterranea, assolutamente da visitare! | |||
| Parco naturale regionale delle Serre | 14 Sep 2022 | ||
Il parco naturale regionale delle Serre è un’area naturale protetta della regione Calabria, istituita nel 2004. Il nome “Serre”, secondo alcuni, deriverebbe dall’allineamento dei monti e delle colline che ricordano i denti di una sega, per altri, invece scaturirebbe dalla presenza di numerose segherie attive in età antica, altri ancora lo farebbero discendere dalla radice “Ser” (monte), da cui deriva anche lo spagnolo “Sierra”.
Situato tra l’Aspromonte e la Sila, è percorso da due lunghe catene montuose, comprende la valle del torrente Stilaro, attorno alla quale si estende il bellissimo “Bosco di Stilo”, caratterizzato dalla presenza dell’abete bianco, e la valle della fiumara Assi.
Molte sono le cascate che alimentano i suoi corsi d’acqua, la più alta è la Cascata del Marmarico.
Il parco ha una superficie di quasi 18000 ettari e comprende 26 comuni delle province di
Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria.
La sua peculiarità è quella di riuscire a includere in sé il fascino incontaminato della natura, la storia, la cultura e la spiritualità.
Molti sono i luoghi di culto presenti nella sua vasta area, come la prima Certosa italiana: l’Abbazia dei monaci certosini di Serra S. Bruno.
Da non perdere è l’oasi naturalistica del lago dell’Angitola, che si trova nella piana di S. Eufemia. Protetta dal WWF, l’oasi è stata definita zona umida di importanza internazionale e ospita una grande varietà di uccelli, come il falco pescatore, l’airone bianco, e il gabbiano corallino.
Da non dimenticare la “Zona speciale di conservazione Lacina”, importante per il suo habitat e per le specie rare che ospita, e infine il “Museo delle Reali ferriere Borboniche” di Mongiana sicuramente da visitare. | |||
| La Riserva naturale regionale delle Valli Cupe | 14 Sep 2022 | ||
La Riserva naturale regionale delle Valli Cupe è situata ai piedi dell’altopiano silano, ed è l’area naturalistica più affascinante della Presila catanzarese e dell’intera Calabria.
Impostate sul navigatore la destinazione “Sersale” e partiamo insieme!
L’area protetta è costituita da tre corpi: le Gole Valli Cupe e Monte Raga, Crocchio e Campanaro.
L’intera area è caratterizzata dalla presenza di canyon, dalle gole di Barbaro e di Razzone che sono particolarmente suggestive e dal monolito di “Pietra dell’uccello”, la cui forma ricorda il profilo di un uccello. Numerose sono le cascate che potete ammirare al suo interno e la vegetazione è particolarmente ricca di specie di piante giganti, come il “Grande Leccio” che presumibilmente ha più di 800 anni.
Il Canyon Valli Cupe è una meraviglia della natura e rappresenta uno dei siti più suggestivi di tutta la Riserva: un corridoio naturale in cui la luce si cela, suscitando intense emozioni nei visitatori.
Gli escursionisti possono esplorare la Riserva naturale delle Valli Cupe percorrendo i numerosi sentieri che ne attraversano il territorio, in autonomia o accompagnati da guide specializzate. | |||
| Parco Old Calabria | 14 Sep 2022 | ||
Il nome di Calabria in sè stesso ha non poco di romantico. Nessun’altra provincia del Regno di Napoli offre tale interesse promettente o ispira tanto prima di avervi messo piede … “Calabria!”, appena il nome è pronunziato, un mondo nuovo si presenta alla nostra mente, torrenti, fortezze, tutta la prodigalità dello scenario di montagna, cave, briganti e cappelli a punta, la signora Radcliffe e Salvator Rosa, costumi e caratteri, orrori e magnificenze senza fine!
Così nel 1873, scriveva E. Lear, in “Diario di un viaggio a piedi”.
Il parco “Old Calabria” di Camigliatello Silano, in provincia di Cosenza, si ispira ai racconti di numerosi viaggiatori stranieri, ma anche italiani, che visitarono questa terra, la attraversarono e ne restituirono la sua bellezza, rendendo memorabile il loro "Grand tour” alla scoperta del Sud Italia. Tra questi, per citarne alcuni, Edward Lear, da cui ho preso le sue bellissime parole, e Norman Douglas che, nel 1915, aveva scritto “Old Calabria”, un resoconto del suo viaggio lungo questa terra, che ha ispirato la “Fondazione Napoli Novantanove” per istituire il parco.
Il parco si estende per circa duecento Km sulla punta orientale della Calabria, passando per le province di Cosenza e Crotone, dal Massiccio del Pollino a Capo Colonna.
Segue l’itinerario dei viaggiatori storici, e attraverso la straordinaria varietà di paesaggi di queste terre, vi accompagnerà alla scoperta delle diverse culture della regione, degli usi e costumi dei piccoli centri interni, ricchi di storia e tradizione. Sono sicura che ne rimarrete estasiati!
Sarà anche un viaggio tra gli odori e i sapori della Calabria, tra i silenzi delle sue abbazie e delle chiese che troverete lungo il percorso.
Il centro visitatori del parco è presso la Torre Camigliati, nel cuore della Sila grande.
Una volta arrivati lì, non mi resta che augurarvi buon Grand tour del sud Italia! | |||
| Lago dei due uomini | 14 Sep 2022 | ||
Il “Lago dei due uomini” è il più grande dei Laghi di Fagnano, un complesso di piccoli laghi naturali del parco naturale del Monte Caloria.
Siamo nelle Valle dell’Esaro, a Fagnano Castello, in provincia di Cosenza.
Il lago ha una superficie di due ettari e si trova ad un'altitudine di 1092 metri s.l.m. circondato da un fitto bosco di faggi.
È famoso, a livello internazionale, poiché nel 1982, due erpetologi francesi, Alain Dubois e Breuil, scoprirono la presenza di una nuova sottospecie di tritone alpestre, fino ad allora ritenuto tipico del centro Europa e che, dalla loro scoperta, è diventato l’animale esclusivo della fauna calabrese.
In questo ecosistema sono presenti anche il Tritone Crestato Italiano (Triturus carnifex) ed il Tritone Italiano (Triturus Italicus).
Se visitate il Parco naturale del Monte Caloria, oltre a rimanere estasiati da questo suggestivo ambiente naturale della costiera calabrese, potrete godere degli innumerevoli punti panoramici che esso offre.
Buona visita! | |||
| Museo archeologico nazionale della Sibaritide | 14 Sep 2022 | ||
Il sito archeologico di Sibari, si trova sulla costa ionica della Calabria, in quella parte di territorio, noto come Sibaritide, che vide il sorgere, lo sviluppo, l’espansione e poi il declino della grande colonia greca di Sibari e dove, dopo la sua distruzione sui suoi resti, nacquero il centro di Thuri e poi quello romano di Copia.
I maggiori reperti archeologici dei tre centri, appartenenti a tre epoche storiche differenti, sono conservati nel Museo archeologico nazionale della Sibaritide.
Inaugurato nel 1996, si trova al centro della Piana di Sibari, vicino al Parco Archeologico. Progettato dall’Architetto Riccardo Wallach, il Museo di Sibari è un esempio eccellente di architettura museale contemporanea.
In esso sono conservate importanti testimonianze di quest’area, dalla protostoria alla civiltà romana, fino alla tarda antichità e al Medioevo.
Le testimonianze di maggiore interesse sono dei frammenti architettonici ed i corredi tombali risalenti all’età del ferro, gli ornamenti religiosi del Santuario di Athena del IV secolo a. C. e il “Toro cozzante”, che non solo è l’emblema di Sibari e il simbolo del museo, ma è, senza dubbio, il reperto più suggestivo.
Il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide rappresenta il principale polo culturale e storico del litorale ionico della provincia di Cosenza. | |||
| Il ponte romano di Annibale e la via Popilia | 14 Sep 2022 | ||
In provincia di Cosenza, in Calabria, c’è un piccolo paese di nome Scigliano, attraversato dal fiume Savuto, sopra il quale si erge l'antico Ponte di Annibale o Ponte di S. Angelo.
Diverse prove archeologiche dimostrano che il ponte, oggi monumento storico nazionale, fu costruito nel periodo che va dal 131 al 121 a.C., ed è tra i ponti più antichi d’Italia.
L’origine del suo nome è indubbia, per alcuni richiama il nome di un antico condottiero cartaginese, Annibale, per altri, invece, richiama Sant’Angelo, il santo a cui era dedicata una piccola cappella del posto.
La struttura è stata realizzata a secco, con pietra di tufo rosso calcareo, proveniente da una cava di una collina vicina, ha un’unica volta con due archi concentrici e una larghezza di 3,45 metri, altezza di 11 metri e lunghezza di circa 25 metri.
Il ponte romano rappresenta la testimonianza ancora intatta dell’antica Via Popilia che da Reggio Calabria conduceva fino a Capua, per poi congiungersi alle altre strade che portavano a Roma.
Una cosa curiosa intorno al ponte è il fatto che il popolo ha creduto per moltissimo tempo, che il ponte fosse opera del diavolo, come quasi tutti i ponti romani, e che, sopra alcune pietre, vi era l’impronta della sua mano.
Pertanto, siccome il diavolo nasconde tesori come il Dio Plutone, la gente andò a cercare tesori nei suoi pressi e mi piace immaginare che lì intorno, ce ne siano ancora oggi.
Chissà! | |||
| Il convento dei padri Cappuccini di Nocera Terinese | 14 Sep 2022 | ||
Il convento dei padri Cappuccini si trova a Nocera Terinese, in provincia di Catanzaro.
Fu costruito, nel 1581, sui resti di un antico fortilizio donato dalla famiglia Ventura.
Sorge su una collinetta a circa 350 metri di altitudine e presenta la tipica struttura dei conventi dei frati cappuccini.
In passato il convento viveva di elemosina ma distribuiva giornalmente pasti caldi ai poveri, oltre ad essere sede di studio e di meditazione, funzione che non tradì mai e che portò avanti per circa 400 anni.
L’ex convento, in seguito ad una serie di fondi e dopo una serie di chiusure, è stato nuovamente inaugurato e sarà utilizzato per ospitare varie manifestazioni culturali e anche un museo dove si potranno ammirare i reperti archeologici ritrovati nel territorio di Nocera. | |||
| Museo Archeologico Lamentino | 14 Sep 2022 | ||
IL MUSEO ARCHEOLOGICO LAMETINO si trova nella città di Lamezia Terme.
Ha sede nel complesso monumentale di San Domenico, l’antico Convento dei Padri Domenicani di Lamezia Terme, fondato tra il 1506 e il 1521.
Il museo è suddiviso in tre sezioni che custodiscono i reperti rinvenuti in diversi siti della piana lametina, attraverso cui è possibile ripercorrere le dinamiche storiche del territorio dal paleolitico fino all’età tardo- medievale.
Nel corso della visita si possono ammirare gli strumenti utilizzati dai primi cacciatori del paleolitico che abitavano in Calabria; i reperti della città di Terina, la colonia greca fondata da Kroton nel territorio di Lamezia Terme e, infine, la sezione medievale, finora dedicata prevalentemente al Castello di Nicastro, è ricca di reperti dell'Abbazia di S. Maria di S. Eufemia.
Questo museo è organizzato in modo da rendere la vostra visita estremamente interessante! | |||
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