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TitlePub. DateDuration
Simona Garbarino "Taccuino delle molte me"16 May 202500:29:06
Simona Garbarino
"Taccuino delle molte me"
Prefazione di Lella Costa
Lieto Colle Editore
www.ronzanieditore.it

C’è un albero
abbastanza solo per godere appieno del sole,
poi c’è un prato abbastanza verde
da far invidia,
poi c’è un uomo né vecchio né giovane
che aspetta,
la mano destra appoggiata al tronco
la fronte offerta al vento.


Non so se l’autrice preferisca definirsi poeta o poetessa, e poco conta: il fatto è che Simona Garbarino sa scrivere poesie. Ma belle, eh? Belle proprio. Perché ama smodatamente le parole, e le sceglie con cura assoluta, e le combina con la sapienza di chi è insieme artista e artigiana. Perché ha un formidabile senso del ritmo, della metrica, delle rime, e contemporaneamente racconta storie – magari piccole, magari intime, spesso sorprendenti, e soprattutto sempre vestite da un’impercettibile, delicata ironia. Perché ha una voce. Mi ha fatto venire in mente Wisława Szymborska ma anche (Simo, guarda che per me è un complimentone!) Guido Gozzano, Emily Dickinson, Carol Ann Duffy, Vivian Lamarque. E Amelia Rosselli, perché ha un cuore che anch’io “preferisco largamente a ogni altra burrasca”. Perché ho una nuova amica, ed è un regalo bellissimo. Grazie, ragazza.
(dalla prefazione di Lella Costa)

Simona Garbarino (Genova, 1965) è attrice di teatro e attrice comica, con numerose esperienze televisive al fianco di Marcello Cesena (su Mediaset in diverse edizioni di “Mai dire…”, su Rai2 in varie edizioni di “Quelli che il calcio”, su TV8 all’interno del Gialappa Show). È pedagogista, formatrice, docente universitaria, poetessa. La prima pubblicazione risale al 2020 con Poesie del risveglio (Edizioni ZonaContemporanea), vincitrice nella sezione “Poetry” all’interno dell’“Actors&Poetry Festival” di Genova. Nel 2022 con la Rivista di Poesia «Fili d’aquilone» n°60 pubblica la silloge Cerimoniosi silenzi. Partecipa a festival di poesia in Italia e in Francia (Casa de la Poésie El Cactus di Ostuni, Versipelle – Comunità Poetica della Campania, Festival Faim di Lione etc.). Diplomata e specializzata presso la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, conduce atelier di scrittura autobiografica, immaginativa e poetica. Promuove la diffusione della poesia in ambito sociale, educativo, riabilitativo e formativo.



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Giannandrea Mencini "La battaglia dei semi"16 May 202500:18:27
Giannandrea Mencini
"La battaglia dei semi"
Come uscire dai monopoli alimentari
Prefazione di Elena Ciccarello
Kellermann Editore
www.kellermanneditore.it


Dopo aver acceso i riflettori sulla cosiddetta "mafia dei pascoli" e sull'espansione incontrollata delle monocolture nelle terre alte, l'autore torna con una nuova inchiesta, rivolta alle dinamiche oscure del sistema sementiero. Con dati alla mano, Mencini svela come il 63% del mercato delle sementi e il 75% di quello degli agrofarmaci siano monopolizzati da sole tre multinazionali, denunciando le gravi ripercussioni sociali, gli squilibri commerciali e la conseguente sottomissione di milioni di contadini e consumatori alle decisioni di pochi colossi. Un sistema che mette a repentaglio la sovranità alimentare dei Paesi e la biodiversità agricola.
Tuttavia, l'autore non si limita alla denuncia, ma intraprende un viaggio avvincente attraverso l’Italia, soffermandosi in particolare in aree collinari e montane, alla scoperta di aziende agricole, associazioni, cooperative, progetti che portano avanti un modello produttivo sostenibile, basato sul recupero di saperi antichi, sullo scambio di semi e sulla valorizzazione dei prodotti locali. Realtà rurali ricche di storia, che continuano a sostenere il sistema agroalimentare italiano, nonostante la concorrenza spietata dell'agroindustria.

Giannandrea Mencini, (1968), veneziano, giornalista e scrittore, si occupa di storia dell’ambiente e del territorio.
Ha pubblicato numerosi saggi, libri e articoli, dove ha raccontato i problemi della salvaguardia di Venezia e del vivere in montagna tra i quali Il Turismo a Venezia e nel Veneto, problema o risorsa? (Supernova edizioni, 2013), Acqua in Piazza (Lineadacqua, 2016), Vivere in pendenza. Scelte di vita che cambiano la montagna bellunese (Supernova Edizioni, 2019).
È stato fra i curatori con contributi specialistici del primo Rapporto sullo stato dell'ambiente 2000 della Provincia di Venezia (Provincia di Venezia, 2000) e dello Stato dell'ecosistema lagunare veneziano a cura del Magistrato alle Acque di Venezia (Marsilio, 2010).
Ha ricevuto una menzione speciale nell'ambito della terza edizione del Premio Nazionale di ecologia Verde Ambiente per i suoi scritti sulle tematiche ambientali e di difesa del territorio.


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Carlo Allemano "Start Storia Arte Saluzzo"14 May 202500:11:03
Carlo Allemano
"Start  Storia Arte Saluzzo"



La Mostra Nazionale Antiquariato di Saluzzo, curata da Franco Brancaccio, dopo alcuni anni di crescendo in termini di proposta e pubblico, torna con uno spazio di grande fascino, la Castiglia, il Castello dei Marchesi di Saluzzo, e si conferma come uno dei luoghi dell’Antiquariato italiano. Per la settima edizione consecutiva, il curatore Franco Brancaccio si propone di raccontare storie di antiquariato e oggetti pregiati e antichi, proseguendo, e anzi rilanciando, la scia del successo che la storica manifestazione saluzzese, anno dopo anno, ha saputo ottenere. 
Il gusto e la definizione di “bellezza” cambiano negli anni, ma Saluzzo resta una nicchia dove la tradizione ha radici che affondano nel secolo scorso e l’attenzione all’arte antica non è mai venuta meno. Tante le meraviglie che il pubblico potrà ammirare grazie alla selezione di case Antiquarie che ancora una volta scommettono su una manifestazione capace di consolidarsi negli anni come scrigno in grado di unire l’innovazione dell’Antiquariato di oggi alla storia che permea la città. 
Da alcuni anni, grazie all’intuizione e alla caparbietà del curatore, è stata proposta una curiosa novità introducendo l’Antiquariato da giardino: uno spazio di grande suggestione nel bellissimo cortile della Castiglia ispirata da Paolo Pejrone, storico del giardino e architetto. Si è così sviluppato un nuovo ambito di interesse che ha offerto uno sguardo anche sulla bellezza dell’esterno, da sempre oggetto di un vero e proprio mondo di arte antica in pietra, marmo, ferro battuto. 

Anche il 2025 vedrà un ampliamento e una rivisitazione dello spazio esterno. La Mostra Nazionale dell’Antiquariato si conferma fiore all’occhiello di START / Storia Arte Saluzzo, manifestazione che per un mese racconta la cultura, la storia, la bellezza di Saluzzo. Antiquariato come narrazione del bello senza tempo, del lavoro di gallerie che caparbiamente portano l’arte in tour offrendo al mondo la possibilità di ammirare, acquistare e comprendere il procedere della storia e con esso l’evoluzione dell’arte. 
Anche il 2025, oltre a ospitare grandi Case d’Arte italiane e internazionali, porterà in Castiglia una Mostra collaterale capace di incuriosire e sorprendere. Tema: la giovinezza. Prendendo spunto da quegli affreschi che impreziosiscono il bellissimo Castello della Manta, ricchi di eroi ed eroine rappresentati alle pareti del Salone che esprimono la passione della società aristocratica del Quattrocento e dalla fontana della giovinezza, la Mostra Nazionale dell’Antiquariato vuole dedicare alcuni spazi della Castiglia di Saluzzo all'arte pittorica che nei secoli ha descritto giovinezza e bellezza. 
In concomitanza con la 48^ Mostra Nazionale dell’Antiquariato, il Castello della Manta, Bene del FAI Fondo per l’Ambiente Italiano, nel periodo dal 17 al 25 maggio, dedicherà un focus specifico alla Fontana della Giovinezza durante le visite guidate in programma. Inoltre, per tutti i visitatori, sarà attiva una speciale convenzione sul biglietto d’ingresso per chi effettuerà le visite ad entrambe le mostre: per ottenere lo sconto in entrambi i musei sarà sufficiente mostrare il biglietto di ingresso ricevuto alla prima visita. Maggiori info sul sito di startsaluzzo.it.




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Simone Morandini "Credo in Dio, fonte di vita"17 Apr 202500:22:17
Simone Morandini
"Credo in Dio, fonte di vita"
Una fede ecologica
EDB Edizioni Dehoniane Bologna
www.dehoniane.it



«Creatore del cielo e della terra»? Parole che sembrano una sfida al tempo della modernità. Eppure, non possiamo farne a meno, per abitare nella fede il mondo, dono prezioso affidato alla nostra cura, ma anche spazio di interrogativi forti per il credente. L’autore offre uno sguardo nuovo su una dimensione della fede cristiana spesso lasciata sotto traccia, ma essenziale in un tempo di crisi socio-ambientale. Si tratta della fede nell’atto creativo del Dio trino e della prospettiva ecologica che a partire da essa dispiega. Il testo esplora le radici bibliche della confessione del Creatore, tra l’uno e l’altro Testamento, per ascoltare poi le voci di alcuni pensatori e autori come Ireneo, Basilio, Agostino, Tommaso, Bonaventura e Calvino, che più hanno contribuito a forgiare la comprensione di questo tema.

Simone Morandini si è occupato di teologia della creazione ed etica ambientale, nonché di dialogo ecumenico e interreligioso. Insegna presso l’Istituto di Studi Ecumenici San Bernardino a Venezia e presso la Pontificia Università Antonianum. Dirige la rivista CredereOggi. Tra le sue pubblicazioni recenti: Cambiare rotta. Il futuro nell’Antropocene (EDB 2020); con Fulvio Ferrario e Panagiotis Yfantis Il mondo buono di Dio. Teologia della creazione in prospettiva interconfessionale (San Paolo 2023); Acqua (Messaggero 2024).

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Noè Albergati "Cemento e vento"17 Apr 202500:21:20
Noè Albergati
"Cemento e vento"
Romanzo in versi
Gabriele Capelli Editore
www.gabrielecapellieditore.com

Nel solco di una eredità letteraria molto comune nei paesi anglofoni, meno in quella di lingua italiana, Cemento e vento è un romanzo scritto come una poesia, ipnotico e affascinante. Ci racconta con delicatezza e tensione la verità dell’amore ma anche dei suoi abissi; uno scavo devastante in quel miscuglio di ossessione e perdita che è il cuore oscuro delle nostre vite. Ogni pagina è una straordinaria e commovente testimonianza che alla fine della lettura rimane a lungo nel cuore.
Fabiano Alborghetti


Lei aveva tutto, un impiego, un amore, gli amici, le normali serate d’aperitivo o i giorni del lavoro. Una vita ordinaria che trasforma in straordinaria quando smette di riconoscersi e accettarsi, quando il malessere la scava dentro, implacabile, fino a trasformare i giorni in voragine. La depressione, il ricovero in ospedale accettato controvoglia, le medicine, le fughe. Le conseguenze sono gli attriti, i silenzi, lo sfilacciamento dei rapporti, le finzioni per illudersi che vada tutto bene, che tutto tornerà come prima.
Poi c’è il giorno in cui lei si lancia dalla diga della Verzasca e mette fine a quel senso di inadeguatezza e a sé stessa.
L’io narrante è chi resta, il viaggiatore immobile, il compagno nell’amore per una donna ma anche lo spettatore dell’alienazione e della perdita. C’è la fatica e talvolta l’aggrovigliata rabbia. È sua la voce che riformula il quotidiano, il sopruso che la malattia, impalpabile eppure conclamata, impone a entrambi. Lui è ciò che resta dopo, col peso della testimonianza, col dovere della rinascita.


Noè Albergati, nato nell’Alto Malcantone (1990), si è addottorato all’Università di Pisa in co-tutela con l’Università di Friburgo con uno studio sulla ricezione della magia nella letteratura estense da Boiardo ad Ariosto. Al momento lavora come bibliotecario e come coordinatore delle pubblicazioni e delle manifestazioni alla Scuola universitaria federale per la formazione professionale. Collabora inoltre con il DFA e con la Pädagogische Hochschule Graubünden per la creazione di materiale didattico per la materia italiano. Da alcuni anni fa parte del comitato che organizza il festival letterario e di traduzione Incontri di Bienne. Nel 2019 è uscito il suo primo libro di poesia, Dal tramonto all’alba, presso l’editore Alla chiara fonte. Cemento e vento è il suo primo romanzo in versi.


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Isabella Guanzini "Come funamboli" Marion Muller-Colard17 Apr 202500:27:42
Marion Muller-Colard
"Come funamboli"
Inaugurare la vita
Edizioni Qiqajon
Comunità di Bose
www.qiqajon.it

Traduzione di Emanuele Borsotti
Prefazione di Isabella Guanzini
L’amicizia di due giovani donne, madri. La grazia di una nascita e la condanna di una diagnosi senza speranza.
Una lettera, commovente, poetica, piena di passione, destinata a Jeanne, bambina ancora senza una storia, la cui madre morirà pochi mesi dopo la sua nascita per un cancro.
Marion Muller-Colard, l’amica, mettendosi alla scuola della nuova vita che inizia e di un’altra che si confronta con la finitudine, racconta senza compromessi il calvario della malattia, e condivide una profonda riflessione sullo spessore del tempo e della realtà, sulla potenza dell’attimo, vissuto “come funamboli”, domando le vertigini di fronte agli abissi. E scrive, scrive a Jeanne per trasmetterle ciò che questa traversata sul filo di sua madre le ha insegnato.

Marion Muller-Colard (Marsiglia 1978) è teologa protestante e scrittrice. Autrice di numerosi saggi e romanzi, dal 2017 è membro del Comitato consultivo nazionale di etica e ha fatto parte della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella chiesa (CIASE). Dal 2022 è direttrice delle edizioni Labor et Fides.

Isabella Guanzini (Cremona 1973), filosofa e teologa, ha conseguito il dottorato in teologia presso l’Università di Vienna. Dal 2019 è professoressa ordinaria di teologia fondamentale presso l’Università cattolica di Linz.

Emanuele Borsotti (Carmagnola, Torino, 1978), monaco di Bose e presbitero, si è specializzato in teologia sacramentaria e liturgia presso l’Institut catholique di Parigi.


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Serena Bavo "La comunità che cura"17 Apr 202500:11:16
Serena Bavo
"La comunità che cura"
 
A partire dal mese di aprile e fino ad agosto 2025 il territorio della Valchiusella, della Città Metropolitana di Torino, ospita nuovamente il progetto ViCo Vicinanza e Comunità, con un articolato programma di residenze artistiche, laboratori dedicati al benessere, rassegne cinematografiche, conferenze e un pranzo comunitario.
 
ViCo nasce nel 2024 da Tékhné APS, come risposta al bisogno di sviluppo di uno spazio di comunità per gli abitanti dove svolgere attività libere e accessibili.
Attraverso una serie di azioni mirate, ViCo Vicinanza e Comunità, ha l’obiettivo di promuovere la partecipazione attiva della comunità per migliorare la qualità della vita e la coesione sociale.
Nel 2025 proseguono le azioni del progetto con l’obiettivo di rafforzare il tessuto sociale ampliando il target di riferimento con lo scopo di fornire alle cittadine e cittadini, esercenti e istituzioni gli strumenti necessari a sviluppare un programma di welfare culturale territoriale per la creazione di una comunità inclusiva, accogliente e non giudicante attraverso azioni e interventi basati su strumenti culturali pensati per incidere sulla salute e sul benessere delle persone in maniera significativa. Attraverso l'arte, la cultura e la partecipazione attiva il progetto lavora per rafforzare la comunità e per intercettare nuovi cittadini di fasce d’età diverse.
 
Il progetto ViCo per il 2025 prevede due declinazioni “La Comunità che cura” e “Cultura e benessere” con un’offerta di interventi legati a cinque ambiti di attività: 
 
-        la creatività e il benessere con la promozione di attività volte a esercitare la mente e le funzioni cognitive e relazionali attraverso incontri di creazione multidisciplinare (teatro, espressione corporea, canto, arte);
-        l’azione con la partecipazione attiva della cittadinanza alla realizzazione di una rassegna cinematografica partecipata
-        la buona alimentazione e il recupero delle tradizioni, attraverso la promozione di attività volte a migliorare lo stile alimentare insieme alla riscoperta di una cucina antica e territoriale;
-        la prevenzione e la condivisione di buone pratiche attraverso momenti di formazione e divulgazione scientifica;
-        la scoperta del territorio volto a promuovere il benessere, e conseguente radicamento, attraverso il percorso di narrazione e le residenze artistiche
 
 
RASSEGNA CINEMATOGRAFICA PARTECIPATA giugno-luglio 2025
In programma una rassegna cinematografica partecipata curata da Altera APS, con il supporto di tutti i partner di progetto, che con alcune operatrici avvia un processo di co-programmazione con un gruppo di cittadini/e. Il gruppo di lavoro sarà chiamato a proporre i temi su cui individuare i film, che graviteranno attorno all’invecchiamento attivo e al benessere in senso lato. Successivamente verrà stilata una lista di film di cui si visioneranno stralci e trailer collettivamente, portando avanti anche una pratica di educazione audiovisiva. Verrà poi effettuata la scelta finale su 3 titoli, di cui Altera APS si occuperà di reperire i diritti, e che verranno proposti alla cittadinanza tra giugno e luglio non solo come rassegna e momento di visione collettiva, ma anche come momento di riflessione e confronto sulle tematiche scelte.
 
 

 
LABORATORI DEL BENESSERE  aprile –  luglio
Da lunedì 28 aprile partono a Valchiusa i Laboratori del Benessere con cadenza settimanale, strutturati in un percorso di arti integrate indirizzato al benessere psicofisico dei partecipanti. Risultato del laboratorio una restituzione alla cittadinanza che prevede la creazione di una narrazione delle diversità attraverso il teatro, il canto, l’arte visiva e l’espressione corporea, tutte discipline che con strumenti diversi stimolano la memoria, il movimento fisico ma non faticoso e la creatività: così facendo prevengono il decadimento cognitivo e fisico negli anziani.
 
 
CONFERENZA 30 maggio
La conferenza con il geriatra Stefano Serentha' (organizzata dalle società di mutuo soccorso di Brosso e Drusacco) prevista per il 30 maggio sarà un momento di divulgazione scientifica importante per tutta la comunità.
    
 
 
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Cettina Caliò "Nella notte più buia il linguaggio ci chiede di cosa siamo fatti"17 Apr 202500:21:41
Cettina Caliò
"Nella notte più buia il linguaggio ci chiede di cosa siamo fatti"
Adelphi Edizioni
www.adelphi.it


Traduzione di Lia Iovenitti, Milena Zemira Ciccimarra
Cura editoriale di Milena Zemira Ciccimarra

Nel suo discorso di accettazione del Premio Nobel, Han Kang rende omaggio alla letteratura, che attraverso il filo luminoso del linguaggio lega e unisce le creature viventi, rendendoci partecipi dei loro universi interiori, e opponendosi così a ogni atto di violenza contro la vita.
ll filo luminoso del linguaggio che lega e unisce le creature viventi, rendendoci partecipi dei loro universi interiori, nel discorso di accettazione del Premio Nobel di Han Kang. 
Cettina Caliò è nata a Catania nel 1973. Scrive poesia e prosa. Traduce dal francese. Cura libri. Ha pubblicato: Poesie (1995), L’affanno dei verbi servili (2005), Tra il condizionale e l’indicativo (2007), Sulla cruda pelle (2012), La forma detenuta (2018), Di tu in noi (La nave di Teseo 2021).


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Chiara De Silva "Congiuntivi sbagliati"17 Apr 202500:29:53
Chiara De Silva
"Congiuntivi sbagliati"
Marsilio Editori
www.marsilioeditori.it

Jessica insegna italiano alla scuola media, nella periferia campana. Adora i suoi studenti e vive con una gatta sorda color mozzarella e Joshua, il fidanzato gioielliere dal dna scomodo. Tutto sembra andare nel migliore dei modi: si amano, lei dialoga con la nonna morta attraverso un diario e corregge i congiuntivi di lui. Joshua è il figlio di un camorrista chiamato lo Sputatore, di cui però non ha seguito le orme. Vittima di un agguato, l’uomo lascia a Joshua un debito da ripagare, nel quale rimane coinvolta, suo malgrado e per amore, anche Jess. Dove trovare, allora, la soluzione per risolvere tutto se non nella musica che si insinua in ogni vicolo della città? Come restare uniti se non mescolando l’alta letteratura alle voci del popolo, scrivendo canzoni? Con il nome di Adamo e Eva, i due entrano così nell’arena dei cantanti neomelodici, esibendosi alle feste di battesimi, matrimoni e comunioni, accompagnati, come nella tradizione classica greca, da un coro di personaggi allo stesso tempo eterni e originali, un sottobosco comico e tenero di parrucchiere, estetiste, malavitosi, assassini, prostitute, cantanti falliti e nonni tabagisti. Una novella neomelodica sull’amore, sull’affetto, sulla famiglia, sulla grammatica e sulla lingua.

Chiara De Silva è nata a Salerno nel 1999. È laureata in Lettere moderne e studia Italianistica a Bologna. Congiuntivi sbagliati è il suo primo romanzo.


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Federico Ferrari "L'insieme vuoto"16 Apr 202500:29:14
Federico Ferrari
"L'insieme vuoto"
Per una pragmatica dell'immagine
Johan & Levi Editore
wwwjohanandlevi.com

Che cos’è un’immagine? Perché le immagini hanno assunto un’importanza così grande nelle nostre vite? Cosa significa avere uno sguardo? Federico Ferrari riflette sulla società delle immagini e sul rapporto ritmico tra immagine e parola, ritmo che forgia il nostro orizzonte, concentrandosi sull’uso delle immagini e sul mondo che esse creano, sulla disseminazione dello sguardo nell’impossibilità di una sola visione del mondo, di una sola misura.
L’immagine contemporanea infatti impone oggi una nuova definizione del guardare, che parta dalla singolarità di ogni visione ma sia anche capace di abbracciarne la pluralità. Ed essendo le visioni possibili, per definizione, infinite, ciò che davvero conta è ciò che sottende ed è quindi comune a tutte. Detto con i termini della teoria degli insiemi, è un insieme vuoto che si presenta come un nulla ma che è anche qualcosa: lo sguardo, ciò che ci precede e che resta aperto al di là di ogni visione possibile, di ogni immagine data. L’insieme vuoto dello sguardo è la potenza del vedere.

Federico Ferrari, insegna Filosofia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove nel 2009 ha creato il biennio specialistico in Visual Cultures e Pratiche Curatoriali e nel 2025 il Centro di Ricerca di Storia e Toeria dell'arte. Nel 2020 ha fondato, assieme ad Andrea Cortellessa e Riccardo Venturi, la rivista online Antinomie. Tra i suoi ultimi libri, L’anarca (2014), Oscillazioni (2016), Il silenzio dell’arte (2021) e, con Jean-Luc Nancy, Estasi (2022).


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Claudio Giovanardi "Voci da casa Pascoli"16 Apr 202500:26:25
Claudio Giovanardi
"Voci da casa Pascoli"
La Lepre Edizioni
www.lalepreedizioni.com

Questo libro non è una biografia di Giovanni Pascoli. È un romanzo nel quale si indaga la grandezza del poeta attraverso le vicende di una vita, la sua, così normale che più normale non si sarebbe potuto, sia pure
con la tragedia dell’uccisione del padre. La sua storia è quella di un gigante malgré lui. Un uomo che non ha cercato la poesia, ma che è stato cercato e trovato dalla poesia, alla quale si è dovuto piegare quasi controvoglia. Un uomo che, quando faceva il professore, si vergognava di essere poeta e che, quando faceva il poeta, si vergognava di essere professore. Un uomo pienamente immerso nella vita della provincia italiana del secondo Ottocento. Il romanzo è una festa di coriandoli, in ciascuno dei quali è raffigurato un frammento della vita di Giovanni o dei suoi fratelli o delle sue sorelle o dei suoi amici o dei suoi nemici; un coro polifonico in cui ogni voce s’incontra o si scontra con quella del poeta; un affresco in cui le figure laterali assumono la stessa importanza di quella centrale.


Claudio Giovanardi è nato e vive a Roma. Insegna Storia della lingua italiana all’Università Roma Tre. Con La Lepre ha già pubblicato due romanzi: A mezz’ora e trenta giorni dalla fine (La Lepre 2016, selezionato nella dozzina del Premio Viareggio 2017) e A sud dell’inferno. Enigma in quattro quadri (La Lepre, 2021). Nel 2023 ha pubblicato il romanzo I voli mancati con le Edizioni Efesto.


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Mariarosa Faccin "Michele, il sorriso di Dio tra noi"16 Apr 202500:19:22
Mariarosa Faccin
"Michele, il sorriso di Dio tra noi"
Prefazione di don Marco Galante
Postfazione di don Marco D'Agostino
Editrice Effatà
www.editrice.effata.it


Michele Dal Bianco aveva tredici anni quando gli fu diagnosticato un raro tumore al cervello. Affrontò la malattia con grande coraggio: interventi chirurgici, terapie più o meno pesanti… stupendo tutti per lo spirito indomito e allegro con cui affrontava le traversie, con battute perfette, gentili, rispettose, spiritose e profonde, che spiazzavano gli interlocutori e spazzavano via la tristezza, e con il suo motto: «Con Dio niente è impossibile».
In questo libro le parole dei suoi familiari, degli amici, degli operatori sanitari che l’hanno avuto in cura e di alcuni sacerdoti trasmettono quanto stargli vicino abbia segnato la loro vita, ricevendo amore, fiducia, speranza da quel ragazzo che fondava la sua forza nella fede, e abbia in molti casi convertito il loro cuore.

Una testimonianza religiosa vera e profonda, capace di fecondare anche la vita di persone che non l’hanno conosciuto direttamente ma che hanno fatto in modo diverso esperienza della sua presenza nella loro esistenza.
A dieci anni dalla sua morte, avvenuta a sedici anni, Michele continua a vivere non solo nel ricordo delle persone care, ma anche nell’impatto profondo sulla vita di tanti.


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Anna Bottinelli "Monuments Men and Women Foundation"15 Apr 202500:20:25
Anna Bottinelli
Presidente e membro del consiglio di amministrazione della prestigiosa Monuments Men and Women Foundation. 
https://www.monumentsmenandwomenfnd.org/

È stata fondata nel 2007 da Robert M. Edsel, autore di molti libri sull’argomento, incluso il best seller “Monuments Men: Eroi alleati, ladri nazisti e la più grande caccia al tesoro della storia” (Sperling&Kupfer, 2015).
La Monuments Men Foundation ha ricevuto la National Humanities Medal dal Presidente degli Stati Uniti d’America per il suo eccellente lavoro svolto nel campo delle discipline umanistiche.
The Monuments Men Foundation for The Preservation of Art Restituzione, Formazione e Tutela
La missione della Fondazione ruota intorno a tre obiettivi principali:
– la ricerca delle opere d’arte ancora mancanti dalla Seconda guerra mondiale e la loro restituzione ai legittimi proprietari;
– la messa a disposizione del proprio materiale d’archivio e la creazione di percorsi educativi ai fini di facilitare l’insegnamento dell’importanza della protezione dei beni culturali durante i conflitti del passato, ma anche e soprattutto del presente e futuro; il potenziamento del proprio ruolo di ente super partes che monitora le azioni nel campo della tutela del patrimonio culturale e restituzione di beni illecitamente sottratti durante la Seconda guerra mondiale da parte di altre istituzioni governative e private.
La Fondazione può essere contattata per richieste di assistenza alla ricerca e di carattere generale all’indirizzo info@monumentsmenfoundation.org. Lo staff della Fondazione è in grado di prestare assistenza anche in lingua italiana. Scoprite di più sulle attività promosse dalla Fondazione su www.monumentsmenfoundation.org

Anna Bottinelli, nata e cresciuta a Firenze, in Italia, ha conseguito la laurea triennale in Storia dell’arte con lode presso la John Cabot University di Roma. Nel 2011, ha conseguito il Master in Storia dell’arte presso il Courtauld Institute of Art di Londra. Dopo la laurea, Anna Bottinelli ha ricoperto il ruolo di ricercatrice italiana principale di Robert M. Edsel per il suo bestseller, “Saving Italy: The Race to Save a Nation’s Treasure from the Nazis“.(Un libro di eccezionale valore, che raccomandiamo a tutti di leggere)  Nel 2014, ha ottenuto un incarico di ricerca a tempo pieno presso la Monuments Men and Women Foundation (allora Monuments Men Foundation for the Preservation of Art), a Dallas, in Texas. Entro il 2017, è passata a posizioni di leadership senior e nel dicembre 2019 è stata nominata nuova presidente della Fondazione, succedendo a Robert Edsel. Durante il suo mandato alla Fondazione, Anna Bottinelli ha supervisionato numerose restituzioni di beni culturali a privati ​​e musei in Europa. Ha anche lavorato come consulente per “Hunting Nazi Treasure”, una serie di documentari investigativi in ​​otto parti prodotta da Saloon Media nel 2017. Il programma continua ad andare in onda su American Heroes Channel di Discovery, History Channel-Canada e Canale Focus in Italia, con ulteriori future trasmissioni pianificate a livello internazionale.


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Roberto Alessandrini "Il santo educatore"14 May 202500:18:20
Roberto Alessandrini
"Il santo educatore"
Don Bosco nell'immaginario popolare
Bibliotheka Edizioni
www.bibliotheka.it

Tra la fine degli anni Venti e gli anni Quaranta del Novecento prende forma e si consolida l’immagine di Don Bosco che, tra le tante, diverrà iconica e sarà continuamente riproposta fino ad oggi.
La beatificazione del sacerdote piemontese (1929) e la successiva canonizzazione (1934) mettono in moto un processo selettivo che privilegia una fotografia del santo scattata da Michele Schemboche, allievo di Nadar e tra i pionieri della fotografia in Italia.
Il dipinto di Mario Caffaro Rore che rielabora la foto viene a sua volta fotografato per favorire un’ampia diffusione in immaginette e cartoline e ispira una serie di figurine Liebig alla metà degli anni Quaranta e, in parte, anche la monumentale biografia bestseller del santo, firmata, sempre nello stesso decennio, dal disegnatore belga Joseph Gillain, in arte Jijé.

Roberto Alessandrini insegna Antropologia culturale all’Università Pontificia Salesiana di Roma e all’Istituto universitario Pratesi di Soverato (Catanzaro).
Ha tradotto testi di René Girard, Anatole France e François Le Lionnais, curato l’edizione italiana della Bibbia contadina di Annamária Lammel e Ilona Nagy e pubblicato saggi sulle riviste Antigone, Orientamenti Pedagogici, Salesianum, Il confronto letterario, Lifelong, Lifewide Learning ed Educazione aperta.
Tra i suoi libri recenti: Sagome inquiete. Ombre e silhouette dalle figurine al cinema (Franco Cosimo Panini, 2011), Bibbia e Arte (Claudiana-Emi, 2012) e, con Roberto Piumini, Antigone in Polesine (Scalpendi, 2025). 


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Pietro Conte "Il sublime astratto"15 Apr 202500:28:22
Pietro Conte
"Il sublime astratto"
Johan & Levi Editore
www.johanandlevi.com

L’incomprensione è parte integrante delle relazioni umane, e quando a comunicare sono Erwin Panofsky, il massimo teorico dell’iconologia medievale e rinascimentale, e Barnett Newman, esponente e principale teorico dell’Espressionismo Astratto, il disastro è assicurato. Soprattutto se nessuno è intenzionato a scendere a patti.
Una polemica attorno al termine “sublime” dà il la per una riflessione molto più ampia sullo stato dell’arte aniconica. Negli Stati Uniti in particolare questa si è voluta annunciare completamente aliena non solo nei confronti della tradizione figurativa e delle categorie del bello formale e del classicismo di stampo europeo, ma anche rispetto alla stessa arte astratta del Vecchio Continente. L’astrattismo americano aveva come obiettivo principale quello di liberarsi da ogni proporzione e dalla rigidità delle forme e della geometria, senza per questo rinunciare al contenuto, aspetto che critici e teorici come Panofsky faticavano anche solo a immaginare.
In questa antologia di saggi, curata da Pietro Conte, emergono le posizioni di sostenitori e detrattori di quella corrente che ha posto come obiettivo la costante ricerca, il tentativo di suscitare un terrore mescolato al piacere, con la perdita di tutte le coordinate e i punti fermi, esprimendo ancora, ma in modo completamente nuovo, il sublime.

Pietro Conte
Insegna Estetica all’Università Statale di Milano. Le sue ricerche vertono principalmente sui concetti di iperrealismo, illusione e immersività, nonché sulle differenti pratiche di contestazione e superamento delle tradizionali soglie divisorie tra immagini e realtà.


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Roberto Rossi Precerutti "Il bestiario o corteggio d'Orfeo" Guillaume Apollinaire14 Apr 202500:24:34
Roberto Rossi Precerutti
"Il bestiario o corteggio d'Orfeo"
Guillame Apollinaire
Neos Edizioni
www.neosedizioni.it

“Il bestiario o corteggio d’Orfeo” di Guillaume Apollinaire
Cura e traduzione di Roberto Rossi Precerutti 
Tavole di Giorgio Enrico Bena

Divertito e divertente atlante zoologico compilato come elegante divertissement intellettuale, la raccolta coniuga sapienti suggestioni classiche al meraviglioso di ascendenza medievale attraverso un linguaggio in cui la raffinatezza della cultura antica si coniuga alla moderna visione del reale propria delle avanguardie artistiche del primo Novecento.

Roberto Rossi Precerutti nasce l’8 giugno 1953 a Torino, dove vive, da famiglia lombardo-piemontese di antica origine, al cui ramo fiorentino appartenne Ernesto Rossi, insigne figura di antifascista, politico ed economista. Presso l’editore Crocetti, per il quale ha curato Le più belle poesie di Stéphane Mallarmé (1994) e Le più belle poesie di Arthur Rimbaud (1995), è stata pubblicata la raccolta,  Una meccanica celeste (2000). Sulla rivista “Poesia” sono apparse sue traduzioni da Arnaut Daniel e altri trovatori, Gide, Desnos, Góngora, Yourcenar, Sully-Prudhomme, Claudel, Louÿs, La Tour du Pin, Mallarmé, Cros, Radiguet, Béquer, Péguy. Suoi inediti sono stati ospitati, tra l’altro, su “Nuovi Argomenti” e “Poesia”. Tra i suoi ultimi libri: Rimarrà El Greco,Crocetti 2015; Vinse molta bellezza , Neos Edizioni 2015; Domenica delle fiamme, Aragno 2016; Fatti di Caravaggio, Aragno 2016; Un sogno di Borromini, puntoacapo 2018; Un impavido sonno, Aragno 2019.


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Laura Calosso "Anita"14 Apr 202500:27:45
Laura Calosso
"Anita"
SEM Libri
www.semlibri.com

Giuseppe Garibaldi giunge a Laguna, in Brasile, nel luglio 1839, dopo un rovinoso naufragio. Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva ha solo diciotto anni, ma è già sposata da tre, quando una sera lo scorge arrivare, su una nave. È biondo, ha gli occhi azzurri, è un rivoluzionario e ha abbracciato la causa patriottica “degli straccioni” contro l’impero brasiliano. Non appena la vede, sa che la vuole.Per Anita è subito amore, folle, passionale, cieco, destinato a non estinguersi mai, capace di sopravvivere alla lontananza, ai tradimenti. Per lui abbandonerà la sua casa, la sua famiglia, vivrà nella miseria, tra il Brasile e l’Uruguay. Da lui avrà dei figli, che non esiterà a lasciare per seguirlo o raggiungerlo. Perché è lui la sua casa.Indomita, sfacciata, abile a cavalcare come un’amazzone ma incapace di leggere e scrivere, guerriera per amore: chi è stata veramente Anita Garibaldi? 


L’eroina a cavallo, come appare nel monumento equestre eretto in suo onore sul Gianicolo a Roma? O una ragazza ancora troppo giovane, temeraria ma priva di strumenti per sottrarsi alle traversie della Storia, i cui fili sono sempre stati tirati da altri?In questo romanzo, che scandaglia ogni sorta di documento su Anita trasformandolo in narrazione avventurosa, d’amore e di guerra, Laura Calosso racconta ombre e luci che hanno avvolto la vita di Ana Maria: dall’incontro fatale al peregrinare per il Sudamerica, fino all’arrivo a Nizza.
Laura Calosso è nata ad Asti. Giornalista, ha studiato Scienze politiche e Letteratura tedesca. Ha esordito nel 2011 con il romanzo A ogni costo, l’amore (Mondadori). Con SEM ha pubblicato nel 2017 La stoffa delle donne, che Report, la trasmissione d’inchiesta di Rai3, ha utilizzato per il reportage Pulp Fashion. Sempre con SEM ha pubblicato Due fiocchi di neve uguali, romanzo sul fenomeno hikikomori.


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Fabrizio Patriarca "William Shatner baciava da dio"14 Apr 202500:29:22
Fabrizio Patriarca
"William Shatner baciava da dio"
66thand2nd
www.66thand2nd.com

Luglio 2019. In una Roma allegramente fascista, assediata dalle bizze di uno spirito capriccioso detto «il Verme», Dario Clementi è finalmente riuscito a innamorarsi. Durante il funerale di sua madre. 
Lei è Bianca Belpasso, «una vera principessa di Roma Nord» apparsa come uno squarcio su piazza della Balduina. Dario ha quarantasette anni, è un esperto di poesia barocca, esercita il suo furore enciclopedico su Star Trek, a suo tempo ha scritto un romanzo cervellotico che ha venduto sessanta copie e adesso lavora per la misteriosa Fondazione Nevralia, col compito ancora più misterioso di fingersi un modello di IA su una piattaforma sperimentale. Ha un’ex moglie logopedista di successo, un figlio gay bullizzato dai compagni di classe, virtuoso del cubo di Rubik e in definitiva genio matematico, soprattutto ha un molesto coinquilino, il Černobyl’, «un orizzonte di vizio in pantofole a forma di koala». Bianca di anni ne ha ventinove, gestisce un portale online di baby-sitter a noleggio e vanta un circoletto di ammiratori nella borghesia di destra, pronti a farla pagare molto cara a Dario. Che mentre affonda nell’incomprensibile progetto della Fondazione Nevralia dovrà vedersela con le conseguenze impreviste – e immancabilmente nefaste – della sua relazione; col cordoglio del padre, che ha preso il colore di una stupidità trionfante; con la bara di sua madre bloccata in un deposito, prigioniera della burocrazia. Ma cosa succede quando siamo costretti a sopportare simultaneamente l’amore e il lutto? Rispondiamo alla tragedia o alla fantascienza? William Shakespeare o William Shatner?

Fabrizio Patriarca vive tra Roma e la Liguria. Ha scritto saggi e romanzi, tra gli altri Tokyo transit (66thand2nd, 2016) e L’amore per nessuno (minimum fax, 2019).



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Marianna Coppo "Pesce & Granchio"14 Apr 202500:14:14
Mariannq Coppo
"Pesce & Granchio"
Edizioni Lapis
www.edizionilapis.it


La notte è appena calata nell’acquario. Tutto è tranquillo, tutti dormono... tranne Pesce. La sua mente è un vortice di domande e paure, via via sempre più inverosimili: cosa sono quegli strani rumori? E se un gufo lo stesse spiando? E se gli alieni lo rapissero nel sonno? E se piovessero rane?
Per sua fortuna, accanto a lui c’è Granchio, il coinquilino burbero ma paziente, che prova invano a rassicurarlo. Di fronte al fiume in piena di ansie di Pesce, l’unica soluzione è una tisana e un patto: dirà TUTTE le sue paure, tutte insieme, e poi si dormirà.
Ma chi l’ha detto che le ansie notturne abbiano un limite? E se un buco nero li risucchiasse in un universo parallelo dove lui e Granchio si scambiassero di posto?! Dopo un’esplosione di domande sempre più strampalate, finalmente Pesce si rilassa. Rassicurato da Granchio, si raggomitola soddisfatto e sussurra un “Buonanotte!” 
Silenzio. Pace. …O forse no? Adesso è Granchio ad avere gli occhi spalancati nel buio...
Con il suo inconfondibile tocco ironico e un perfetto ritmo comico, Marianna Coppo ci regala una storia brillante e irresistibile, dove il rito della buonanotte si trasforma in uno sketch comico fatto di ansie surreali e  battute esilaranti. Un albo illustrato perfetto da leggere ad alta voce, per ridere insieme delle proprie insicurezze e scoprire che, con un amico accanto, ogni paura diventa un po’ meno spaventosa… o forse si trasferisce a qualcun altro!
Età di lettura dai 3 anni

Marianna Coppo
Nata a Roma nel 1990, ha studiato Illustrazione al Mimaster di Milano, per poi approfondire la sua formazione presso l’Accademia Drosselmeier di Bologna. Oggi vive nuovamente a Roma, dove lavora come freelance, scrivendo e illustrando albi per bambini. Predilige l’uso di tempere e matite colorate per dare vita alle sue creazioni. Ama le storie irriverenti, il campeggio libero, la montagna e il filetto al pepe verde. È tra i quattro illustratori scelti per la Sendack Fellowship 2025.


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Giovanni Carrada "Perché non parli?"14 Apr 202500:24:41
Giovanni Carrada
"Perché non parli?"
Come raccontare il patrimonio culturale
Johan & Levi
www.johanandlevi.com

Il patrimonio storico e artistico italiano ha un problema tanto ingombrante e ovvio che finiamo per non notarlo neppure: non parla a chi lo visita. Salvo fortunate eccezioni, i nostri musei non aiutano a far capire e a far godere le loro collezioni, i parchi archeologici le loro rovine, i monumenti il nostro passato. Per i sette italiani su dieci che non ci mettono mai piede, l’arte e il passato sono solo noia. Mentre gli altri, che affollano soprattutto i luoghi più famosi, tornano spesso a casa con una meraviglia generica ed effimera, senza che nulla di nuovo sia nato dentro di loro.
Il motivo per cui il nostro patrimonio culturale non ci parla, come il Mosè di Michelangelo nella leggenda, è semplice: quasi mai può farlo da solo. E fino a ieri non ci siamo preoccupati di dargli voce. Così oggi siamo fra i più bravi nello studio, nella tutela e nel restauro, ma non abbiamo ancora imparato a “interpretare”, e quindi a regalare al pubblico nuove conoscenze, curiosità, emozioni. Ad accendere la sua immaginazione. A far venire voglia di vedere e sapere di più.
Giovanni Carrada propone di partire da questo libro per cominciare a costruire una nuova competenza, essenziale a chi opera nel mondo dei beni culturali, se non addirittura una nuova professione. Perché la valorizzazione – quella vera – non si misura in euro o in biglietti staccati, ma nel numero di persone arricchite dall’esperienza che hanno vissuto.

Giovanni Carrada
È curatore di progetti di divulgazione scientifica e autore di programmi televisivi, come quelli di Piero e Alberto Angela. Da anni progetta e realizza anche mostre, esposizioni museali e interventi di valorizzazione del patrimonio storico, artistico, archeologico e industriale italiano.


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Edgardo Franzosini "Per espresso desiderio"14 Apr 202500:25:08
Edgardo Franzosini
"Per espresso desiderio"
Gramma Feltrinelli
www.feltrinellieditore.it

Ci voleva forse un romanzo come Per espresso desiderio per raccontare uno scrittore, un critico e un poeta come Paul Léautaud, morto ultraottantenne nel 1956, ormai da quarant’anni lontano dal mondo letterario, isolato, ostile a tutto quello che lo circondava. E ci voleva un autore come Edgardo Franzosini, noto per i suoi libri meticolosi e nitidi, per svelare il nodo che ha tormentato il poeta francese per buona parte della sua esistenza.
“Ho trovato cosa mettere come epigrafe sulla mia tomba,” scriveva Léautaud nel settembre 1921: “Rimpiango tutto”. Tra le occasioni mancate, affidate alle 6500 pagine del suo diario, c’era posto anche per “il rimpianto di essere stato così sciocco davanti ai suoi no quella sera che ero in camera sua e lei si stava spogliando per andare a letto”.
La lei a cui si riferiva era la madre, Jeanne Forestier, nata a Parigi nel 1852 da una modesta coppia di borghesi. Una domenica Jeanne, che non ha ancora sedici anni, va a far visita alla sorella Fanny e al suo compagno, Firmin Léautaud, un attore della Comédie Française, e ne diventa l’amante. Da uno di questi incontri, il 18 gennaio 1872, nasce Paul, che la madre abbandona subito per seguire la sua vocazione di attrice. Il futuro scrittore avrà modo di rivederla solo in quattro occasioni.
Ma l’incontro cruciale avviene nell’autunno del 1901 a Calais. Paul ha quasi trent’anni, finsero dapprima di non conoscersi, poi, qualche ora dopo, caddero “l’uno nelle braccia dell’altra”, come scrisse Léautaud, ammettendo però che stava forzando i toni. Dopo quella volta non si videro più. Si scambiarono lettere solo per qualche mese. E lui non dimenticò mai quei giorni passati con la madre.
Edgardo Franzosini ha cesellato questo piccolo gioiello, che racconta un incesto immaginario. Lo ha fatto trattando una materia bruciante come fosse un entomologo, in un libro eccentrico e appassionante.
“Con un’amante la soluzione è una sola, semplice,” pensa Léautaud sprofondando la testa nel cuscino. “Quando è finita con una si comincia con un’altra. Ma con una madre? È come con la vita. Non ne puoi avere due. Se hai fallito con una, hai fallito per sempre.”
“Franzosini lavora sui dettagli, costruisce i suoi libri tessendo fatti insoliti, curiosità, aneddoti che divertono senza che il riso allontani il loro mistero.” - Andrea Cirolla, L’Indice dei libri
“Franzosini scava nelle pagine, raccoglie un nome e va alla ricerca di ogni dettaglio della sua esistenza, da una storia di poche righe squaderna una vita.” - Chiara De Nardi, Doppiozero

Edgardo Franzosini vive a Milano. Ha pubblicato: Raymond Isidore e la sua cattedrale (Premio L’Inedito-Maria Bellonci e Premio Procida-Elsa Morante), Bela Lugosi. Biografia di una metamorfosi, 
    


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Laura Conti "La condizione sperimentale" Conversazione con Marco Martorelli13 Apr 202500:29:38
Marco Martorelli
"La condizione sperimentale" di Laura Conti
Fandango Libri
www.fandangolibri.it

Un Durchgangslager, un campo di transito nazista durante l'inverno del 1944. L'ufficiale delle SS che ne assume il comando concede sperimentalmente ai prigionieri la possibilità di un'esistenza meno disumana: ma l'operazione si ritorce contro di lui, determinando il suo fallimento. La macchina nazista ha leggi fatali, cui non è dato sfuggire, e la vittoria, sia pure nella morte, sta dall'altra parte della barricata. Pur essendosi dedicata con diverse pubblicazioni allo studio della storia della Resistenza, Laura Conti era convinta che i materiali documentari, anche memorialistici, fossero spesso inadeguati a trasmettere ciò che di indicibile era insito nella realtà della vita e della morte nei campi nazisti. Da qui la decisione di scrivere questo romanzo, pubblicato nel 1965, ispirato alla propria esperienza nella Resistenza e nel Lager di Bolzano dove era stata imprigionata dall'inizio di settembre 1944 alla fine di aprile 1945. I numerosi personaggi sono ricreati con la fantasia ma ancorati alla drammatica esperienza vissuta. Le dinamiche del campo di concentramento sono ricostruite non solo attraverso i rapporti di potere tra carcerieri e prigionieri, ma anche attraverso i rapporti complessi e spesso contraddittori che si instaurano tra i prigionieri, attraverso i loro ragionamenti e le loro emozioni. Le storie dei diversi personaggi sono rielaborazioni di situazioni, voci e immagini rimaste impresse nella memoria dell'autrice, in una molteplicità di punti di vista, tra ricordi e rimpianti, paure e speranze.



“Una biografia organica di Laura non è ancora stata scritta: le sue esperienze si intrecciano, troppo numerose e intense per una sola persona. Medico, partigiana, militante politica, narratrice, saggista, pioniera dell’ambientalismo scientifico, consigliera provinciale e regionale, deputata… È come se avesse vissuto sette vite in una”.
Corriere del Trentino e Corriere dell’Alto Adige, Silvia M. C. Senette


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Matteo Panelli "Leonero e il barone"13 Apr 202500:21:00
Matteo Panelli
"Leonero e il barone"
Castelvecchi Editore
www.castelvecchieditore.com


Di giorno, Jason Pierce è un giovane imprenditore di successo; di notte, un ladro gentiluomo, abile come un’ombra tra le strade di New York. L’unico ricordo della sua infanzia è una cicatrice profonda lungo la schiena, traccia incancellabile di un passato inquieto. Orfano a soli cinque anni, è stato cresciuto da un maestro Shaolin e poi adottato da due professori universitari della Grande Mela. Ma Jason ha un dono misterioso: può percepire il futuro, cogliendo sprazzi di ciò che deve ancora accadere. Questo potere, però, è una benedizione ambigua, che spesso assume i contorni di una maledizione. L’ombra del Barone Otto Carl Fisher, un criminale senza scrupoli, incombe sulla sua vita; il Barone è il padre della sua fidanzata, e la loro diventa una lotta personale. Mentre tenta di difendere i suoi amici e la sua azienda, Jason si trova a fronteggiare un labirinto di dilemmi morali, dove ogni scelta sembra portare verso una trappola, e la via d’uscita si fa sempre più lontana.

Matteo Panelli
Laureato in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Pavia e in Giurisprudenza all’Università degli Studi del Piemonte Orientale, è al suo primo romanzo.


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Cristina Obber "L'orco in cameretta"13 Apr 202500:18:11
Cristina Obber
"L'orco in cameretta"
Solferino Libri
www.solferinolibri.it

Dietro la porta chiusa della loro cameretta, o semplicemente dietro lo schermo dello smartphone o del tablet, con chi stanno giocando, chattando, scambiando immagini i nostri figli? È una domanda che ci facciamo ogni giorno con crescente inquietudine, e con ragione. Perché il loro interlocutore potrebbe avere pessime intenzioni: carpire la loro fiducia, indurli a inviare fotografie e video compromettenti, ricattarli, convincerli a un incontro di persona per fare loro del male. Sono dati allarmanti quelli delle molestie e degli abusi online sui minori, e sono in crescita, con vittime dall’età media sempre più bassa, molti ormai tra i sette e i dieci anni, per il 61 per cento bambine. Termini come grooming, sex-tortion, revenge porn, pedopornografia sono ormai entrati nelle nostre cronache e nei nostri incubi, ma non abbastanza nelle nostre conversazioni e nei nostri piani educativi concreti. Questo libro ci aiuta a conoscere il nemico e a capire come difenderci. Cristina Obber ha raccolto le testimonianze delle vittime e le domande dei ragazzi e dei bambini. Ha ascoltato i carnefici – a loro volta sempre più giovani – indagandone il modus operandi. Ha seguito il lavoro delle forze dell’ordine all’opera per contrastare un fenomeno sempre più dilagante. E in queste pagine non si limita a raccontare ma offre strumenti, parole e percorsi per entrare in quella cameretta, affrontare l’orco e sconfiggerlo.

Cristina Obber è scrittrice, giornalista, formatrice esperta di violenza di genere. È ideatrice di progetti educativi per il mondo della scuola e per il mondo del lavoro. 
I suoi testi di narrativa sono adottati in molte scuole come strumento di prevenzione di ogni forma di violenza e discriminazione. Il suo sito è cristinaobber.it


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Gianluca Corrado "La Sapiente"14 May 202500:21:24
Gianluca Corrado
"La Sapiente"
Marcianum Press
www.marcianumpress.it

In un prestigioso collegio femminile di fine Novecento arriva, per frequentare l’ultimo anno di liceo classico e sostenere l’esame di maturità, Elisa de Palmère, la Sapiente, un’allieva circondata dalla fama di sapere tutto ciò che è ed è stato. Tutto, di qualsiasi ambito, di ogni tempo e lingua. Hanno così inizio disperate sfide delle compagne a verificare la presunta onniscienza della ragazza, a smascherarla in un errore o in una lacuna, ad allacciarvi un rapporto umano, ad amarla.
Non si rivela affatto semplice avere a che fare con una persona come lei, i suoi misteri, la sua perfezione, dove la stessa possibilità di sapere si allucina in un labirinto dell’eccesso.
Nel segno del grottesco della mente e delle passioni, un “romanzo di de-formazione” sulla difficoltà, se non l’impossibilità, di reggere l’altezza di un essere abnorme, alle prese col quale chiedere risulta più arduo che rispondere.

Gianluca Corrado
ha pubblicato una dozzina di saggi filosofici, le raccolte di racconti In credito di sole (2022) e Strabismo perfetto e altri racconti (2023), e il giallo per ragazzi MasterShock. Una gara di cucina tra veleni e apparenze (2023).



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Ilaria Perversi "Lontano, lontanissimo"13 Apr 202500:11:54
Ilaria Perversi
"Lontano, lontanissimo"
Edizioni Lapis
www.edizionilapis.it

Martina è l’unica bambina della sua classe a compiere gli anni durante le vacanze estive. Ogni anno, alla fatidica domanda “Dove vuoi festeggiare il tuo compleanno?”, la risposta è sempre la stessa: “Lontano, lontanissimo!”. Così, tra montagne innevate, giungle misteriose e metropoli sfavillanti, Martina spegne le candeline in posti incredibili.
Ma quest’anno qualcosa va storto. Un imprevisto la costringe a rimanere a casa, e Martina si ritrova ad affrontare una paura che non aveva mai voluto ammettere: e se, restando qui, nessuno si ricordasse del suo compleanno?
Quello che scoprirà, però, è che l’affetto delle persone non ha bisogno di grandi viaggi per farsi sentire. Il vicino di casa finalmente può farle gli auguri il giorno giusto, la zia la chiama senza problemi di segnale, e la sua migliore amica è lì con lei. Alla sera, con una fetta della sua pizza preferita e un atlante tra le mani, Martina spegne le candeline senza esprimere un desiderio: non ce n’è bisogno.
Un albo illustrato che parla di attese, insicurezze, della paura di essere dimenticati, del calore di chi ci vuole bene - ovunque ci troviamo - e dell'importanza di dare agli altri la possibilità di dimostrare il loro affetto. 
Età di lettura dai 5 anni

Ilaria Perversi
Nata e cresciuta a Milano, dopo un diploma in Digital Animation, decide di dedicarsi primariamente alla letteratura per l’infanzia in qualità di autrice e illustratrice con diverse case editrici italiane, ma Ilaria Perversi anche disegnando per giochi, magazine, video animati, app interattive. Insegna Animazione alla Civica scuola di cinema Luchino Visconti e Illustrazione per Feltrinelli Education.



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Eduardo Fernando Varela "Patagonia. Route 203"12 Apr 202500:17:01
Eduardo Fernando Varela
"Patagonia. Route 203"
Il segno del vento
Solferino Libri
www.solferinolibri.it
«Continua dritto, giovedì gira a sinistra, e quando scenderà la notte gira ancora a sinistra. Prima o poi troverai il mare.»

In Patagonia, anche le indicazioni sembrano indovinelli, coordinate vaghe in un paesaggio sterminato dove il vento non dà tregua.
Qui, lungo strade polverose e steppe desolate, Parker guida il suo camion come in un oceano fluttuante. È un truck driver, trasporta frutta dalle vallate al porto, ma è anche un sassofonista solitario, un uomo in viaggio senza una meta precisa, in cerca di solitudine e anonimato, che si muove tra luoghi selvaggi e incontri bizzarri: un giornalista ossessionato dai resti di un sottomarino nazista, frati trinitari forse cannibali, gemelli boliviani a bordo di un treno fantasma.
Nel dedalo delle strade sudamericane, ogni incontro è un enigma, ogni villaggio un coacervo di miti e leggende, situazioni ostili e sconcertanti. Ma quando si innamora della cassiera di un luna park itinerante, il viaggio assume una nuova direzione. Un amore che nasce tra la polvere e subito si disperde.
Come ritrovarla? Come seguirne le tracce, in una terra senza confini che sembra fatta apposta per far perdere ogni certezza?
Un romanzo che è viaggio e allucinazione, ballata malinconica e avventura, capace di restituire la potenza e il mistero del Sud del mondo, dove nulla è come sembra e nessun cammino porta davvero a destinazione.

Eduardo Fernando Varela (Argentina, 1959) vive tra Buenos Aires e Venezia.
Ha studiato giornalismo e fotografia, è sceneggiatore di serie tv e per il cinema.
Patagonia Route 203. Il segno del vento è il suo primo romanzo, entrato nella shortlist del Prix Femina 2020 e vincitore dei premi Casa de las Américas, Prix Transfuge du meilleur roman, Prix Université du Dauphine.
Tradotto in francese, inglese e russo, fa parte di una trilogia di storie ambientate in altre geografie sudamericane.


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Ludwig Monti "Il figlio, Gesù"12 Apr 202500:32:03
Ludwig Monti
"Il figlio, Gesù"
Edizioni San Paolo
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Pietra miliare nella storia della Chiesa, il Concilio di Nicea, contro Ario che sosteneva che il Figlio Gesù fosse una semplice “creatura” e quindi “inferiore” al Padre, proclamò invece che «Gesù Cristo è Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, consostanziale al Padre». Cosa vuol dire tutto ciò? Chi è Gesù Cristo per noi, oggi? Partendo da questa domanda decisiva, Ludwig Monti, fine esegeta, nel presente volume ci propone un percorso che dalla cristologia “alta” di Nicea ci riporta a quella dei Vangeli. Lo fa prendendo in esame alcuni incontri di Gesù, lungo il suo ministero pubblico: relazioni che testimoniano il suo essere il Figlio di Dio nel suo “esserci-per-altri”. In una parola, la “pre-esistenza” del Figlio vista come “pro-esistenza”, vita donata per gli altri, come ben emerge dai racconti della passione, morte e resurrezione, culmine di questo percorso. Il Concilio di Nicea, dunque, come più volte ribadito da Papa Francesco, «affermando che il Figlio è della stessa sostanza del Padre, mette in luce qualcosa di essenziale: in Gesù possiamo conoscere il volto di Dio e, allo stesso tempo, anche il volto dell’uomo, scoprendoci figli nel Figlio e fratelli tra di noi».


Ludwig Monti, già monaco della Comunità di Bose, è nato a Forlì nel 1974. Si è laureato presso l’Università di Bologna in Lettere Classiche, con una tesi in Letteratura Cristiana Antica (1993-1998). In seguito ha conseguito un Dottorato di ricerca in Ebraistica presso l’Università di Torino (2001-2004). Biblista e saggista, collabora alle riviste Parola, Spirito e Vita, Ricerche storico bibliche, Rivista Biblica, Rivista del Clero Italiano, Rivista Liturgica, Vita Pastorale e Credere. Tra i suoi volumi: Una comunità alla fine della storia. Messia e messianismo a Qumran (Paideia, 2006); Le parole dure di Gesù (Qiqajon, 2012); I Salmi: preghiera e vita (Qiqajon, 2018); Gesù, uomo libero (Qiqajon, 2020); L’infinito viaggiare. Abramo e Ulisse (EDB, 2020; con B. Salvarani). Con Edizioni San Paolo ha pubblicato: Le domande di Gesù (2019); Qohelet e Gesù (2021). Insieme a M. Cucca e F. Giuntoli ha curato la Bibbia uscita in 3 volumi per Einaudi nel 2021 (ideatore: E. Bianchi).


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Maria Rita Parsi10 Apr 202500:27:11
Maria Rita Parsi

"Il potere distruttivo" esprime, nel microcosmo familiare come nel macrocosmo sociale, il malessere, il disagio psicologico, quando non l'evidente disturbo mentale, dettati dall'angoscia di morte, dalla paura, dalla rabbia, dalla frustrazione, dall'impotenza di chi lo ricerca, di chi lo esercita o tenta di esercitarlo. E, ancora, di chi lo accetta e lo sostiene facendolo, per delega, esercitare ad altri. Questo manifesto contro il potere distruttivo è stato pensato e scritto contro tutti i dittatori e contro tutti i potenti e gli sfruttatori criminali che ancora opprimono, con le loro imprese e le loro perversioni, milioni di esseri umani e tante nazioni del mondo.

Psicopedagogista, psicoterapeuta, docente, saggista, scrittrice, editorialista, svolge da anni un'intensa attività didattica e di formazione presso università, istituti specializzati, associazioni private. Membro del Comitato ONU per i diritti dei fanciulli e delle fanciulle, ha dato vita alla Fondazione Movimento Bambino ONLUS, per la tutela giuridica e sociale dei minori, per la diffusione dei loro diritti, per la formazione dei formatori e per l'ascolto, l'aiuto e l'assistenza ai minori e alle loro famiglie, in Italia e all'estero. Ha fondato e dirige il Corso di specializzazione in psicoterapia umanistica ad orientamento bioenergetico. Collabora a molti quotidiani e periodici con rubriche settimanali.
Al suo attivo più di cinquanta pubblicazioni tra cui L'amore dannoso, Manuale anti-ansia per genitori, Fragile come un maschio, Single per sempre, Alle spalle della luna, Ingrati. La sindrome rancorosa del beneficato, La felicità è contagiosa, Doni, Maladolescenza, Le parole dei bambini, I maschi son così, Se non ti amo più e Generazione H (con Mario Campanella).


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Monica Pareschi "Inverness"10 Apr 202500:25:46
Monica Pareschi
"Inverness"
Polidoro Editore
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C’è, nell’incontro con l’altro, una paura antica, uno spavento continuamente ricercato e fuggito. Incontri sbagliati, mancati. Incontri fatali, o intravisti.
Baci velenosi. Bambine dai difetti repellenti. Addii dati in maniera fredda e intollerabile. Amori ricambiati in parte e scambiati per eterne maledizioni scolastiche.
Monica Pareschi torna alla narrativa dopo il suo esordio di circa 10 anni fa. Un’opera contundente, corrosiva – ricorda la malizia fantastica di Leonora Carrington e il film Stoker di Park chan-Wook – fondata sui sentimenti più nascosti, sulle piccolezze mostruose, vitree, che tutti noi coviamo mentre amiamo e mentre odiamo.

Monica Pareschi è autrice di È di vetro quest’aria, Italic Pequod, 2014. Traduce narrativa per le maggioricase editrici italiane. Ha tradotto e curato, tra gli al-tri, Thomas Hardy, Charlotte e Emily Brontë, Shirley Jackson, Doris Lessing, James Ballard, Bernard Malamud, Paul Auster, Nel 2020, per la sua traduzione di Wuthering Heights, ha vinto il Premio InternazionaleVon Rezzori e il Premio Letteraria e, nel 2023, il Premio Fondazione Capalbio per la traduzione di Piccole cose da nulla di Claire Keegan. Insegna traduzione letteraria all’Università Cattolica.



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Alessandro Aresti "Parole in Cammino"10 Apr 202500:13:14
Alessandro Aresti
"Parole in cammino"
Festival dell'italiano e delle lingue d'Italia

Siena, Venerdì 11 aprile, Ore 19.15
Alessandro Aresti, Eccellenze regionali e parole del cibo
Dai settentrionali canederli al sardo pane carasau, passando per la toscana ribollita, i romani saltimbocca e i napoletani babà, saranno ricostruite l’origine e le vicende di alcune delle principali specialità culinarie, e delle relative parole che le identificano, dell’”Italia del gusto”: tessere di uno straordinario mosaico gastronomico e al tempo stesso linguistico e culturale.

Alessandro Aresti è ricercatore (RTD tip. B) di Linguistica italiana all’Università di Cagliari. Nel 2020 ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale a Professore Associato nel settore concorsuale 10/F3 (Linguistica e filologia italiana). È stato titolare di una Marie Curie Individual Fellowship all’Istituto Opera del Vocabolario Italiano (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Firenze) nel periodo 2018-2020 e di una borsa Marie Curie Cofund all’Università di Liegi nel periodo 2015-2017. Dal 2014 collabora come docente di Lingua italiana all’Università del Dalarna (Svezia). È vicedirettore dell’annuario dedicato all’italiano contemporaneo LId’O. Lingua italiana d’oggi. I suoi principali interessi di ricerca sono attualmente la lingua delle arti e degli artisti fra Medioevo e Rinascimento (è responsabile scientifico del progetto ItalArt – L’italiano delle arti fra Medioevo e Rinascimento: http://italart.ovi.cnr.it) e la lessicografia tre-quattrocentesca (è autore del Tesoro dei Lessici degli Antichi Volgari Italiani: www.tlavi.it). Fra le più recenti pubblicazioni si segnalano la monografia Andrea Mantegna allo scrittoio. Un profilo linguistico (Salerno Editrice, 2018) e la curatela Lingua delle arti e lingua di artisti in Italia fra Medioevo e Rinascimento (Cesati, 2019). Di prossima pubblicazione è il volume Il glossario latino-bergamasco del ms. 534 della Biblioteca Universitaria di Padova. Nuova edizione con commento linguistico, note lessicali e indici delle voci, per i tipi della casa editrice De Gruyter Mouton.


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Giuseppe Culicchia "Fondazione Circolo dei lettori"10 Apr 202500:12:39
Giuseppe Culicchia
"Fondazione Circolo dei lettori"
www.circololettori.it

Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore della Fondazione Circolo dei lettori. Culicchia guiderà la direzione culturale e operativa della Fondazione, del Circolo dei lettori nelle sue sedi a Torino, Novara e Verbania con il Circolo della musica a Rivoli per il triennio 2025-2028. 
Il profilo di Giuseppe Culicchia è risultato il più adatto a dirigere il lavoro della Fondazione Circolo dei lettori, per proseguire e innovare un’istituzione centrale in Italia per produzione culturale, di pensiero e promozione del libro. Il Consiglio di gestione della Fondazione Circolo dei lettori, composto dal presidente Giulio Biino e dai consiglieri Elena D’Ambrogio Navone e Massimo Pedrana, ha nominato Giuseppe Culicchia a seguito dell’avviso di selezione pubblicato il 2 febbraio scorso, al quale hanno risposto 40 professionisti ai vertici della cultura, del mondo editoriale e del libro in Italia. Le candidature e i progetti sono stati oggetto di valutazione da una apposita commissione che ha selezionato i cinque migliori profili, i quali hanno presentato ieri il loro progetto di sviluppo della Fondazione davanti al Consiglio, che ha nominato Giuseppe Culicchia, informando la Regione Piemonte, socio unico della Fondazione Circolo dei lettori. 

«È per me un grande onore essere chiamato alla direzione della Fondazione Circolo dei lettori - e delle lettrici! - di Torino: la città che amo, la città di La donna della domenica e dell’Einaudi, della Utet e della Paravia, della Edt e del Salone Internazionale del Libro… e sì, di Torino è casa mia, nostra, di tutte e tutti voi che amate la lettura, e che avete eletto il Circolo a luogo del cuore. Desidero dunque ringraziare il Presidente Giulio Biino e i consiglieri Elena D’Ambrogio Navone e Massimo Pedrana per la fiducia riposta nei miei confronti: da parte mia mi impegnerò al massimo per proseguire l’ottimo lavoro svolto da chi mi ha preceduto in questi primi diciotto anni, a cominciare dalla fondatrice Antonella Parigi. Ringrazio altresì l’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Marina Chiarelli, e il Presidente Alberto Cirio: sarà mio dovere avere cura di questa preziosa istituzione, nelle sue sedi di Torino, Novara e Verbania, senza dimenticare il Circolo della musica di Rivoli. Lasciatemi ringraziare anche Elena Loewenthal, sotto la cui direzione ho potuto realizzare le prime due edizione del festival Radici, e con lei Maurizia Rebola e il nostro caro Luca Beatrice. Ma devo sincera e profonda gratitudine anche a tutte le ragazze e i ragazzi con cui al Circolo ho avuto la fortuna di lavorare a tante iniziative nel corso di questi anni: so di poter contare su persone motivate, capaci, che con la loro passione, la loro abnegazione, la loro professionalità hanno reso questo luogo ciò che è: un punto di riferimento e d’incontro, di dialogo e di confronto, capace di coagulare l’interesse di chi ama i libri e di guadagnarsi l’apprezzamento del mondo dell’editoria e di tantissimi autori italiani e internazionali. In passato ho lavorato a quindici diverse edizioni del Salone Internazionale del Libro, ricoprendo vari ruoli: a cominciare, nel 1988, anno in cui prese il via la manifestazione, da quello di addetto alla reception. Non me lo sono dimenticato. La prima cosa che farò sarà ascoltare quanto avranno da dirmi coloro che ogni giorno contribuiscono con il loro impegno a fare del Circolo una realtà che nel resto d’Italia non ha eguali, anche grazie al contributo dei curatori dei festival nati in via Bogino: Armando Buonaiuto per Torino Spiritualità, Marco Belpoliti per Scarabocchi a Novara, Ugo Cardinale per il Festival del Classico, il cui presidente onorario è Luciano Canfora. Sarò felice di lavorare con tutti loro. E a questo punto non vedo l’ora di iniziare » dichiara Giuseppe Culicchia, nuovo direttore della Fondazione Circolo dei lettori. 

Giuseppe Culicchia, torinese di nascita e con una carriera che si è sviluppata tra la scrittura e il mondo editoriale, prende il testimone in un momento di grande fermento per la Fondazione Circolo dei lettori. Il suo percorso letterario, che lo ha visto pubblicare una trentina di libri tradotti in dieci lingue, è arricchito da una continua ricerca e passione per il racconto delle storie e delle identità. Inoltre, Culicchia ha tradotto alcuni tra i maggiori autori in lingua inglese, da Mark Twain a Francis Scott Fitzgerald e Bret Easton Ellis, portando la sua visione critica e la sua sensibilità culturale anche nel campo della traduzione. Culicchia frequenta il Circolo dei lettori dalla sua nascita nel 2006: per l’istituzione culturale ha proposto progetti, ideato gruppi di lettura e curato le prime due edizioni di Radici, il festival dell’identità (coltivata, negata, ritrovata) che ha visto tra i diversi protagonisti autori mondiali come Michel Houllebecq, Bret Easton Ellis, Irvine Welsh, il regista Palma d’oro Emir Kusturica affrontare le tematiche del nostro tempo e delle relazioni con l’altro da sè. Per numerose edizioni è stata prolifica di idee e dialoghi la collaborazione con il Salone Internazionale del Libro di Torino. 


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Davide De Luca "Città in Note"09 Apr 202500:16:45
Davide De Luca
"Città in Note"
La musica dei luoghi
Fondazione Artea
www.fondazioneartea.org

Dal 21 al 26 maggio la musica torna ad abitare gli spazi urbani, i cortili, i palazzi, le chiese, le aree verdi di Cuneo grazie al festival Città in note. La musica dei luoghi. L’iniziativa, giunta quest’anno alla quinta edizione, è ormai un appuntamento consolidato e attesissimo della città.
Un fitto programma di concerti, talk, workshop e incursioni musicali animerà per sei giorni il grande patrimonio storico, architettonico e ambientale del capoluogo della provincia Granda.
La Fondazione Artea, ideatrice e promotrice della rassegna con il Comune di Cuneo, annuncia il primo nome protagonista dell’edizione 2025: La Rappresentante di Lista. Il duo composto da Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina si esibirà dal vivo venerdì 23 maggio al Teatro Toselli di Cuneo, prima data del suo Summer Tour 2025.

Un percorso lungo ed estremamente ricco, quello della Rappresentante di Lista, con 13 anni di carriera e quattro album in studio all’attivo. Dal 2011 ad oggi il duo si è mosso attraverso territori musicali sempre nuovi e ricercati fra pop e dance, come un laboratorio artistico multidisciplinare e in continua evoluzione, che si nutre dell’attività in studio, ma soprattutto di quella – infaticabile – dal vivo.
Il loro è infatti un live che è sinonimo di qualità musicale, ma non solo: ogni concerto della Rappresentante di Lista è un’esperienza emotiva e intellettuale, un rito collettivo imprevedibile, nervoso ed energico. Fra i maggiori successi del gruppo, impossibile non ricordare almeno Ciao ciao, canzone classificatasi settima al Festival di Sanremo nel 2022, e da allora diventata una delle hit italiane più cantate e ballate di questo decennio.


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Benedetta Vassallo "Carissimo Bily, dear Lucky"08 Apr 202500:21:57
Benedetta Vassallo
"Carissimo Billy, Dear Lucky"
Lucia Rodocanachi, Guglielmo Bianchi
Otto Edizioni
www.8ttoedizioni.com

Quando Guglielmo Bianchi e Lucia Rodocanachi si conoscono, all’inizio degli anni Trenta, lui vive tra Lavagna, Genova e Parigi, è un poeta e un artista “furibondo di gloria”, un dandy che aspetta la sua consacrazione tra la ville lumière e quella sottile striscia di Liguria. Lei invece è la musa, instancabile motore di ispirazione creativa, degli “amici poeti degli anni Trenta” che si riuniscono nella casa che divide insieme al marito pittore ad Arenzano: tra gli altri Eugenio Montale, Camillo Sbarbaro, Carlo Bo, Adriano Grande, Gianna Manzini, Henry Furst.
L’amicizia che da subito lega Bianchi e Rodocanachi sfocia in una corrispondenza che copre un decennio fondamentale per la Storia collettiva e la loro storia personale. Le 34 lettere scelte si snodano in un arco temporale che va dal 1937 al 1947: in questi anni Bianchi si consuma in un’esistenza inquieta, causa ed effetto di un successo mai raggiunto, fugge in Sud America, naufrago superstite di un mondo che non riesce più a comprendere. Lucia legge, studia, traduce – spesso su commissione al servizio di penne importanti: Montale, Vittorini, Sbarbaro, Gadda senza che il suo nome venga mai menzionato – attraversa la guerra, viene incarcerata e sfollata. E scrive. Scrive agli amici nel tentativo di illuminare quel buio, di riannodare i fili delle loro vite drammatiche. In pochi hanno conservato quelle lettere, uniche testimoni di una scrittura pulsante e vitale. Guglielmo fu uno di questi.
Questa raccolta mira a ricostruire il sostrato artistico e letterario che contribuì a dare vita a una stagione culturale irripetibile per la Liguria dei primi del Novecento e a conoscere la storia, intellettuale e umana, di due artisti da riscoprire.
Selezione delle lettere e note introduttive a cura di Benedetta Vassallo.
Suddivisione tematica a cura di Alessandra Barbero.
Con approfondimenti critici di Alessandra Barbero, Virna Brigatti, Silvia Falcione e Anna Ferrando


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Hilary Tiscione "Setole"08 Apr 202500:31:32
Hilary Tiscione
"Setole"
Polidoro Editore
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Dopo il successo di Liquefatto, Hilary Tiscione torna in libreria il 12 aprile nella collana Interzona con Setole, un romanzo dalla lingua fenomenica e vorticosa.
Dentro una dimenticata villa con piscina, in un tempo e luogo sospesi come in un quadro di David Hockney, si muovono vite disastrose e illuminanti, quelle di Mira, Lena, Rocco e Cino.  Nel cuore tormentoso della grande casa, la quale pulsa di disastri e incontri, gli abitanti sembrano non appartenere a se stessi e al mondo fuori, appartengono solo alle loro stanze, ai tetti e al giardino, che a dispetto della loro immobilità, pullula di vita. In questo spazio mosse dall’aria e dal fato, galleggiano le esistenze di una ragazzina lolitiana mai stufa di vivere, una donna oppressa dalle pillole e dal peso delle indecisioni e di altri personaggi che gravitano intorno alla lussuosa villa. Poi, c’è un uomo lontano, eppure incastonato, come un emblema che si accartoccia su sé stesso mai perdendo la forza simbolica, nelle esistenze di tutti loro. Il suo nome è Al.
Un romanzo che sembra richiamare il ritmo masticato, filosofico e acidamente lirico di Nabokov, di Ellis e di Manganelli. Setole vuole rinnovare la poetica cinematografica delle solitudini avanzata da un film cult come Il giardino delle vergini suicide di Sofia Coppola.

"Setole" proposto da Filippo Bologna al Premio Strega 2025 con la seguente motivazione:
«Come nelle celebri tele di David Hockney o nell’indimenticabile film di Jacques Deray con Alain Delon, anche in questa storia c’è una piscina. Con l’acqua a volte limpida, a volte torbida, increspata di piccole onde. Proprio come i sentimenti di Lena, adolescente inquieta confinata in una villa su un’isola delle Hawaii, sospesa nel tempo immobile di un’estate senza fine. E attorno a questa piscina, sotto un sole stordente che si abbatte sul polveroso cantiere della dépendance e sul lussureggiante giardino, si muovono presenze sfuggenti, ombre riflesse sul fondale, indecise se tuffarsi o meno nella vasca senza fondo delle loro vite. Sono Lena, prigioniera dei turbamenti ormonali e del febbricitante languore estivo; Mira, madre depressa e femme fatale sfiorita che annega il suo malessere tra sonniferi e alcol; Cino, giardiniere tuttofare che regge sulle spalle l’eroismo silenzioso della sopportazione; e Rocco, giovane e atletico manovale che diventa il vertice di un conturbante triangolo del desiderio. Su questa Itaca dei Tropici aleggia l’assenza onnipresente di Al, musicista e compagno di Mira, padre di Lena, Ulisse smarrito, che ha dimenticato la rotta di casa e forse non farà mai ritorno alla sua reggia. Setole è un romanzo dall’atmosfera ipnotica, che avvolge da subito il lettore tra le sue spire narrative. Con una struttura compatta e incalzante, scandita in trentuno capitoli – tanti quanti i giorni di agosto – e una voce capace di captare ogni minima vibrazione dell’animo di un’adolescente, Hilary Tiscione dimostra una sensibilità di scrittura rara. Attraverso un uso del dialogo asciutto e percussivo, di chiara ispirazione cinematografica, e uno stile visivo e sensoriale, denso di immagini poetiche, l’autrice crea un efficacissimo montaggio, che alterna accelerazioni improvvise e dilatati ralenti. Tra campiture pittoriche fatte di esplosioni di luce e violenti tagli d’ombra, e una vibrante playlist che diventa colonna sonora dell’abbandono, della delusione e del tradimento, Setole si impone come un romanzo originalissimo e pop, capace di distinguersi per personalità e stile nel panorama della letteratura contemporanea.»

Hilary Tiscione (1987) è nata a Genova e vive a Milano. Si è laureata in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ha scritto per il Magazine 8 e mezzo e per la rivista online LongTake. Scrive per La Ragione. I suoi racconti sono apparsi su Nazione Indiana, Il Primo Amore, Minima&Moralia e Altri Animali. Lavora all’Università IULM di Milano; è coordinatrice del Master in Sceneggiatura della sede di Roma. Produttore esecutivo del docufilm “Vorrei sparire senza morire – Un racconto di Pupi Avati” selezionato alle Giornate degli Autori nella 78esima edizione della Mostra del cinema di Venezia. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, Liquefatto (Polidoro Editore) e il saggio narrativo Se Rose gli facesse spazio, Jack si salverebbe? (Bietti).


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Guido Vetere "Intelligenze aliene"13 May 202500:30:23
Guido Vetere
"Intelligenze aliene"
Linguaggio e vita degli automi
Luca Sossella Editore
www.lucasossellaeditore.it

Con la comparsa degli automi parlanti, ultima frontiera dell’intelligenza artificiale, l’umanità non si confronta solo con una nuova tecnologia, ma è chiamata a riflettere sul proprio rapporto con il linguaggio, fulcro della comprensione di sé e fondamento stesso delle sue società. 
Come convivere con oggetti-soggetti che esercitano, in modi nuovi e inattesi, la nostra più intima facoltà? Intelligenze aliene affronta questa domanda intrecciando l’evoluzione delle tecnologie del linguaggio col grande interrogativo sul significato che ha percorso la filosofia novecentesca e che ancora rappresenta un problema aperto.
Gli automi parlanti portano una sfida radicale alle nostre concezioni di linguaggio, cultura e umanità. E invitano a esplorare con rigore e sensibilità un mondo in cui le frontiere tra umano e artificiale si ridefiniscono, interrogando la nostra capacità di convivere con queste nuove presenze.

https://youtu.be/an1LXvxTfdM

Guido Vetere
Nato a Roma nel 1960, si avvicina per la prima volta alla logica e alla semiotica durante gli anni del liceo, grazie all’influenza di Franco Ruffini, professore di matematica e fisica, nonché docente di semiologia del teatro presso il DAMS di Bologna. Questo interesse per una formazione interdisciplinare continua all’Università La Sapienza, dove consegue la laurea in Filosofia del linguaggio sotto la guida di Tullio De Mauro, ma parallelamente, segue i corsi di logica matematica e informatica teorica tenuti da Corrado Böhm, lavorando a una tesi sperimentale sull’apprendimento automatico delle strutture sintattiche.
Dopo la laurea entra in IBM, dove si occupa di progetti di ricerca e sviluppo nel campo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie linguistiche, con una particolare attenzione alla rappresentazione della conoscenza. Divenuto direttore del Centro Studi Avanzati di IBM Italia, ha l’opportunità di collaborare nuovamente con Tullio De Mauro su studi e progetti dedicati alla rappresentazione collaborativa della conoscenza linguistica.
Nel 2017 lascia IBM per dedicarsi a una propria iniziativa imprenditoriale e alla docenza universitaria, continuando a coltivare la sua passione per la ricerca e l’innovazione.


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Fabio Massimo Franceschelli "Introduzione alla mia morte"08 Apr 202500:32:01
Fabio Massimo Franceschelli
"Introduzione alla mia morte"
Del Vecchio Editore
www.delvecchioeditore.it


Un uomo che dimentica in auto il suo bambino; un politico populista e vanesio che fonda un nuovo partito; un giornalista, famoso inviato di guerra, che si trasferisce in un’isolata casa in montagna e cerca di recuperare e sintetizzare il senso della sua vita nella scrittura di un romanzo e nella ricomposizione attorno a sé di una famiglia da sempre trascurata. Infine Sonia, la donna che è bussola e cifrario nel ripercorrere le vite di questi uomini autocentrati e che raccontano, loro malgrado, la storia della società di cui sono al tempo stesso prodotti e fautori. Quattro personaggi che compongono una famiglia che di tradizionale non ha nulla. Quattro voci che invitano il lettore ad indagare nelle storie che raccontano, a destreggiarsi tra apparenze farsesche e un’interiorità buia e respingente per giungere a delineare il ritratto della nostra società. Franceschelli, con il suo linguaggio ammaliante, un’ironia sottile e la sapiente costruzione della narrazione, dà vita a un romanzo che con la potenza visionaria di un dramma in più atti è capace di inchiodare il lettore, non solo alla storia narrata, ma anche e soprattutto alla rappresentazione di una realtà da cui si tende a volgere lo sguardo.



Fabio Massimo Franceschelli
Autore di drammaturgia, narrativa, critica, saggistica.
Ha scritto svariati drammi, monologhi e commedie, rappresentati in Italia e all’estero e in gran parte pubblicati. Nel 2017 ha vinto la “Menzione Quadri” al 54° Premio Riccione per il Teatro, riconoscimento “all’opera che meglio coniuga scrittura teatrale e ricerca letteraria“. Ha firmato numerose regie e diretto festival teatrali. Cura laboratori teatrali sull’interpretazione del testo e del personaggio.
Con il romanzo Italia, pubblicato da Del Vecchio Editore, è stato finalista dell’edizione XVIII del Premio Italo Calvino; della prima edizione del Premio POP 2016 (menzione speciale); dell’edizione 2017 del Premio Nabokov (secondo classificato). Il suo racconto Ipotesi V è stato recentemente pubblicato da Edizioni Arcoiris nel primo volume della collana di letteratura nera Trema.
È stato fondatore della fanzine teatrale “Ubusettete”; redattore della rivista di drammaturgia contemporanea “Perlascena”; redattore della webmagazine di critica dell’arte e della società “Amnesia Vivace”; collaboratore di “PaneAcquaCulture”, rivista web di narrazione del contemporaneo. Scrive di critica del contemporaneo sul blog “ereticobencotto”.
Laureato in Storia delle Religioni, ha pubblicato saggi e articoli sui moderni sincretismi religiosi (2000, Euroma La Goliardica; 2004, Bulzoni), con particolare attenzione alle religioni afrobrasiliane.


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Beatrice Del Bo "Parole in cammino"08 Apr 202500:16:23
Beatrice Del Bo
"Parole in cammino"
Festival dell'italiano e delle lingue d'Italia

Siena, Sabato 12 aprile 2025, ore 15:45
Beatrice G. M. Del Bo
I femminili dei nomi di professioni e mestieri in età medievale
Sui media di massa è invalso l’impiego di Medioevo e medievale per definire qualcosa di arretrato, sporco, retrogrado, negativo, ecc., cioè incomprensibile e lontanissimo dalle specchiate abitudini contemporanee, e ciò con riferimento alla politica, alla violenza nei confronti delle donne (e in generale), alla cultura, alla religione. Eppure l’età medievale si presenta “illuminata” sotto molti aspetti, come per la questione dell’uso del femminile nei nomi di mestieri. Quali sono questi nomi, e quali sono le ragioni sottese al fenomeno?

Beatrice Del Bo
"Arsenico e altri veleni"
Una storia letale nel Medioevo
Le Edizioni del Mulino
www.mulino.it


Uomini e donne, santi e assassini, animali fantastici, antidoti e amari calici, speziali e confidenti, crimini e processi. Ecco gli ingredienti di questa storia. Nel Medioevo, il veleno era una minaccia costante, tanto che le morti per avvelenamento erano relativamente comuni, e l'arsenico, con la sua letale efficacia e la sua invisibilità, era una delle sostanze più micidiali. Le narrazioni letterarie, le cronache e le rappresentazioni artistiche hanno alimentato un immaginario del veleno come arma segreta e insidiosa e delle donne come le principali «avvelenatrici». A partire dalle fonti storiche,



Beatrice Del Bo decostruisce alcuni falsi miti di un fenomeno che ha affascinato e spaventato l'umanità per secoli: l'uso del veleno coinvolgeva uomini e donne di ogni ceto sociale, infiltrandosi tanto nelle corti nobiliari quanto nei mercati e nelle taverne delle città, e non era solo uno strumento di morte, ma anche di cura e un simbolo di autorità e controllo, capace di sconvolgere le dinamiche del potere e della vita quotidiana. La vera storia di un nemico spesso invisibile.


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Ida Amlesù "Io, Casanova"07 Apr 202500:26:09
Ida Amlesù
"Io, Casanova"
Sonzogno Editori
www.sonzognoeditori.it

Due figure si aggirano nei corridoi del palazzo di un pascià di Costantinopoli. Devono rubare il quadro di un pittore francese scomparso nel nulla. Entrambi si fanno chiamare Giacomo Casanova, ma solo uno è il giovane abate in cerca di fortuna, che vorrebbe conquistare il mondo con la sua erudizione e i modi forbiti. L’altro è una serva travestita, che lui aveva sedotto distrattamente ad Ancona, senza cogliere che anche Anna era animata dalla sua stessa sete di vita e di luce, tanto da arrivare a rubargli l’identità. Da quel momento, i loro destini si intrecciano in modo indissolubile: ora amici e amanti, più spesso nemici e rivali, ugualmente impostori e inventivi, dovranno unire le forze per dipanare l’enigma che lega otto tele quasi identiche disseminate per tutta Europa e una setta che vuole mettere in pratica gli insegnamenti di Paracelso. Fra esorcismi e voyeurismi, la storia di due anime affini che non smettono di perdersi e ritrovarsi, aiutarsi e torturarsi, condannandosi e salvandosi a vicenda, sullo sfondo di un Settecento libertino ed esoterico, già intriso di decadente malinconia. Fra precisione filologica e sfolgorante fantasia, Ida Amlesù investiga con acume e passione le radici di un uomo poliedrico, spezzandolo in due metà: il brillante e seducente Giacomo e il suo alter ego oscuro, l’irrequieta trasformista Anna.

Ida Amlesù
(Milano, 1990) è traduttrice, interprete, slavista e cantante d’opera. Dopo due lauree in Lingue e letterature europee e americane, si è dedicata per anni al canto lirico e ad altre cose estrose: cucina futurista, vagabondaggi, rocambolesche avventure sentimentali, racconti. Ha pubblicato i romanzi Perdutamente (nottetempo 2017), vincitore del premio internazionale Salerno Libro d’Europa, Cinema di Babele (fve 2022) e Julie (Sonzogno 2022). Collabora con diverse testate, tra cui The Collector, Nazione Indiana e Nuovi Argomenti.


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Antonio Ballarò "La forma del Credo"07 Apr 202500:29:42
Antonio Ballarò
"La forma del Credo"
La redazione del simbolo cristiano
Presentazione di Stella Morra
EDB Edizioni Dehoniane Bologna
www.dehoniane.it

Il Credo, nella sua dimensione testuale, non solo è aperto a diverse proposte teologiche, ma tocca ogni esperienza umana. Non è un caso che sia concessa a chiunque la libertà di poter dire «credo» nella propria esistenza, ossia di effettuare la scommessa di fede indipendentemente da qualsiasi condizione di partenza. Quello di cui il Credo fa memoria al singolo non è una risoluzione, ma una garanzia che il credere non contraddice lo sperare.

Antonio Ballarò è dottorando in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana (Roma) e insegnante di religione cattolica nella scuola secondaria. I suoi ambiti di ricerca sono la teologia fondamentale, l’ecclesiologia e la teologia pubblica. Nel triennio 2021-2023 ha fatto parte del Comitato di redazione della rivista il Mulino. Ha all’attivo diverse collaborazioni editoriali, anche con la rivista il Regno.


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Anna Vinci "Le traiettorie dell'anima"06 Apr 202500:29:15
Anna Vinci, Bruno Bignami
"Le traiettorie dell'anima"
Il silenzio di Dio e degli innocenti
Edizioni Lindau
www.lindau.it


Il dialogo tra Bruno Bignami e Anna Vinci nasce da anni di conoscenza, di scambio d’impressioni, da un legame passato al vaglio di esperienze personali e di studio. Le loro riflessioni affrontano da una parte gli interrogativi sul destino ultimo degli esseri umani, dall’altra il mistero della vita che, al di là della fede, coinvolge le «traiettorie dell’anima». Quelle di Bruno sono radicate nella teologia e nella dimensione del vissuto, incarnato negli incontri provvidenziali della vita. Quelle di Anna, scrittrice, madre e nonna, nascono da una ricerca letteraria che si confronta anche con la realtà più corrotta e violenta della nostra società. Gli autori legano il loro discorso alla concretezza dei tempi, facendosi guidare dal ritmo della narrazione, attraverso parole chiave (gratuità, addomesticare, pazienza, sentinella, vocazione, rito, amicizia, vuoto, ora di guardia, conforto, sentieri) che la contemporaneità ha accantonato, travolta dal consumo, dall’ansia di «realizzarsi», dall’illusione della ricchezza esibita. Così la ricerca di un rapporto, che approfondisce «il silenzio di Dio e degli Innocenti », coincide con la ricerca delle radici e dei rischi di questi silenzi. Il grido del dolore sepolto si tramuta in urlo, scaturito dall’impotenza delle proprie ragioni segregate.



Anna Vinci è autrice di romanzi e saggi biografici, tra i quali Gaspare Mutolo (Rizzoli 2013, Chiarelettere 2019) e Luigi Ilardo (Chiarelettere, 2021). Biografa di Tina Anselmi, ha realizzato per la Rai vari documentari. Ha messo in scena il testo teatrale La terra senza, da cui è stato tratto il film omonimo, con la regia di Moni Ovadia (Ila Palma-Rai Cinema, 2024). La sua ultima pubblicazione è La strategia parallela (con Michele Riccio, Zolfo Editore 2024).

Bruno Bignami è direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro della CEI e docente di Teologia morale presso la Pontificia Università Gregoriana. L’ultima sua pubblicazione è Dare un’anima alla politica (San Paolo Edizioni, 2024).


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Marco Vannini "Oltre il cristianesimo"06 Apr 202500:41:11
Marco Vannini
"Oltre il cristianesimo"
Da Eckhart a Le Saux
Edizioni Lindau
www.lindau.itù


Questo saggio straordinario – qui presentato, a distanza di molti anni dalla sua prima pubblicazione, in una nuova edizione riveduta e corretta – apre una prospettiva abissale per ogni vero ricercatore spirituale. Vannini, tra i maggiori studiosi della tradizione spirituale cristiana, attraversa e sonda i vasti territori della mistica, occidentale e orientale, da Meister Eckhart al brahmanesimo e al buddhismo, per arrivare a quel singolare monaco cristiano-hindu che fu Henri Le Saux. L’«uomo distaccato» del misticismo radicale di Eckhart, che ama veramente perché diviene l’amore stesso, si incontra con l’assenza di fine del Buddha, al di là di ogni fideismo, di ogni religiosità e dogmatismo.
Essere fedeli al messaggio cristiano significa andare oltre lo stesso cristianesimo nei suoi condizionamenti storico-ideologici, superando l’ego e la sua tirannia e riscoprendo in sé stessi lo spirito di Cristo e la sua beatitudine. 

Marco Vannini (1948), filosofo, studia da mezzo secolo la mistica cristiana. Ha curato l’edizione italiana di tutte le opere tedesche e latine di Eckhart e tratto dall’oblio numerosi altri autori mistici, antichi, medievali, moderni. Tra i suoi ultimi lavori, ricordiamo Mistica, psicologia, teologia (2019), Introduzione alla mistica (2021) e Prego Dio che mi liberi da Dio. La religione come verità e come menzogna (2022). Dirige la rivista «Mistica e Filosofia». Ulteriori notizie sono reperibili sul sito www.marcovannini.it.


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Massimo Arcangeli "Parole in cammino"06 Apr 202500:13:40
Massimo Arcangeli
"Parole in cammino"
Il festival dell'italiano e delle lingue d'Italia
https://www.ilfestivaldellalinguaitaliana.it/


Dal 10 al 13 aprile, a Siena, in numerose sedi cittadine, si terrà l’edizione 2025 di “Parole in cammino – Il festival dell'italiano e delle lingue d'Italia”.
L’evento è pensato come un itinerario sull’italiano fra passato, presente e futuro, senza trascurare il contributo portato alla storia linguistica, sociale, culturale del nostro paese dalle tante altre “lingue” presenti sul territorio (dialetti, lingue minoritarie, linguaggi giovanili, lingue di contatto, gerghi tecnologici), dalle maggiori lingue di cultura (con riferimento alla traduzione letteraria, alle parole “in viaggio”, ecc.), dalla comunicazione non verbale (lingua dei segni, linguaggio del corpo).
L’apertura del festival si terrà il 10 aprile, alle ore 14.30, nella Sala Italo Calvino del Complesso museale Santa Maria della Scala (piazza Duomo).
Parole in cammino è un festival itinerante dell’italiano e delle lingue d’Italia nato a Siena nel 2017 e approdato a Firenze nel 2021 e a Grosseto nel 2022.
L’evento, promosso dall’associazione La parola che non muore, in collaborazione con l’associazione – e testata giornalistica specializzata – La Voce della Scuola, si è sviluppato negli anni con il sostegno, il partenariato, la collaborazione di diversi soggetti, fra pubblici e privati (la Regione Toscana, il Comune di Siena, il Comune di Firenze, l’Università per Stranieri di Siena, l’Università degli Studi di Siena, l’Università degli Studi di Firenze, la Fondazione Montepaschi, la Fondazione Zeffirelli, la Biblioteca Comunale degli Intronati, la Biblioteca delle Oblate, le Biblioteche Comunali Fiorentine, la contrada senese della Chiocciola, l’Accademia della Crusca, la Società Dante Alighieri, il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dell’Istruzione, Rai Radio 3, Canale 5, la UniCoop Firenze, le case editrici Zanichelli e Mondadori Education, la Fondazione Unicampus San Pellegrino, la Rete dei Licei Classici e molti altri), è pensato come un itinerario sull’italiano fra passato, presente e futuro, senza trascurare il contributo portato alla storia linguistica, sociale, culturale del nostro paese dalle tante altre “lingue” presenti sul territorio (dialetti, lingue minoritarie, linguaggi giovanili,
lingue di contatto, gerghi tecnologici, ecc.), dalle maggiori lingue di cultura (con riferimento alla traduzione letteraria, alle parole “in viaggio”, ecc.), dalla comunicazione non verbale (la lingua dei segni, il linguaggio del corpo).

Dal 28 al 30 aprile a Firenze
Un itinerario sull’italiano fra passato, presente e futuro, senza trascurare il contributo portato alla storia linguistica, sociale, culturale del nostro Paese dalle tante altre “lingue” presenti sul territorio, dai dialetti ai linguaggi giovanili, dalle lingue di cultura (con riferimento alla traduzione letteraria) alla comunicazione non verbale. Dal 28 al 30 aprile torna “Parole in cammino. Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia”, con tanti appuntamenti in diversi luoghi della città (auditorium del Consiglio regionale, Biblioteca delle Oblate, Educandato Santissima Annunziata).
Dall’esplorazione delle canzoni che hanno “fatto” l’italiano, con il linguista Lorenzo Coveri, al linguaggio delle generazioni Zeta e Alpha con Beatrice Cristalli (consulente in editoria scolastica, formatrice e linguista), alle parole che includono con Luciana De Laurentiis (formatrice ed esperta di comunicazione) e a quelle che invece escludono, con il linguista Federico Faloppa, tante le occasioni di confronto.
Quest’anno i premi “Visioni” sono assegnati, fra gli altri, ai giornalisti Emma D’Aquino e Sigfrido Ranucci. Durante il festival sarà anche fatto un primo bilancio dell’iniziativa dedicata alla “parola giovane dell’anno”, ossia una parola o un’espressione dell’uso giovanile particolarmente significativa: a dicembre la proclamazione di quella vincitrice. Con il sostegno di Unicoop Firenze. Ingresso libero.
 


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Andrea Ferrazzi "Le parole della sostenibilità"04 Apr 202500:18:58
Andrea Ferrazzi
"Le parole della sostenibilità"
Il futuro nelle nostre mani
Prefazione di Matteo M. Zuppi
Postfazione di Filippo Jannacopulos
Marietti Editore
www.mariettieditore.it

Il cambiamento climatico è entrato nelle nostre vite, divenendo la questione centrale del nostro tempo e dei tempi futuri. Le conseguenze sono già drammaticamente evidenti e i costi ambientali, economici e sociali di dimensioni gigantesche. Partendo dai suoi studi e dalle sue molte e variegate esperienze, Andrea Ferrazzi libera il campo dagli allarmismi delle posizioni apocalittiche e dalle fake news dei negazionisti, raccontando con semplicità e chiarezza i fatti concreti: la tempesta Vaia e lo scioglimento dei ghiacciai, il caro bollette e la crisi energetica, il consumo di suolo e le trasformazioni urbane. Sposando l’ottica di un’ecologia integrale, Ferrazzi ci invita ad aprire gli occhi e investire sulle capacità individuali e collettive per affrontare la transizione necessaria per un mondo più giusto, sostenibile e in pace.

Andrea Ferrazzi è stato senatore nella XVIII legislatura, vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli ecoreati e membro della Commissione d’inchiesta sulle banche e il sistema finanziario. È stato protagonista della storica modifica della Costituzione agli articoli 9 e 41 per la tutela dell’ambiente, della salute e delle future generazioni. Ha rappresentato il Parlamento italiano alla Cop26 sul clima di Glasgow e nel Forum dei parlamenti dei paesi aderenti all’Onu. Già assessore all’urbanistica del Comune di Venezia, coordinatore nazionale Anci su edilizia e urbanistica. Autore di numerose pubblicazioni sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale, è autore e curatore di EcoVisioni, in onda su Antenna3 del gruppo Medianordest. Nasce da una sua idea la collana omonima inaugurata per Marietti1820.



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Damiano Palano "Le forme della realtà"04 Apr 202500:27:14
Damiano Palano
"Le forme della realtà"
Una mappa dei realismi politici
Vita e Pensiero
www.vitaepensiero.it


La categoria di «realismo politico» identifica una prospettiva di osservazione e di spiegazione dei fenomeni politici che percorre l’intera storia del pensiero occidentale, perché le sue prime manifestazioni possono essere riconosciute nella riflessione dei sofisti sul fondamento del potere e nell’indagine sulla guerra tra Atene e Sparta condotta da Tucidide. Pur attraversando stagioni contrassegnate da ben diverse concezioni della politica, questa tradizione sembra conservare una serie di elementi costanti, tali da autorizzare l’inserimento, all’interno della medesima categoria, di una galleria di pensatori davvero eterogenea. Il realismo politico è però tutt’altro che omogeneo al proprio interno. Considerando più attentamente le teorie dei diversi esponenti, emergono infatti molte linee di tensione, e talvolta persino delle autentiche aporie. L’obiettivo del volume consiste nel costruire una mappa che, pur riconoscendo paradigmi comuni, evidenzi anche le linee di divergenza e le tensioni aporetiche presenti all’interno di questa tradizione teorica (e talvolta nella riflessione dei singoli pensatori).

Con i contributi di Pier Paolo Portinaro, Luis René Oro Tapia, Jeronimo Molina Cano, Alison Mcqueen, Carlo Burelli, Luca G. Castellin, Beatrice Magni, Michele Chiaruzzi, Federico Leonardi, Giulio De Ligio.

Damiano Palano è professore ordinario di Filosofia politica all’Università Cattolica del Sacro Cuore. È direttore del Dipartimento di Scienze politiche presso il medesimo Ateneo e direttore di Polidemos (Centro per lo studio della democrazia e dei mutamenti politici). Tra le sue pubblicazioni recenti: Populismo (2017); Bubble democracy. La fine del pubblico e la nuova polarizzazione (2020); Animale politico. Introduzione allo studio dei fenomeni politici (2023); Politica. Un’introduzione (2024). Per Vita e Pensiero ha pubblicato: Il potere della moltitudine (2002), Geometrie del potere (2005), La democrazia senza partiti (2015), La politica pura. Il laboratorio politico di Gianfranco Miglio (2019, a cura di), Un ideale da molti anni coltivato. Materiali per la storia della Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (2020, a cura di).

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Fulvia Degl'Innocenti "Flora"04 Apr 202500:15:28
Fulvia Degl'Innocenti, Sara Cimarosti
"Flora"
La staffetta partigiana
Edizioni Lapis
www.edizionilapis.it

In un’Italia ferita dalla guerra, tra i boschi dell’Appennino bolognese, una bambina di soli 12 anni corre veloce come il vento. I suoi piedi conoscono ogni sentiero, ogni radice nascosta sotto le foglie. Si chiama Flora e ha un compito importante: portare messaggi segreti ai partigiani. Non ha armi, solo il coraggio ereditato dal nonno, che ha sempre difeso la libertà, e la forza della sua giovane età.
I lupi del bosco la spiano, ma quelli più pericolosi sono quelli con le divise e i fucili a tracolla, pronti a colpire chi si oppone. Flora sa come muoversi: scivola trai rami, si nasconde nei cespugli, ascolta il respiro degli alberi. Ma un giorno la fermano. Le urlano ordini in una lingua dura, la costringono a spogliarsi, a togliersi anche le scarpe. Il biglietto segreto è lì, ben nascosto. Se lo trovano, è finita. Flora trattiene il fiato, il cuore le martella nel petto. Il soldato guarda, ma non vede. Un attimo dopo, ancora tremante, lei è di nuovo in cammino, il messaggio ancora salvo, la libertà un passo più vicina.
Ispirato alla vera storia di Flora Monti, la più giovane staffetta partigiana d’Italia, questo albo illustrato è un omaggio a chi ha corso senza mai voltarsi indietro, per portare speranza e coraggio in un tempo buio. Ancora oggi, Flora Monti racconta la sua storia alle nuove generazioni. Perché la libertà è un bene fragile: si protegge con impegno, memoria e coraggio.
 In occasione dell'80° anniversario della Liberazione un emozionante albo illustrato che rende omaggio a Flora Monti, la più giovane staffetta della Resistenza italiana. Nata a Monterenzio nel 1931, Flora, a soli 12 anni, si unì alla 66ª Brigata Garibaldi Jacchia, attraversando coraggiosamente i boschi dell'Appennino bolognese per portare messaggi vitali ai partigiani, nascondendoli tra le trecce dei capelli o nelle scarpe. Nonostante i pericoli e le perquisizioni dei soldati tedeschi, la sua determinazione non vacillò mai. Oggi, a 94 anni, Flora continua a testimoniare l'importanza della libertà e della Resistenza, condividendo la sua storia con le nuove generazioni. 


Fulvia Degl'Innocenti
Vive a Milano. È giornalista e autrice per ragazzi. Grazie ai suoi libri, pubblicati con Edizioni San Paolo, Emme Edizioni, Fanucci, Mondadori, Piemme, ha ricevuto importanti riconoscimenti. Vincitrice del Premio Bancarellino 2011, si è aggiudicata il secondo posto nell’edizione 2012.


Sara Cimarosti
llustratrice e grafica freelance italiana, nata a Mantova nel 1973. Dopo il diploma all'Istituto d'Arte, ha proseguito gli studi all'ISIA di Urbino, specializzandosi in progettazione grafica. Vive e lavora a Bologna, collaborando con case editrici come Zanichelli e Feltrinelli Scuola.  Docente di illustrazione presso la Libera Accademia di Belle Arti di Brescia.  
Ha illustrato diversi libri per bambini e ragazzi, tra i quali Una bella Resistenza, scritto da Daniele Aristarco, pubblicato nel 2023 da Mondadori.


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Mario Soldaini "Il loro grido è la mia voce"13 May 202500:18:55
Mario Soldaini
"Il loro grido è la mia voce"
Poesie da Gaza
Fazi Editore
www.fazieditore.it


A cura di Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini, Leonardo Tosti
Prefazione di Ilan Pappé
Con interventi di Susan Abulhawa e Chris Hedges
Traduzione dall’arabo di Nabil Bey Salameh
Traduzione dall’inglese di Ginevra Bompiani ed Enrico Terrinoni

La poesia come atto di resistenza. La forza delle parole come tentativo di salvezza. È questo il senso più profondo delle trentadue poesie di autori palestinesi raccolte in questo volume, in gran parte scritte a Gaza dopo il 7 ottobre 2023, nella tragedia della guerra in Palestina, in condizioni di estrema precarietà: poco prima di essere uccisi dai bombardamenti, come ultima preghiera o testamento poetico (Abu Nada, Alareer), mentre si è costretti ad abbandonare la propria casa per fuggire (al-Ghazali), oppure da una tenda, in un campo profughi dove si muore di freddo e di bombe (Elqedra). Come evidenzia lo storico israeliano Ilan Pappé nella prefazione, «scrivere poesia durante un genocidio dimostra ancora una volta il ruolo cruciale che la poesia svolge nella resistenza e nella resilienza palestinesi. La consapevolezza con cui questi giovani poeti affrontano la possibilità di morire ogni ora eguaglia la loro umanità, che rimane intatta anche se circondati da una carneficina e da una distruzione di inimmaginabile portata». Queste poesie, osserva Pappé, «sono a volte dirette, altre volte metaforiche, estremamente concise o leggermente tortuose, ma è impossibile non cogliere il grido di protesta per la vita e la rassegnazione alla morte, inscritte in una cartografia disastrosa che Israele ha tracciato sul terreno». «Ma questa raccolta non è solo un lamento», nota il traduttore Nabil Bey Salameh. «È un invito a vedere, a sentire, a vivere. Le poesie qui tradotte portano con sé il suono delle strade di Gaza, il fruscio delle foglie che resistono al vento, il pianto dei bambini e il canto degli ulivi. Sono una testimonianza di vita, un atto di amore verso una terra che non smette di sognare la libertà. In un mondo che spesso preferisce voltare lo sguardo, queste poesie si ergono come fari, illuminando ciò che rimane nascosto». Perché la scrittura, come ricordava Edward Said, è «l’ultima resistenza che abbiamo contro le pratiche disumane e le ingiustizie che sfigurano la storia dell’umanità».
Il libro è anche un’iniziativa concreta di solidarietà verso la popolazione palestinese. Per ogni copia venduta Fazi Editore donerà 5 euro a EMERGENCY per le sue attività di assistenza sanitaria nella Striscia di Gaza.
https://youtu.be/nwaL8jXE2uw

Curata da Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini e Leonardo Tosti, questa raccolta propone una selezione di poesie di dieci autori palestinesi: Hend Joudah, Ni’ma Hassan, Yousef Elqedra, Ali Abukhattab, Dareen Tatour, Marwan Makhoul, Yahya Ashour, Heba Abu Nada (uccisa nell’ottobre 2023), Haidar al-Ghazali e Refaat Alareer (ucciso nel dicembre 2023). Il volume è arricchito da una prefazione dello storico israeliano Ilan Pappé e da due interventi firmati dalla scrittrice Susan Abulhawa, autrice del romanzo bestseller Ogni mattina a Jenin, e dal giornalista premio Pulitzer Chris Hedges, ex corrispondente di «The New York Times» da Gaza.


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Francesco Marangi "Angeli di sale"03 Apr 202500:27:19
Francesco Marangi
"Angeli di sale"
Polidoro Editore
www.alessandropolidoroeditore.it

Siamo in un paese della costa ligure, tra gli ulivi e il mare. Pietro, maggiore di tre fratelli, torna nella sua casa natale per far visita al padre malato. Il suo ritorno apre una voragine che rimescola il tempo, lo inghiotte, lo dilata e rende i fratelli mere apparenze al cospetto del passato. Le voci dei protagonisti si confondono e si contraddicono e il paesaggio si deforma. Ogni cosa rimane trasfigurata dentro ricordi tragici che non si è in grado di raccontare con chiarezza, se non con la crudeltà di un’allucinazione dolorosa.
Riemergono vecchi rancori, promesse, l’abbandono della madre, le violenze, l’amore di Pietro per Maria, la vicina di casa che insieme al fratello Enrico era loro compagna di giochi fin dall’infanzia. E poi la decisione di Pietro di andare lontano per non tornare più. Il vento, il mare, l’estate di ombre urlanti; ogni cosa è rumorosa. Nel frattempo, un segreto viperino progredisce con il peso mitologico di un’annunciata dannazione. Spetterà a Pietro – specie di addolorato e indemoniato Ulisse –, ricondurre tutto al principio risolutivo degli eventi.
Francesco Marangi ci consegna un esordio sperimentale, di adulta poeticità, che si affaccia a Mentre morivo di William Faulkner, al romanzo oscuro La fornace di Thomas Bernhard, fino a  ricavare dalla mitologica poesia di Wallace Stevens  la delicatezza della carne senza mai divorarla.

Francesco Marangi è nato a Genova nel 1998 e risiede a Varazze. Sta per conseguire la laurea triennale in Scrittura e Contemporary Humanities presso la Scuola Holden di Torino. Ha svolto vari lavori, nelle serre come aiuto bracciante e sulle spiagge come bagnino. Ha partecipato altre due volte al Premio Calvino con i romanzi Delirio in rosso e L’artista violento. Nel 2020 è arrivato nella cinquina finalista del Premio Raduga con il racconto Il bunker.

Angeli di sale è il quarto titolo della collana Interzona


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Alessandro Orlandi "Poesie per Maia" Raniero Gnoli03 Apr 202500:20:28
Alessandro Orlandi
"Poesie per Maia"
Raniero Gnoli
La Lepre Edizioni
www.lalepreedizioni.it


Ogni vero poeta, questo l’assunto da cui muove Raniero Gnoli, è ispirato dal Genius dei Latini e dal Daimon dei Greci. Le sue liriche, quindi, non dovrebbero essere ascritte a un individuo particolare, perché provengono da un luogo della coscienza situato al di là del tempo e dello spazio, dove abita un solo, unico Poeta. Anche la Musa a cui le poesie si rivolgono non è una donna particolare, ma lo stesso Eterno Femminino, una Dama “sempre giovane e bellissima” attraverso i secoli, da cui ogni amore e ogni poesia traggono ispirazione. Così la prosa disincantata e venata di sottile ironia di Gnoli ci guida in un viaggio attraverso la poesia nei secoli, in cui si alternano le opere di molti autori – da Petrarca ad Ariosto, da Metastasio a Carducci, da D’Annunzio all’Abate Parini, da Leopardi a Capuana, da Dante a Trilussa, da Gozzano a Guerrini, allo stesso Raniero Gnoli – tutte da attribuire idealmente a uno stesso Poeta. La Dama oggetto delle liriche ha ora sembianze nobili, ora vili, è ora evocata dall’entusiasmo, ora dalla disillusione, ora da uno slancio vitale, ora dal “dolce di morir desio”, è sfuggente come il riflesso della luna sulla superficie di un lago e cambia forma come le figure di un caleidoscopio. E attraverso ogni sua metamorfosi assolve sempre al suo compito fondamentale: ispirare il Poeta.



Raniero Gnoli (Roma, 1930) antichista, orientalista, indologo, è uno dei massimi studiosi delle correnti filosofico-religiose indiane. Allievo di Giuseppe Tucci e Mario Praz, docente di indologia presso La Sapienza dal 1964 al 2000, è stato il primo a tradurre in una lingua occidentale alcuni fondamentali testi in sanscrito, tra i quali il Tantrasāra e il Tantrāloka di Abhinavagupta, e il commento alla Bhagavadgītā di Abhinavagupta. Ha anche tradotto le Madhyamaka Kārikā di Nāgārjuna, le Spandakārikāā di Vasugupta con il commento di Kallaṭa, la Jātakamālā di Ārya Śūra (1964), il Paramārthasaṇgraha di Nāropā. A Gnoli si deve anche il volume Marmora romana (La Nave di Teseo, 2019), importantissimo studio sui marmi e sulle pietre nel mondo antico, e sul loro reimpiego in età successive. Per la Lepre Edizioni ha curato Considerazioni sull’assoluto di Abhinavagupta (2016).


Alessandro Orlani, è nato a Roma nel 1953. Laureato in matematica, ha un master in museologia scientifica, ha lavorato per il C.N.R. e ha insegnato matematica e fisica nelle scuole superiori. È stato per vent’anni curatore dell’ex Museo Kircheriano a Roma. Nel 2007 ha fondato la casa editrice La Lepre Edizioni. Da sempre interessato alla storia delle religioni, al simbolismo e alla Tradizione ermetica, ha pubblicato La Fonte e il Cuore – Cristianesimo e Iniziazione con Alberto Camici, (Appunti di Viaggio 1998); Le Sette teste del Drago, favola alchemica ispirata ai Misteri di Mitra (Irradiazioni, 2007 La Lepre 2015); L’Oro di Saturno (Mimesis, 2010); Dioniso nei frammenti dello specchio (Irradiazioni, 2003, La Lepre 2015) è stato pubblicato anche in Francia (Dionysos dans les éclats du miroir, Mimesis France 2013).




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Enrica Aragona "Danza mortale"03 Apr 202500:14:13
Enrica Aragona
"Danza mortale"
Newton Compton Editori
www.newtoncompton.com

Roma. La piccola Emma, nipote del defunto magnate della ristorazione Saverio Brandani, viene rapita 
in un pomeriggio 
di fine maggio. Non ci sono tracce, non ci sono indizi: l’unica certezza della commissaria Nadia Montecorvo, che conduce le indagini, è che la bambina sia stata sequestrata davanti alla scuola di danza che frequentava. Questo particolare risveglia in Carmine Piscopo, il capo di Nadia, il ricordo di Anguilla, il “killer delle ballerine” attivo oltre trent’anni prima. A dispetto delle teorie di Piscopo, le indagini di Nadia si concentrano però sulla cerchia della famiglia Brandani e sul personale di servizio in casa e presso i loro ristoranti. Emergono legami torbidi tra i protagonisti della vicenda e tutto fa pensare a un sequestro a scopo di estorsione fino a quando, otto giorni dopo la scomparsa, il cadavere della bambina viene ritrovato sulle sponde del Tevere, sotto Ponte Marconi: Emma indossa un costume da ballerina di flamenco. Le indagini su Anguilla, archiviate trent’anni prima per insufficienza di prove, vengono riaperte. I due casi sono davvero collegati o si tratta di un depistaggio? Nadia Montecorvo riuscirà a districare la rete di menzogne e inganni che è stata tessuta e dare un volto all’assassino di Emma?

Enrica Aragona
È nata a Roma nel 1978. Lavora nell’industria farmaceutica, ma la passione per la scrittura la accompagna da sempre. Con la Newton Compton ha pubblicato A Roma si muore da soli e Danza mortale.

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