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TitlePub. DateDuration
Ep. 207 - Zoharan Mamdani e il difficile piano economico per New York06 Nov 202500:08:26
La puntata analizza nel dettaglio il programma economico del nuovo sindaco di New York, Zohran Mamdani, diventato simbolo di una svolta progressista dopo la vittoria dei democratici a New York, in Virginia e nel New Jersey. Mentre Donald Trump reagisce con attacchi e sarcasmo, emerge il nodo centrale: le proposte di Mamdani, assistenza all’infanzia universale, case a prezzi accessibili, aumento delle tasse sui più ricchi e trasporti gratuiti, sono molto popolari tra i cittadini, ma difficili da finanziare. Il piano richiede il sostegno del governo statale e rischia di spingere capitali e imprese fuori dalla città. Si apre così la sfida: New York può davvero diventare il laboratorio progressista d’America o finirà schiacciata tra deficit di bilancio, fuga dei contribuenti e veto dei poteri economici? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 206 - Zohran Mamdani vince a New York: analisi del voto che ha sconfitto Trump05 Nov 202500:08:36
La puntata è dedicata allo sconvolgimento politico avvenuto negli Stati Uniti con l’elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York: 34 anni, primo sindaco musulmano della città, socialista, outsider totale che ha sconfitto l’establishment democratico. La sua vittoria, sostenuta da giovani e movimenti progressisti, arriva in una notte in cui anche altri candidati democratici vincono in Stati chiave come Virginia e New Jersey, segnando la prima vera controffensiva politica al trumpismo dopo mesi di demoralizzazione del partito. Ma questa nuova energia apre anche una sfida interna tra l’ala socialista e quella moderata dei democratici. New York festeggia il cambiamento, ma il partito ora deve decidere quale identità scegliere per il futuro. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 205 - L'omicidio di Rabin e gli accordi mancati04 Nov 202500:08:25
A trent’anni dall’assassinio di Yitzhak Rabin, Israele ricorda l’uomo che provò a firmare la pace. Ma il paese che scende in piazza oggi non è più quello del 1995: è diviso, ferito, polarizzato. La memoria degli Accordi di Oslo convive con un presente segnato dal 7 ottobre, dalla guerra a Gaza e da una leadership politica che allora, con Benjamin Netanyahu, alimentò l’odio contro Rabin e oggi guida il governo. Mentre la tregua con Hamas resta fragile, Israele guarda al suo passato per capire se la pace sia ancora possibile. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 203 - Trump ordina i test nucleari: cosa può accadere04 Nov 202500:07:02
Donald Trump ha annunciato a sorpresa l’intenzione di riprendere i test nucleari americani, fermi dal 1992. Un gesto che riporta a scenari da Guerra Fredda e rischia di riaccendere la corsa agli armamenti. Gli esperti avvertono: se gli Stati Uniti tornano a testare, anche Russia e Cina potrebbero seguirli. Le parole di Trump, giudicate pericolose, fanno temere un nuovo equilibrio nucleare instabile. Buongiorno mondo, partiamo da qui. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 204 - Trump, il Venezuela e la posizione di Putin04 Nov 202500:06:38
Donald Trump agita di nuovo la scena internazionale: ha annunciato che Nicolás Maduro, presidente del Venezuela, “ha le ore contate”. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno spostato la portaerei USS Ford al largo delle coste di Caracas, segnale di un possibile intervento militare. Trump giustifica la mossa con la guerra ai narcotrafficanti e al fentanyl, ma dietro c’è molto di più: la volontà di tornare a esercitare influenza sull’America Latina, ricchissima di minerali strategici per la transizione energetica. Mentre Washington valuta attacchi mirati, Mosca dichiara il suo sostegno a Maduro, trasformando di fatto il Venezuela nella nuova Cuba della crisi globale. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 202 - Trump e Xi: cosa hanno deciso.04 Nov 202500:08:18
Faccia a faccia tra Donald Trump e Xi Jinping dopo mesi di tensioni e dazi incrociati. In questa puntata di Buongiorno Mondo analizziamo cosa è successo davvero nell’incontro tra le due superpotenze: dall’accordo su soia e fentanyl, al nodo strategico delle terre rare, fino alle nuove tensioni legate ai test nucleari annunciati da Washington. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 201 - Israele e la tregua fragile: cosa succede adesso04 Nov 202500:06:42
La tregua tra Israele e Hamas vacilla. A Gaza, nuovi bombardamenti dell’esercito israeliano hanno colpito l’area dell’ospedale di Khan Younis e Rafah, causando oltre 90 morti, molti dei quali bambini. L’escalation è arrivata dopo la diffusione di un video, ripreso da un drone israeliano, che mostrerebbe Hamas inscenare il ritrovamento del corpo di un ostaggio. Israele accusa il gruppo di non voler consegnare gli ultimi 13 corpi previsti dalla fase uno dell’accordo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 199 - Come Israele potrebbe mantenere il controllo di Gaza04 Nov 202500:08:19
Dopo l’annuncio shock dell’annessione della Cisgiordania, arriva la frenata americana. Il vicepresidente J.D. Vance, in visita a Tel Aviv, definisce il voto della Knesset “una stupida provocazione politica”. Donald Trump ribadisce: “L’annessione non ci sarà, ho dato la mia parola ai Paesi arabi.” Ma mentre a Gerusalemme si gioca una partita politica tra Netanyahu e Washington, il futuro di Gaza resta sospeso. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 200 - La Russia e la Chernobyl volante: il messaggio agli Usa04 Nov 202500:07:37
La puntata si apre con la visita di Viktor Orbán in Italia e le sue dichiarazioni contro Donald Trump sul rapporto con Putin, creando imbarazzo nel governo italiano. Intanto, il confronto tra Stati Uniti e Russia si riaccende: Vladimir Putin annuncia il test del missile nucleare Burevestnik, capace di eludere i sistemi di difesa occidentali. L’arma viene presentata come risposta strategica allo “scudo missilistico” voluto da Trump. Il gesto arriva in un momento delicato: a febbraio scadrà il trattato New START, l’ultimo grande accordo sul controllo degli armamenti nucleari tra Washington e Mosca. Putin propone di rinnovarlo. Trump dice che potrebbe essere possibile. Ma, sullo sfondo, la guerra in Ucraina continua, i rapporti USA-Russia oscillano tra minacce e apertura, e l’equilibrio globale torna a giocarsi sul filo del nucleare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 198 - Israele vota l'annessione della Cisgiordania: cosa accade ora04 Nov 202500:07:33
A Gaza, 54 corpi non identificati vengono sepolti nella sabbia di Deir al-Balah, mentre continua lo scambio di resti tra Israele e Hamas. A un’ora e mezza di distanza, a Gerusalemme, la Knesset approva in prima lettura la legge per l’annessione della Cisgiordania: un passo che cancellerebbe ogni prospettiva di nascita di uno Stato palestinese. Protagonisti di questa giornata drammatica: il deputato ultrareligioso Avi Maoz, autore della legge; Benjamin Netanyahu, che tenta di frenare la sua stessa maggioranza; e il vicepresidente americano J.D. Vance, in visita a Israele mentre Donald Trump cerca di salvare la sua “pace eterna” nel Medio Oriente. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 197 - Trump e l'incontro sfumato con Putin22 Oct 202500:06:29
Per Donald Trump doveva essere la guerra più facile da risolvere: una stretta di mano con Vladimir Putin e la pace in Ucraina sarebbe arrivata “in 24 ore”. Invece, sette giorni dopo aver promesso un incontro a Budapest, la Casa Bianca annuncia che il presidente americano non vuole più vedere il leader russo: “È solo una perdita di tempo.” Dietro le quinte, telefonate, contraddizioni e nervi tesi: Trump propone a Zelensky di cedere il Donbass, poi si rimangia tutto; minaccia di inviare missili a lungo raggio a Kiev, poi blocca la fornitura. Mosca accusa Washington di ipocrisia, rifiuta ogni ipotesi di cessate il fuoco e intensifica i bombardamenti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 196 - Trump e la pace a tutti i costi in Medio Oriente20 Oct 202500:06:44
A soli sette giorni dalla firma dell’accordo di pace, il cessate il fuoco tra Israele e Hamas sembra già incrinarsi. La tensione risale: bombardamenti su Rafah, 44 morti, accuse incrociate su chi abbia rotto per primo la tregua. Sul fronte diplomatico, Jared Kushner e Steve Witkoff, gli architetti dell’intesa, anticipano il loro arrivo in Israele per tentare di salvare l’accordo. Ma nel Paese cresce la disinformazione: immagini censurate, propaganda, un popolo ancora prigioniero del trauma del 7 ottobre. E mentre Benjamin Netanyahu ribattezza il conflitto “la guerra della rinascita”, Donald Trump cerca disperatamente di evitare che la sua “pace eterna” diventi l’ennesimo fallimento americano in Medio Oriente. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 195 - Israele, guerra tra bande dentro Gaza17 Oct 202500:06:40
Mentre Israele attende che la tregua diventi pace, dentro Gaza esplode un nuovo fronte. In queste ore miliziani di Hamas hanno giustiziato pubblicamente otto uomini accusati di collaborare con Israele. È il segno di una lotta interna feroce: fazioni rivali, vendette, regolamenti di conti che riemergono dopo due anni di conflitto. Da Tel Aviv, dove la pace è accolta con scetticismo e paura, il racconto di una Striscia fuori controllo: tra famiglie rivali come i Doghmosh, nuovi gruppi armati nati nel caos, alcuni perfino sostenuti da Israele, e la popolazione palestinese intrappolata in un limbo di macerie, rabbia e sospetto. La guerra, forse, non è finita. È solo cambiata forma. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 194 - Trump, Israele e il non accordo per la pace a Gaza14 Oct 202500:07:05
Da Tel Aviv, nella piazza degli ostaggi, il giorno dopo la liberazione. Lacrime, applausi, bandiere ma anche una domanda che aleggia tra la folla: “È davvero finita?” Donald Trump parla alla Knesset e si prende il merito della “pace eterna”, tra battute a Netanyahu e promesse di prosperità per il Medio Oriente. Ma dietro la retorica, restano nodi irrisolti: gli ostaggi ancora da restituire, il futuro del governo israeliano, una Gaza distrutta e senza piano di ricostruzione. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.193 Israele e l'accordo fragile: ecco chi lo ha ottenuto10 Oct 202500:06:38
Dopo l’entusiasmo per la tregua, in Israele si celebra un uomo che non è Benjamin Netanyahu: Donald Trump. Le bandiere americane sventolano in piazza, e dietro l’accordo di pace c’è la regia silenziosa di Jared Kushner e Steve Witkoff, due immobiliaristi con un telefono sempre acceso tra Miami, Tel Aviv e il Cairo. In questa puntata raccontiamo come la diplomazia parallela di Trump abbia riportato le parti al tavolo. E mentre il governo israeliano balla sull’orlo della crisi, con Ben Gvir pronto a far saltare tutto e Netanyahu che valuta se usare la pace per rilanciarsi alle urne, la domanda è una sola: quanto durerà “la pace eterna”? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 192 - Israele e Palestina, il giorno della Pace che interroga tutti09 Oct 202500:05:15
Da Tel Aviv, nel cuore della piazza degli ostaggi, raccontiamo il primo spiraglio di pace dopo 733 giorni di guerra. Israele festeggia, Gaza scende in strada: lacrime, abbracci, balli. Con le voci della piazza e l’incontro con lo scrittore Etgar Keret, riflettiamo su cosa significhi davvero “dopo”: il destino degli ostaggi, la coscienza di un Paese, la necessità di un cambiamento politico su entrambi i fronti. Un invito, per tutti, a immaginare un mondo oltre la green line. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 191 - Israele prigioniero del 7 ottobre07 Oct 202500:06:02
È il 7 ottobre, due anni esatti dal pogrom di Hamas. Da Israele, un racconto immersivo tra Tel Aviv, Gerusalemme e la Striscia di Gaza. Nel giorno della commemorazione, le bombe non si fermano. Dalla voce di Yuval, sopravvissuta al Nova Party, al padre di un ostaggio che continua a chiedere libertà sotto la casa di Benjamin Netanyahu, emerge un Paese ferito e sospeso, dove “pace” è una parola sussurrata e il 7 ottobre è ancora oggi. Sul fronte opposto, a Gaza e in Cisgiordania, la popolazione vive nell’isolamento, sotto i colpi dei F-35 israeliani e le incursioni dei coloni, tra disperazione e sfiducia verso Hamas e l’Autorità Palestinese. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 190 - Hamas e Israele: il fragile processo di pace06 Oct 202500:06:17
Da Tel Aviv, nel cuore delle proteste sotto la casa di Benjamin Netanyahu, un racconto dal vivo dell’attesa che attraversa Israele e Gaza. Mentre al vertice di Sharm el-Sheikh Hamas, Israele e gli Stati Uniti cercano di chiudere un accordo di pace, il Paese resta diviso tra chi invoca la fine della guerra e chi teme un nuovo fallimento. Sul tavolo ci sono i nodi centrali: il rilascio degli ostaggi, il ritiro dell’IDF, la demilitarizzazione di Gaza e il futuro della Striscia. Tra dichiarazioni contraddittorie e un fragile piano firmato Trump, il destino di decine di vite e di un conflitto infinito si gioca in queste ore. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 189 - L’impresa della Global Sumud Flotilla02 Oct 202500:06:07
Per la prima volta, una nave civile, la Mikeno della Global Sumud Flotilla, è riuscita a rompere il blocco navale israeliano e arrivare di fronte a Gaza. BuongiornoMondo, partiamo da qui. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 188 - Piano per Gaza: Tutti i punti critici30 Sep 202500:09:35
Donald Trump e Benjamin Netanyahu presentano all’ONU un piano in 20 punti per Gaza: rilascio ostaggi, ritiro graduale israeliano, aiuti ONU e un comitato tecnocratico palestinese sotto la supervisione di un nuovo “Consiglio per la Pace”. Ma restano i nodi: chi sceglierà i membri del governo di Gaza? Quale sarà il mandato della forza internazionale di sicurezza? E soprattutto, quando Israele si ritirerà davvero? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 187 - Russia: reclutamento di massa. Europa in allerta29 Sep 202500:07:07
Droni russi su Polonia e Romania, aeroporti scandinavi chiusi, jet intercettati sopra i cieli estoni: l’Europa vive un crescendo di provocazioni militari che non si vedeva dalla Guerra Fredda. Intanto emergono dei dati allarmanti: Mosca avrebbe arruolato oltre 300mila nuovi soldati, una riserva strategica senza precedenti. BuongiornoMondo, partiamo da qui. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 186 - Il Pentagono convoca i generali di tutto il mondo. Mosca: Se sparate è guerra26 Sep 202500:06:33
Una mossa senza precedenti scuote il Pentagono: il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha convocato d’urgenza 800 generali e ammiragli statunitensi in Virginia, senza spiegare il motivo. Tra le ipotesi più accreditate: un maxi-rimpasto ai vertici militari con il licenziamento del 20% dei generali. Una decisione che genera malumori e perplessità sulla sicurezza nazionale. Intanto la tensione con Mosca cresce: jet russi intercettati vicino all’Alaska e ai confini baltici della NATO, mentre l’ambasciatore di Putin in Francia avverte: «Se la NATO abbatte i nostri aerei, sarà guerra». Donald Trump risponde con due parole che pesano come macigni: «Se necessario». Il segretario generale Mark Rutte si allinea alla posizione americana, ma Germania e Italia frenano: non bisogna cadere nella trappola dell’escalation voluta dal Cremlino. Un equilibrio precario che rischia di cambiare le regole di ingaggio in cielo e avvicinare l’Occidente a un confronto diretto con la Russia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 185 - Meloni attacca Israele. Global Sumud Flottila in pericolo25 Sep 202500:08:34
Alla tribuna delle Nazioni Unite Giorgia Meloni rompe gli indugi: sì, la reazione israeliana al 7 ottobre era legittima, ma non può diventare sproporzionata né impedire la nascita di uno Stato palestinese. Parole nette, che trovano eco nell’intervento del ministro della Difesa Crosetto: l’Italia non muove guerra, ma tutela i propri cittadini e la Global Sumud Flottila, bersaglio di armi non letali — e non solo — nelle ultime ore. Mentre l’Italia manda la fregata Fasan nel Mediterraneo, gli Stati Uniti restano spiazzati dall’ennesima giravolta di Donald Trump: da Zelensky che “deve cedere territori” a un’Ucraina che “può riconquistare tutto”. Il New York Times parla di confusione strategica e di consiglieri colti di sorpresa. Intanto, tra incursioni di droni russi e voli provocatori di Mig sull’Estonia, la NATO e gli USA accelerano sullo sviluppo di UAV a basso costo: servono alternative rapide ai missili milionari. I droni Shahed iraniani, diventati l’arma chiave di Mosca, hanno già cambiato le regole del gioco. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 184 - Trump alle Nazioni Unite e la svolta con l'Ucraina24 Sep 202500:07:56
Dalle scale mobili rotte alle dichiarazioni incendiarie: l’intervento di Donald Trump alle Nazioni Unite è stato un fiume in piena. Tra negazionismo climatico, insulti a leader musulmani, accuse all’ONU di “creare problemi invece di risolverli” e persino aneddoti da immobiliarista, il presidente americano ha monopolizzato l’attenzione. Poi l’improvvisa svolta sull’Ucraina: dopo settimane di aperture a Putin e richieste di compromesso a Zelensky, Trump ha dichiarato che “gli aerei russi nello spazio NATO vanno abbattuti”. Una giravolta che spiazza analisti e alleati, subito ridimensionata dal segretario di Stato Marco Rubio, che insiste sulla via diplomatica. Mentre i russi continuano a bombardare e l’Europa teme l’escalation, resta l’incognita centrale: Trump è davvero disposto a difendere l’Alleanza Atlantica, o lascia gli europei soli di fronte a Putin? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 183 - Perché il riconoscimento dello Stato palestinese non basta23 Sep 202500:09:15
Dalle Nazioni Unite arriva la svolta: la Francia, seguita da altri paesi, riconosce ufficialmente lo Stato palestinese. Un gesto politico forte, che però si scontra con la realtà sul campo: Gaza devastata da due anni di guerra, insediamenti israeliani sempre più radicati in Cisgiordania e un processo di pace fermo dai tempi degli accordi di Oslo. Ripercorriamo trent’anni di tentativi falliti — dall’Intifada agli anni di Obama, fino al dominio della destra messianica israeliana. Con una Palestina divisa tra Fatah e Hamas, e Netanyahu che nega apertamente ogni prospettiva, il riconoscimento simbolico non basta: la domanda resta la stessa di sempre. Lo Stato palestinese nascerà mai davvero? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 182 - Funerali Kirk, Trump e la svolta mistica degli USA22 Sep 202500:07:49
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Ep. 181 - USA: Trump e la libertà di stampa a rischio19 Sep 202500:07:20
Mentre Donald Trump viene accolto dalla Corona nel Regno Unito e rinnova le accuse a Putin (“mi ha davvero deluso”), in Ucraina la guerra continua con bombardamenti e numeri drammatici. Ma la notizia che scuote l’America riguarda la libertà di parola: Jimmy Kimmel licenziato da ABC dopo le minacce del presidente, che ha ventilato la revoca delle licenze televisive alle emittenti critiche. Il caso apre un fronte delicatissimo: fino a che punto l’amministrazione può spingersi contro media e oppositori senza minare la democrazia? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 180 - Israele e il racconto di Netanyahu: parte l’operazione su Gaza city16 Sep 202500:07:58
Benjamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio si presentano fianco a fianco: carri armati israeliani entrano a Gaza City, mentre il premier ribadisce che l’obiettivo è “annientare Hamas”. Ma Axios smentisce la sua versione sull’attacco di Doha: Netanyahu avrebbe informato Trump un’ora prima, non agito in autonomia. Intanto, a Tel Aviv, Netanyahu parla di un Israele che deve diventare “Sparta e Atene insieme”, accusando le minoranze musulmane in Europa e i media finanziati dal Qatar e dalla Cina di condizionare l’opinione pubblica contro lo Stato ebraico. Parole che spaventano il mondo economico israeliano: oltre 200 CEO denunciano il rischio di “crollo politico ed economico senza precedenti”. Sul campo, Gaza City vive una nuova notte di fuoco: grattacieli colpiti, quartieri devastati, ospedali travolti dai feriti. I residenti parlano di “una notte pesante”, mentre cresce la pressione internazionale e Rubio cerca di mantenere aperti i canali con il Qatar. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 179 - La Nato alza le difese contro la Russia: come la guerra sta cambiando15 Sep 202500:08:48
L’Europa vive giorni di tensione senza precedenti. Dopo gli sconfinamenti in Polonia e Romania, Bruxelles accusa Mosca di “escalation sconsiderata”, mentre il segretario generale della NATO, Mark Rutte, annuncia la missione Sentinella Est e valuta una no-fly zone sul confine orientale. Ma Donald Trump, che aveva promesso di chiudere la guerra in 24 ore, oggi si limita a dire: “Dovrò parlare con loro, perché si odiano a vicenda”. Intanto il conflitto cambia volto. La Russia produce fino a 30.000 droni all’anno, lanciandoli in sciami e con nuove tecnologie per colpire infrastrutture, città e civili. Un’arma che demoralizza e terrorizza la popolazione, trasformando le notti ucraine in incubi continui. Nel 2025 sono già stati lanciati oltre 34.000 droni, nove volte più che l’anno scorso. L’Europa corre ai ripari, finanziando la produzione di droni in Ucraina, ma il rischio di escalation resta. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 178 - La Russia testa l'Alleanza: falliscono le difese Nato12 Sep 202500:07:44
Le incursioni di droni russi in Polonia rivelano le fragilità dell’Alleanza Atlantica. Solo quattro velivoli abbattuti, molti precipitati da soli, uno arrivato a 300 km dentro Varsavia: per Repubblica il test sulle difese NATO è fallito. Il Wall Street Journal sottolinea che il fianco orientale è scoperto, indebolito dal trasferimento di sistemi all’Ucraina. Mosca mette alla prova la coesione degli alleati, che promettono unità ma restano divisi su come rafforzare la protezione. E mentre l’Europa alza la voce, Donald Trump risponde con distacco, lasciando dubbi sul ruolo americano. Per il New York Times, la Casa Bianca ha perso un’occasione per mostrare fermezza, alimentando la percezione che gli Stati Uniti stiano scaricando sull’Europa il peso della difesa. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 177 - Russia e Nato: l'avvertimento di Putin all'Europa11 Sep 202500:07:44
Nella notte tra il 9 e il 10 settembre i radar polacchi hanno registrato 19 incursioni di droni provenienti dalla Bielorussia. Varsavia parla di minaccia senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale e invoca l’articolo 4 del Trattato NATO. Donald Tusk chiede più difese, intelligence e monitoraggio alleati, mentre Trump reagisce con un messaggio ambiguo che divide l’opinione pubblica americana. Per il New York Times, i droni sullo spazio aereo polacco sono un segnale diretto di Vladimir Putin: un avvertimento all’Europa e allo stesso Trump, mentre la guerra in Ucraina rischia di estendersi. Mosca nega di aver colpito obiettivi in Polonia, Minsk minimizza parlando di “errori di rotta”, ma l’Europa è già entrata in una fase nuova del conflitto. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 176 - Israele, ecco perché l'attacco a Doha mette fine al dialogo10 Sep 202500:06:37
Un attacco aereo israeliano ha colpito la capitale del Qatar, Doha, prendendo di mira i vertici di Hamas riuniti per discutere la bozza di tregua proposta da Donald Trump. L’operazione, giustificata da Netanyahu come risposta all’attentato di Gerusalemme, viene condannata da Doha e dai paesi europei come violazione del diritto internazionale. Il Qatar annuncia il ritiro dai colloqui. Trump, intanto, prende le distanze dall’attacco: “Decisione di Netanyahu, non mia”. Ma il sospetto che Washington fosse al corrente rimane forte. Con la rottura di un canale cruciale, si riaccendono le tensioni sulla possibilità di un cessate il fuoco e cresce lo scontro politico anche dentro Israele, dove lo stesso capo di stato maggiore dell’IDF aveva messo in guardia contro la fine prematura delle trattative sugli ostaggi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 175 - Israele, l'attentato a Gerusalemme cambia tutto09 Sep 202500:06:07
Due uomini armati aprono il fuoco su un autobus a Gerusalemme Est: sei morti e decine di feriti. L’attacco, compiuto da “lupi solitari” con pistole artigianali, riporta alla memoria la seconda intifada e diventa subito il pretesto politico per Benjamin Netanyahu e l’ultradestra israeliana. Mentre Bezalel Smotrich invoca lo smantellamento dell’Autorità Palestinese, Netanyahu annuncia una nuova manovra di terra su Gaza City: "Avete poco tempo per fuggire". A Gaza, centomila persone restano intrappolate senza via di fuga, mentre il ministro della Difesa Katz minaccia: "Un uragano si abbatterà sulla città". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.174 - Trump impone ultimatum ad Hamas: la posizione d'Israele.08 Sep 202500:06:30
Donald Trump ha lanciato via social un “ultimo avvertimento” ad Hamas, affermando che Israele avrebbe accettato la sua proposta di tregua. L’iniziativa, elaborata insieme al suo inviato Steve Witkoff, prevede il rilascio degli ostaggi in cambio di prigionieri palestinesi e la fine delle operazioni a Gaza City. Hamas si dice disponibile a negoziare, ma chiede la fine della guerra, il ritiro israeliano e una nuova gestione indipendente della Striscia. Netanyahu, invece, ribadisce che accetterà solo un accordo globale: liberazione di tutti gli ostaggi, disarmo di Hamas e controllo della sicurezza a Israele. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 173 - Medio Oriente, Intervista a Enrico Mentana.07 Sep 202500:32:20
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Ep. 172 - I volenterosi pronti a inviare truppe in Ucraina: ecco cosa prevede il piano05 Sep 202500:06:28
Dal vertice di Parigi della “coalizione dei volenterosi” emerge un piano dettagliato per la sicurezza dell’Ucraina: truppe pronte a intervenire in caso di cessate il fuoco, monitoraggio satellitare e forze di pace sotto guida ONU. Macron insiste sul ruolo europeo, mentre Meloni conferma che l’Italia non manderà soldati in Ucraina ma sosterrà missioni esterne. Trump, collegato in videoconferenza, si propone come mediatore con Putin, ma annuncia la fine del programma americano di addestramento per gli eserciti dell’Europa orientale, chiedendo agli alleati di aumentare la spesa militare. Il piano divide l’Europa: alcuni paesi sono pronti al dispiegamento immediato, altri frenano per vincoli politici interni. Sullo sfondo, la minaccia di Putin: “Se ci sono truppe, saranno obiettivi legittimi”. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 171 - Attacco Hacker: la Cina ha rubato per anni i dati delle potenze Occidentali04 Sep 202500:07:33
Mentre il mondo osservava la grandiosa parata militare in Cina con Xi Jinping, Vladimir Putin e Kim Jong Un, emergono dettagli inquietanti: il New York Times rivela il massiccio attacco informatico cinese Salt Typhoon, durato anni e mirato a reti elettriche, telecomunicazioni e infrastrutture globali, inclusi USA, Europa e Italia. I dati rubati potrebbero dare a Pechino un potere senza precedenti. E tra scienza e fantascienza, una conversazione tra Xi e Putin fa discutere: biotecnologia, trapianti di organi e ipotetica immortalità, con Putin interessato personalmente all’allungamento della vita umana. Sul fronte europeo, Macron e Zelensky cercano di rafforzare la coalizione degli alleati di Kiev, ma la guerra in Ucraina non mostra segnali di rallentamento. In Medio Oriente, Israele avanza su Gaza City tra proteste di massa, con Netanyahu che critica duramente i manifestanti mentre il conflitto continua senza sosta. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 170 - Russia e guerra ibrida con l'Europa: Putin sempre più vicino alla Cina02 Sep 202500:07:52
Un atterraggio d’emergenza per Ursula von der Leyen accende l’allarme cyber-guerra in Europa: interferenze russe avrebbero sabotato il GPS del suo aereo, costringendo i piloti a tornare alle mappe cartacee. Bruxelles minimizza, ma dietro le quinte la parola è una sola: guerra tecnologica. Intanto, Putin rialza la testa. Al vertice di Shanghai stringe mani, accusa l’Occidente e trova nell’abbraccio di Xi Jinping e Modi una nuova legittimità internazionale. Sullo sfondo, una Cina attraversata dal fervore nazionalista e un’Europa che prova a reagire: a Parigi si discute di truppe occidentali per Kiev, mentre Zelensky cerca garanzie concrete. E in Medio Oriente, Gaza continua a sanguinare. Nonostante la paura di ritorsioni, un gruppo di insegnanti israeliani rompe il silenzio con un messaggio forte: “Un bambino è un bambino. Fermiamo questa guerra.” Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 169 - Il piano di Trump per Gaza, Israele prevede l'annessione della Cisgiordania01 Sep 202500:06:27
Il Washington Post svela un documento che potrebbe cambiare il Medio Oriente per sempre: il piano post-guerra di Donald Trump per Gaza. Una proposta da 38 pagine che immagina l’enclave trasformata in un hub turistico e tecnologico sotto amministrazione statunitense per almeno dieci anni, con il trasferimento di oltre due milioni di abitanti. Intanto, Israele valuta l’annessione unilaterale della Cisgiordania, mentre in Cina si riuniscono Putin, Modi e altri leader al vertice SCO, il forum che Xi Jinping vuole usare per sfidare l’ordine globale guidato dagli Stati Uniti. Un mondo che si ridisegna, tra piani segreti, mosse geopolitiche e alleanze inedite. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 168 - Tutti alla corte di Xi, la Cina pronta a cambiare gli assetti globali29 Aug 202500:06:54
Dalla Cina a Gaza, passando per la geopolitica mondiale. Oggi partiamo da Pechino, dove Xi Jinping prepara la grande Parata della Vittoria e il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. Il messaggio è chiaro: il Sud Globale non è più la maggioranza silenziosa e la Cina vuole riscrivere le regole del gioco internazionale. Poi ci spostiamo in Medio Oriente, dove la crisi umanitaria a Gaza peggiora di ora in ora. Niente più pause umanitarie, quasi 63 mila vittime e un conflitto che Netanyahu promette di chiudere presto, mentre Trump resta l’unico attore in grado di fare davvero la differenza. Ma Hamas non è sparito: le sue capacità militari sono ridotte, ma continua a operare in modalità guerriglia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 167 - Svelato il piano europeo per l'Ucraina: truppe e armi della Nato a Kiev28 Aug 202500:08:27
Questa notte l’Ucraina è stata colpita da una nuova ondata di droni: otto vittime, tra cui un bambino, e decine di feriti. Mentre i soccorritori scavano tra le macerie, il Financial Times rivela un piano per il futuro del Paese: una zona demilitarizzata, forze di peacekeeping e un ruolo cruciale degli USA. Mosca però respinge l’idea, e Peskov attacca la NATO. In Israele cresce la tensione: proteste di massa a Tel Aviv per la liberazione degli ostaggi, accuse a Netanyahu e un governo che sembra più concentrato sui banchetti che sulla guerra. E sullo sfondo, Donald Trump, che da Washington manda messaggi a Israele sul dopo-Gaza. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 166 - Trump: torna il ministero della guerra27 Aug 202500:06:42
Donald Trump propone di rinominare il Dipartimento della Difesa in “Dipartimento di Guerra” e spinge per l’estensione della pena di morte a Washington D.C., mentre l’attenzione internazionale si concentra sulla Casa Bianca e sulle sue dichiarazioni contro Zelensky e Lavrov. Steve Witkoff aggiorna sugli sviluppi tra Israele e Hamas, compreso il possibile cessate il fuoco e lo scambio di prigionieri. E Netanyahu? Parole dure e una strategia militare che accende le proteste a Tel Aviv, con migliaia di cittadini in piazza per chiedere la liberazione degli ostaggi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 165 - Il fallimento di Donald Trump in Medio Oriente: ennesima strage di giornalisti26 Aug 202500:07:29
Un'altra giornata di sangue da aggiungere al triste computo della guerra a Gaza. Il bombardamento sull’ospedale Nasser, avvenuto lunedì 25 agosto in diretta televisiva, ha ucciso giornalisti, medici, pazienti e soccorritori, e ha aperto nuove ferite in un conflitto che sembra non avere fine. Netanyahu ha già commentato l'accaduto, indicandolo come un errore e rammaricandosi per la morte dei giornalisti coinvolti. La situazione è sempre più complessa: le famiglie degli ostaggi di Hamas chiedono la liberazione immediata degli ostaggi, influencers americani pubblicano video in cui smentiscono la carestia che sta colpendo l'inerme popolo palestinese e Trump dagli USA continua a dire e poi smentire come tra giravolte e contraddizioni. Cosa c'è da aspettarsi ancora? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 164 - Gaza, Israele assume influencer: ecco perché è propaganda25 Aug 202500:08:40
Xaviaer DuRousseau, influencer repubblicano con oltre un milione di follower, è stato tra i dieci americani entrati nella Striscia di Gaza scortati dall’esercito israeliano. La sua presenza si inserisce in un’operazione finanziata dal Ministero degli Esteri israeliano per rafforzare, attraverso figure vicine al movimento MAGA, il sostegno internazionale alla linea di Benjamin Netanyahu. Mentre Israele accusa le ONG di non distribuire gli aiuti, le Nazioni Unite denunciano che oltre mezzo milione di persone a Gaza soffrono di carestia e che i bambini malnutriti sono in aumento vertiginoso. Dietro la propaganda e le campagne social resta una realtà fatta di pacchi alimentari bloccati, famiglie costrette a saltare i pasti e un sistema di aiuti ostacolato dall’esercito israeliano. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 163 - Incontro Putin - Trump: i cinque punti concordati.14 Aug 202500:07:52
Ieri una videoconferenza tra leader europei, Zelensky e il presidente USA ha preparato il terreno per l’incontro di venerdì tra Russia e Stati Uniti. Zelensky, dopo un colloquio con il cancelliere tedesco Merz, ha annunciato cinque principi condivisi: negoziati trilaterali (Usa-Russia-Ucraina), cessate il fuoco durante i colloqui, no al veto russo su UE/NATO, garanzie militari per Kiev e mantenimento delle sanzioni. Possibile incontro a tre in una città europea, ma il percorso resta incerto. Intanto, a Gaza, la tensione interna in Israele cresce: il generale Eyal Zamir rifiuta la proposta di Netanyahu di controllare Gaza City, scontrandosi con alti funzionari. L’esercito israeliano nega la carestia, ma giornali e ONG denunciano una grave crisi alimentare aggravata dalla chiusura agli aiuti umanitari dal 2 marzo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 162 - Gli alleati europei chiedono garanzie a Trump: temono Putin13 Aug 202500:06:19
In vista dell’incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin, il cancelliere Merz convoca una videochiamata urgente con tutti i leader europei per scongiurare un accordo sfavorevole a Kiev. L’Europa teme concessioni territoriali e un ritiro del sostegno americano, mentre Zelensky resta fermo sul no a scambi di terre. Intanto, i mercati russi festeggiano e gli oligarchi intravedono la possibilità di un allentamento delle sanzioni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 161 - Trump e l'inganno di Putin: tutte le insidie dell'incontro12 Aug 202500:09:11
Donald Trump si prepara all’incontro in Alaska con Vladimir Putin, fissando aspettative minime e lasciando fuori Zelensky, nonostante le pressioni europee. Nessuna garanzia per Kiev, mentre cresce il timore che il vertice diventi un’occasione per Mosca di guadagnare tempo. Sullo sfondo, la guerra a Gaza: l’esercito israeliano avanza, ma aumentano le perdite, il malcontento interno e gli attacchi alla stampa. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 160 Incontro Putin - Trump: l'Alaska al centro della diplomazia11 Aug 202500:07:21
La politica estera rimane la protagonista dell'estate italiana su due fronti principali: in Alaska si prepara l'incontro del 15 agosto tra Donald Trump e Vladimir Putin per discutere del conflitto in Ucraina, ma ci sono ancora tante incognite in ballo: ci sarà anche Zelensky per negoziare i termini dell'accordo? E comunque, che ne sarà della cessione di territori di cui tanto si parla? Intanto Netanyahu prepara l'occupazione di Gaza, ma non è la prima volta che il governo di Tel Aviv fa un annuncio simile. Tra proteste interne ed esterne, si arriverà davvero a una soluzione? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 159 - Guerra in Ucraina: i dubbi sulla tattica di Trump contro Mosca15 Jul 202500:08:00
Dopo l’incontro con il segretario della NATO, Mark Rutte, Donald Trump annuncia un piano per armare l’Ucraina, affidando il compito alle nazioni europee. Minaccia inoltre dazi contro i Paesi che continuano a commerciare con Mosca, Cina inclusa. Una mossa che potrebbe aprire un nuovo fronte con Pechino e far salire i prezzi del petrolio. Restano però molti dubbi: troppe giravolte, troppe promesse disattese. Intanto, in Medio Oriente, Netanyahu torna dagli Stati Uniti senza un accordo sugli ostaggi e cerca di bilanciare le pressioni americane con la propria sopravvivenza politica. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 158- Trump: Putin vuole conquistare tutto. Invio di missili in Ucraina14 Jul 202500:06:50
Donald Trump è insofferente nei confronti di Vladimir Putin. Il Presidente USA, secondo l’agenzia di stampa americana Axios, è pronto a varare un nuovo piano per armare l’Ucraina, ipotizzando l'invio di armi offensive. Intanto, scrive a Bruxelles minacciando dazi: ora l’Europa deve decidere come rispondere. Linea dura o accomodante? In gioco ci sono i rapporti con la Casa Bianca, ma anche la tenuta dell’economia globale. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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