Bentornati a una nuova puntata de “La psico della scuola”, la seconda della collana “Navigare l’adolescenza”. Oggi proveremo davvero a immergerci nell’universo adolescenziale che per molti adulti appare come un mistero indecifrabile o un enigma spesso confinato in stereotipi e casi di cronaca. Ci accorgeremo che, per quanto ci appaiano silenti, in realtà stanno lanciando un grido fortissimo.
In questa puntata, ribaltiamo la prospettiva classica. Non parleremo degli adolescenti come se fossero un oggetto di studio lontano, ma partiremo dalle loro voci, raccolte nell’Atlante dell’Infanzia (a rischio) 2025 di Save the Children, intitolato significativamente “Senza Filtri: Voci di adolescenze”. Il loro appello è chiaro e diretto: “Non parlate di noi senza di noi”.
Cosa scopriremo oggi
Insieme esploreremo cinque verità essenziali e spesso controintuitive che ogni genitore, insegnante o educatore dovrebbe conoscere per comprendere davvero i ragazzi di oggi:
* perché “adolescente” non significa “problematico”, ma rappresenta un processo vitale di crescita e nutrimento
* come la musica trap e rap sia diventata un “porto franco” per navigare il dolore interiore
* iperconnessione solitaria, il ripiegamento sociale e le nuove solitudini post-pandemia
* scuola come sfida, la gestione dell’ansia e della performance e, sì, la richiesta unanime del mondo adolescenziale della presenza dello psicologo a scuola
* impegno politico, disillusione dai partiti e della politica mainstream, ma attivi nella lotta peri temi caldi che costruiranno il loro futuro
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