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Explorez tous les épisodes du podcast ITALIANO BELLO • Storie in italiano

Plongez dans la liste complète des épisodes de ITALIANO BELLO • Storie in italiano. Chaque épisode est catalogué accompagné de descriptions détaillées, ce qui facilite la recherche et l'exploration de sujets spécifiques. Suivez tous les épisodes de votre podcast préféré et ne manquez aucun contenu pertinent.

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🐣 Il pulcino pasquale (A1) 16 Mar 202400:03:21

Un pulcino vive in una fattoria. Tutti i suoi fratelli e le sue sorelle sognano di diventare galli e galline, ma lui è diverso. Da quando la mamma gli ha raccontato la storia del coniglio pasquale, lui vuole diventare come lui. Vuole diventare il coniglio pasquale.

Ma per un pulcino è molto difficile diventare un coniglio. Allora chiede aiuto alla sua mamma. 

«Mamma, come posso diventare il coniglio pasquale?»

«Devi dipingere le uova!» risponde lei. E gli dà un po’ delle sue uova bianche. Il pulcino le dipinge con i colori dell’arcobaleno e le mette in un cestino.

Ma dipingere le uova non è abbastanza. Allora va dai suoi fratelli e dalle sue sorelle.

«Miei cari fratelli e sorelle, come posso diventare il coniglio pasquale?» chiede il pulcino.

«Ti servono due orecchie lunghe!» dice uno.

«E una coda piccola e morbida!» dice un altro.

Il pulcino prende un po’ di cotone, crea una coda piccola e  morbida, poi disegna su un foglio due orecchie lunghe e le attacca a una fascia.

Ma ancora non è abbastanza. Allora va dal suo amico gatto.

«Gatto, come posso diventare il coniglio pasquale?»

«Perché non lo chiedi direttamente a lui?» risponde il gatto. «Domani è Pasqua!»

All’alba, il pulcino prende il suo cestino con le uova, indossa la coda e le orecchie e si mette alla ricerca del coniglio pasquale. Ha un solo modo per trovarlo: seguire le uova colorate! 

Una è dietro a un albero. Un’altra è nascosta nell’erba alta. Alcune sono vicino al recinto.

All’improvviso, il pulcino sbatte la testa contro qualcosa.

«Buongiorno» dice una voce.

Il pulcino alza la testa. È proprio lui, il coniglio pasquale!

«Finalmente ti ho trovato!» esclama felice il pulcino. «Dimmi, ti prego, come posso diventare come te? Vorrei tanto diventare un coniglio pasquale!»

«Perché vuoi essere come me?»

«Per nascondere le uova e fare felici i bambini!»

Il coniglio vede il cestino con le uova colorate. Vede la coda di cotone e le orecchie di carta.

«Non devi essere un coniglio per farlo. Tu sei un pulcino, e sei perfetto così. Guarda che belle uova che hai realizzato! Vieni con me, le nascondiamo insieme.»

E da quel giorno, ogni Pasqua, il coniglio pasquale nasconde le uova insieme al suo nuovo amico, il pulcino pasquale.

🎅 La renna Scooter e il lavoro ideale (A2)03 Dec 202300:08:01

Quando pensiamo alle renne di Babbo Natale, ci vengono in mente le nove renne più famose: Ballerina, Cometa, Cupido, Donato, Donnola, Freccia, Fulmine, Saltarello e Rudolph. In pochi però conoscono la storia della renna Scooter. 
Scooter non era la renna più veloce, ma era sempre costante, proprio come un piccolo scooter. Un giorno però la sua magia si era esaurita. Beh, aveva lavorato per Babbo Natale per tantissimi anni. Adesso era anziano e doveva andare in pensione.
Così ha dato la triste notizia ai suoi colleghi: «Miei cari amici, sono anziano e non ho più magia. Sono diventato una comune renna! Purtroppo, non posso più lavorare con voi. Ma adesso cosa farò? Mi annoierò se non lavoro!»

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🇮🇹🇩🇪 IT-DE: La renna Scooter e il lavoro ideale

🇮🇹🇬🇧 IT-EN: La renna Scooter e il lavoro ideale⁠

PINOCCHIO 🇮🇹 (A1/A2) cap. 1-315 Sep 202200:09:24

C’era una volta…
«Un re!» pensano sicuramente i piccoli lettori. No, c’era una volta un pezzo di legno. Ma non legno di grande qualità; un pezzo di legno semplice, come quelli che si mettono nel camino...

Dal libro "Pinocchio" per principianti (A1/A2) di Bello Books, con tanti esercizi. Leggi e ascolta la storia di Pinocchio! Qui trovi il libro: LIBRO DI PINOCCHIO

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🇩🇪 Lies die Geschichte von Pinocchio auf Italienisch! Das Buch ist für Anfänger geeignet und enthält viele Übungen. Verfügbar sowohl als Taschenbuch als auch als PDF: Zum Pinocchio-Buch

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A2 • Il gatto Franz e l'elfo di Natale14 Dec 202000:11:05

Seconda domenica di Avvento, Polo Nord.

Quest’anno è tutto diverso. Mancano solo tre settimane a Natale e Babbo Natale ha improvvisamente deciso che porterà i regali non solo ai bambini, ma anche agli animali domestici.
Questo annuncio ha gettato nel caos il reparto logistico del laboratorio di Natale. Gli elfi non se ne intendono per niente di regali per animali domestici, per questo il capo degli elfi manda subito alcuni di loro in giro per il mondo per raccogliere idee regalo. E così Lothar, l’elfo responsabile dei regali per gatti, e i suoi colleghi si mettono in viaggio.

Intanto, in Baviera.

È una sera fredda e senza vento. Franz e Sissi sono rimasti sul divano accanto al camino tutto il giorno. Ma ora è sera ed escono. Franz miagola allegramente ed è molto agitato. Adora le passeggiate.
«Sissi, facciamo un giro per i giardini dei vicini e vediamo se c'è del cibo per gatti sulle terrazze.»
Ma Sissi alza gli occhi al cielo e sparisce nei campi che si trovano vicino alla loro casa.
Allora Franz fa il giro dei giardini da solo. Trova del cibo in due posti diversi ed è molto felice. Alla fine si siede soddisfatto ai margini del campo, guarda la luna e inizia a pulirsi.

All’improvviso sente un rumore. Che cos’è? Rizza le orecchie. Qualcuno si lamenta? Sì sì, sembra proprio così… e il rumore diventa sempre più forte! Franz osserva il campo con l’orzo invernale. Forse qualcuno ha bisogno di aiuto!
Poi vede le spighe muoversi e subito dopo appare Sissi. Ma che cos’ha in bocca?
Ma quello non è mica…? Oddio, Sissi ha catturato un elfo!
Sì sì, Franz ne è sicuro, li ha visti spesso nei film di Natale in TV.
«Sissi, che cosa fai? Lascia subito andare l’elfo!»
Sissi lo appoggia a terra, ma lo blocca con una zampa affinché non scappi.
L’elfo inizia subito a lamentarsi dicendo qualcosa di una missione importante per Babbo Natale con la sua vocina stridula, ma Sissi lo ignora.
«Sissi, non senti quello che sta dicendo l’elfo? Sembra importante, ti prego, lascialo!» dice Franz.
«Sei completamente uscito di senno?» esclama Sissi arrabbiato. «Sai quanto sono deliziosi gli elfi? Beh, anch’io non lo so, ma ha un profumo delizioso. Non me lo lascerò scappare, non ora che ne ho finalmente catturato uno!»

Nel frattempo l’elfo è svenuto e Franz è disperato. La missione per Babbo Natale è sicuramente importante! Pensa in fretta a una soluzione e alla fine gli viene un’idea.
«Sissi, senti, dammi mezz’ora e ti porto qualcosa che è ancora più delizioso dell’elfo.»
Sissi lo guarda con aria scettica. «Venti minuti» dice infine.
E con questo la discussione per Sissi è finita, si sdraia sull’elfo e si addormenta.

Franz deve sbrigarsi. Corre tra le spighe e cerca qualcosa. Qualche giorno prima, mentre scavava, aveva trovato un pezzo di metallo rotondo, che poi aveva lasciato lì da qualche parte. Franz cerca con attenzione e alla fine lo trova. È una moneta molto antica, sembra d’argento, sopra ci sono dei numeri, un uomo con un elmo e delle strane scritte. La afferra e poi corre verso il Confine Magico.
Il Confine Magico è una linea invisibile che segna la fine del suo territorio. Franz non è mai stato oltre il confine… Ogni abitante lì ha un cane, l’odore là gli fa paura e non ci andrebbe mai volontariamente.

Ma stasera è tutto diverso.

.....

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A2 • Il cane Rocky e la magia del Natale12 Dec 202000:06:48

È una mattina molto fredda di dicembre e Padroncina ed io facciamo una lunga e bellissima passeggiata nel bosco. Ci sono tanti odori interessanti: odore di altri cani, di cinghiali, di topi, di cervi... Ma poi sento un odore che non conosco e lo seguo. Sono un cane molto curioso!

Padroncina urla il mio nome. Di solito sono un cane ubbidiente, ma l‘odore è davvero interessante! Attraverso un cespuglio e poi mi fermo, perché trovo qualcosa... Sembra un cervo, ma non è esattamente un cervo. È una renna.

La renna trema e sembra molto stanca. 
«Ciao! Tutto bene? Hai bisogno di aiuto?», poi mi presento: «Mi chiamo Rocky, abito qui vicino.»
«Piacere, io sono Fiocco. Sì, sto abbastanza bene, grazie. Io… io volevo solo aiutare Babbo Natale…» 
«Che cosa? Conosci Babbo Natale?» gli chiedo emozionato. 
«Sì, certo! Vengo dal Polo Nord.» 
«Caspita! E perché sei qui? Che cosa è successo?»
«Volevo trainare la slitta come le grandi renne... Ma Babbo Natale ha detto che sono ancora troppo piccolo. Devo aspettare l‘anno prossimo, quando sarò grande e forte. Ma io mi sono nascosto sulla slitta. Stamattina Babbo Natale è partito per l’Italia per andare a trovare la Befana, la sua amica strega. Purtroppo c‘era molto vento, la slitta si muoveva a destra e a sinistra… e alla fine sono caduto in questo cespuglio.» 
«Ma no, mi dispiace! Ti sei fatto male?» 
«Sto bene, grazie. Solo la gamba mi fa un po’ male... Ho anche molto freddo… e molta fame.» 
«Vieni con me, ti porto a casa. Lì puoi mangiare qualcosa, scaldarti e riposarti. Poi troviamo un modo per farti tornare a casa.»

E così torno da Padroncina insieme a Fiocco. Lei è molto stupita, ma poi vede che Fiocco zoppica e andiamo a casa tutti insieme.
Una vera renna di Babbo Natale a casa nostra! penso emozionato.
Padroncina dà a Fiocco alcune carote e una bella coperta calda. Mentre Fiocco si riposa, penso a come farlo tornare a casa, al Polo Nord. I suoi genitori gli mancano sicuramente... 
«Non hai un modo per chiamare Babbo Natale?» gli chiedo. 
«Sì, certo, ma posso chiamarlo solo il 24 dicembre. Guarda: questa piccola campanella sul mio collare è una campanella speciale. Alla Vigilia di Natale diventa una campanella magica. Quel giorno posso chiamare Babbo Natale. La mia mamma la chiama la Magia del Natale. Ma fino al 24 che cosa faccio?» chiede lui triste. Oggi è il 20 dicembre.
«Non preoccuparti, puoi restare da noi fino alla Vigilia! Poi chiami Babbo Natale e lui ti riporta a casa.» 
«Davvero? Grazie, sei molto gentile!» 
La sua gamba è guarita, così facciamo tante passeggiate insieme, giochiamo, guardiamo la TV e alla fine siamo diventati veri amici.

Arriva la Vigilia di Natale e io sono molto emozionato di incontrare Babbo Natale. 
«Fiocco, adesso chiami Babbo Natale?» gli chiedo impaziente. 
«Sì, ci provo!» 
Fiocco pensa molto intensamente alla sua casa e chiama Babbo Natale con il pensiero. 
«Guarda, la campanella splende!» 
Fiocco ed io guardiamo affascinati la campanella. Ma dopo pochi secondi si spegne. Aspettiamo e aspettiamo... ma non succede niente. Allora Fiocco ed io facciamo un pisolino. All‘improvviso ci svegliamo perché sentiamo un rumore forte sul tetto. Capiamo subito: è arrivato Babbo Natale! Padroncina sta facendo la doccia e non ha sentito niente.

......

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A2 • La storia di Rudolph12 Dec 202000:06:38

In un paese lontano lontano nel freddo Nord, dove la neve è più bianca e le notti più lunghe, c’è un piccolo villaggio di renne. Alcune di queste aiutano Babbo Natale a distribuire i doni in tutte le case. Amano giocare con la neve, correre, saltare. Lassù, insieme ai suoi genitori, vive il piccolo Rudolph.Tutte le renne hanno un nasino marroncino e lucido, Rudolph è diverso: il suo naso è grande e rosso, brilla di giorno, è luminoso di notte! Ogni volta che Rudolph si sente in imbarazzo diventa ancora più rosso!
Rudolph è una renna molto buona e il suo sogno più grande è trainare la slitta di Babbo Natale, per rendere felici tutti i bambini, ma con il suo grosso naso rosso ha paura di non essere adatto.
Il povero Rudolph a volte cerca di nascondere il suo naso, coprendolo di fango, ma dopo poco il fango si sgretola, e viene scoperto. Le altre renne lo prendono sempre in giro: «Il naso di Rudolph è proprio uno spettacolo! Sembra una lampadina! Rosso come una rapa!»
Così Rudolph non gioca mai con loro, si nasconde, resta sempre da solo e spesso piange. È felice solo nella sua casetta, in compagnia di mamma e papà, che lo incoraggiano e lo aiutano. Grazie a loro Rudolph spera sempre che le cose vadano meglio.

La sera della Vigilia, nel villaggio di renne scende una grigia e pesante nebbia. Rudolph la osserva stupito, è così fitta che si riesce a vedere solo il suo naso luminoso! Nel Polo Nord, anche Babbo Natale sembra molto preoccupato per il brutto tempo. Non ci sono né stelle né luna a guidare la sua slitta nel buio.
Sarà difficile passare attraverso la nebbia, pensa Babbo Natale, dobbiamo volare piano e basso per non perderci.
Così chiama a sé le sue otto renne preferite: Fulmine, Ballerina, Donnola e Freccia, Cometa, Cupido, Saltarello e Donato!
«Guardate la nebbia, è molto fitta, dobbiamo stare attenti questa notte! Venite presto, o non faremo in tempo a consegnare i regali!»
Le renne subito si preparano davanti alla slitta, Babbo Natale carica gli ultimi regali e in pochi minuti la slitta si alza in volo. Babbo Natale e le renne cercano di seguire le poche luci che vedono, ma rischiano di perdersi ogni passo sempre di più.
Quella sera Rudolph è da solo nella sua cameretta e si prepara a ricevere il suo regalo di Natale, mettendo un calzino ai piedi del suo letto. Si mette sotto le coperte sperando di vedere un giorno il suo sogno avverarsi.
La slitta di Babbo Natale vaga persa nella nebbia, le otto renne ormai sono stanche di correre senza meta e il povero Babbo Natale non sa proprio dove andare. Ad un certo punto però, intravede qualcosa di luminoso, poco lontano. Decide di avvicinarsi e vede una casetta piccola piccola, dove da una finestrella esce una bella luce rossa. Chissà che cosa sarà!

Babbo Natale entra nella casetta per vedere da dove proviene quella bella luce rossa. Apre la porta della cameretta e trova Rudolph che ronfa sereno. Babbo Natale lo guarda stupito e subito ha una grande idea, la migliore idea mai avuta! Sveglia piano il piccolo Rudolph e gli chiede se, con il suo grande naso rosso, può aiutarlo a trovare la strada per consegnare in tempo i regali dei bambini.
«La notte ormai è quasi finita e bisogna sbrigarsi!» esclama preoccupato.

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Leggi la storia completa, la traduzione inglese/tedesco e guarda i video della storia su italiano-bello.com.

@ Una storia di Coccole Sonore

A1 • Un (a)tipico Natale06 Dec 202000:10:55

È la Vigilia di Natale. È sera, fa freddo e nevica. Ma in casa c‘è un‘atmosfera calda e allegra. Il camino è acceso e c‘è musica di Natale. In salotto c‘è un bellissimo albero di Natale e un grande presepio. Dalla cucina arriva un profumo delizioso.

La casa è piena di persone. C‘è tutta la famiglia: Padroncina, la sua mamma e il suo papà, suo fratello e la sua fidanzata, i nonni, gli zii e anche i cugini. Sono seduti a tavola e cenano. Ma non è una semplice cena: è il cenone della Vigilia di Natale. Questa è forse la cena più importante dell‘anno!

In realtà, questa non è proprio tutta la famiglia: è la famiglia materna. Domani ci incontriamo con la famiglia paterna per il tipico pranzo di Natale. E a Santo Stefano pranziamo con alcuni amici. Eh sì, a Natale si mangia sempre tanto!
«Facciamo un brindisi!» dice il papà e alza il bicchiere di spumante.
Tutti alzano il bicchiere e dicono: «Cin cin!», «Buon Natale!», «Auguri!»

Come da tradizione, il cenone è a base di pesce. Hanno scelto ricette tradizionali, ma anche semplici da preparare. Di antipasto c‘è il salmone, di primo spaghetti alle vongole e di secondo pesce al forno.
Cody ed io siamo sotto il tavolo e aspettiamo. Padroncina ogni tanto ci dà un pezzo di pesce o di pane... ma dopo un po‘ vado a giocare con la palla con i cugini più piccoli. È divertente!
«Mamma mia, sono piena!» dice Padroncina alla fine.
«Tutto buonissimo, brava Francy!» dice zio Claudio alla mamma di Padroncina.
«Davvero delizioso! Mi devi dare la ricetta del pesce al forno» dice zia Kerstin, la zia tedesca.
Alla fine arriva il dolce: panettone e pandoro, i dolci tradizionali di Natale.

La nonna si siede sul divano e accende la TV. Su Italia 1 c‘è il classico film della Vigilia di Natale che va in onda ogni anno, Una poltrona per due. Altri giocano a carte. Giocano a scopa, il gioco preferito del nonno. Anche se il nonno ogni volta si arrabbia... Ma non giocano a carte a lungo, perché il papà di Padroncina inizia a distribuire le schede con i numeri per giocare a tombola! È un gioco di fortuna simile al bingo e tutti, ma soprattutto i cugini più piccoli, sperano di fare tombola per vincere il regalo più grande e più bello. Ma quest‘anno è il fratello di Padroncina che per primo ha coperto tutti i suoi numeri!
«Tombola!» urla felice sventolando la scheda. Che fortuna!
«Oh no! Mi mancavano solo due numeri!» si lamenta Padroncina.

Verso mezzanotte tutti escono. Il 24 dicembre molte persone vanno in chiesa e partecipano alla Messa di mezzanotte. Dopo la Messa si incontrano tutti in piazza, bevono il vin brulé e si fanno gli auguri di buon Natale.
Cody ed io restiamo a casa e aspettiamo Padroncina. Ma ho giocato tanto e sono molto stanca. Chiudo gli occhi. zzZZZZ

Mi sveglio. È l‘una e mezza. Padroncina apre la porta ed entra insieme alla sua famiglia. Bentornata, Padroncina! Cody ed io ci alziamo e andiamo da lei. Lei ci saluta e poi si toglie il cappotto, la sciarpa, il cappello, i guanti e gli stivali - fa molto freddo fuori! Poi va in bagno e si lava i denti. Infine si mette il pigiama e va a letto.
«Buona notte Kira, buona notte Cody, sogni d‘oro!» Sogni d‘oro, Padroncina! penso e mi addormento serena.

«Ecciù!»

Mi sveglio di nuovo. Sono le tre. Adesso che succede? Voglio dormire! Ma c‘è qualcuno vicino all‘albero di Natale. Non ci posso credere, è Babbo Natale!
«Cody, svegliati! C‘è Babbo Natale!» abbaio entusiasta.

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A2 • Il gatto Franz e le calze di Natale05 Dec 202000:03:39

Una sera, mentre i suoi umani guardavano un film di Natale su Netflix, il gatto Franz dormiva felice sul divano. All‘improvviso ha sentito qualcosa di molto interessante:
«… poi vi porto i regali, i dolci, ho ho ho!»
Franz si è alzato di scatto: Regali? Dolci? Per me? Adoro i regali!
Ha ascoltato attentamente cosa si diceva nel film e ha scoperto una cosa sorprendente: c‘è un uomo paffuto (come Franz!) con degli strani vestiti rossi che ogni anno porta i regali ai bambini buoni.
Franz ha pensato: Forse anche ai gatti buoni? Ci provo! e ha ascoltato con molta attenzione le istruzioni per ricevere i regali. Gli è sembrato che non fosse troppo difficile: si deve appendere qualche calza al camino e l‘uomo paffuto ci mette dentro i regali.

Quindi Franz ha elaborato un piano. Ha aspettato che gli umani si fossero addormentati e poi è andato a caccia di calze. È andato tutto benissimo. Franz ha trovato quattro belle calze: due con dei gatti - perfette per lui e per il suo amico, il gatto Sissi (è un maschio con un nome da femmina, ma non è colpa sua…), una molto grande - perfetta per il papà che mangia sempre molto, e una con un motivo natalizio per la mamma.
Ma mentre le guardava, ha pensato: La mia calza mi sembra un po‘ piccola. È meglio appenderne un‘altra perché anch‘io mangio sempre molto. Allora è andato a prendere un‘altra calza natalizia. Franz era molto soddisfatto del suo lavoro. Ha appeso tutte le calze al camino e ha aspettato, ma non è arrivato nessuno. Dopotutto non era la notte di Natale, ma Franz non lo sapeva. Lui non ci capisce proprio niente di tempo e date! Per lui ogni giorno è un giorno festivo. Alla fine era così stanco che si è addormentato.

Il giorno seguente la mamma si è alzata e ha cercato le sue calze, ma come mai c‘erano solo calze spaiate nell‘armadio!? È andata in soggiorno per cercare le calze mancanti e ha visto ciò che Franz aveva fatto! Una calza per ciascun membro della sua famiglia - una in più per Franz, tutte appese al camino per Babbo Natale!
La mamma era davvero commossa. Siccome Franz dormiva ancora, lei ha riempito silenziosamente tutte le calze: croccantini per i gatti, cioccolato per il papà e patatine per lei perché non ama i dolci.
Che gioia quando Franz si è svegliato! Era molto felice e anche orgoglioso che il suo piano fosse riuscito e tutto il giorno non ha fatto altro che parlarne: mao mao mao mao!

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A2 • È quasi mezzanotte - prima parte21 Nov 202000:02:52

Prima parte

È quasi mezzanotte.
I vicoli sono già deserti. Qua e là si sentono voci dalle finestre aperte. L’aria è ancora calda e un po’ umida, anche durante la notte. L’estate è durata molto quest’anno. Tra poco l’autunno comincerà e il tempo cambierà.

Però queste cose non sono molto importanti per la giovane donna, che si sta preparando per uscire in segreto. Sistema la sua tunica e si mette le scarpe di cuoio. Spegne la piccola lucerna e apre pian piano la porta di legno grezzo per non fare troppo rumore. Si guarda attorno e, non vedendo nessuno, esce. Le strade sono buie, ma trova la via anche senza luce. Deve sbrigarsi perché non ha molto tempo. Il suo amante, il suo amore segreto, non può aspettare molto. Devono incontrarsi sempre in segreto perché nell’antica Roma è vietato per una donna uscire da sola. Le regole dell’alta società sono molto severe. Normalmente esce di casa con una schiava, ma stanotte vuole essere da sola.

Gira l‘angolo e vede già la casa in lontananza. Si avvicina e bussa alla porta.
Si sente una voce che bisbiglia: «Chi è?»
La donna risponde: «Sono io, amore...»
La porta si apre e due braccia forti la tirano dentro la stanza. Un abbraccio forte tra i due amanti e le frasi «Mi mancavi...», «Finalmente sei arrivata...»
Non hanno molto tempo perché devono tornare a casa prima che la loro assenza venga scoperta. Dopo un paio di abbracci e baci devono lasciare questo luogo segreto. Si baciano un’ultima volta, si scambiano giuramenti d’amore e lasciano il luogo separatamente.

Non sanno ancora quando si vedranno di nuovo. Ma sanno che il loro amore è forte.

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La maledizione delle zucche #530 Oct 202000:02:51

CAPITOLO 5

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Fiona non sapeva bene cosa fare, così iniziò a camminare. Camminò a lungo, cercando di non pensare troppo a quella strana notte. Quasi senza rendersene conto giunse alla piazza dov’era stata la sera prima con Emma. Forse sperava di trovare delle risposte o una spiegazione logica a quello che era successo. Ma il villaggio di Halloween non c’era più. C’era il solito obelisco al centro della piazza e alcune persone che camminavano assorte nei loro pensieri. Ma di bancarelle, zucche o fauni nemmeno l’ombra. Se ne sono andati in fretta, pensò Fiona delusa.

Infine, Fiona tornò a casa e andò da Emma. Stava facendo colazione e le offrì un caffè. Fiona rimase per un po’ in silenzio, poi però decise di parlare del suo strano sogno.

«Emma, ti ricordi la zucca di ieri…» incominciò Fiona.

«La zucca? Intendi il risotto alla zucca? Buonissimo» disse Emma masticando un biscotto.

«No, no, non il risotto, intendo la zucca, quella che ho preso al villaggio di Halloween.»

Emma la guardò come se non capisse di cosa stesse parlando. «Quale villaggio?»

«Ma quello in centro, dove siamo state ieri sera…»

Ma Emma continuava a non capire. «Ieri sera sono venuta a cena da te, e poi abbiamo visto un film» disse, guardando Fiona come se stesse impazzendo.

«Emma, se è uno scherzo, non è divertente. Ieri volevamo guardare un film, ma poi siamo uscite perché tu avevi visto quella locandina…» Fiona iniziava ad arrabbiarsi.

«Senti, non so di cosa tu stia parlando. Forse hai fatto solo un brutto sogno.»
Già. Un brutto sogno. Fiona finì il caffè e se ne andò. Ma allora, che cosa è successo davvero? Ho davvero sognato tutto?

Fiona non lo scoprì mai, ma da quel giorno, ogni volta che vedeva una zucca, sentiva quella risata maligna nella sua testa. Da quel giorno, ogni zucca che vedeva sembrava seguirla con lo sguardo. Da quel giorno, Fiona non mangiò più neanche una zucca.

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La maledizione delle zucche #430 Oct 202000:05:22

 CAPITOLO 4

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Fiona salutò Emma e salì le scale per raggiungere il suo appartamento. Quando aprì la porta, Romeo le corse incontro miagolando. Sembrava molto felice di vederla. Anche Fiona era molto felice di essere finalmente a casa. Andò in cucina e appoggiò la zucca sul tavolo, poi andò in bagno.

Quando tornò in cucina, Romeo era sul tavolo e fissava la zucca. Anzi, le soffiava.

«Romeo, cosa succede?» chiese Fiona osservando prima lui, poi la zucca.

Romeo continuò a miagolare e a rizzare il pelo. Fiona cercò di tranquillizzarlo, poi si avvicinò prudentemente alla zucca e la prese in mano, girandola a destra e a sinistra. Sembrava una zucca normalissima. Ma Romeo non ne sembrava convinto. Forse ha un odore strano? Fiona la annusò, ma non sentì nessun odore particolare. Ma lei non aveva l’olfatto di un gatto. Sì, probabilmente ha solo un odore particolare, per questo Romeo reagisce in modo così strano, pensò Fiona, sebbene una parte di lei non ne fosse tanto sicura.

Prese Romeo e lo portò in salotto, poi si lavò i denti e si mise il pigiama. Ma non aveva sonno, così si sedette sul divano e accese la TV. Dato che era la notte di Halloween, in TV c’erano un sacco di film horror. Ne scelse uno a caso e iniziò a guardarlo, mentre Romeo si appallottolava vicino a lei.

Nel film c’erano dei ragazzi che avevano affittato una baita nel bosco. Niente di originale, pensò Fiona. All’inizio erano tutti allegri e si divertivano. C’era la solita biondina carina che tipicamente muore per prima. Poi arrivò la sera e iniziarono a succedere cose strane. Si sentivano dei rumori, la porta cigolava. La ragazza urlò e sparì. Gli altri ragazzi erano in casa terrorizzati. Poi qualcuno bussò alla porta. Tutti trattennero il fiato. Sentirono dei passi, un’ombra si avvicinò alla finestra. L’ombra ruppe il vetro ed entrò in casa. Era una zucca gigante che sorrideva malignamente.

Adesso anche Fiona si trovava nella casa e iniziò a correre in preda al panico. Doveva scappare, allontanarsi da quella terribile zucca, allontanarsi da quel posto… Uscì dalla casa e corse nel bosco. Correva e correva, ma all’improvviso era circondata da decine di bancarelle, tutte che vendevano zucche. Ma le zucche erano vive e si muovevano verso di lei. Fiona cercò di scappare, ma le zucche erano troppe e ben presto era circondata. Si girò nella speranza di trovare una via di fuga, ma non vide altro che zucche.

Le zucche si avvicinarono sempre di più con atteggiamento minaccioso, diventarono sempre più grandi e i loro occhi erano come pozzi neri senz’anima da cui Fiona non riuscì a distogliere lo sguardo. Tu ci hai mangiate, adesso noi mangiamo te. Ripetevano le zucche in coro e sghignazzavano. Tu ci hai mangiate, adesso noi mangiamo te. E Fiona vide che i loro sorrisi maligni si allargavano e la loro bocca nera si faceva sempre più grande. E le zucche ridevano. Una risata senza gioia. Il buio la stava avvolgendo, presto l’avrebbero inghiottita…

Una luce si fece strada fra le tenebre e la risata si spense. Due occhi rassicuranti, un viso familiare, quel pelo rosso... Romeo? Chiese Fiona stupita. E in quel momento aprì gli occhi.

Si era addormentata sul divano e stava sudando. Romeo la stava fissando con quei suoi occhi verdi. Sul pavimento di fronte al divano c’era la zucca: era rotta in mille pezzi. Romeo, dopo essersi evidentemente assicurato che Fiona stesse bene, iniziò a pulirsi il pelo.

Fiona restò immobile per cinque minuti buoni, fissando Romeo che si faceva la toeletta e i resti della zucca sul tappeto, troppo stordita per riuscire a pensare con chiarezza. Poi si alzò, prese un sacco della spazzatura, raccolse i pezzi di zucca e andò a buttarli nel cassonetto della spazzatura in strada, mentre il sole sorgeva e illuminava le strade di Roma.

La maledizione delle zucche #330 Oct 202000:05:11

CAPITOLO 3

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Rimase lì qualche minuto ad osservare le persone che passavano e le altre bancarelle. Una casetta all’angolo attirò la sua attenzione: era piena di zucche. Finalmente qualcosa che mi piace! pensò Fiona felice e si avvicinò. L’insegna recitava Il tempio delle zucche. In effetti, più che una casetta, sembrava una piccola chiesa. Fuori c’erano molte zucche, tutte con le facce intagliate. Fiona entrò incuriosita e rimase colpita da quello che vide. C’erano tanti piccoli altari decorati con preziosi oggetti dorati e molte candele. Al centro di ogni altare si trovava una bellissima zucca, ognuna con una faccia diversa e lavorata con grande maestria. Sembrava quasi un luogo sacro.

Ma per quanto le piacessero, Fiona non era interessata ad averne una intagliata. In fondo, che cosa se ne faceva? Dopo pochi giorni avrebbe dovuto buttarla via. Però pensò che fosse una buona idea comprarne una da mangiare. Forse vendevano zucche speciali e particolarmente deliziose.

«Posso aiutarti?» disse una voce. Dall’ombra uscì un fauno. Fiona rimase per un attimo a bocca aperta. Il ragazzo aveva i capelli castani e spettinati, le orecchie a punta e il torso nudo (ma non aveva freddo?), ma le sue gambe erano pelose e terminavano con degli zoccoli.

«C-cerco una zucca» balbettò Fiona imbarazzata.

«Allora sei nel posto giusto» commentò lui con un sorriso smagliante. «Che zucca cerchi? Grande o piccola? Sorridente o spaventosa?» chiese indicando le varie zucche.

Più Fiona osservava quelle zucche e più le sembravano… vive. Ebbe addirittura l’impressione che una le fece l’occhiolino. Distolse velocemente lo sguardo.

«Ne cerco una piccola, non intagliata, da mangiare. Avete qualcosa di speciale?»

Il suo sguardo gentile si indurì all’istante, il suo sorriso scomparve. Fiona deglutì intimorita. Ho detto qualcosa di sbagliato?

Senza dire una parola andò nella stanza sul retro e tornò con una zucca non intagliata.

«Ecco, prendi questa» disse porgendole la zucca senza sorridere.

Fiona afferrò la zucca a disagio.

«E-ecco, io… ci ho ripensato, non voglio comprare nessuna zucca…» balbettò Fiona cercando di restituirgli la zucca, ma lui non la voleva.

«Tienila. Portala a casa» disse, poi si voltò per andarsene.

«Aspetta, dove vai? Quanto ti devo?»

«Niente. Offre la casa» rispose lui, e poi scomparve.

Fiona se ne andò in fretta portandosi con sé la zucca e raggiunse la boutique di vestiti, dove Emma la stava aspettando.

«Pensavo volessi uscire a prendere solo un po’ d’aria!» esclamò lei quando la vide. Sembrava arrabbiata e sollevata allo stesso tempo. «Mi stavo preoccupando!»

«Scusami» rispose Fiona. «Ho visto quella casetta laggiù e ho pensato di dare un’occhiata.»

Emma le sorrise. «Nessun problema. Vedo che hai comprato qualcosa.»

«Sì, beh…» comprato non era esattamente corretto, ma non aveva voglia di parlarle di quello strano incontro. «E tu non hai comprato nessun costume?» chiese invece per cambiare discorso. Emma non aveva nessun sacchetto in mano.

«No, alla fine ho pensato che non ne avevo bisogno. E poi erano carissimi» disse scuotendo la testa.

«Bene, andiamo a casa? Si sta facendo tardi e sono un po’ stanca» disse Fiona. In realtà non si sentiva stanca, ma non aveva voglia di rimanere in quel posto un minuto di più. Sembrava che Emma avesse voglia di visitare qualche altra bancarella, ma acconsentì e tornarono a casa.

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La maledizione delle zucche #230 Oct 202000:06:14

CAPITOLO 2

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Fiona e Emma salirono sul tram, poi scesero dopo una quindicina di minuti e fecero un pezzo a piedi. A Fiona piaceva Roma in autunno. Non c’era quell’afa soffocante che c’era in estate e c’era anche meno gente per le strade. Il Colosseo non era molto distante e Fiona vedeva la sua sagoma stagliarsi sopra i tetti degli edifici. Molte vetrine dei negozi avevano decorazioni di Halloween e zucche, scheletri e pipistrelli osservano le due ragazze mentre camminavano a passo veloce sul marciapiede. Il sole era tramontato da un pezzo ed era già molto buio, ma le strade erano illuminate. 

Erano quasi arrivate a Piazza San Giovanni in Laterano e Fiona riusciva a scorgere delle grandi sagome dove prima c’era solo una piazza vuota. All’ingresso della piazza c’era un uomo vestito da scheletro che dava il benvenuto ai visitatori con un sorriso poco rassicurante. Fiona e Emma lo sorpassarono in fretta ed entrarono nel villaggio.

La piazza si era trasformata in un piccolo villaggio di Halloween, con casette e bancarelle di legno scuro. Le vie erano illuminate da tante piccole lanterne a forma di zucca e c’era addirittura un po’ di nebbia che dava al posto un’atmosfera molto spettrale. Fiona e Emma erano davvero colpite da tutti quei dettagli e da come gli organizzatori si fossero impegnati. Quel villaggio di Halloween faceva davvero venire i brividi.
La prima bancarella vendeva dolci dall’aspetto ben poco appetitoso. C’erano dita, orecchie e cervelli accompagnati da strane salse, ragni e insetti su un grande piatto di vetro e occhi che galleggiavano in un grande barattolo.

«Volete assaggiarne uno? Sono zuccherati» disse la vecchia signora indicando un ragno nero. Un po’ titubanti, Fiona e Emma ne assaggiarono uno ciascuno. Erano viscidi e Fiona aveva la sensazione di mangiare un ragno vero, ma zuccherato. Con fatica, deglutì. La signora iniziò a mostrare i suoi prodotti, probabilmente sperando che Fiona e Emma comprassero qualcosa. Ma nessuna delle due aveva intenzione di mangiare un altro di quei ragni, né qualsiasi altra cosa, così ringraziarono gentilmente e si allontanarono. 

C’era davvero di tutto. Una bancarella vendeva articoli per decorare la casa, dalle ragnatele alle bare. Il venditore era travestito da vampiro e sorrise a Fiona mostrandole i suoi lunghi denti. Lui era pallidissimo e i suoi occhi erano rossi. Fiona cercò di non fissarlo troppo.

Un’altra bancarella vendeva strane bevande. Un’insegna recitava Bevande e pozioni per tutti i gusti. Dietro il bancone c’era una giovane strega dai capelli neri. Aveva un mestolo in mano e riempiva dei bicchieri da un grosso pentolone. Nel pentolone c’era un liquido verde scuro in cui nuotava qualcosa che somigliava vagamente a pezzi di animali. Fiona iniziava a pensare che il volantino non scherzasse quando parlava di cibo disgustoso.

Poi camminarono davanti a una casetta. La vetrina mostrava lunghi vestiti da strega, abiti da vampiro e diversi altri costumi.

«Entriamo qui, forse trovo un bel costume per l’anno prossimo!» disse Emma ed entrò senza aspettare una risposta. Fiona la seguì. Perlomeno, una boutique di vestiti era una cosa normale, a differenza delle altre cose che aveva visto finora. In effetti, Fiona si rese conto solo in quel momento che quel villaggio la intimoriva e non vedeva l’ora di andarsene.

[...]

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🇮🇹 Il lupo e i sette capretti (B1) 17 Jul 202200:07:43

🇮🇹 IL LUPO E I SETTE CAPRETTI (B1) 

Fiaba originale dei fratelli Grimm - passato remoto/imperfetto

C'era una volta una vecchia capra che aveva sette capretti e voleva loro bene come ogni mamma vuol bene ai suoi figli.
Un giorno voleva andare nel bosco a prendere da mangiare, allora chiamò i suoi sette capretti e disse loro: «Cari piccoli, io vado nel bosco, state ben attenti al lupo. Se entra vi mangia in un sol boccone, con pelo e tutto. Quel furfante si traveste spesso, ma lo riconoscerete subito dalla sua voce roca e dalle sue zampe nere.»
I capretti dissero: «Mammina cara, faremo attenzione, potete andare tranquilla!»
Allora la capra belò e si mise fiduciosa in cammino.

Non passò molto tempo e qualcuno bussò alla porta dicendo: «Aprite cari piccini, la vostra mamma è tornata con un regalino per ognuno di voi!»
Ma dalla voce roca i capretti capirono che era il lupo.
«Non apriamo», dissero, «tu non sei la nostra mamma, lei ha una voce dolce e delicata, la tua invece è roca; tu sei il lupo.»

Allora il lupo andò da un bottegaio e comprò un bel pezzo di gesso; se lo mangiò e così la sua voce si ammorbidì.
Poi tornò, bussò alla porta e disse: «Aprite cari piccini, la vostra mamma è tornata con un regalino per ognuno di voi!»
Ma il lupo aveva appoggiato la sua zampa nera alla finestra, i capretti la videro e dissero: «No, non apriamo. La nostra mamma non ha le zampe nere come le tue, tu sei il lupo!»
Allora il lupo andò da un fornaio e disse: «Mi sono fatto male ad una zampa, spalmaci sopra dell’impasto.»
E quando il fornaio gli ebbe spalmato la zampa con l’impasto, andò dal mugnaio e gli disse: «Spargimi della farina bianca sulla zampa.»
Il mugnaio pensò: il lupo vuole imbrogliare qualcuno, e si rifiutò; ma il lupo disse: «Se non lo fai, ti mangio!»
Allora il mugnaio ebbe paura e gli imbiancò la zampa. Sì, le persone sono fatte così. E così il furfante andò per la terza volta all'uscio, bussò e disse: «Aprite, piccini, la vostra cara mammina è tornata a casa con un regalino dal bosco per ognuno di voi!»
I capretti dissero: «Prima facci vedere la tua zampa, così sappiamo che sei proprio la nostra mammina.»

Allora il lupo appoggiò la zampa alla finestra, e quando essi videro che era bianca, credettero che quello che diceva fosse tutto vero e aprirono la porta.

Ma fu il lupo ad entrare. I capretti si spaventarono e cercarono di nascondersi. Il primo capretto saltò sotto il tavolo, il secondo nel letto, il terzo dentro la stufa, il quarto in cucina, il quinto nell'armadio, il sesto sotto il catino per l'acqua e il settimo dentro la cassa dell'orologio a muro. Ma il lupo li trovò tutti e non fece complimenti: uno dopo l'altro se li divorò; solo il più piccolo, quello nella cassa dell'orologio, non lo trovò.
Quando il lupo fu ben sazio, trotterellò fuori, si sdraiò sotto un albero sul prato verde e cominciò a dormire.

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La maledizione delle zucche #130 Oct 202000:04:54

CAPITOLO 1

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Era la sera di Halloween e nella cucina di Fiona si sentiva un buon profumo di zucca. Fiona diede un’ultima occhiata alla ricetta, poi prese il cucchiaio di legno e mescolò un’altra volta. È venuto bene, meno male! pensò assaggiandolo. Il risotto è un piatto lombardo e Fiona voleva stupire la sua amica con una ricetta tipica del suo luogo d’origine.

Fiona adorava le zucche. In autunno ne comprava un sacco e poi le cucinava in diversi modi, come primo insieme alla pasta, al riso o in una buona vellutata, oppure come secondo facendole al forno o in forma di polpette. Lo scorso fine settimana aveva preparato una deliziosa torta alla zucca che aveva mangiato insieme ai suoi genitori che erano venuti a trovarla.

Fiona guardò l’orologio. Erano le sette e mezza. Emma dovrebbe arrivare da un momento all’altro, pensò. Avevano deciso di trascorrere un Halloween tranquillo con una buona cena e un film horror.

Infatti dopo pochi minuti suonò il campanello e Fiona andò ad aprire la porta.

«Ciao Emma! Entra» le disse Fiona. Emma e Fiona erano vicine di casa. Abitavano nello stesso appartamento nel centro di Roma, Fiona al terzo piano, Emma al secondo. Per questo Emma non indossava né giacca né sciarpa, sebbene fuori facesse piuttosto freddo. Il gatto di Fiona, Romeo, che fino a quel momento stava dormendo in camera da letto, arrivò di corsa per salutarla.

«Che cosa hai cucinato di buono?» chiese Emma incuriosita seguendo Fiona in cucina. Senza rispondere, Fiona indicò con orgoglio la pentola.

«Un risotto alla zucca!» esclamò Emma meravigliata. «Ottimo, adoro il risotto!»

Fiona sorrise soddisfatta, poi diede un’ultima mescolata e spense il fornello. «Direi che è pronto.»

Emma aiutò Fiona ad apparecchiare, poi si sedettero a tavola e mangiarono il risotto accompagnandolo con un buon vino bianco, che Fiona aveva usato anche per cucinare.

«Hai sentito parlare del villaggio di Halloween?» chiese Emma dopo aver finito di mangiare.

Fiona la guardò stupita. «No, che cos’è?»

«Non saprei, ho visto il volantino oggi pomeriggio.»

Prese il cellulare e le mostrò una foto. Il volantino pubblicizzava il villaggio di Halloween e parlava di bancarelle terrificanti, cibo disgustoso e creature spaventose.

Romeo intanto era saltato sul tavolo e osservava anche lui la foto. Sembrava quasi che stesse leggendo anche lui il volantino.

«Che ne dici se andiamo a dare un’occhiata? Sembra interessante!» propose Emma.

«Perché no! Non è molto distante, con il tram ci mettiamo un quarto d’ora» rispose Fiona, anche se non era del tutto convinta della cosa. Non sapeva perché, ma aveva una strana sensazione.

Così Fiona e Emma sparecchiarono velocemente la tavola, poi Emma andò nel suo appartamento per prendere la giacca e la borsa. Mentre Fiona si preparava per uscire, Romeo la seguiva e miagolava a gran voce. Fiona gli mise dei croccantini nella ciotola e gli fece un po’ di coccole, ma lui non sembrava interessato. Continuava a fissare Fiona con quei suoi grandi occhi verdi.

«Non ti preoccupare, torno presto» gli disse accarezzandolo dietro le orecchie, il suo punto preferito.

Poi uscì dall’appartamento, scese le scale e uscì fuori sulla strada. Emma la stava già aspettando. Fiona si voltò e guardò in alto. Romeo la fissava silenziosamente dalla finestra del terzo piano. Per un attimo, Fiona pensò che Romeo avesse uno sguardo preoccupato.

Che stupidaggine, pensò Fiona scuotendo la testa, poi seguì Emma verso la fermata del tram.

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Kira e Cody e il labirinto della strega #epilogo29 Oct 202000:02:54

EPILOGO (ultimo episodio)

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Ding dong.

«Ah, sono arrivati i primi ospiti!»

È la voce di Padroncina. Apro gli occhi. Dove sono? Dov‘è la strega?

Mi trovo a casa mia, nel mio giardino. Padroncina ha aperto il cancello e sta salutando i suoi amici. È felice e sorridente nel suo costume di Halloween. Mi alzo un po’ confusa. Sembra tutto a posto. Entro in casa e vado in salotto. Non c’è nessuno. I dolci che ha preparato Padroncina sono sul tavolo. Appoggio le zampe sul bordo del tavolo, prendo un biscotto e lo mangio. Non succede niente. È stato tutto un brutto sogno? I ragni, il labirinto, la scuola di magia, la strega…

Ma ora noto una cosa strana. Sul tavolo non ci sono solo i dolci che ha preparato Padroncina, ma molti di più. Il tavolo è pieno di prelibatezze!

In effetti, anche le decorazioni del salotto sono diverse da quelle che ha messo Padroncina. Sono molto più belle e spaventose! Piccoli pipistrelli appesi al muro, zucche illuminate da candele, palloncini rossi e neri, ragni e ragnatele… Mi avvicino a un ragno e lo annuso. È di plastica.

«La strega ha sistemato tutto, come promesso» dice Cody sedendosi di fianco a me. Se anche Cody si ricorda, allora non è stato solo un brutto sogno…

Gli ospiti iniziano a venire in salotto. Tutti ammirano le decorazioni e gustano i dolci. Padroncina parla con tutti e si gode la festa. Sembra avere dimenticato tutto. Forse è meglio così.

Alla fine arriva anche Amicone – in ritardo, ovviamente – e la festa può finalmente iniziare.

Questa volta, senza brutte sorprese.

**FINE** Ti è piaciuta la storia? :)

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Kira e Cody e il labirinto della strega #1029 Oct 202000:03:24

Protagonisti: i cani Kira e Cody  🐶, Padroncina 👩 e Amicone 👨

Episodio 10

Ho sentito bene? Ha detto scuola di magia?

«Questa è la mia scuola di magia per giovani maghi e streghe. Io sono Amelia, la preside della scuola. Lei è la mia assistente Sabrina» dice indicando la ragazza. «Quest’anno per Halloween abbiamo organizzato un labirinto nel giardino della scuola. E questo è il premio per chi arriva per primo al centro» dice indicando il tavolo pieno di dolci.

I due fratelli sembrano soddisfatti. Sono arrivati per primi al centro, quindi hanno vinto. Intanto arrivano anche altri ragazzi, tutti vestiti di nero. E insieme a loro arrivano tanti gatti neri.

«E i ragni?» chiede Amicone.
«Un’idea della mia assistente, una piccola sorpresa finale. Oggi pomeriggio sono andata a prendere gli ultimi ingredienti per crearli» dice la strega, poi mi guarda e mi fa l’occhiolino.

«Quindi è colpa vostra se è pieno di ragni là fuori?» dice Padroncina arrabbiata. «I vostri ragni hanno invaso il paese e rovinato la mia festa!»
«Cosa? Dici sul serio?» dice la strega stupita, quindi tira fuori dalla tasca una piccola sfera di cristallo, dice alcune parole che non capisco e poi guarda attentamente nella sfera.
«Mamma mia!» esclama, poi guarda la sua assistente. «Cos’è successo? Non hai fatto l’incantesimo solo sui nostri dolcetti?»
La ragazza sembra molto preoccupata. «Forse… forse ho sbagliato a dire la formula magica» dice guardandosi le scarpe.
La donna scuote la testa. «Devi fare attenzione quando fai gli incantesimi! Guarda che disastro!»
«Comunque non preoccupatevi» dice poi a noi, «i ragni non sono pericolosi. Sono molto realistici, ma in realtà sono solo delle caramelle gommose. Ora sistemo tutto. E voi dimenticherete tutto quello che è successo.»

«Cosa? Aspetta!» dice Padroncina, ma la donna alza le braccia davanti a sé dice qualcosa in una lingua sconosciuta. L‘aria intorno a noi vibra, carica di energia. Una luce mi avvolge e perdo conoscenza.

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Kira e Cody e il labirinto della strega #927 Oct 202000:02:59

Protagonisti: i cani Kira e Cody  🐶, Padroncina 👩 e Amicone 👨

EPISODIO 9

«Allora, chi siete? Siete nuovi?» chiede di nuovo uno dei ragazzi.
Entrambi i ragazzi hanno i capelli neri, sono alti, magri e pallidi e indossano un lungo mantello nero. Amicone e Padroncina si presentano, poi lui spiega: «Abbiamo sentito urlare, così siamo entrati e poi siamo finiti in questo labirinto. E voi chi siete?»

«Io sono Matteo» dice uno dei due, poi mette un braccio sulle spalle dell’altro ragazzo. «E lui è Mattia, mio fratello. È lui che ha urlato. Ha paura dei lupi mannari. È un fifone!» dice ghignando.
Mattia non risponde, ma osserva i dolci sul tavolo.
«Abbiamo raggiunto il centro del labirinto. Questo deve essere il premio!»
Ma io ho un brutto presentimento e inizio ad abbaiare. Fermo! Non toccarli!

Troppo tardi: Mattia tocca un dolcetto e subito escono alcuni ragni che si arrampicano sulla sua mano. Oh no! Di nuovo i ragni!

Mattia urla spaventato, invece Matteo afferra uno dei ragni e lo osserva attentamente. «Non male come scherzo, Sabrina ha avuto un’ottima idea.»

E poi lo mangia.

«Ma che schifo!» esclama Padroncina disgustata. Matteo sembra trovare le nostre facce disgustate molto divertenti e scoppia a ridere. «Questi non sono ragni veri»
«Sentite, potete spiegarci che cosa sta succedendo? Dove ci troviamo? E chi è Sabrina?» chiede Amicone.

«Ve lo spiego io» dice una voce dietro di noi. Mi giro e vedo una donna pallida con lunghi capelli neri. Insieme a lei c’è una giovane ragazza con una lunga treccia nera. Riconosco subito la donna. È quella che ho visto oggi pomeriggio.

La donna allarga le braccia e dice con aria solenne.
«Benvenuti alla nostra scuola di magia!»

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Kira e Cody e il labirinto della strega #827 Oct 202000:04:06

Protagonisti: i cani Kira e Cody  🐶, Padroncina 👩 e Amicone 👨

EPISODIO 8

«Eccovi, finalmente!» dice Padroncina felice. Anch’io sono molto felice di rivedere Cody e Amicone.
«Dobbiamo uscire di qui» dice, dopo averli abbracciati.
E così ci rimettiamo in cammino. Ma dopo pochi minuti arriviamo a un bivio…

Prendiamo la strada a sinistra. Dopo un po’ notiamo una strana figura in mezzo al sentiero. È un fantasma! È bianco e fluttua a pochi centimetri da terra.

«Se volete passare, dovete risolvere il mio indovinello»
«E qual è il tuo indovinello?»

Ho le ali e so volare, ma non sono un uccello
Ti accompagno in vacanza o nel tuo viaggio d’affari.
Sono veloce, anzi, velocissimo!
Ma spesso il mio viaggio dura una, due, tre, dodici ore!
E adesso dimmi, che cosa sono?

Amicone riflette un attimo, poi dice: «L’aereo!»
«Complimenti, avete risolto l’indovinello. Ora potete proseguire»
«Eccellente!»
Grande Amicone!

Dopo pochi minuti arriviamo a un altro bivio… E adesso dove andiamo? Questa volta andiamo a destra.

Dopo un po‘ notiamo una strana figura in mezzo al sentiero. È un pipistrello! È piccolo e vola di qua e di là.

«Se volete passare, dovete risolvere il mio indovinello»
«E qual è il tuo indovinello?»

Siamo tanti fratelli,
siamo tutti bianchi e piccolini!
Ci piace mangiare, ridere e anche chiacchierare
Ci laviamo due o tre volte al giorno.
E ora dimmi, che cosa siamo?

Amicone riflette un attimo, poi dice: «I denti!»
«Complimenti, avete risolto l’indovinello. Ora potete proseguire»
«Ottimo!»
Bravo Amicone!

«Mamma mia, che labirinto!» esclama Padroncina. «Quanti indovinelli dovremo ancora risolvere?»
«E chissà che cosa succede se diamo la risposta sbagliata…» dice Amicone pensieroso.
Non voglio pensarci… quei mostri non hanno un aspetto amichevole!

Poi vediamo una luce in fondo al sentiero. Felici, corriamo verso la luce e arriviamo a un’ampia radura quadrata circondata da alte siepi. Agli angoli si trovano quattro lampioni. Al centro c’è un tavolo, e sul tavolo ci sono un sacco di dolci.

E lì, di fronte al tavolo, ci sono due ragazzi. Loro ci guardano sorpresi e uno di loro chiede: «E voi chi diavolo siete?»

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Il fantasma del castello di Fénis25 Oct 202000:02:03

Bruno: «Hey Scotty, ma dove siamo? Questo posto mi fa venire i brividi...»
Scotty: «Siamo nelle segrete del castello. Conosci la leggenda?»
Bruno: «No...»

Tanto tempo fa nel castello di Fénis viveva una famiglia felice. Il padrone del castello era un uomo buono che governava saggiamente.
Sua moglie era una donna buona e gentile. Avevano un figlio, un bel bambino educato e amato da tutti.

Ma un giorno la moglie si ammalò e morì.
Il padrone del castello era profondamente addolorato per la morte della moglie, ma dopo un po’ di tempo decise di risposarsi.
Ma la seconda moglie non era buona come la prima.

La seconda moglie aveva già un figlio. Era una donna cattiva e avida di potere e voleva che fosse il proprio figlio ad ottenere tutta l’eredità. Così la matrigna decise di uccidere il figlio del padrone.

Una notte, mentre tutti dormivano, andò nella camera da letto del suo figliastro e lo uccise nel sonno, soffocandolo con le sue stesse mani.
Dopo averlo ucciso, gettò il cadavere del bambino nelle segrete del castello.

Il suo spirito vaga ancora oggi nel castello in cerca di pace...

Fantasma: «'Sera.»
Bruno e Scotty: «Aaahh!»

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A1 • Fantasmi qua e là24 Oct 202000:01:54

È un giorno d’autunno, fuori piove e fa freddo. La mamma di Franz legge sul divano, davanti al camino, e beve un tè caldo. Franz dorme sul divano, vicino a lei. Ma la mamma di Franz dorme sempre troppo poco, per questo è sempre stanca. Infatti, mentre legge, si addormenta.

All‘improvviso si sveglia. È notte fonda ed è molto buio... La mamma di Franz vede una strana figura bianca sopra il tavolo. E un’altra sotto il tavolo! E un‘altra fuori dalla finestra! E ci sono tre figure bianche tra il televisore e l‘armadio!

La mamma di Franz cerca i suoi occhiali - è cieca come una talpa senza gli occhiali. Ah eccoli, dietro il divano! Si mette gli occhiali e subito capisce che cosa sono quelle figure: sono dei fantasmi!

«Benvenuti a casa mia! Non andate via, siete molto carini.» Ma lei è molto stanca e si riaddormenta subito. La mattina, quando si sveglia... I fantasmi non ci sono più. Che peccato!

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A2 • Il gatto Franz e la zucca parlante21 Oct 202000:04:32

C'era una volta una piccola zucca che viveva insieme alle sue compagne in un grande campo di zucche nelle campagne vicino a un paesino. Questa piccola zucca era molto speciale: aveva il dono di parlare!

Purtroppo però non aveva la bocca, per questo poteva solo bisbigliare tra sé e sé. Nessuno la sentiva ed era davvero un peccato, perché era una zucca molto spiritosa.

Il pomeriggio del 31 ottobre il gatto Franz ha deciso di fare una passeggiata proprio in questo campo. Siccome i gatti hanno un ottimo udito, Franz ha sentito che nel campo qualcuno borbottava e si lamentava.

Ha cercato la fonte del rumore e ha trovato subito la piccola zucca. 
«Zucca, c’è qualche problema? Posso aiutarti?» le ha chiesto Franz.
«Non riesco a parlare... perché.. non ho la bocca» ha bisbigliato la zucca con voce flebile.
«Nessun problema, ti aiuto io.»

E Franz si è messo subito al lavoro. Con tutte le sue forze ha dato una spinta alla zucca ed è riuscito a muoverla, poi l’ha fatta rotolare fino alla soglia di casa. Infine ha miagolato forte per chiamare la sua mamma. Dopo qualche minuto lei ha aperto la porta, ha visto la zucca e si è subito entusiasmata. 
«Franz, ma che bella sorpresa, che zucca carina! Intagliamola subito per Halloween.»

Così ha preso la zucca e l’ha portata in cucina. Ha preso un grande coltello e ha tolto la polpa, poi ha intagliato gli occhi, il naso e infine una grande bocca.

Soddisfatta, la mamma ha portato fuori la zucca e l’ha appoggiata sul muretto vicino al cancello. Era già buio, così ha messo dentro una candela: era proprio una bellissima zucca di Halloween!

La zucca era felicissima: adesso aveva la bocca e poteva finalmente parlare. Ha raccontato del campo di zucche, del vecchio contadino, dei corvi neri... Era una gran chiacchierona! Franz era seduto vicino a lei e la ascoltava affascinato.

Poi sono arrivati dei bambini per fare dolcetto o scherzetto. La zucca li ha salutati allegramente e ha chiacchierato con loro. La zucca amava raccontare barzellette, per esempio:
"Un fantasma incontra un altro fantasma e dice: «Non mi sento bene, forse sono malato.» E l’altro risponde: «Lo vedo, amico mio, sei bianco come un lenzuolo!*»"

I bambini hanno riso a crepapelle e si sono divertiti molto. Ma era molto strano, perché solo i bambini e gli animali riuscivano a sentire la zucca, gli adulti invece no. Franz ha provato a dirlo alla mamma: Mamma! La zucca parla! Mao mao mao! ma la mamma non si è accorta di niente.

La voce si è sparsa velocemente e i bambini di tutto il paese sono venuti a fare dolcetto o scherzetto a casa di Franz. La mamma e il papà di Franz erano molto sorpresi e sono dovuti andare a comprare nuovi dolcetti perché erano finiti.

Alla fine erano tutti felici e hanno pensato che è stata una serata davvero straordinaria. Soddisfatto, Franz è andato a dormire sul divano e anche la zucca parlante ha chiuso i suoi occhi, felice di aver parlato per tutta la sera.

*modo di dire = essere bianco come un lenzuolo = essere molto pallido

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Kira e Cody e il labirinto della strega #721 Oct 202000:04:24

Protagonisti: i cani Kira e Cody  🐶, Padroncina 👩 e Amicone 👨

Episodio 7

Prendiamo la strada a sinistra. Camminiamo in silenzio. Dopo un po’ notiamo una strana figura in mezzo al sentiero. È una zucca! La zucca è grande, arancione e ha un sorriso maligno.
«Buona sera, amici» dice la zucca.
«Buona sera» risponde Padroncina.
«Se volete passare, dovete risolvere il mio indovinello.»
«E qual è il tuo indovinello?»

Prima ero piccolo e rotondo,
adesso invece sono liquido e in bottiglia.
A volte sono un tipo dolce
e mi vesto di bianco o di rosso,
E ora dimmi, che cosa sono?

Padroncina riflette un attimo, poi dice: «Il vino!»
«Complimenti, avete risolto l’indovinello. Ora potete proseguire.»
«Evviva!»
Brava Padroncina!

Dopo pochi minuti arriviamo a un altro bivio… E adesso dove andiamo? Questa volta andiamo a destra.

Dopo un po‘ notiamo una strana figura in mezzo al sentiero. È uno zombie! Lo zombie è alto, ha i vestiti rotti ed è pieno di sangue!
«Se volete passare, dovete risolvere il mio indovinello.»
«E qual è il tuo indovinello?»

Sono una parola, ma anche tre
E siete sempre felici quando siete con me!
La prima parola splende nel cielo di notte.
La seconda parola è piccolina, ha solo due lettere!
La terza parola è molto dolce e piace tanto agli orsi.
E ora dimmi, che cosa sono?

Padroncina riflette un attimo, poi dice: «La luna di miele!»
«Complimenti, avete risolto l’indovinello. Potete proseguire.»
«Fantastico!»
Padroncina, sei un genio!

Dopo pochi minuti arriviamo a un altro bivio… E adesso dove andiamo? Questa volta andiamo a sinistra.

Dopo un po‘ notiamo una strana figura in mezzo al sentiero. È un lupo mannaro! Ha il pelo nero, gli occhi gialli e… le zanne molto lunghe!
«Se volete passare, dovete risolvere il mio indovinello.»
«E qual è il tuo indovinello?»

Arrivo con i colori dell‘autunno,
mi trovi nei boschi, tra le foglie colorate.
Ma attento! La mia casa è pericolosa.
Sono piccola, marrone e anche deliziosa.
E ora dimmi, che cosa sono?

Padroncina riflette un attimo, poi dice: «La castagna!»
«Complimenti, avete risolto l’indovinello. Ora potete proseguire.»
«Magnifico!»
Sei la migliore!

Dopo un po’ notiamo due figure in mezzo al sentiero. Questa volta non è nessuna creatura strana: sono Cody e Amicone. Li abbiamo trovati, finalmente!

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Il pipistrello Zucca16 Oct 202000:02:34

Ciao a tutti!

Mi chiamo Zucca, sono un pipistrello e abito in Romania. Perché mi chiamo Zucca? Perché adoro le zucche! 
La mia stagione preferita è l’autunno perché ci sono tante zucche e perché c’è una festa che si chiama Halloween. Sì, gli animali festeggiano Halloween! Halloween è la mia festa preferita.

Ho una ragazza. Anche lei è un pipistrello, si chiama Pipi ed è molto bella. La mia ragazza ed io dormiamo sempre dalle quattro di mattina alle otto di sera. Ogni mattina presto guardiamo l’alba, poi andiamo a dormire.

Di lunedì andiamo a ballare. A me non piace ballare, ma a Pipi piace molto. Di martedì, di giovedì e di venerdì spaventiamo le persone. È molto divertente! Qualche volta andiamo a mangiare fuori. A me piace molto la pizza ai frutti di mare, invece Pipi preferisce la pizza ai funghi.

Pipi ed io andiamo spesso in Italia perché abbiamo amici italiani: Bruno, un grande orso bruno, e Scotty, un piccolo scoiattolo. Di sera e di notte andiamo al bar, ai concerti - mi piace la band Dracula - o visitiamo la città dove abitano Bruno e Scotty. Il 31 ottobre festeggiamo insieme Halloween.

Che cosa faccio nel mio tempo libero? Leggo libri dell’orrore, ovviamente!

P.S. Oggi ho un appuntamento. Devo andare dal dentista. Non mi piace il dentista :(

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🇮🇹 La filastrocca dei mesi 19 Jun 202200:01:10

LA FILASTROCCA DEI MESI 🇮🇹

A gennaio c’è un bel pupazzo di neve da fare
A febbraio una scatola di cioccolatini da regalare
A marzo gli uccellini iniziano a cinguettare
Ad aprile arriva il coniglietto pasquale!
A maggio sbocciano i fiori profumati
A giugno i campi sono dorati
A luglio fa caldo e vado al mare
Ma anche ad agosto mi posso abbronzare!
A settembre le foglie cadono senza far rumore
Ad ottobre alla finestra c’è una zucca arancione
A novembre c’è odore di castagne e vino
A dicembre sotto l’albero c’è un regalino! 

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Fai l'esercizio e leggi la traduzione, ecco i link:

🇮🇹🇩🇪 IT-DE La filastrocca dei mesi

🇮🇹🇬🇧 IT-EN La filastrocca dei mesi

Kira e Cody e il labirinto della strega #616 Oct 202000:03:22

Protagonisti: i cani Kira e Cody  🐶, Padroncina 👩 e Amicone 👨

Episodio 6

«Perfetto!» esclama Amicone soddisfatto: in mano tiene un accendino, nell’altra la scopa. «Andiamo!»
Usciamo dal capanno degli attrezzi e Amicone dà fuoco alla scopa per creare una torcia. Cody ed io corriamo verso il cancello aperto.
«Cody, Kira, fermi! Dove state andando?» urla Padroncina sorpresa.

Ma noi non la ascoltiamo. Dobbiamo trovare quella donna. Usciamo dal cancello e Padroncina e Amicone ci seguono preoccupati. Le strade sono piene di ragni. Molte persone sono in casa e guardano spaventate fuori dalla finestra. Grazie alla torcia di Amicone, i ragni non si avvicinano: hanno paura del fuoco.

Passiamo davanti al supermercato, svoltiamo a sinistra, attraversiamo un parco e poi proseguiamo dritto sulla strada principale fino al cimitero. Qui non ci sono ragni. Dopo alcuni minuti arriviamo ad un alto cancello di ferro. Siamo arrivati. Stranamente, il cancello è aperto.

«Perché ci avete portato qui? Non volete mica entrare?! Dai, torniamo indietro, non mi piace questo posto» dice Padroncina.

Poi sentiamo un urlo provenire dal giardino. E ora che succede? Di nuovo i ragni?
«Forse qualcuno è in pericolo, dobbiamo aiutarlo!» dice Amicone e corre dentro, seguito subito da Cody.

«Ma… un momento! Questa è una proprietà privata!» esclama Padroncina, ma Amicone e Cody non si vedono già più. Padroncina scuote la testa ed entra, io la seguo. Camminiamo su un sentiero stretto, con delle siepi molte alte ai lati. Poi arriviamo a un bivio. E poi a un altro bivio. Da che parte sono andati Cody e Amicone?
«Cody! Edo!» urla Padroncina.
Dove siete? abbaio io.

Silenzio.

«Ma che razza di giardino è questo?»
Io ho una brutta sensazione. Questo non è un giardino. Questo è un labirinto.

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Kira e Cody e il labirinto della strega #512 Oct 202000:03:08

Protagonisti: i cani Kira e Cody  🐶, Padroncina 👩 e Amicone 👨

Episodio 5

Attraversiamo il giardino, andiamo nel capanno degli attrezzi e chiudiamo velocemente la porta. Il posto è piccolo e pieno di attrezzi, ma per fortuna non ci sono ragni. Tranne uno, che sta camminando sulla testa di Cody.

«Porca miseria!» esclama Amicone. «Ma che succede? Da dove vengono tutti questi ragni?»
«Non lo so, ma hai visto là fuori quanti sono? Non sono usciti solo dai nostri dolcetti. Forse sono usciti dai dolcetti di tutti!»
«Ma com’è possibile?»
La situazione è davvero assurda.
«Dobbiamo chiamare qualcuno. La polizia, i nostri genitori… Ma ho lasciato il cellulare in casa! Tu hai il tuo?»
«Purtroppo no, questo costume non ha le tasche» dice Amicone.
«Allora dobbiamo tornare in casa»
«Va bene, ma aspetta, forse troviamo qualcosa di utile…» dice Amicone e si guarda in giro.

Io intanto rifletto.
«Cody, anche secondo te i ragni sono strani?» gli chiedo osservando il ragno sulla sua testa.
«Sì» dice lui. «Hanno un odore diverso. Puzzano di… di…»
«Uova marce?»
«Esatto.»
Il ragno cade a terra. Cody lo annusa e poi… lo mangia. «Che strano. Non sa di ragno. È gommoso, come una caramella»
«Cody, ti devo dire una cosa. Oggi pomeriggio…» e gli racconto di quella strana signora.
«Forse so chi è»
«Cosa? Davvero?»
«Ho sentito alcuni cani parlare di una misteriosa donna che abita in una grande villa vicino al cimitero. Una donna che vive con tanti gatti. Ci sono anche dei ragazzi. Sono tutti molto strani: la donna, i gatti, i ragazzi. Ai cani non piace passeggiare lì vicino»
«Ok, allora dobbiamo andare lì. Secondo me, lei c’entra qualcosa con tutto questo.»

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Kira e Cody e il labirinto della strega #410 Oct 202000:03:11

Protagonisti: i cani Kira e Cody  🐶, Padroncina 👩 e Amicone 👨

Episodio 4

In salotto, una ragazza ha lasciato cadere a terra un biscotto. Con dita tremanti, indica qualcosa di colore nero che si sta muovendo sul pavimento. «Quel… quel ragno è appena uscito dal biscotto!» esclama terrorizzata.

A me i ragni non fanno paura. Sono degli animali piuttosto buffi! Corro per catturarlo, ma non faccio in tempo. Il ragno scompare sotto il divano e non lo vedo più. In quel momento altre persone iniziano a urlare.

Qualcuno ha preso una fetta della torta alla zucca che Padroncina ha preparato con tanto amore. Ma dal centro della torta, come una cascata nera, escono decine, anzi, centinaia di ragni neri. Altri ragni escono dai biscotti e dai muffin al cioccolato. Tutti i dolcetti sono invasi dai ragni, che camminano velocissimi sul pavimento e si arrampicano sulle gambe degli ospiti.

«Che cosa…?» «Via di qui, presto!»

Che diamine sta succedendo?

Troppo tardi mi accorgo che i ragni si stanno arrampicando anche su di me. Adesso non sono più così buffi… Aiuto! Cody! Padroncina! abbaio terrorizzata. Cado a terra. Ahia, che male! I ragni stanno tessendo una ragnatela intorno al mio corpo. Oh no! Vogliono mangiarmi!

Padroncina e Amicone arrivano di corsa. Lei ha in mano un coltello e cerca di liberarmi, mentre lui tiene lontani i ragni con una scopa. Alcuni ragni camminano sul mio muso. Hanno davvero un cattivo odore questi ragni… Padroncina riesce finalmente a liberarmi e tutti insieme corriamo fuori dalla casa. Per strada, le persone urlano e corrono spaventate.

Per terra ci sono tante figure bianche. Questa volta non è né carta igienica né stoffa . Sono persone avvolte nelle ragnatele, pronte per essere mangiate.

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Kira e Cody e il labirinto della strega #308 Oct 202000:04:02

Protagonisti: i cani Kira e Cody  🐶, Padroncina 👩 e Amicone 👨

Episodio 3

Verso le otto arrivano gli invitati e Padroncina li saluta allegramente. È vestita da vampira: indossa un lungo vestito nero e rosso e stivali neri con il tacco alto. Ha anche comprato dei denti da vampiro e si è truccata in modo particolare. Fa un po’ paura!

Anche Cody ed io indossiamo dei costumi. Io indosso un mantello rosso con il cappuccio e Cody indossa un costume da lupo. Sì, avete indovinato, siamo Cappuccetto Rosso e il lupo cattivo!

Mi guardo in giro. Quanti amici! Ma dov’è Amicone? Arriverà in ritardo, come al solito…

Gli amici di Padroncina sono tutti travestiti: da zombie, da strega, da demone… Alcuni si sono ispirati ai film horror: uno indossa un costume da Freddy Krueger di Nightmare, uno da Jason di Venerdì 13 e uno da Saw l’enigmista. C’è anche un ragazzo vestito da Edward mani di forbice e una coppia con bambini vestita da famiglia Addams. Fantastici! Qualche volta Padroncina e Amicone guardano un film horror. A me non piacciono, mi fanno troppa paura! Vado sempre via quando loro ne guardano uno…

Padroncina fa subito un sacco di foto e anch’io mi metto in posa insieme a Cody. Facciamo un figurone nei nostri costumi e tutti ci fanno i complimenti!

Ma quando arriva Amicone? Ah, eccolo, finalmente è arrivato! Certo che è proprio un ritardatario…

Tutti lo chiamano Edo, io invece lo chiamo Amicone, perché è il mio grande amico. È il mio umano preferito – ovviamente dopo Padroncina. È molto simpatico e gioca sempre con me e Cody. Viene a casa nostra quasi ogni giorno e spesso ci porta a spasso. Lui è alto, magro, ha i capelli neri e gli occhi verdi. Ma stasera non riesco a vedere i suoi capelli neri perché sono coperti da… carta igienica?

«Edo!» esclama Padroncina quando lo vede.

«Ehi ciao! Caspita, questo look da vampira ti sta proprio bene!» dice Amicone ammirando Padroncina dalla testa ai piedi.

Lei sorride lusingata. «Beh, non posso dire lo stesso di te…» risponde lei ridendo. In effetti, Padroncina ha ragione… Amicone è tutto coperto di carta igienica! Ok, non è carta igienica, è stoffa bianca. Ma a me sembra carta igienica. Amicone infatti è vestito da mummia.

Bau bau! abbaio io. Non mi saluti?

«Ciao Kira!» dice e mi accarezza, «Anche tu sei molto carina vestita da Cappuccetto Rosso. Ma attenta al lupo cattivo!» scherza lui.

Poi, all’improvviso, qualcuno urla.

«AAAAAAHHHHH!!!!»

Santo cielo! Che cosa succede?`

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Kira e Cody e il labirinto della strega #208 Oct 202000:02:57

Protagonisti: i cani Kira e Cody  🐶, Padroncina 👩 e Amicone 👨

Episodio 2

Padroncina ha ancora molto da fare e io mi annoio un po’. Così vado in giardino e mi godo la fresca aria autunnale. Mi piace stare in giardino. Abitiamo in una via tranquilla dove passano poche macchine. Alcune persone stanno camminando sul marciapiede. Forse vanno a fare la spesa al supermercato, oppure vanno a prendere un caffè al bar qui vicino.

Yaaawn che sonno… quasi quasi faccio un pisolino…

«Ah ah ah! Mi immagino già le loro facce quando li mangeranno!»
Mi sveglio all’improvviso. È buio. Chi ha parlato? Qualcuno ridacchia. Mi avvicino al cancello. Lì fuori c’è una donna. Ha il viso pallido e i lunghi capelli neri le coprono il viso. Ha in mano una grande borsa nera da cui esce una puzza terribile. Che cos’ha in quella borsa, uova marce? Bleah! Quando mi vede, la donna si avvicina al cancello. I suoi grandi occhi neri mi fissano.
«Ciao, bel cagnolino. Vuoi un dolcetto? Oppure preferisci… uno scherzetto?» dice la donna, poi tira fuori dalla borsa qualcosa che sembra… una rana morta!
Bau bau bau! Abbaio io spaventata. Che schifo!
La donna ridacchia divertita, poi mi fa l’occhiolino e va via.
Io rimango lì, immobile, spaventata e disgustata.
«Kira, che succede?» Padroncina ha aperto la porta d’ingresso. «Dai, vieni, dobbiamo prepararci per la festa!»
Corro subito in casa. Prima di entrare, mi giro e guardo di nuovo la strada. Riesco ancora a sentire quella puzza di uova marce.

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Kira e Cody e il labirinto della strega #107 Oct 202000:02:45

Protagonisti: i cani Kira e Cody 🐶, Padroncina 👩 e Amicone 👨

EPISODIO 1

Oggi è una bella giornata. È autunno e in giardino ci sono tante foglie rosse, gialle, arancioni e marroni. Mi piacciono i colori dell’autunno! È pomeriggio e c’è il sole, ma non fa molto caldo. Ma oggi non è un giorno qualsiasi. Oggi è un giorno speciale: è Halloween!

Padroncina è in casa. Lei è la ragazza più simpatica, più buona, più bella e più dolce del mondo. È la migliore, sì, senza dubbio! Lei è la mia Padroncina! Chissà cosa sta facendo ora? Vado a vedere.

È in cucina e sta preparando dei dolcetti per la festa di stasera. Dice che sono molto semplici e veloci da preparare. Servono solo uova, zucchero, farina, burro, un pizzico di sale, un cucchiaino di estratto di vaniglia, un po‘ di zucchero a velo e di cioccolato fondente. Alla fine sembrano dei fantasmi!

La festa di Halloween inizia alle otto e Padroncina ha già decorato la casa con zucche, ragnatele, ragni e pipistrelli. Ci sono anche tante candele. All’ingresso uno scheletro dà il benvenuto agli ospiti. Balla e dice: Benvenuti! È molto simpatico!

Cody è in salotto e sta dormendo sotto il tavolo. Sul tavolo ci sono già molte cose da bere e da mangiare: vino, birra, succhi, un cocktail rosso sangue e tanti dolci, tra cui biscotti, muffin al cioccolato e una torta alla zucca. Ci sono anche dei biscotti per cani. Sono sicuramente buonissimi! Mi viene l’acquolina in bocca… Quando inizia la festa? Non vedo l’ora!

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Il costume perfetto03 Oct 202000:03:05

Finalmente – era la sera che aspettava da tante settimane. Aveva pensato e ripensato a cosa poteva indossare a Halloween. Poi, quando meno se lo aspettava, ebbe l‘idea per il costume perfetto. L‘idea le venne mentre era seduta a tavola e mangiava la zucca al forno. Le piacevano tanto le zucche – le mangiava con gli gnocchi, nelle zuppe, al forno, impanate o nel risotto. La bambina era dotata e sapeva usare la macchina da cucire. Con l’aiuto della madre era riuscita a creare un costume stupendo.

E così, quella sera si travestì da zucca.

Cominciò i preparativi nel tardo pomeriggio. Il tempo sarà perfetto, pensava guardando fuori dalla finestra. C’era tanta nebbia e attorno ai lampioni la luce fredda sembrava un’aureola. La bambina mise il costume sul letto e lo ammirò. Raccolse i suoi capelli lunghi e li legò in una coda di cavallo, poi si mise il cappello arancione con la punta verde. Sua madre la aiutò a indossare il costume e le chiuse la cerniera lampo dietro la schiena. Si mise le scarpe arancioni che aveva dipinto lei stessa e prese il piccolo cestino. Era pronta per uscire.

Aprì la porta e sentì l’aria fredda sulla sua faccia dipinta. Aveva dipinto dei triangoli sopra gli occhi e una striscia sulla bocca. Fece un respiro profondo guardandosi attorno. Vide tanti altri bambini in costume che avevano il suo stesso piano: raccogliere i dolci. Salutò la madre e cominciò il suo giro. Vicino alla scuola incontrò le sue amiche – una strega con una scopa, una vampira con un mantello verde scuro e una mummia. Andarono verso il porto dove abitavano tante persone benestanti che gli avrebbero sicuramente dato dei dolci.

Era strafelice, ma stanca quando tornò a casa. Il suo cestino era pieno di cose buonissime. Si era divertita molto con le sue amiche e pensò che quella sera era stata un successo. Si tolse il costume e andò a letto. Mentre si addormentava, immaginò già il prossimo Halloween. Sarebbe stato perfetto di nuovo, ne era sicura.
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Il gatto Franz e la festa di Halloween30 Sep 202000:03:37

C‘era una volta un gatto che era sempre molto curioso. Era anche pauroso, ma con la mamma era più curioso che pauroso, perché con la mamma non succede mai niente di male. Il gatto si chiamava Franz e un giorno ha vissuto una grande avventura! Era la notte del 31 ottobre e la mamma di Franz aveva organizzato una festa di Halloween. Quando gli ospiti sono arrivati, Franz, il gatto curioso, ha voluto vedere che cosa stava succedendo. Tutti gli ospiti erano mascherati e avevano portato molte cose da mangiare: delle dita di strega, degli occhi mostruosi in budino rosso... Franz ha pensato che a volte gli umani sono un po‘ strani! Ma non importa. Poi la mamma gli ha detto: «Franz, non credo che ti piaccia una festa del genere, c‘è troppa gente, troppo chiasso qui! Vieni con me, andiamo in giardino.»

E così la notte di Halloween Franz e la sua mamma sono andati in giardino. Sono andati nel posto preferito di Franz, il capanno degli attrezzi. Ma che sorpresa! Nel capanno degli attrezzi hanno trovato un piccolo animale nero con le ali che parlava italiano!
Lui li ha salutati e ha detto: «Buona sera! Io sono il pipistrello Donatello, sono italiano e mi annoio molto perché gli altri pipistrelli non mi capiscono. Parlano solo tedesco e per questo non giocano con me.»
La mamma ha detto: «Nessun problema, io ti capisco!» Franz non sa l‘italiano, ma ha detto: «Mao, maaao!» Cioè: Tutto bene, benvenuto!
Così la mamma, Franz e Donatello hanno fatto una festa di Halloween nel capanno degli attrezzi. Hanno ascoltato musica italiana, hanno ballato, cantato e riso molto!

All‘improvviso qualcuno ha bussato alla porta. Tutti si sono spaventati!
La mamma ha aperto la porta e lì fuori c‘era una creatura biancastra che ha detto: «Buona sera! State ascoltando musica italiana? Io sono il fantasma Biancastro, vengo dall‘Italia e sono qui in vacanza, ma sono un po‘ solo perché gli altri fantasmi non mi capiscono e per questo non giocano con me.»
Così tutti e quattro hanno fatto una festa di Halloween nel capanno degli attrezzi e si sono divertiti molto. Alle fine la mamma e Franz hanno invitato il pipistrello Donatello e il fantasma Biancastro alla prossima festa di Halloween. Franz ha detto che non vede l‘ora di rivedere i suoi nuovi amici italiani e adesso anche lui vuole imparare l‘italiano!

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Rocky e l'avventura nella laguna #520 Sep 202000:01:52

Protagonisti: il cane Rocky 🐶, Padroncina 👩 e Padroncino 👨

EPISODIO 5 

Felice, lo osservo volare sopra la laguna, poi torno dai miei padroncini. Padroncina sembra molto felice, ha la macchina fotografica in mano e un grande sorriso sul suo viso. Prima di riuscire a raccontarle del mio gesto eroico, lei mi dice tutta emozionata che ha visto un fenicottero e mi mostra la foto di un grande uccello rosa che vola sopra la laguna. Ma quello è Filippo! penso sorpreso. Quindi Filippo è un fenicottero!

Adesso finalmente so che cos’è un fenicottero e sono davvero orgoglioso di averne conosciuto uno. Ma non vorrei che Padroncina diventi gelosa, quindi preferisco non dire nulla e la mia avventura rimane il mio piccolo segreto…

Ma forse potrei organizzare un incontro tra Filippo e Padroncina… Chissà?! Ne sarebbe felicissima! Felici e contenti, ci rimettiamo in viaggio verso il campeggio.

Che avventura!

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Rocky e l'avventura nella laguna #419 Sep 202000:01:50

Protagonisti: il cane Rocky 🐶, Padroncina 👩 e Padroncino 👨

EPISODIO 4

Torno dal granchio, gli racconto il problema e gli chiedo se può aiutarci: con le sue chele potrebbe tagliare la rete!
Risponde che ha bisogno di qualche minuto e poi verrà da noi ad aiutarci. Sono molto emozionato e felice e torno da Filippo con la bella notizia.

Filippo è molto sollevato e insieme aspettiamo. Dopo alcuni minuti vediamo  finalmente il granchio. Ma lui non è da solo: tanti altri granchi sono venuti ad aiutarci! Tutti insieme iniziano a tagliare la rete. Ci mettono un po’, ma alla fine ce la fanno e Filippo è libero!

Lui li ringrazia e saltella felicissimo di qua e di là. Infine mi abbraccia. «Grazie mille Rocky! Non so cos’avrei fatto senza di te. Dobbiamo assolutamente incontrarci di nuovo! Ma adesso devo tornare dalla mia famiglia, saranno sicuramente molto preoccupati!»

E con un forte battito d’ali vola via.

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#1 🐰 Alla ricerca dei colori scomparsi (A2)30 Apr 202200:03:24

CAPITOLO 1

«… E scusi ancora per il ritardo!»
«Nessun problema, non si preoccupi. Grazie ancora e arrivederci!»
Pasquale saluta la gallina, poi osserva le uova che ha appena ricevuto. Centinaia di uova bianche, piccole, medie e grandi, che aspettano solo di essere colorate.
La signora Gallina, che ogni anno porta le uova al coniglietto pasquale, quest’anno le ha portate in ritardo. Purtroppo tutte le galline della fattoria hanno avuto l’influenza, così per alcune settimane sono dovute rimanere a letto e non hanno potuto lavorare.
Per fortuna adesso sono guarite e Pasquale ha finalmente ricevuto le uova, due giorni prima di Pasqua.
Pasquale non è preoccupato: è molto veloce a colorare le uova e ce la farà in tempo. Ma non c’è tempo da perdere, deve iniziare subito! Prima di tutto deve andare a prendere i colori.
Chiude gli occhi, si concentra e apre un tunnel. Ci salta dentro e in pochi secondi si ritrova in mezzo a un grande bosco.
Alla fabbrica avevano preparato i colori già da alcune settimane. Per tenerli al fresco, li avevano portati in un magazzino speciale in un bosco del nord, in una zona bella fresca e all’ombra.
Pasquale aveva aiutato il signor Coccinella, il capo della fabbrica, e tutte le coccinelle operaie a portare i colori nel magazzino segreto e aveva segnato il percorso su un foglietto: prendere il sentiero che porta a monte Verde, camminare per circa 5 minuti fino alla grossa quercia sulla destra, lì lasciare il sentiero, camminare dieci minuti nel bosco fino a dei grandi cespugli di lampone. Il magazzino si trova lì dietro.
Pasquale inizia a camminare. Il bosco sembra un po’ diverso dall’altra volta: ci sono tanti rami sul sentiero e anche alcuni alberi sono caduti.
Vede la quercia, gira a destra e cammina ancora un po’. Vede i cespugli di lampone ed ecco il magazzino. Ma…
«Perbacco!» esclama Pasquale scioccato: Il tetto del magazzino non c’è più, alcune finestre sono rotte e pure la porta è scomparsa. Che disastro! Ma che cosa è successo?
Pasquale entra di corsa e non crede ai suoi occhi: nel magazzino ci sono solo pezzi di vetro e di legno.
I colori sono scomparsi.

🐰 CONTINUA 🐰

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🇮🇹🇩🇪 IT-DE Alla ricerca dei colori scomparsi

🇮🇹🇬🇧 IT-EN Alla ricerca dei colori scomparsi


Rocky e l'avventura nella laguna #319 Sep 202000:02:13

Protagonisti: il cane Rocky 🐶, Padroncina 👩 e Padroncino 👨

EPISODIO 3  

Ok, devo stare calmo. Mi serve un’idea per aiutarlo. Intanto gli chiedo come si chiama.

«Mi chiamo Filippo. Sono incastrato! Puoi aiutarmi?» chiede lui preoccupato.
«Io sono Rocky, e sì, ti aiuto. Devi solo rimanere calmo. Ce la facciamo, non preoccuparti!» gli dico con voce tranquilla, ma dentro di me sono molto agitato.

Cerco qualcosa lì vicino per tagliare la rete e trovo una conchiglia. La prendo e torno da Filippo. Provo a tagliare la rete, ma la conchiglia si rompe al primo tentativo. Accidenti!

Mi guardo in giro e cerco un’altra soluzione. Poco distante c’è un gabbiano. Rocky, non inseguirlo, NON inseguirlo! ripeto a me stesso.
Mi avvicino e gli chiedo gentilmente aiuto, ma lui non sa come aiutarci. Avrei fatto meglio a inseguirlo… penso deluso. Mi allontano camminando nell’acqua, vicino alla riva, e inciampo su un grosso sasso. Ahi! Che male! Da sotto il sasso esce un granchio che brontola perché l’ho svegliato. Mi scuso gentilmente e vado via di corsa. Le chele del granchio mi fanno un po’ paura… ma all’improvviso mi viene un’idea.

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Rocky e l'avventura nella laguna #217 Sep 202000:02:31

Protagonisti: il cane Rocky 🐶, Padroncina 👩 e Padroncino 👨

EPISODIO 2 

Andiamo su una bella pista ciclabile in via Fausta, poi giriamo a destra verso la laguna e proseguiamo dritto a una rotatoria. Poi dobbiamo andare su un ponte. Ma Padroncina fa fatica a salire sul ponte con me nel carrellino. Lei impreca ed esclama: «Rocky, devi dimagrire!»

Pffff… questi sono muscoli, non grassi! abbaio io un po’ offeso.

Alla fine Padroncino deve aiutarla a fare la salita…
Dopo il ponte c’è una bella chiesa, qualche ristorante e un altro ponte. Dopo un po’ attraversiamo un cortile. Lì ci sono persone anziane che giocano a carte. Sembra privata, ma è una strada pubblica. In Italia è tutto un po’ strano, ma mi piace.

Finalmente arriviamo al mare, ci fermiamo e scendo. A sinistra e a destra c’è il mare. Che posto stupendo!
Camminiamo un po’ e i miei padroncini cercano un bel posticino per sedersi. Ci sono molti gabbiani in acqua. Li osservo e li vorrei inseguire, ma so che non posso. Sono un bravo cane e obbedisco a Padroncina!
Abbaio e chiedo a Padroncina se posso andare un po’ in giro e lei mi lascia libero. Per fortuna posso camminare e non mi annoio. Faccio qualche passo, giro a sinistra e… vedo un grande uccello rosa con le gambe lunghissime!

Mi avvicino a lui prudentemente e sento che sta chiedendo aiuto. Poverino! Una delle sue gambe è incastrata in una rete.

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Rocky e l'avventura nella laguna #115 Sep 202000:01:57

Protagonisti: il cane Rocky 🐶, Padroncina 👩 e Padroncino 👨

EPISODIO 1

Ahhh che bello. Le vacanze sono il periodo più bello dell’anno!
È mattina e sono in spiaggia con i miei padroncini. Prendiamo il sole e ci godiamo la dolce vita. L’Italia è un luogo davvero incantevole.
Per fortuna, nonostante questo strano virus, siamo potuti andare in vacanza a Cavallino.
Ma… un momento! I miei padroncini raccolgono le loro cose e tornano al campeggio. Perché non restiamo in spiaggia? Ah, forse facciamo una gita! Ma non ne sono sicuro. Incuriosito, li seguo fino alla nostra roulotte. Aspetto paziente nel mio lettino e li osservo mentre si preparano. Vedo che Padroncina mette in uno zaino due bottiglie d’acqua, una ciotola per me e una macchina fotografica. Ha! Avevo ragione, facciamo una gita. Fantastico!
Padroncina dice che andiamo in bici nella laguna perché vuole vedere i fenicotteri.
I fenicotteri? Che cosa sono? Sono molto curioso di scoprirlo.
Allora salto nel mio carrellino dietro alla bicicletta di Padroncina e partiamo.

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Sciarpetta Verde #712 Sep 202000:01:47

#EPISODIO 7

«Ma non potevi dirmelo che la torta non ti piaceva?» ha chiesto Sciarpetta Verde perplessa.
«Ma tesoro, non volevo offenderti…» ha detto la nonna.

Intanto il gatto selvatico ha aperto gli occhi.
«Come stai?» gli ha chiesto gentilmente la nonna.
«Insomma, mi fa un po’ male la testa…» ha risposto lui.
Barcollando un po’ è andato verso la porta.
«Bene, allora io vado… È stato un piacere…»
«Ma dove vai? Perché non resti qui con me? Potrai mangiare quanto vuoi! A patto che non mangi i pulcini…» ha detto la nonna sorridendo.

Commosso da tanta gentilezza, il gatto selvatico ha accettato. E da quel giorno, il gatto selv, ehm, domestico ha vissuto felice e contento a casa della nonna.

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Sciarpetta Verde #612 Sep 202000:01:36

#EPISODIO 6

«Fermo!» ha urlato la nonna uscendo dall’armadio.
«Nonnina, stai bene!» ha esclamato Sciarpetta Verde felice di rivedere la sua nonnina sana e salva. La nonna è corsa subito dal gatto selvatico e l’ha preso in braccio.

«Che cosa hai fatto a questo povero micio?»
«Non preoccuparti, sta solo dormendo. Gli ho dato un sonnifero» ha risposto il veterinario un po’ imbarazzato.
«Ma nonnina, che cosa ci facevi nell’armadio?»

E mentre coccolava il gatto addormentato, ha spiegato: «Questo povero micio era molto affamato. Così gli ho proposto di fare scambio e di mangiare la torta al posto mio, dato che a me non piace la torta alle prugne…»

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Sciarpetta Verde #512 Sep 202000:01:32

#EPISODIO 5

La nonna possiede molti animali: delle galline, un gallo, un cavallo, due caprette e alcuni conigli. Per questo il veterinario va regolarmente da lei per controllare che gli animali stiano bene. In quel momento stava visitando il cavallo, quando ha sentito urlare. Allora è corso subito in casa. Sciarpetta Verde lo ha visto e ha urlato: «Aiuto! Questo gattaccio ha mangiato la torta! E probabilmente ha fatto del male alla mia nonnina!»

Senza esitare, il veterinario ha tirato fuori dalla tasca una siringa e l’ha conficcata con forza nel sedere del gatto. Il gatto selvatico ha miagolato forte, poi ha chiuso gli occhi ed è caduto a terra come un sacco di patate.

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Sciarpetta Verde #412 Sep 202000:01:31

#EPISODIO 4

Dopo aver raccolto un po’ di funghi, Sciarpetta Verde è arrivata a casa della nonna. È entrata ed è andata da lei, che si trovava in camera da letto. Le ha mostrato i funghi, il tè e la torta.

Ma la nonna aveva un aspetto davvero strano…

«Nonnina, che faccia pelosa che hai!»
«Lo so, tesoro, devo andare dall’estetista…»
«Nonnina, ma hai le orecchie a punta!»
«Così posso sentire bene le tue lamentele, tesoro mio.»
«Nonnina, ma quella è una coda???»
«Santo cielo, è chiaro che non sono tua nonna!»

E il gatto selvatico ha fatto un grande balzo e… ha mangiato la torta in un sol boccone!

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Sciarpetta Verde #312 Sep 202000:01:30

#EPISODIO 3

Mentre Sciarpetta Verde raccoglieva altri funghi, il gatto selvatico è corso a casa della nonna.
La finestra era aperta. La nonna era a letto e parlava al telefono.

«Sì, ho ancora la febbre. 39. Come dici? Sciarpetta Verde sta venendo qui con una torta e del tè? Ottimo! Che torta hai fatto?»
Ma la nonna non sembrava contenta mentre ascoltava la risposta.
«Una torta alle prugne? Mmm… Ok, grazie. Ciao.»

Poi la nonna ha messo giù il telefono. In quel momento, il gatto selvatico è entrato in casa con un grande balzo.

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Sciarpetta Verde #212 Sep 202000:01:33

#EPISODIO 2

Mentre camminava nel bosco, Sciarpetta Verde ha pensato: Voglio raccogliere qualche fungo per la nonna, così possiamo cucinare un bel risotto ai funghi.

E così ha abbandonato il sentiero…

«Buongiorno, bambina» ha detto un gatto selvatico. «Che cosa fai nel bosco tutta sola?»
«Raccolgo dei funghi per la mia nonna malata. E le porto anche un buon tè e la torta che ha fatto la mamma» ha risposto Sciarpetta Verde.
«Una torta, eh? La nonna è davvero fortunata…» ha detto il gatto selvatico, già con l’acquolina in bocca.
«E dimmi, la nonna abita qui vicino?»
«Alla fine del bosco, ci vogliono ancora 10 minuti!»

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Sciarpetta Verde #112 Sep 202000:01:22

#EPISODIO 1

C’era una volta una bambina che indossava sempre una sciarpa verde che le aveva regalato la nonna. Per questo tutti la chiamavano Sciarpetta Verde. Viveva in una bella casa vicino a una grande bosco. Alla fine del bosco viveva sua nonna.

Un giorno la mamma le ha dato un cestino e le ha detto: «La nonna è malata. Va’ da lei e portale questa torta e questo buon tè. Ma fa’ attenzione! Il bosco è pieno di animali pericolosi. Segui sempre il sentiero!»

E così Sciarpetta Verde si è messa in cammino.

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#2 🐰 Alla ricerca dei colori scomparsi (A2)30 Apr 202200:03:08

CAPITOLO 2

Bau! Padroncinaaa, non sei ancora pronta? abbaia Cody impaziente.
Kira apre gli occhi irritata. Ogni mattina la stessa storia.
Cody è di nuovo davanti alla porta e abbaia.
«Un attimo Cody. Ancora cinque minuti» risponde Padroncina mentre beve il suo caffè, ancora in pigiama, come ogni mattina.
La mattina Cody è sempre impaziente di uscire. Kira non lo capisce. Lei vorrebbe continuare a dormire, è così presto! Scuote la testa e chiude gli occhi, cercando di dormire.
Dopo dieci minuti però Padroncina ha finito di fare colazione, va in bagno e si cambia. Poi prende collari e guinzagli. Cody è entusiasta, Kira invece non ha molta voglia di passeggiare. Preferirebbe stare a letto a dormire!
Escono e l’aria fredda sveglia Kira completamente. È quasi Pasqua, ma la mattina fa ancora un po’ freddo. Fanno la solita passeggiata al parco. Kira e Cody corrono liberi e giocano con altri cani. Oggi Padroncina ha portato la pallina. A Kira piace molto giocare con la palla! Padroncina la tira e Kira corre a prenderla, poi la riporta a Padroncina e lei la tira di nuovo.
A un certo punto Padroncina tira la pallina un po’ più lontano. Kira va a prenderla e nota una coccinella che cammina velocemente sulla sua pallina. Poi vede un’altra coccinella, proprio lì nell’erba. E poi un’altra e un’altra ancora. Ora che guarda bene, Kira nota che ci sono un sacco di coccinelle lì. Saranno centinaia!
Chissà cosa stanno facendo?
Kira si ferma a guardarle, ma poi sente la voce di Padroncina che la chiama. Sta per correre via, quando sente una frase:
«… il signor Pasquale è davvero preoccupato…»
«Pasquale? State parlando del coniglietto pasquale?» esclama lei, fermandosi.
La coccinella che ha detto quella frase la guarda un po’ impaurita.
«Cos’è successo? Raccontami tutto!»

🐰 CONTINUA 🐰

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B1 • Jinse, il cavallo che vuole essere coraggioso21 Aug 202000:04:13

Ciao! Sono il cavallo Jinse e vivo in una stalla molto carina in Baviera, insieme al mio migliore amico Graphit e altri 20 cavalli. Siamo una grande mandria di cavalli e viviamo tutti insieme. Graphit, il mio migliore amico, è molto anziano, per questo è in pensione da qualche anno. Non so cosa voglia dire esattamente, ma sembra che non debba fare più niente, riceve solo da mangiare e qualche medicinale. A lui basta mangiare tanto, godersi la vita e non doversi muovere tanto. A me non piacerebbe non fare niente, sarebbe noioso! Preferisco vivere delle avventure e imparare cose nuove! Ma lui è contento così e io faccio del mio meglio per evitare che gli altri lo infastidiscano. Sono la sua guardia del corpo! Poi ci sono i nostri umani, la mamma e il papà, che vengono ogni giorno a trovarci. Siamo sempre molto felici quando arrivano. Vado subito al cancello a salutarli e Graphit mi segue. Ci strigliano e pettinano e questo dura molto, specialmente in inverno. Sono un frisone con molto crine e una criniera lunga e folta, per questo ci mettono sempre molto tempo a strigliarmi. Mi piace, amo essere strigliato!

Dopo facciamo spesso qualcosa di interessante, come un giro, e ciò mi piace molto perché viviamo sempre molte avventure nei campi e nel bosco. Mi piacciono le avventure e un giorno diventerò un cavallo molto coraggioso, ma adesso… sono ancora molto prudente. È giusto essere prudenti, o no? Per esempio, sono molto prudente quando vedo una macchina parcheggiata vicino al nostro sentiero. Potrebbe partire da un momento all‘altro! Devo fare attenzione che non ci succeda niente di male, vero?
Ma la mamma mi dice: «Ma Jinse, cosa stai facendo? Tu sai cosa sono le macchine! Puoi passare, non è pericoloso».
Sono anche molto prudente quando vedo un altro cavallo. Non si sa mai!
Ma la mamma ogni volta mi dice: «Ma Jinse, tu conosci altri cavalli, perché hai paura? Non essere stupido!»
Mm. Forse a volte sono troppo prudente…

Andiamo anche al maneggio per imparare cose nuove. Faccio qualcosa che si chiama dressage ed è molto interessante perché imparo tanto e mi fanno sempre un sacco di complimenti. Mi piace quando vengo lodato! E poi ci sono anche i giochi! Sono molto divertenti. La mamma dice che mi aiutano a non essere più un fifone… io le dico che non sono un fifone, sono solo prudente. Ma comunque la mamma ha ragione, mi aiutano molto. Per esempio grazie a questi giochi ho imparato che un ombrello non è per niente pericoloso e adesso non ho più paura degli ombrelli. Anche prima non avevo paura, ero solo prudente… vabbè, avete capito. Ho imparato anche molte altre cose, ma sono difficili da descrivere, per questo vi mostro qualche foto.
È tutto, adesso ci conoscete. Vedrete, un giorno diventerò un cavallo coraggiosissimo!

P.S. Ho presentato anche Graphit perché lui non ama molto scrivere. Anzi, a dire la verità, penso che non sappia proprio scrivere!

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A1 • Scotty ha freddo20 Aug 202000:00:52

È inverno e lo scoiattolo Scotty ha freddo. Ha anche fame e sete. Allora prende una coperta calda, mangia un po' di noci e beve un tè caldo. Ora Scotty è soddisfatto!
Yaawn. È molto tardi e Scotty ha sonno.
«Vado a dormire» dice.
Buona notte e sogni d'oro, Scotty!

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A1 • Il fiore più bello20 Aug 202000:01:30

Il coniglietto Bianco è innamorato di Margherita, una bella coniglietta che vive a Boscoverde. Bianco vuole regalare a Margherita un bel fiore, così va nel bosco. Vuole trovare il fiore più bello di tutti!

Vede un bel tulipano arancione e pensa: Che bel fiore!
Poi vede un grande girasole giallo: Questo fiore ha un bel colore!
Poi vede una splendida rosa rossa: Le rose sono molto belle!
Vede anche tante belle margherite bianche: Sono davvero carine!

Ma qual è il fiore più bello? Non è facile!

Alla fine va dalla coniglietta Margherita e le regala un bel mazzo di fiori colorati. «Questi fiori sono bellissimi, ma il fiore più bello sei tu!»

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